Dunque: parlo per mia esperienza personale (non credo potrebbe essere altrimenti

).
Secondo me
le persone quando parlano del proprio passato ne parlano in modo razionale, cioè tendono a inquadrare in un contesto la propria esperienza e questo le porta a ricordare il proprio vissuto incastonandolo in un contesto che all'epoca dei fatti non avevano nemmeno la più pallida idea esistesse.
Lo facciamo tutti, anch' io, quando parliamo del nostro passato lo abbiamo elaborato, perciò vestito di un abito che all' epoca non ci sognavamo nemmeno esistesse.
Di una cosa sono assolutamente sicuro, che le esperienze che ho vissuto mi hanno insegnato qualcosa, per esempio mi hanno consegnato una immagine delle donne profondamente diversa da quella forma di idealismo a cui invece ero stato indottrinato.
Ricordo il mio primo amore, io avevo 17 anni, lei 15, io morto di curiosità, dopo appena una settimana l' ho mollata, di botto, perchè passavo le notti a occhi aperti, a guardare il soffito e a realizzare che non bastava una qualunque, che ci voleva qualcosa di più. Queso via via attraverso le varie esperienze, più o meno dolorose o edulcorate dal ricordo, ma mai programmate. Ed in questo - mai programmate - ci metto l'essenza del mio discorso,
perche rtengo che quello che ci succede nella vita noi possiamo inquadrarlo, accettarlo ad oltranza (come fa Diletta) ma non possiamo mai deciderlo con pienezza, possiamo accettarlo con pienezza, ma non deciderlo con pienezza perchè non è nella nostra natura e forse nemmeno nel nostro destino di persone.
Bada, non è fatalismo, non troverai una persona meno fatalista di me sulla faccia della terra

, è solo un tentativo di interpretare con realismo quello che vedo, quello che vivo.
Capisco benissimo che al bivio di decidere cosa fare della propria vita, delle proprie relazioni, ognuno decida, e decida di vivere o meno certe esperienze ( e ci mancherebbe, voglio dire

)
Quello su cui io punto la mia attenzione è invece la motivazione che ci spinge alle scelte e la casualità talvolta inimmaginabile con cui gli eventi si presentano alla nostra porta.
Scusami la prolissità Chiara, sto scrivendo di cose che per me sono complesse, tu del resto per me rappresenti un dolcissimo enigma, credo tu ( e non solo tu ovviamente) mi abbia dato molto nella comprensone di cose che per me solo qualche tempo fa' stavano in una nebulosa difficile da districare.

E ancor oggi, qualche dubbio ce l'ho.