...Da dove iniziare? Non lo so nemmeno io. E' da molto che medito di scrivere su qualche forum, non ho mai raccontato nulla a nessuno ma adesso mi trovo in un momento di grande e totale sconforto.
Sono in attesa di una bimba, la seconda per la precisione. Ne ho un'altra di tre anni. Mio marito è tale da due anni dopo 13 di fidanzamento di cui 9 di convivenza.
Non lo so forse è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera e noi abbiamo iniziato da subito malissimo, nonostante tutto il rapporto è arrivato fino ad oggi.
Vado a ritroso di 14 anni circa quando conobbi il mio grande amore nonché la mia più grande delusione.
Grande amore perché il cuore mi batteva così forte quando lui mi abbracciava da sentirsi a distanza, grande delusione perché ora mi ritrovo incastrata in una vita che mi rende terribilmente infelice e non perché questo amore sia passato
ma perché mi ritrovo disillusa, ferita e costretta a sopprimere una rabbia che mi ribolle dentro.
Non sono il tipo che tradisce o che racconta bugie, mi si leggono in faccia, pensavo nella mia totale ingenuità che tutti fossero cosi...quanto mi sbagliavo.
I primi otto mesi...fantastici, peccato poi scopro di essere l'amante e non la ragazza che nel frattempo era partita all'estero. 4 anni di rapporto, vedo lui sofferente, lo giustifico e decido di lasciarlo scegliere. Comprendendo l'importanza di 4 anni in confronto a pochi mesi e mettendomi nei panni dell'altra lo lascio decidere dandogli i consigli che darei ad un caro amico, totalmente disinteressati (pago a caro prezzo questa disponibilità, iniziando ad avere problemi con il cibo),perdo anche delle amicizie che non capivano il mio atteggiamento nei confronti di lui..come si dice io perdono gli altri no..ecco perché da allora non ho più parlato.
Insomma lui decide di iniziare con me, io felicissima decido di proseguire...man mano che passa il tempo però mi è capitato di trovare varie volte dei pensieri, piccole poesie nostalgiche dedicati a questa ex ragazza. Chiarimenti, giustificazioni varie e banali e siamo andati avanti. Passano tre anni circa, io non sono più la ragazzina spensierata e fiduciosa ma una ragazza diffidente e molto attenta ai particolari,noto un atteggiamento diverso, anche per telefono, riesco a cogliere il minimo cambiamento ed in questo caso scopro invece un'infatuazione verso una sconosciuta incontrata per caso, sconosciuta che grazie alla sua tenacia, diventa conosciuta. "La donna della sua vita" aveva scritto ad un suo collega. Messo alle strette litighiamo, lo lascio e si ripresenta la sera stessa davanti il lavoro giurandomi il pentimento, che si è sentito uno stupito etc etc, immagino tutti abbiate chiare le giustificazioni che vengono propinate in questi casi. Riandiamo avanti, mantiene le promesse, non mi accorgo di nulla, è cambiato mi dico, arriviamo a 10 anni di fidanzamento. Cresciamo insieme, tra quotidianità, problemi e gioie. Rimango incinta(iniziativa venuta da lui) e dopo un paio di settimane dalla notizia, una sera noto una email, di cui non conoscevo l'esistenza, account utilizzato per siti di chat, mi crolla il mondo addosso, lo metto alle strette, escono fuori migliaia di rapporti virtuali, alcuni forse no molti si di sesso virtuale, webcam e un altro numero di telefono (in quel periodo per aumentare le entrate in casa, facevo due lavori, dalle 9 di mattina alle 22 di sera quindi lui aveva molto tempo libero.) Schifata e disgustata, mi ricrolla addosso il castello di carte che mi ero costruita...questa volta però fa meno male.
Non riesco neanche ad andare fino in fondo, non voglio leggere altro.
Lui si dispera come poche volte nella sua vita, forse perché si è sentito umiliato e beccato per l'ennesima volta,non lo so
fatto sta che mi propone una terapia di coppia. Io accetto per la bimba in arrivo, la sensazione che ho però è di essere stata incastrata, o forse ho fatto tutto da sola...boh
Gli ho detto anche davanti alla terapista, sto con te solo perché sono incinta, sensazione che provo ancora oggi, nonostante non sia sicura che lo avrei lasciato davvero.
Iniziamo questo percorso portato avanti per un anno, avrei voluto continuarlo, avrei voluto continuare con questa terapista anche per conto mio ma per problemi economici e con l'arrivo della bambina abbiamo dovuto interrompere.
Sono passati 4 anni da allora e mi ritrovo donna a piangere e a pensare, ho perdonato? questa volta non credo di aver perdonato, non ho avuto il tempo di elaborare,di soffrire, di arrabbiarmi. Non ho dimenticato nulla, tutti i giorni ci penso, non passa giorno che il mio maledetto cervello non rimugini su quello che è successo..e fa male, come allora, ne più ne meno. Ho sviluppato migliaia di paure, non sono più io e non riesco più a vivere così, so di essere un ripiego, io credo lui mi voglia bene e pure tanto ma non lo reputo amore il suo..forse neanche il mio a questo punto lo è. Ne verso di lui, ne verso me stessa. Mi vergogno tanto ad avervi raccontato la mia storia, è la prima volta che lo faccio, come si supera? come ci siete riusciti? come ci si convive?
Sono in attesa di una bimba, la seconda per la precisione. Ne ho un'altra di tre anni. Mio marito è tale da due anni dopo 13 di fidanzamento di cui 9 di convivenza.
Non lo so forse è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera e noi abbiamo iniziato da subito malissimo, nonostante tutto il rapporto è arrivato fino ad oggi.
Vado a ritroso di 14 anni circa quando conobbi il mio grande amore nonché la mia più grande delusione.
Grande amore perché il cuore mi batteva così forte quando lui mi abbracciava da sentirsi a distanza, grande delusione perché ora mi ritrovo incastrata in una vita che mi rende terribilmente infelice e non perché questo amore sia passato
ma perché mi ritrovo disillusa, ferita e costretta a sopprimere una rabbia che mi ribolle dentro.
Non sono il tipo che tradisce o che racconta bugie, mi si leggono in faccia, pensavo nella mia totale ingenuità che tutti fossero cosi...quanto mi sbagliavo.
I primi otto mesi...fantastici, peccato poi scopro di essere l'amante e non la ragazza che nel frattempo era partita all'estero. 4 anni di rapporto, vedo lui sofferente, lo giustifico e decido di lasciarlo scegliere. Comprendendo l'importanza di 4 anni in confronto a pochi mesi e mettendomi nei panni dell'altra lo lascio decidere dandogli i consigli che darei ad un caro amico, totalmente disinteressati (pago a caro prezzo questa disponibilità, iniziando ad avere problemi con il cibo),perdo anche delle amicizie che non capivano il mio atteggiamento nei confronti di lui..come si dice io perdono gli altri no..ecco perché da allora non ho più parlato.
Insomma lui decide di iniziare con me, io felicissima decido di proseguire...man mano che passa il tempo però mi è capitato di trovare varie volte dei pensieri, piccole poesie nostalgiche dedicati a questa ex ragazza. Chiarimenti, giustificazioni varie e banali e siamo andati avanti. Passano tre anni circa, io non sono più la ragazzina spensierata e fiduciosa ma una ragazza diffidente e molto attenta ai particolari,noto un atteggiamento diverso, anche per telefono, riesco a cogliere il minimo cambiamento ed in questo caso scopro invece un'infatuazione verso una sconosciuta incontrata per caso, sconosciuta che grazie alla sua tenacia, diventa conosciuta. "La donna della sua vita" aveva scritto ad un suo collega. Messo alle strette litighiamo, lo lascio e si ripresenta la sera stessa davanti il lavoro giurandomi il pentimento, che si è sentito uno stupito etc etc, immagino tutti abbiate chiare le giustificazioni che vengono propinate in questi casi. Riandiamo avanti, mantiene le promesse, non mi accorgo di nulla, è cambiato mi dico, arriviamo a 10 anni di fidanzamento. Cresciamo insieme, tra quotidianità, problemi e gioie. Rimango incinta(iniziativa venuta da lui) e dopo un paio di settimane dalla notizia, una sera noto una email, di cui non conoscevo l'esistenza, account utilizzato per siti di chat, mi crolla il mondo addosso, lo metto alle strette, escono fuori migliaia di rapporti virtuali, alcuni forse no molti si di sesso virtuale, webcam e un altro numero di telefono (in quel periodo per aumentare le entrate in casa, facevo due lavori, dalle 9 di mattina alle 22 di sera quindi lui aveva molto tempo libero.) Schifata e disgustata, mi ricrolla addosso il castello di carte che mi ero costruita...questa volta però fa meno male.
Non riesco neanche ad andare fino in fondo, non voglio leggere altro.
Lui si dispera come poche volte nella sua vita, forse perché si è sentito umiliato e beccato per l'ennesima volta,non lo so
fatto sta che mi propone una terapia di coppia. Io accetto per la bimba in arrivo, la sensazione che ho però è di essere stata incastrata, o forse ho fatto tutto da sola...boh
Gli ho detto anche davanti alla terapista, sto con te solo perché sono incinta, sensazione che provo ancora oggi, nonostante non sia sicura che lo avrei lasciato davvero.
Iniziamo questo percorso portato avanti per un anno, avrei voluto continuarlo, avrei voluto continuare con questa terapista anche per conto mio ma per problemi economici e con l'arrivo della bambina abbiamo dovuto interrompere.
Sono passati 4 anni da allora e mi ritrovo donna a piangere e a pensare, ho perdonato? questa volta non credo di aver perdonato, non ho avuto il tempo di elaborare,di soffrire, di arrabbiarmi. Non ho dimenticato nulla, tutti i giorni ci penso, non passa giorno che il mio maledetto cervello non rimugini su quello che è successo..e fa male, come allora, ne più ne meno. Ho sviluppato migliaia di paure, non sono più io e non riesco più a vivere così, so di essere un ripiego, io credo lui mi voglia bene e pure tanto ma non lo reputo amore il suo..forse neanche il mio a questo punto lo è. Ne verso di lui, ne verso me stessa. Mi vergogno tanto ad avervi raccontato la mia storia, è la prima volta che lo faccio, come si supera? come ci siete riusciti? come ci si convive?