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Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

ologramma

Utente di lunga data
Io credo, senza volere essere offensiva, che Diletta a parte si cerchi spesso di comprendere l'altro attraverso complicate acrobazie che riportino a quanto ci pare accettabile anche se in negativo anziché usare il metodo più semplice ma che da risultati meno opinabili come ad esempio fare domande.Sono anni che sono qui. Solo una volta mi è stato chiesto come mai per tanti anni sono stata fedele. Per il resto ho solo ribattuto a teorie più o meno plausibili. Eppure lo scopo del forum dovrebbe essere il confronto.
nella parte evidenziata ...... almeno a te l'hanno chiesto , a me niente:mad:
 

Sbriciolata

Escluso
ad uno mio :confused::confused::confused::confused:
ma io non ho capito a cosa/chi ti riferissi.

Un po' a diversi post. Al tuo mi sono allacciata perché parlavi delle idee che ci si costruisce perché ci si confanno. Ma partivo anche da post precedenti tipo quello di Ermik che mi é caduto nel trappolone della generalizzazione, proprio lui che ne patì moltissimo appena entrato. Non possiamo fare paradigmi sulle esperienze altrui perché non possiamo astrarre dal particolare. Al limite possiamo riconoscere le similitudini. Ma per cercare di capire chi è diverso da noi dobbiamo cercare di capire uno per uno chi abbiamo di fronte.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
In effetti non so quanto di scelta razionale ci sia in questo, cioè ponevo l'accento alla a-razionalità (non irrazionalità)
della cosa e quanto ci sia di componente di necessità interiore invece.

Comunque di una cosa sono abbastanza sicuro, quella della non importanza delle età della vita per simili scelte (ora le chiamo scelte più o meno consapevoli).
Anzi se mi ci fate pensare troppo comincio pure io a guardare di nuovo nell' orto. :carneval:

vediamo se ho capito bene il punto.
la necessità interiore è determinata dall'indole o dall'insoddisfazione? o dalla curiosità?
perché in molti casi dell vita non è che la soddisfazione e l'appagamento frenino la curiosità.

altro punto: io ricordo molto bene i discorsi di persone adulte che parlavano delle proprie esperienze giovanili come delle prove o delle sperimentazioni. discorsi come: eh, a quell'età si faceva per provare, per vedere l'effetto, per capire cosa ci trovava l'amico....
ecco, non so quanto questi discorsi siano libere rivisitazioni di esperienze che in quel momento non suonavano proprio così sperimentali, bensì molto serie e assolute.
però tant'è, i discorsi di questo tono li ho sempre sentiti fare.

per come la penso io, comunque, la via più funzionale e produttiva, qualsiasi siano l'età l'indole e lo stato civile, è quella di mezzo.
voglio dire che il metro di misura della validità delle esperienze non può essere solo l'attinenza alla nostra indole o a parametri (per quanto seri e ricchi di valori) fissati a 15 anni, così come non può essere uno sfrenato relativismo dei tempi e dei modi, quasi a cogliere qualsiasi occasione.
 

spleen

utente ?
vediamo se ho capito bene il punto.
la necessità interiore è determinata dall'indole o dall'insoddisfazione? o dalla curiosità?
perché in molti casi dell vita non è che la soddisfazione e l'appagamento frenino la curiosità.

altro punto: io ricordo molto bene i discorsi di persone adulte che parlavano delle proprie esperienze giovanili come delle prove o delle sperimentazioni. discorsi come: eh, a quell'età si faceva per provare, per vedere l'effetto, per capire cosa ci trovava l'amico....
ecco, non so quanto questi discorsi siano libere rivisitazioni di esperienze che in quel momento non suonavano proprio così sperimentali, bensì molto serie e assolute.
però tant'è, i discorsi di questo tono li ho sempre sentiti fare.

per come la penso io, comunque, la via più funzionale e produttiva, qualsiasi siano l'età l'indole e lo stato civile, è quella di mezzo.
voglio dire che il metro di misura della validità delle esperienze non può essere solo l'attinenza alla nostra indole o a parametri (per quanto seri e ricchi di valori) fissati a 15 anni, così come non può essere uno sfrenato relativismo dei tempi e dei modi, quasi a cogliere qualsiasi occasione.
Dunque: parlo per mia esperienza personale (non credo potrebbe essere altrimenti :D).
Secondo me le persone quando parlano del proprio passato ne parlano in modo razionale, cioè tendono a inquadrare in un contesto la propria esperienza e questo le porta a ricordare il proprio vissuto incastonandolo in un contesto che all'epoca dei fatti non avevano nemmeno la più pallida idea esistesse.
Lo facciamo tutti, anch' io, quando parliamo del nostro passato lo abbiamo elaborato, perciò vestito di un abito che all' epoca non ci sognavamo nemmeno esistesse.
Di una cosa sono assolutamente sicuro, che le esperienze che ho vissuto mi hanno insegnato qualcosa, per esempio mi hanno consegnato una immagine delle donne profondamente diversa da quella forma di idealismo a cui invece ero stato indottrinato.
Ricordo il mio primo amore, io avevo 17 anni, lei 15, io morto di curiosità, dopo appena una settimana l' ho mollata, di botto, perchè passavo le notti a occhi aperti, a guardare il soffito e a realizzare che non bastava una qualunque, che ci voleva qualcosa di più. Queso via via attraverso le varie esperienze, più o meno dolorose o edulcorate dal ricordo, ma mai programmate. Ed in questo - mai programmate - ci metto l'essenza del mio discorso, perche rtengo che quello che ci succede nella vita noi possiamo inquadrarlo, accettarlo ad oltranza (come fa Diletta) ma non possiamo mai deciderlo con pienezza, possiamo accettarlo con pienezza, ma non deciderlo con pienezza perchè non è nella nostra natura e forse nemmeno nel nostro destino di persone.
Bada, non è fatalismo, non troverai una persona meno fatalista di me sulla faccia della terra :D, è solo un tentativo di interpretare con realismo quello che vedo, quello che vivo.
Capisco benissimo che al bivio di decidere cosa fare della propria vita, delle proprie relazioni, ognuno decida, e decida di vivere o meno certe esperienze ( e ci mancherebbe, voglio dire :) )
Quello su cui io punto la mia attenzione è invece la motivazione che ci spinge alle scelte e la casualità talvolta inimmaginabile con cui gli eventi si presentano alla nostra porta.

Scusami la prolissità Chiara, sto scrivendo di cose che per me sono complesse, tu del resto per me rappresenti un dolcissimo enigma, credo tu ( e non solo tu ovviamente) mi abbia dato molto nella comprensone di cose che per me solo qualche tempo fa' stavano in una nebulosa difficile da districare. :eek: E ancor oggi, qualche dubbio ce l'ho.
 
Ultima modifica:

Tulipmoon

Utente Coerente
Secondo me le persone quando parlano del proprio passato ne parlano in modo razionale, cioè tendono a inquadrare in un contesto la propria esperienza e questo le porta a ricordare il proprio vissuto incastonandolo in un contesto che all'epoca delle esperienze vissute non avevano nemmeno la più pallida idea esistesse.

rtengo che quello che ci succede nella vita noi possiamo inquadrarlo, accettarlo ad oltranza (come fa Diletta) ma non possiamo mai deciderlo con pienezza, possiamo accettarlo con penezza, ma non deciderlo con pienezza perchè non è nella nostra natura e forse anche nel nostro destino di persone.

Io capisco benissimo che al bivio di decidere cosa fare della propria vita, delle proprie relazioni, ognuno decida, e decida di vivere o meno certe esperienze ( e ci mancherebbe, voglio dire :) )
Quello su cui io punto la mia attenzione è invece la motivazione che ci spinge alle scelte e la casualità talvolta inimmaginabile con cui gli eventi si presentano alla nostra porta.
Bel post :) mi trovi totalmente d'accordo.

P.S. Vorrei imparare ad esprimere i pensieri come fate, te ed altri, in questo forum.
 

oro.blu

Never enough
Scritto da Diletta:
Hai detto una grande verità in una frase...praticamente con quel "più" hai detto tutto! :up:
Il bisogno di sperimentare è normale perché è nella nostra natura umana.
Nella fattispecie, visto che si parla di uomini, non credo esista un uomo al mondo che non abbia avuto voglia di farsi delle esperienze da giovane e, sarebbe bello se gli uomini qui dentro lo confermassero in tutta onestà.

Non ho potuto rispondere alla discussione -Vorreichiedereagliuomini- che è stata chiusa, in particolare a questa affermazione di Diletta che commenta un intervento di Alessandra e sulla quale mi sento di dover specificare alcune cose che riguardano me, come la penso, in questo rispondendo anche alla nuova amica che aveva aperto la discussione:
Uomini e donne non sono poi in fondo tanto diversi, e la voglia di sperimentare penso sia comune a tutti i generi, però le esperienze vengono da sole, non è che uno si mette di fronte allo specchio e si dice: - Da domani voglio fare delle nuove esperienze- :rolleyes: Se lo fa è perchè sente il bisogno più che di esperienze, di altro, dove altro intendo che non sente abbastanza forte il legame con la persona che gli stà vicino.
Penso che ogni cosa accada per una sorta di principio di necessità, e non a caso o perchè lo si decide scientemente.
Se passo in rassegna le mie pur esigue esperienze devo dire che non mi sono mai posto il problema dell' esperienza, cioè a me interessavano le persone in quanto tali, e non capisco nemmeno perchè le esperienze si dovrebbero fare da giovani e non più il là negli anni, chi lo stabilisce?
Non esiste un cursus onorem, per cui da giovani va bene provare tutto, poi si mette la testa a posto e ci si accoppia, nella realtà delle cose non succede sempre così.
Se penso a me, idealista post adolescente mi vedo in pratica lontano dal clichè di cui parla Diletta, non perchè io sia stato migliore o diverso dagli altri, solo perchè dell' esperienza quando ero giovane e innamorato non importava un fico secco.
:)


sono d'accordo con te... a 20 anni non mi serviva altro a 30 ero troppo impegnata con i figli ora credo mi manchi qualcosa...
sarò scema. Sarò regredita. Sarà non so che ma...
 

oro.blu

Never enough
Io credo, senza volere essere offensiva, che Diletta a parte si cerchi spesso di comprendere l'altro attraverso complicate acrobazie che riportino a quanto ci pare accettabile anche se in negativo anziché usare il metodo più semplice ma che da risultati meno opinabili come ad esempio fare domande.Sono anni che sono qui. Solo una volta mi è stato chiesto come mai per tanti anni sono stata fedele. Per il resto ho solo ribattuto a teorie più o meno plausibili. Eppure lo scopo del forum dovrebbe essere il confronto.
nella parte evidenziata ...... almeno a te l'hanno chiesto , a me niente:mad:
...ma perché serve chiedere perché una persona resta fedele?? Resta fedele perché non sente il bisogno di altro, perché pensa che la promessa "nel bene e nel male" sia una cosa giusta... Il problema è perché ad un certo punto, senza nessun motivo apparente, senza che sia cambiato nulla nella quotidianità, ci si accorge che "forse fuori c'è un altro mondo". Il bicchiere invece di essere mezzo pieno, improvvisamente è diventato mezzo vuoto. Che tristezza. Stavo meglio prima.
 

Anonimo1523

Utente di lunga data
...ma perché serve chiedere perché una persona resta fedele?? Resta fedele perché non sente il bisogno di altro, perché pensa che la promessa "nel bene e nel male" sia una cosa giusta... Il problema è perché ad un certo punto, senza nessun motivo apparente, senza che sia cambiato nulla nella quotidianità, ci si accorge che "forse fuori c'è un altro mondo". Il bicchiere invece di essere mezzo pieno, improvvisamente è diventato mezzo vuoto. Che tristezza. Stavo meglio prima.
Quoto.
 

Nicka

Capra Espiatrice
Che Priapo ti porti fortuna, che Atena ti faccia vedere lontano e che le parche tessano a lungo il tuo filo. Mi credi se ti assicuro che il mio non era un lamentare per le domande che non mi sono state poste ma un porre l'attenzione sul fatto che, essendovisivici in questo posto persone con diverse esperienze parvemi più produttivo chiederci a vicenda quanto non condividiamo piuttosto che ipotizzarlo ad mentula canis sulla base di esperienze affatto diverse?
Io credo che uno dei più grossi problemi sia il fatto che la gente adora parlarsi sopra per ascoltarsi, così adora pensare di avere sempre ragione e così adora anche il farsela fare sta ragione... Ma ragione de che?
Sono poche le persone che fanno domande o ti mettono nella condizione di aprirti per discutere... Ognuno ha la propria verità in tasca e non solo ipotizza, ma giudica tutto ciò che non rientra nel proprio schema mentale... Schema il più delle volte fallimentare e creato in chissà quale momento storico personale.
 

Nobody

Utente di lunga data
Io credo che uno dei più grossi problemi sia il fatto che la gente adora parlarsi sopra per ascoltarsi, così adora pensare di avere sempre ragione e così adora anche il farsela fare sta ragione... Ma ragione de che?
Sono poche le persone che fanno domande o ti mettono nella condizione di aprirti per discutere... Ognuno ha la propria verità in tasca e non solo ipotizza, ma giudica tutto ciò che non rientra nel proprio schema mentale... Schema il più delle volte fallimentare e creato in chissà quale momento storico personale.
Purtroppo hai ragione.
 

Ryoga74

Utente sperduto
Io credo che uno dei più grossi problemi sia il fatto che la gente adora parlarsi sopra per ascoltarsi, così adora pensare di avere sempre ragione e così adora anche il farsela fare sta ragione... Ma ragione de che?
Sono poche le persone che fanno domande o ti mettono nella condizione di aprirti per discutere... Ognuno ha la propria verità in tasca e non solo ipotizza, ma giudica tutto ciò che non rientra nel proprio schema mentale... Schema il più delle volte fallimentare e creato in chissà quale momento storico personale.
Può darsi...
Io mi sono riletto nei post delle discussioni che non riguardavano me direttamente dopo aver letto il post di Sbri, perché effettivamente mi ha fatto pensare.
Ho trovato sia domande che pensieri, teorie, alcune nemmeno mi ricordavo di averle scritte [emoji57]
Nello specifico a te qualche domanda mi piacerebbe porla, è solo che è difficile farle le domande, quelle che aprono davvero un dialogo [emoji6]
 
Ultima modifica:

banshee

The Queen
Può darsi...
Io mi sono riletto nei post delle discussioni che non riguardavano me direttamente dopo aver letto il post di Sbri, perché effettivamente mi ha fatto pensare.
Ho trovato sia domande che pensieri, teorie, alcune nemmeno mi ricordavo di averle scritte [emoji57]
Nello specifico a te qualche domanda mi piacerebbe porla, è solo che è difficile farle le domande, quelle che aprono davvero un dialogo [emoji6]
insomma, non credo. diciamo che è difficile (in generale, non parlo di te) accettare le risposte che vengono date a domande che aprono dialoghi...:rolleyes:
 

Ryoga74

Utente sperduto
insomma, non credo. diciamo che è difficile (in generale, non parlo di te) accettare le risposte che vengono date a domande che aprono dialoghi...:rolleyes:
Ma è proprio quella la difficoltà, non la domanda in sé, ma la risposta che ne consegue [emoji6]
Hai centrato il punto, ciao Ban [emoji8]
 

banshee

The Queen
io ad esempio ho avuto una serie di esperienze diverse tra loro negli anni, parlo di relazioni sentimentali importanti e monogame alternate a due periodi (di cui uno durato 5 anni) di "singletudine" .

Nel primo, quello più lungo, non ho incontrato nessuno con cui sia scattato un interesse - nè da parte mia nè da parte dei ragazzi conosciuti - che avrebbe potuto portare ad una relazione sentimentale duratura, ergo ho avuto frequentazioni brevi.

nel secondo, durato un anno, post rottura col mio famoso ex, non volevo coinvolgermi manco per nulla..

sono tutte "esperienze" diverse, capitate in periodi di vita differenti... a volte le cose, semplicemente, capitano. Non avevo programmato di stare sola tot anni e non avere relazioni stabili, nè ho programmato di "fidanzarmi seriamente" a 25 anni..:rolleyes:
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Dunque: parlo per mia esperienza personale (non credo potrebbe essere altrimenti :D).
Secondo me le persone quando parlano del proprio passato ne parlano in modo razionale, cioè tendono a inquadrare in un contesto la propria esperienza e questo le porta a ricordare il proprio vissuto incastonandolo in un contesto che all'epoca dei fatti non avevano nemmeno la più pallida idea esistesse.
Lo facciamo tutti, anch' io, quando parliamo del nostro passato lo abbiamo elaborato, perciò vestito di un abito che all' epoca non ci sognavamo nemmeno esistesse.
Di una cosa sono assolutamente sicuro, che le esperienze che ho vissuto mi hanno insegnato qualcosa, per esempio mi hanno consegnato una immagine delle donne profondamente diversa da quella forma di idealismo a cui invece ero stato indottrinato.
Ricordo il mio primo amore, io avevo 17 anni, lei 15, io morto di curiosità, dopo appena una settimana l' ho mollata, di botto, perchè passavo le notti a occhi aperti, a guardare il soffito e a realizzare che non bastava una qualunque, che ci voleva qualcosa di più. Queso via via attraverso le varie esperienze, più o meno dolorose o edulcorate dal ricordo, ma mai programmate. Ed in questo - mai programmate - ci metto l'essenza del mio discorso, perche rtengo che quello che ci succede nella vita noi possiamo inquadrarlo, accettarlo ad oltranza (come fa Diletta) ma non possiamo mai deciderlo con pienezza, possiamo accettarlo con pienezza, ma non deciderlo con pienezza perchè non è nella nostra natura e forse nemmeno nel nostro destino di persone.
Bada, non è fatalismo, non troverai una persona meno fatalista di me sulla faccia della terra :D, è solo un tentativo di interpretare con realismo quello che vedo, quello che vivo.
Capisco benissimo che al bivio di decidere cosa fare della propria vita, delle proprie relazioni, ognuno decida, e decida di vivere o meno certe esperienze ( e ci mancherebbe, voglio dire :) )
Quello su cui io punto la mia attenzione è invece la motivazione che ci spinge alle scelte e la casualità talvolta inimmaginabile con cui gli eventi si presentano alla nostra porta.

Scusami la prolissità Chiara, sto scrivendo di cose che per me sono complesse, tu del resto per me rappresenti un dolcissimo enigma, credo tu ( e non solo tu ovviamente) mi abbia dato molto nella comprensone di cose che per me solo qualche tempo fa' stavano in una nebulosa difficile da districare. :eek: E ancor oggi, qualche dubbio ce l'ho.

io credo che il tuo discorso sia aderente alla realtà.
credo anche che le persone si comportano diversamente rispetto al proprio passato: c'è chi lo idealizza e chi lo razionalizza, non saprei dire da cosa dipende la differenza :)

restando nell'ambito sentimentale e sessuale io sono una donna senza passato, cioè con pochi riscontri dal punto di vista sentimentale e sessuale. troppo pochi elementi per sapere cosa come e perché.
arrivata una certa età, quando lo realizzi pienamente, puoi accantonare qualsiasi eventuale protesta interiore a riguardo e rimanere nel contesto dove sei arrivata, o cercare un'evoluzione possibile. ovviamente la tua testa non è più come quella di un'adolescente , e ogni scelta e ogni movimento hanno quel minimo di ponderatezza da cui non si può più (a mio avviso) prescindere.
all'interno di questo limite, difficile ma possibile da definire, sono d'accordo che può capitare l'imprevedibile.
 

Ryoga74

Utente sperduto
no intendevo un'altra cosa :rolleyes: non è la risposta il problema, ma l'accettazione o meno della medesima...
ciao a te :)
Se le domande non ci riguardano direttamente, l'accettazione della risposta non penso sia un problema, perché riguarda la "sfera" dell'interlocutore. Semmai spaventa ciò che consegue la risposta, perché porta magari a un dialogo che espone chi pone la domanda nella condizione di esporsi, di interessarsi o di immedesimarsi concretamente, piuttosto che utilizzare teorie preconfezionate da utilizzare ad hoc quando serve [emoji6]
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Io credo che uno dei più grossi problemi sia il fatto che la gente adora parlarsi sopra per ascoltarsi, così adora pensare di avere sempre ragione e così adora anche il farsela fare sta ragione... Ma ragione de che?
Sono poche le persone che fanno domande o ti mettono nella condizione di aprirti per discutere... Ognuno ha la propria verità in tasca e non solo ipotizza, ma giudica tutto ciò che non rientra nel proprio schema mentale... Schema il più delle volte fallimentare e creato in chissà quale momento storico personale.

quoto
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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