Quando incontri una persona e inizi una storia con lei, lo fai perché ti piace e perché sei nelle condizioni di desiderare una storia con lei.
Ti discolpi dicendo che sarà una storia temporanea, che sei comunque un bravo coniuge, che l'altra tua metà che hai a casa ti fa mancare tante cose, che ne hai bisogno per te di una cosa così dopo tanto tempo, che quando vorrai la interromperai e nessuno saprà nulla, non cambierà nulla, che non c'è niente di male, così fan tutti e che in fin dei conti il culo te o sei fatto per tanti anni... un premio, perché no?.
Questo è l'inizio... poi le cose vanno a volte in maniera diversa.
Ci si innamora, e ci si sorprende di questo.
La dinamica della "perdita", il fatto appunto che gli incontri siano radi, non continuativi, a rischio, aumenta questo legame, che diventa una dipendenza. Ti manca perché non ce l'hai, perché ogni volta che vi lasciate vi perdete.
Non è amore, e neppure passione, spesso. Vi mancate e vi completate, vi mancate e vi completate... e così via.
Le parole "ti amo" servono per avvicinare, i messaggini pure, le telefonate idem... ma ogni volta dopo, il vuoto.
Innamoramento e perdita sono una miscela incontrollabile. Si fanno cazzate allucinanti per questo.
Se ne dicono altrettante.
Perdi di vista quello che hai a casa, similmente a chi si droga, e qui la chimica entra con tutte le emozioni che la governano.