In merito:

spleen

utente ?
Meritarsi di essere amati, meritarsi una persona, non meritarsi un tradimento, non meritarsi un trattamento, …..meritarsi come genere umano di estinguerci......

Quante volte usiamo il concetto di merito, legandolo a fasi più o meno difficili della nostra vita? Ma il merito non c’entra apparentemente nulla con tutto questo, gli eventi sono governati dal caso, gli abissi imperscrutabili della nostra esistenza non contemplano il premio o la punizione immediata per quello che facciamo su questa terra, le cose succedono e basta, persone di buona volontà subiscono ogni sorta di oltraggi dalla vita, emeriti cialtroni magari sono fortunati, o viceversa, senza regola.
Ma perchè allora parliamo di meriti? Perchè pensiamo che la nostra esistenza contempli dei bonus o sia governata da leggi meritocratiche?

E cosa davvero ci meritiamo?
Forse ci meritiamo il rispetto, ci meritiamo la comprensione, ci meritiamo dignità, tutte quelle cose che non sono legate alla sorte ma che stanno al nostro fianco da quando siamo nati, e che è nostro” merito” usare al nostro prossimo, per nostro impegno, una delle poche cose che la vita non potrà mai toglierci del tutto.

Voi cosa pensate?
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Sottoscrivo tutto. E aggiungo alcune riflessioni.Credo che in qualche modo l'educazione formi questo pensiero perché realmente l'impegno, la perseveranza portano buoni risultati.
Però c'è come un trasferimento di questo principio all'ambito della realizzazione dei desideri, ma con un'aspettativa automatica. Ovvero se io sono brava tutto andrà bene. Ed è questo che non sempre accade e delude.
In effetti anch'io ho avuto aspettative almeno di non avere cose negative, di non essere ingannata.
La cosa che più mi irrita è invece il merito che viene attribuito solo a se stessi. Quindi IO MERITO il lavoro, l'amore , il successo dando per scontato che gli altri no.
Ma il peggio è considerare che ci sia chi non merita perché non possiede cultura o capacità e chi non merita non abbia diritto a nulla.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Personalmente e per ciò che mi riguarda non ho mai pensato che meritassi o non meritassi qualcosa, a parte un bel voto a scuola se avevo studiato discretamente :D
memtre devo dire che mi viene spontaneo pensare di una conoscenza o di una persona cara : quella cosa le è andata bene ( o male ) si merita il bene ( non si merita il male ).
quindi l'uso del termine lo estendo agli altri, non a me stessa.
Sono anche consapevole che la vita scorre e ci sorprende a prescindere dai cosiddetti meriti presunti.
 

sienne

lucida-confusa
Meritarsi di essere amati, meritarsi una persona, non meritarsi un tradimento, non meritarsi un trattamento, …..meritarsi come genere umano di estinguerci......

Quante volte usiamo il concetto di merito, legandolo a fasi più o meno difficili della nostra vita? Ma il merito non c’entra apparentemente nulla con tutto questo, gli eventi sono governati dal caso, gli abissi imperscrutabili della nostra esistenza non contemplano il premio o la punizione immediata per quello che facciamo su questa terra, le cose succedono e basta, persone di buona volontà subiscono ogni sorta di oltraggi dalla vita, emeriti cialtroni magari sono fortunati, o viceversa, senza regola.
Ma perchè allora parliamo di meriti? Perchè pensiamo che la nostra esistenza contempli dei bonus o sia governata da leggi meritocratiche?

E cosa davvero ci meritiamo?
Forse ci meritiamo il rispetto, ci meritiamo la comprensione, ci meritiamo dignità, tutte quelle cose che non sono legate alla sorte ma che stanno al nostro fianco da quando siamo nati, e che è nostro” merito” usare al nostro prossimo, per nostro impegno, una delle poche cose che la vita non potrà mai toglierci del tutto.

Voi cosa pensate?


Ciao


Chi non semina, non raccoglie. Questo detto esiste anche in Tedesco: "Ohne Fleiss, kein Preis".

Questo meccanismo causale l'abbiamo incarnato profondamente dentro di noi. Lo impariamo sin da piccoli tramite i vari consigli e insegnamenti educativi e religiosi. Se studiamo, allora i voti miglioreranno. Se facciamo i bravi, ci sarà una ricompensa. Se puliamo la stanza, la mamma sarà contenta. Ecc. ecc. ecc. E l'esperienza spesso ce lo conferma pure, che se ci impegniamo, allora i risultati si vedranno. Questa catena di causalità è dunque fortemente ancorata nei nostri processi cognitivi e emotivi verso i vari ambiti della vita. E nonostante l'esperienza pian piano ci insegna che non è sempre così, è difficile rompere l'aspettativa di una conseguenza imparata e basata su un nostro impegno.

Da qui, credo, derivi il fatto che esprimiamo l'aspetto del merito. Mi sono impegnata in questa relazione, perciò il tradimento non doveva essere la conseguenza, bensì l'onestà e sincerità. Non per nulla crolla il mondo, quando scopriamo un tradimento. In una relazione si investe molto che tocca vari ambiti della vita. E vedere il nostro impegno dissolversi nel nulla, fa molto male. Rompe tutto quello che abbiamo imparato e interiorizzato.

A volte ho l'impressione che ritornare alle nostre radici, farebbe bene un po' a tutti. Come figlia di contadina ho visto spesso che dopo un lavoro d'uro ... la raccolta non è stata un gran che. Tanti fattori possono influire. Anche dopo una semina fatta a casaccio può succedere che la raccolta sia grande. Da qui ho imparato che non tutto può dipendere solo da noi. Abbiamo sì influenza, ma non il controllo.



sienne
 
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spleen

utente ?

danny

Utente di lunga data
Ciao


Chi non semina, non raccoglie. Questo detto esiste anche in Tedesco: "Ohne Fleiss, kein Preis".

Questo meccanismo causale l'abbiamo incarnato profondamente dentro di noi. Lo impariamo sin da piccoli tramite i vari consigli e insegnamenti educativi e religiosi. Se studiamo, allora i voti miglioreranno. Se facciamo i bravi, ci sarà una ricompensa. Se puliamo la stanza, la mamma sarà contenta. Ecc. ecc. ecc. E l'esperienza spesso ce lo conferma pure, che se ci impegniamo, allora i risultati si vedranno. Questa catena di causalità è dunque fortemente ancorata nei nostri processi cognitivi e emotivi verso i vari ambiti della vita. E nonostante l'esperienza pian piano ci insegna che non è sempre così, è difficile rompere l'aspettativa di una conseguenza imparata e basata su un nostro impegno.

Da qui, credo, derivi il fatto che esprimiamo l'aspetto del merito. Mi sono impegnata in questa relazione, perciò il tradimento non doveva essere la conseguenza, bensì l'onestà e sincerità. Non per nulla crolla il mondo, quando scopriamo un tradimento. In una relazione si investe molto che tocca vari ambiti della vita. E vedere il nostro impegno dissolversi nel nulla, fa molto male. Rompe tutto quello che abbiamo imparato e interiorizzato.

A volte ho l'impressione che ritornare alle nostre radici, farebbe bene un po' a tutti. Come figlia di contadina ho visto spesso che dopo un lavoro duro ... la raccolta non è stata un gran che. Tanti fattori possono influire. Anche dopo una semina fatta a casaccio può succedere che la raccolta sia grande. Da qui ho imparato che non tutto può dipendere solo da noi. Abbiamo sì influenza, ma non il controllo.



sienne
Perfetto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sienne

Forse il punto è il controllo.
Il legame causa>effetto è reale, ma non è automatico.
Però vorremmo poter avere il controllo con legami causa>effetto su tutto, anche e soprattutto su ciò che non è possibile controllare gli affetti, la salute, la morte.
 

spleen

utente ?
Ma per quello serve intelligenza e empatia, di cui molti sono sprovvisti. Non potrebbero nemmeno volendo.
Le ho trovate disgiunte in molte persone.
Comunque lo so, non è da tutti.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Meritarsi di essere amati, meritarsi una persona, non meritarsi un tradimento, non meritarsi un trattamento, …..meritarsi come genere umano di estinguerci......

Quante volte usiamo il concetto di merito, legandolo a fasi più o meno difficili della nostra vita? Ma il merito non c’entra apparentemente nulla con tutto questo, gli eventi sono governati dal caso, gli abissi imperscrutabili della nostra esistenza non contemplano il premio o la punizione immediata per quello che facciamo su questa terra, le cose succedono e basta, persone di buona volontà subiscono ogni sorta di oltraggi dalla vita, emeriti cialtroni magari sono fortunati, o viceversa, senza regola.
Ma perchè allora parliamo di meriti? Perchè pensiamo che la nostra esistenza contempli dei bonus o sia governata da leggi meritocratiche?

E cosa davvero ci meritiamo?
Forse ci meritiamo il rispetto, ci meritiamo la comprensione, ci meritiamo dignità, tutte quelle cose che non sono legate alla sorte ma che stanno al nostro fianco da quando siamo nati, e che è nostro” merito” usare al nostro prossimo, per nostro impegno, una delle poche cose che la vita non potrà mai toglierci del tutto.

Voi cosa pensate?
Oggi, diversamente dal passato, lo percepiscono come un concetto ingannevole, se calato nella sfera delle relazioni in genere.

Io sento che (per me)dire: "io mi merito" equivale a dire "ho lavorato per.."

E tutto automaticamente mi si blocca e mi fermo, e volendo ragionare da quel "ho lavorato per..." mi si presentano mille domande che mi aprono spazi e prospettive molto diverse rispetto a quella apparentemente semplice da cui ero partito
 

banshee

The Queen
non credo assolutamente ai meriti in campo affettivo e sentimentale. sono credente quindi per tutto quel che concerne gli ambiti salute/malattia, incidenti, lutti et simili ho le mie convinzioni che esulano assolutamente dai meriti.

credo nel merito e nella meritocrazia solo sul lavoro ma...è più plausibile trovare un unicorno mentre si passeggia nei boschi :D
 

Nobody

Utente di lunga data
Meritarsi di essere amati, meritarsi una persona, non meritarsi un tradimento, non meritarsi un trattamento, …..meritarsi come genere umano di estinguerci......

Quante volte usiamo il concetto di merito, legandolo a fasi più o meno difficili della nostra vita? Ma il merito non c’entra apparentemente nulla con tutto questo, gli eventi sono governati dal caso, gli abissi imperscrutabili della nostra esistenza non contemplano il premio o la punizione immediata per quello che facciamo su questa terra, le cose succedono e basta, persone di buona volontà subiscono ogni sorta di oltraggi dalla vita, emeriti cialtroni magari sono fortunati, o viceversa, senza regola.
Ma perchè allora parliamo di meriti? Perchè pensiamo che la nostra esistenza contempli dei bonus o sia governata da leggi meritocratiche?

E cosa davvero ci meritiamo?
Forse ci meritiamo il rispetto, ci meritiamo la comprensione, ci meritiamo dignità, tutte quelle cose che non sono legate alla sorte ma che stanno al nostro fianco da quando siamo nati, e che è nostro” merito” usare al nostro prossimo, per nostro impegno, una delle poche cose che la vita non potrà mai toglierci del tutto.

Voi cosa pensate?
Vero anche se solo fino ad un certo punto. Non bisogna esagerare sennò si diventa fatalisti. "Chi semina raccoglie" purtroppo a volte non funziona (basta vedere tutto quello che è capitato al povero Giobbe), però è innegabile che aumenti le possibilità di ottenere ciò che si costruito nel tempo.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Meritarsi di essere amati, meritarsi una persona, non meritarsi un tradimento, non meritarsi un trattamento, …..meritarsi come genere umano di estinguerci......

Quante volte usiamo il concetto di merito, legandolo a fasi più o meno difficili della nostra vita? Ma il merito non c’entra apparentemente nulla con tutto questo, gli eventi sono governati dal caso, gli abissi imperscrutabili della nostra esistenza non contemplano il premio o la punizione immediata per quello che facciamo su questa terra, le cose succedono e basta, persone di buona volontà subiscono ogni sorta di oltraggi dalla vita, emeriti cialtroni magari sono fortunati, o viceversa, senza regola.
Ma perchè allora parliamo di meriti? Perchè pensiamo che la nostra esistenza contempli dei bonus o sia governata da leggi meritocratiche?

E cosa davvero ci meritiamo?
Forse ci meritiamo il rispetto, ci meritiamo la comprensione, ci meritiamo dignità, tutte quelle cose che non sono legate alla sorte ma che stanno al nostro fianco da quando siamo nati, e che è nostro” merito” usare al nostro prossimo, per nostro impegno, una delle poche cose che la vita non potrà mai toglierci del tutto.

Voi cosa pensate?
per fortuna invece i meriti contano molto nella vita, anche se non nell'ambito sentimentale e dei rapporti umani.
ma io penso che questo succeda perché non esiste più un sistema coerente e compatto che insegna l'umiltà e il valore della fatica e della perseveranza
 

spleen

utente ?
per fortuna invece i meriti contano molto nella vita, anche se non nell'ambito sentimentale e dei rapporti umani.
ma io penso che questo succeda perché non esiste più un sistema coerente e compatto che insegna l'umiltà e il valore della fatica e della perseveranza
Il mio non era un ragionamento sull' impegno e sui suoi frutti. Per il quale, ovviamente, sono con te. Era una constatazione di come l'umanità tutta "pensi o meno di meritare" su cose che con i meriti centrano niente.

Sulla meritocrazia:
In linea teorica sono d'accordo che l'impegno e la perseveranza siano basilari ma constato anche come spesso i premi di merito (cioè la giustizia) siano merita utopia, in quanto in mano alle decisioni umane.
Esempio pratico: conosco persone che sul posto di lavoro si fanno in 4, sottovalutatissime, mentre emeriti fannulloni, che però sono bravi a raccontarla facciano carriera. Bravi sì, ma a leccare il c.
Questo ovviamente non sminuisce il valore dell' impegno, ma non è una faccenda di automatismi.
 

brenin

Utente
Staff Forum
per fortuna invece i meriti contano molto nella vita, anche se non nell'ambito sentimentale e dei rapporti umani.
ma io penso che questo succeda perché non esiste più un sistema coerente e compatto che insegna l'umiltà e il valore della fatica e della perseveranza
Quoto. ed alla perseveranza aggiungerei l'onestà di ammettere quando - soprattutto in ambito lavorativo - c'è qualcuno che ha più meriti/capacità di noi. E tutti questi pilastri da te citati ed a mio avviso fondamentali sono stati demoliti,in ambito lavorativo soprattutto, portando ad un "appiattimento" generalizzato, con le note nefaste conseguenze del caso.
 

brenin

Utente
Staff Forum
Il mio non era un ragionamento sull' impegno e sui suoi frutti. Per il quale, ovviamente, sono con te. Era una constatazione di come l'umanità tutta "pensi o meno di meritare" su cose che con i meriti centrano niente.

Sulla meritocrazia:
In linea teorica sono d'accordo che l'impegno e la perseveranza siano basilari ma constato anche come spesso i premi di merito (cioè la giustizia) siano merita utopia, in quanto in mano alle decisioni umane.
Esempio pratico: conosco persone che sul posto di lavoro si fanno in 4, sottovalutatissime, mentre emeriti fannulloni, che però sono bravi a raccontarla facciano carriera. Bravi sì, ma a leccare il c.
Questo ovviamente non sminuisce il valore dell' impegno, ma non è una faccenda di automatismi.
Concordo,però c'è una sottilissima linea, a mio avviso, tra il meritarsi ed il volere, e sono proprio i singoli comportamenti che fanno poi alla fine capire di cosa effettivamente si tratta.
 

spleen

utente ?
Concordo,però c'è una sottilissima linea, a mio avviso, tra il meritarsi ed il volere, e sono proprio i singoli comportamenti che fanno poi alla fine capire di cosa effettivamente si tratta.
Non a caso ho parlato di "senso di giustizia"
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Il mio non era un ragionamento sull' impegno e sui suoi frutti. Per il quale, ovviamente, sono con te. Era una constatazione di come l'umanità tutta "pensi o meno di meritare" su cose che con i meriti centrano niente.

Sulla meritocrazia:
In linea teorica sono d'accordo che l'impegno e la perseveranza siano basilari ma constato anche come spesso i premi di merito (cioè la giustizia) siano merita utopia, in quanto in mano alle decisioni umane.
Esempio pratico: conosco persone che sul posto di lavoro si fanno in 4, sottovalutatissime, mentre emeriti fannulloni, che però sono bravi a raccontarla facciano carriera. Bravi sì, ma a leccare il c.
Questo ovviamente non sminuisce il valore dell' impegno, ma non è una faccenda di automatismi.

sono infatti d'accordo con te riguardo la prima parte :)
purtroppo sono discorsi che si sentono fare molto spesso e nei quali in passato sono caduta pure io.

restringendo all'ambito lavorativo e in via del tutto generale (che non è proprio il tema del thread e non vorrei andare ot) sottolineo solo che al di fuori del settore pubblico le posizioni e quindi i meriti lavorativi spesso sono frutto della capacità di vendita del singolo , che può essere sviluppata e potenziata (magari uscendo dalla zona di comfort :D)
 

spleen

utente ?
sono infatti d'accordo con te riguardo la prima parte :)
purtroppo sono discorsi che si sentono fare molto spesso e nei quali in passato sono caduta pure io.

restringendo all'ambito lavorativo e in via del tutto generale (che non è proprio il tema del thread e non vorrei andare ot) sottolineo solo che al di fuori del settore pubblico le posizioni e quindi i meriti lavorativi spesso sono frutto della capacità di vendita del singolo , che può essere sviluppata e potenziata (magari uscendo dalla zona di comfort :D)
Concordo, per quanto giustamente "vendita" non è sempre aderenza a "valore".
 
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