E' chiaro che stiamo parlando anche di Delusa, no?la domanda non è come fermare il dialogo tra Ipazia e Rabarbaro. la domanda è come mai si siano ignorati finora.
Delusa, porta pazienza. ma se hai il coraggiodi leggerteli, capirai che non sono andati così OT come sembra
Esiste un tempo, quello della maturità gloriosa, la più bella età della vita, in cui i Minotauri ti fanno solo tenerezza, chiusi lì, sempre neonati e sempre antichi carichi d'anni, perché è vero che nel labirinto il tempo non passa mai, passando pur tuttavia; solo che tu, glorioso figlio di Dedalo che lo fece per altri, come un dio, lo contempli dall'alto! Quale sublime felicità è essere un Icaro saggio, che ha già letto come va a finire, ma invece di farsi sedurre dal dio Sole che abbacina e scioglie le ali (le ali!!), si tiene a debita distanza quel tanto per andare a morire un po' più in là, sempre un po' più in là.. Librarsi bisogna, e lasciare che gli specchi luccichino senza riflettere né rifletterci. Non serve romperli, basta farne oggetti insignificanti.Ma al sincronicità assoluta è al di là del credibile, cioè, è sì pensabile e anche possibile, e mi viene in mente il cambiamento simultaneo del senso di rotazione di certe graziose particelle subatomiche che, se avesse anche il minimo sfasamento, l'universo collasserebbe oppure le monadi che un certo matematico tedesco particolarmente ottimista immaginava tutte allegramente d'accordo sul da farsi senza neppure il bisogno di leggere l'ordine del giorno, ma per gli uomini, i loro rapporti e la loro voglia di giocare immagino una certa almeno parziale sequenzialità.
Se non ci fosse, tutto sarebbe oltre il meccanicistico e si finirebbe nel magico.
E la magia è in antitesi al gioco così come la sconfitta all'onnipotenza e la sorpresa all'onniscienza.
Ci sono molle d'acciaio a far da motore primo alle sfere di vetro entro le quali ruotano con orbite rotondissime i pianeti piatti come fogli di carta: questo è innegabile!
E il tempo è importante, più importante dello spazio, perché mentre il secondo è superabile con un semplice teletrasporto, il primo ha bisogno di una complessa macchina del tempo per essere dominato.
Ma soprattutto nel labirinto lo spazio è un falso problema, perché è tutto esperibile, mentre è il tempo che manca, per cui capita di morire prima di esserne usciti, o di averne magari trovato l'entrata.
Oppure si è immortali, cosa rara per gli uomini, e pian piano si fa tutto e ci si annoia come dopo il trecentesimo giro in un luna park con una sola giostra.
E la noia è la vera nemica degli déi.
Ma questo non ci riguarda, forse.
E il minotauro non c'è se la moglie del re è fedele, il suo architetto incompetente e gli déi non annoiati.
Beh, allora forse la noia degli déi un po' ci riguarda, sempre che il minotauro sia cattivo, il labirinto ben fatto e noi disposti a giocare.
io vi sto immaginando a cena insiemeE' chiaro che stiamo parlando anche di Delusa, no?
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Hai ragione Rabarbaro, non trova spazio la sincronicità nell'assoluto, e neanche nelle monadi ben ordinate ed ubbidienti che il tedesco si era ripromesso di descrivere...e le antitesi, nell'assoluto non possono che ordinatamente negarsi e confermarsi nella reciproca negazione...Ma al sincronicità assoluta è al di là del credibile, cioè, è sì pensabile e anche possibile, e mi viene in mente il cambiamento simultaneo del senso di rotazione di certe graziose particelle subatomiche che, se avesse anche il minimo sfasamento, l'universo collasserebbe oppure le monadi che un certo matematico tedesco particolarmente ottimista immaginava tutte allegramente d'accordo sul da farsi senza neppure il bisogno di leggere l'ordine del giorno, ma per gli uomini, i loro rapporti e la loro voglia di giocare immagino una certa almeno parziale sequenzialità.
Se non ci fosse, tutto sarebbe oltre il meccanicistico e si finirebbe nel magico.
E la magia è in antitesi al gioco così come la sconfitta all'onnipotenza e la sorpresa all'onniscienza.
Ci sono molle d'acciaio a far da motore primo alle sfere di vetro entro le quali ruotano con orbite rotondissime i pianeti piatti come fogli di carta: questo è innegabile!
E il tempo è importante, più importante dello spazio, perché mentre il secondo è superabile con un semplice teletrasporto, il primo ha bisogno di una complessa macchina del tempo per essere dominato.
Ma soprattutto nel labirinto lo spazio è un falso problema, perché è tutto esperibile, mentre è il tempo che manca, per cui capita di morire prima di esserne usciti, o di averne magari trovato l'entrata.
Oppure si è immortali, cosa rara per gli uomini, e pian piano si fa tutto e ci si annoia come dopo il trecentesimo giro in un luna park con una sola giostra.
E la noia è la vera nemica degli déi.
Ma questo non ci riguarda, forse.
E il minotauro non c'è se la moglie del re è fedele, il suo architetto incompetente e gli déi non annoiati.
Beh, allora forse la noia degli déi un po' ci riguarda, sempre che il minotauro sia cattivo, il labirinto ben fatto e noi disposti a giocare.
A me sembra chiarissimoE' chiaro che stiamo parlando anche di Delusa, no?
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Se il librarsi in alto non è più da uomini e non ancora da déi, allora è forse da demiurghi che fanno le veci di chi è svogliato e non vengono venerati da chi ne è aiutato.Esiste un tempo, quello della maturità gloriosa, la più bella età della vita, in cui i Minotauri ti fanno solo tenerezza, chiusi lì, sempre neonati e sempre antichi carichi d'anni, perché è vero che nel labirinto il tempo non passa mai, passando pur tuttavia; solo che tu, glorioso figlio di Dedalo che lo fece per altri, come un dio, lo contempli dall'alto! Quale sublime felicità è essere un Icaro saggio, che ha già letto come va a finire, ma invece di farsi sedurre dal dio Sole che abbacina e scioglie le ali (le ali!!), si tiene a debita distanza quel tanto per andare a morire un po' più in là, sempre un po' più in là.. Librarsi bisogna, e lasciare che gli specchi luccichino senza riflettere né rifletterci. Non serve romperli, basta farne oggetti insignificanti.
Potrebbe non essere un bello spettacolo...io vi sto immaginando a cena insieme
Hai ragione Rabarbaro, non trova spazio la sincronicità nell'assoluto, e neanche nelle monadi ben ordinate ed ubbidienti che il tedesco si era ripromesso di descrivere...e le antitesi, nell'assoluto non possono che ordinatamente negarsi e confermarsi nella reciproca negazione...
La sincronicità esiste in uno spazio, del tempo intendo, in cui le monadi si disordinano, e il gioco e i giocatori, convinti di padroneggiare regole ed eccezioni, si ritrovano con la pallonata che coincidenza ha voluto scappasse dal piede del giocatore esperto...e a volte diventa un fantastico e imprevedibile goal, altrettante si tramuta nell'evento imprevedibile che cambia ogni sorte a tre minuti dal fischio del'arbitro..
Ed è l'imprevedibile coincidenza a ribaltare il conosciuto, e a cambiare la via sotto i piedi...proprio quando questi erano assolutamente convinti di aver riconosciuto la terra e lo sguardo era ben saldo nel suo vedere...
La noia in tutto questo, e io non lo so se sia questione anche divina, so che fortunatamente è questione umana...che annoiarsi serve, che immersi senza tregua nello stupore anche gli amici possono diventare nemici e la bellezza può diventare orrore...siamo umani..forse se fossimo divini non avremmo bisogno di chiudere ogni tanto gli occhi e riposare lo sguardo per lasciare che siano gli altri sensi a guidare lo scoprire...o forse no, ancora non so della divinità...
Il tempo, che l'uomo si ostina a tentar di asservire con misurazioni e spiegazioni, nei labirinti si rivela per ciò che è..e il futuro diventa passato mentre il passato diventa futuro in una profezia che nulla a che vedere con la magia...
...che mi hai fatto pensare che magia è stata tutto ciò che lo sguardo umano non riusciva ancora ad abbracciare, tanto che anche la segale è diventata magia quando le donne si credeva fossero streghe...
E il Minotauro...che sia ben cattivo, se nella sua cattiveria preserva il labirinto che labirinto non è più, proprio perchè ben fatto e noi disposti a giocare...e la cattiveria diventa amabile...e la brutalità ha una certa dolcezza mentre si esprime nella sua potenza...
Che la pretesa di vivere è pretesa ben vana, come avere in mano le chiavi di casa e cercarle disperatamente ovunque, presi dall'ansia e dalla fretta, dell'essere bloccati in casa e non poterne uscire per non poterla chiudere e lasciare sicura...o almeno così si crede la sicurezza..che basti una serratura e una chiave...Il gioco delle parti è un pretendere di vivere, come il saltimbanco ubriaco finge che le tre pallette rosse che gli turbinano fra le mani si siano animate e, cambiando d'impulso la propria traiettoria, abbiano manifestato il desiderio di non essere più schiave di quelle mani callose e sudaticce.
L'ordine delle cose è solo un momentaneo errore di prospettiva tra i molti caos possibili e gli errori, come ben sanno i saltimbanchi avvinazzati, fanno comunque scattare gli appalusi tristi di chi guarda.
Perché il sapere dove andare fa il paio col sapere dove si è e questo, sempre se si è quei saltimbanchi di cui sopra, o lo si capisce da dove cadono le pallette, perché le pallette che cadono fanno sempre immancabilmente un rumore caratteristico, oppure lo si intuisce dagli sguardi di scherno e incoraggiamenti, alternati, dei passanti che hanno avuto il coraggio e la speranza di cercare e trovare qualcosa di meglio di quello che stavano andando a fare e che stavano già facendo.
E' l'entrare in un luogo solo per domandare come uscirne che dà il senso alla posizione, nel tempo e nello spazio, di chi non ha ancora capito cosa è davvero un labirinto e di chi lo ha capito fin troppo bene, solo che per gli uno la ragione addotta è la curiosità e per gli altri il tedio.
E nelle monadi non si ritrovano né l'una né l'altro, quasi fossero talmente snob e ottentotte allo stesso tempo da annichilire ogni voglia con la rispettiva svogliatezza.
E, se l'unico pavido Minotauro è ciò che spaventa chi non riesce a spaventarsi da solo, di chi ha paura il Minotauro stesso?
Di sé non può per definizione, e gli specchi si infrangono, ma non può aver paura neppure degli altri, altrimenti non sabbe lui l'unico.
Ma allora, o il Minotauro non è pavido oppure non esite.
Eppure lo si vede spesso andare dal barbiere dell'isola di Creta e sembra anche tremare, anche se ci sono trentacinque gradi.
Quindi qualcosa non torna...
Dev'essere sanz'altro un Minotauro magico!
E la magia esiste ben oltre le visioni allucinate delle streghe che dici tu e che mangiavano la segale cornuta (che ha dei gran begli alcaloidi) perché altrimenti tutto perderebbe un po' di fascino, e gli opposti non combacerebbero e il Minotauro, ah il Minotauro...
Ecco, lui non so che farebbe...
io vi sto immaginando a cena insieme
...che è nei potrebbe che l'immaginare prende posizione nel reale...Potrebbe non essere un bello spettacolo...
Potrebbe non essere un bello spettacolo...
no no. voi due a cena. un cortometraggio in bianco e nero. Ipazia che una volta tanto si veste da gran sera....che è nei potrebbe che l'immaginare prende posizione nel reale...
Tu richiami al dovere delle generazioni del generare e il mio psicoanalista infatti me lo diceva che dimenticavo gli scopi unici della vita nel mio ostinato considerare il viaggio più importante della meta, e soprattutto più importante di quella metà che egli cercava di farmi trovare con l'interrogare gli amici se mai volessero un conjugio onesto con me. Egli diceva che cercavo l'aragosta con le ostriche, mentre avevo fame e avrei dovuto meglio nutrirmi di blatte nel deserto assolato in cui vagavo. Mi ingiunse di nutrirmi di blatte! Finché l'ho trovato poetico a sufficienza, l'ho pure frequentato. Mi voleva aggiustare, poveretto, e legittimamente a crocchio di banconote. Nel rimandare i compiti non ho rivali, nella poesia mi sollazzo, l'invidia non conosco, le guerre ancora no, e l'amore, l'amore...Se il librarsi in alto non è più da uomini e non ancora da déi, allora è forse da demiurghi che fanno le veci di chi è svogliato e non vengono venerati da chi ne è aiutato.
La condizione che è insita nella mediocrità serva da un lato e irriverita dall'altro.
Il migliorare altri, degradandosi, è denstino gramo e tristo.
Contemplare l'irrilevanza ha la dolce gioia delle sorsate solitarie di nepente che fanno da smagato succedaneo in vita a quelle del fiume Lete, che Icaro o è folle e ambizioso o non è Icaro.
Il Minotauro o ha una spaventevole fame di carne umana o non è il Minotauro.
L'uomo d'altronde o è misero o non è uomo.
E' questa la sua meravigliosa caratteristica!
Egli è una blatta e un verme di fango attorcigliati bellamente che si baciano con trasporto in una balera di Buenos Aires, egli è il Licurgo che dà regole impossibili a sciocchi infelici ed egli è anche il perdigiorno che si inventa qualche causa invisibile di infelicità quando ha già la fame, il freddo e i malanni a tediarlo senza sosta.
Ma l'uomo è anche il fantastico mezzo che hanno i nonni per avere nipoti, gli stessi nonni che nello specchio non si riconoscono più e gli stessi nipoti che, sempre in quello specchio, non si riconoscono ancora.
In mezzo c'è la poesia, l'invidia, le guerre e l'amore che fa volare gli sciocchi, che li fa cadere che li fan morire e che li fa rinascere.
io mi vesto da gran sera...se sono dell'umore....anche se ho una spiccata preferenza per gli anfibino no. voi due a cena. un cortometraggio in bianco e nero. Ipazia che una volta tanto si veste da gran sera.
le scarpe le facciamo scegliere con sondaggio tra le forumiste. mo c'avemo pure er parrucchiere, quindi stamo apposto proprio.
bisogna organizzare
No, no, concordo con Perplesso, gli ometti scelgono il ristorante!io mi vesto da gran sera...se sono dell'umore....anche se ho una spiccata preferenza per gli anfibi
c'hai fantasie belle strane eh, mi hai fatta ridere :rotfl:![]()
ometti...:unhappy::unhappy:No, no, concordo con Perplesso, gli ometti scelgono il ristorante!
maliziosa :rotfl:Dopo tutti questi discorsi andranno subito al sodo![]()
:rotfl:
ometti...:unhappy::unhappy:
Io non sono bellaAaaahhh bella... Nun ce provà a cambiar discorso con me...![]()