La paura di amare... esiste????

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Old chensamurai

Guest
Chen una parte di verità c'è... spiega spiega...
... la questione è assai complessa... e parte negli anni '50 con la Fromm-Reichman e il suo concetto di "madre schizofrenogena" e successivamente con la Rosen e il suo assurdo costrutto di "madre perversa"... furono Bateson, Laing ed altri, a rifiutare in toto questi modelli che addossavano le responsabilità alla madre, richiamando, invece, l'attenzione alla dimensione "famigliare", in un'ottica sistemica... il passo successivo, fu il riconoscimento del piano sociale e dell'interazione famiglia-società... con Kelly, l'approccio costruttivista (il mio), prende piede in maniera irresistibile... oggi, nessuno si sognerebbe di rispolverare vecchie teorie, in odore di misoginia (e qui capisco Multimodi... hi, hi, hi) che ri-gettano la croce delle responsabilità sulle spalle della mamma... con buona pace di Bruno Bettelheim... hi, hi, hi... che si rigirerà, ora, nella tomba...
 

Old Cat

Utente di lunga data
Questa domanda nasce da un confronto nel thread "Stasera mi butto...o no?".
Secondo voi, si può avere davvero paura di amare?
E se si, da dove nasce?
O per qualcuno nascondersi dietro questo timore diventa un alibi per allontanare la persona che si sta frequentando in quel momento?
O peggio ancora per continuare a "sfarfaleggiare" in giro senza render conto a nessuno delle proprie azioni?

si, esiste eccome.
si può aver paura di iniziare a frequentare una persona .
si può essere presi dal panico poco prima di vederla e disdire l'appuntamento dato sembrando villani.
si può evitare di frequentare uomini e pure di dare loro anche il primo appuntamento
si può avere delle amicizie e non desiderare per se niente di più serio o che vada oltre

infine si può lasciare un uomo che si ama.


per paura di amare.
 
O

Old chensamurai

Guest
in effetti...

Mi riferivo però alla costruzione del senso di identità, al falso Io...
... rispetto al quale non è tanto questione di "mamma" o di "papà", ma di "modelli di attaccamento"... se proprio, parliamo di Bowlby... ma lasciate stare le mamme... poveracce... già è una sfiga nascere donna... se poi, gli addossiamo anche la colpa delle "pare" dei figli... hi, hi, hi...
 

Nobody

Utente di lunga data
... la questione è assai complessa... e parte negli anni '50 con la Fromm-Reichman e il suo concetto di "madre schizofrenogena" e successivamente con la Rosen e il suo assurdo costrutto di "madre perversa"... furono Bateson, Laing ed altri, a rifiutare in toto questi modelli che addossavano le responsabilità alla madre, richiamando, invece, l'attenzione alla dimensione "famigliare", in un'ottica sistemica... il passo successivo, fu il riconoscimento del piano sociale e dell'interazione famiglia-società... con Kelly, l'approccio costruttivista (il mio), prende piede in maniera irresistibile... oggi, nessuno si sognerebbe di rispolverare vecchie teorie, in odore di misoginia (e qui capisco Multimodi... hi, hi, hi) che ri-gettano la croce delle responsabilità sulle spalle della mamma... con buona pace di Bruno Bettelheim... hi, hi, hi... che si rigirerà, ora, nella tomba...
Dici che sono misogino? Chissà..

Karl Popper asseriva che la psicanalisi non è una scienza...dev'essere forse per questo che alcuni tuoi colleghi la pensano diversamente da te...e cioè che l'amore materno nei primi anni è fondamentale per lo sviluppo corretto dei futuri amori
 

MK

Utente di lunga data
... rispetto al quale non è tanto questione di "mamma" o di "papà", ma di "modelli di attaccamento"... se proprio, parliamo di Bowlby... ma lasciate stare le mamme... poveracce... già è una sfiga nascere donna... se poi, gli addossiamo anche la colpa delle "pare" dei figli... hi, hi, hi...
Una sfiga nascere donna????
 
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Old amoreepsiche

Guest
... rispetto al quale non è tanto questione di "mamma" o di "papà", ma di "modelli di attaccamento"... se proprio, parliamo di Bowlby... ma lasciate stare le mamme... poveracce... già è una sfiga nascere donna... se poi, gli addossiamo anche la colpa delle "pare" dei figli... hi, hi, hi... [/qu

veramente nascere donna è una goduria...buongiorno chen...come butta?
 

oscuro

Utente di lunga data
penso

Penso che la paura d'amare non esista intesa come tale!!Credo che ci si nasconda dietro la paura....magari in quel momento non siam pronti...magari si esce da una storia importante e siam chiusi nel nostro dolore...magari non siam ricettivi...!!Sò di per certo...che quando si ha la fortuna d'incontrar una persona speciale e fortunatamente ci sono...tutti quei costrutti mentali...quei deterrenti...ce li mettiam alle spalle...e torniam a nuova vita...!!!!Non è questione di ottimismo ne pessimismo...ma è bello dar alla vita..la possibilità di sorprenderci...!!!!
 

Nobody

Utente di lunga data
Concordo; ma concordo anche con Chen, è questione di modelli di attaccamento.
Poi ci sono anche i papà eh...
Infatti non dico che Chen ha torto, anche perchè non ho nessuna conoscenza per poterlo dire. Ma evidentemente non tutti i suoi colleghi la pensano come lui.
 
O

Old chensamurai

Guest
Dici che sono misogino? Chissà..

Karl Popper asseriva che la psicanalisi non è una scienza...dev'essere forse per questo che alcuni tuoi colleghi la pensano diversamente da te...e cioè che l'amore materno nei primi anni è fondamentale per lo sviluppo corretto dei futuri amori
... un momento, amico mio, un momento... sono perfettamente d'accordo con te circa il bisogno d'amore... sempre che c'intendiamo sul significato di "amore" che, in questo caso, significa "accudimento" nel senso più nobile del termine... guarda che c'è un "non detto" quando gli psicologi scrivono (e scrivono, in genere, alla cazzo...)... ovvero, con il termine "amore materno", intendono amore della "figura di accudimento", che può essere qualsiasi persona... padre, madre, fratello, sorella... inserito nel contesto famigliare... non intendono affatto isolare la relazione "bambino- figura di accudimento", sterilizzandola in una dimensione avulsa dal contesto che la circonda... un esempio molto semplice: una madre distrutta dal rapporto ansiogeno con un marito cretino (semplifico), quale tipo di relazione potrà avere con il suo bambino?... e possiamo, forse, affermare che la "colpa" di una cattiva relazione "bambino-figura di accudimento", sia della madre?... oppure è la dinamica famigliare ad essere patogenetica?...
 
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Old chensamurai

Guest
... rispetto al quale non è tanto questione di "mamma" o di "papà", ma di "modelli di attaccamento"... se proprio, parliamo di Bowlby... ma lasciate stare le mamme... poveracce... già è una sfiga nascere donna... se poi, gli addossiamo anche la colpa delle "pare" dei figli... hi, hi, hi... [/qu

veramente nascere donna è una goduria...buongiorno chen...come butta?
... bene, grazie... sto scrivendo qualcosa sulla metafisica di San Tommaso... hi, hi, hi...
 
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Old chensamurai

Guest
Dici che sono misogino? Chissà..

Karl Popper asseriva che la psicanalisi non è una scienza...dev'essere forse per questo che alcuni tuoi colleghi la pensano diversamente da te...e cioè che l'amore materno nei primi anni è fondamentale per lo sviluppo corretto dei futuri amori
... Popper, come sai, partiva dal concetto di "confutabilità"... per lui, solo quella era scienza... quindi, era coerente con i suoi presupposti... poi Lakatos ha dimostrato che tutte le teorie scientifiche hanno un nucleo metafisico... e Popper è stato messo un po' a tacere...
 

Nobody

Utente di lunga data
... un momento, amico mio, un momento... sono perfettamente d'accordo con te circa il bisogno d'amore... sempre che c'intendiamo sul significato di "amore" che, in questo caso, significa "accudimento" nel senso più nobile del termine... guarda che c'è un "non detto" quando gli psicologi scrivono (e scrivono, in genere, alla cazzo...)... ovvero, con il termine "amore materno", intendono amore della "figura di accudimento", che può essere qualsiasi persona... padre, madre, fratello, sorella... inserito nel contesto famigliare... non intendono affatto isolare la relazione "bambino- figura di accudimento", sterilizzandola in una dimensione avulsa dal contesto che la circonda... un esempio molto semplice: una madre distrutta dal rapporto ansiogeno con un marito cretino (semplifico), quale tipo di relazione potrà avere con il suo bambino?... e possiamo, forse, affermare che la "colpa" di una cattiva relazione "bambino-figura di accudimento", sia della madre?... oppure è la dinamica famigliare ad essere patogenetica?...
Infatti la mia non voleva essere una colpevolizzazione della madre, caro Chen. Non avrebbe alcun senso farlo...anche perchè ogni "colpa" è solo l'anello di una catena infinita. Risalire al primo è impossibile. Però ho sempre pensato che in tanti casi sarebbe possibile infrangerla, questa catena. Per non continuare a tramandare questo peso a chi viene dopo di noi.
Per qualunque motivo accada, se manca la figura e l'amore (in qualunque maniera lo si voglia coniugare) della "madre"...bambino kaputt!
Visto che parliamo di questo, cosa pensi delle varie e diverse teorie sullo sviluppo dell'omosessualità?
 

Nobody

Utente di lunga data
... Popper, come sai, partiva dal concetto di "confutabilità"... per lui, solo quella era scienza... quindi, era coerente con i suoi presupposti... poi Lakatos ha dimostrato che tutte le teorie scientifiche hanno un nucleo metafisico... e Popper è stato messo un po' a tacere...
Sono ignorante e lo ammetto senza problemi
Chi era e cosa diceva Lakatos?
 

Lettrice

Utente di lunga data

oscuro

Utente di lunga data
m.m

Aspetta un attimo:La domanda da porsi è quanto sia vincolante l'assenza di amore o di presenza della mamma per il bambino!!Mi chiedo come mai quando manca tale presenza...il risultato non è sempre lo stesso!
 
Stato
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