Ma il dolore non si condivide solo con la/il migliore amica ma anche e soprattuto con la persona che ci sta accanto a maggior ragione se riteniamo che ci abbia fatto un torto o viceversaMi riferivo al bisogno di condividere il dolore con lei.
Ma il dolore non si condivide solo con la/il migliore amica ma anche e soprattuto con la persona che ci sta accanto a maggior ragione se riteniamo che ci abbia fatto un torto o viceversaMi riferivo al bisogno di condividere il dolore con lei.
Ma no dai. Anche uno con le budella in mano capisce che parla a vanvera da amante a vita che di matrimonio e famiglia ne sa quanto un gatto.io sto perdendo la pazienza. Perchè capisco il tuo bisogno di attenzione. Ma star qui a scrivere cagate inumane che non hanno un minimo di fondamento e logica per attirare l'attenzione su di sè quando hai di fronte uno con le budella in mano, è veramente da STRONZI.
e per non innescare una polemica antipatica, esco io.
Ma stai trollando? no, per capire...... che tradiresti te stesso, la tua integrità, se dessi una chance alla ricostituzione. E io credo non ci sia peggiore tradimento di questo.
Con il lasciarla le mostreresti il lato di te che probabilmente più apprezza (e che è anche quello che le ha facilitato le corna, secondo me) e ne avrebbe una "lezione" di vita, come l'hai avuta tu.
In qualche modo, le cose non avvengono per caso, e possono essere lette in trasparenza come doni per se stessi invece che come iatture di un destino cinico e baro...
Però se è così dovresti cercare di parlarne con lei invece di tenerla lontana. Ti trovo estremamente confuso ed è comprensibile. Preso tra i tuoi principi e i sentimenti che evidentemente ci sono nei suoi riguardi.Beh, un po' lo era anche... Io è così che intendo le relazioni, si condivide. Non è che io non abbia amici ed amiche con cui condividere il dolore adesso. Ma mi manca non poterlo fare con lei.
fanta, non so se tu voglia davvero attirare l'attenzione come dice sbriciolata.... che tradiresti te stesso, la tua integrità, se dessi una chance alla ricostituzione. E io credo non ci sia peggiore tradimento di questo.
Con il lasciarla le mostreresti il lato di te che probabilmente più apprezza (e che è anche quello che le ha facilitato le corna, secondo me) e ne avrebbe una "lezione" di vita, come l'hai avuta tu.
In qualche modo, le cose non avvengono per caso, e possono essere lette in trasparenza come doni per se stessi invece che come iatture di un destino cinico e baro...
Oggi mi spiego male.Ma il dolore non si condivide solo con la/il migliore amica ma anche e soprattuto con la persona che ci sta accanto a maggior ragione se riteniamo che ci abbia fatto un torto o viceversa
No, sono una voce diversa. Ma me ne vado, don't worry.Ma stai trollando? no, per capire...
eh già, ma è giusto calpestare i proprio principi per un'altra persona?Però se è così dovresti cercare di parlarne con lei invece di tenerla lontana. Ti trovo estremamente confuso ed è comprensibile. Preso tra i tuoi principi e i sentimenti che evidentemente ci sono nei suoi riguardi.
sì e no.Ma stai trollando? no, per capire...
O forse sono io che non capisco ... Più probabile questaOggi mi spiego male.
GrazieNo, sono una voce diversa. Ma me ne vado, don't worry.
Comunque, auguri.
Ho un'opinione molto chiara, purtroppo. L'ho espressa. Non va bene? Ok, non va bene.fanta, non so se tu voglia davvero attirare l'attenzione come dice sbriciolata.
secondo me in parte sì, ma in parte no, nel senso che spesso applichi questi giudizi perentori anche a te stessa e alla tua storia quindi penso che facciano sinceramente parte di te (e quindi credo che pensi davvero queste cose), tuttavia trovo davvero estremo dire che lei apprezza quella parte ecc.
lei nemmeno ha scritto niente in merito e chissà se la sua visione di juan e in generale della coppia è aderente a quella che descrive lui.
spingersi così oltre in ipotesi rigide secondo me non è un bene.
Hai perso la fiducia e il colpo e'stato uno shock.Ciao a tutti. Sono nuovo del forum, ho letto un po’ le vostre testimonianze e, in alcune, ho ritrovato la mia storia. Quindi bando alle ciance, e inziamo.
Storia di 12 anni di cui gli ultimi due da conviventi. Entrambi oltre i 30, entrambi lavoratori (il mio un po’ più stabile, il suo precario) ed indipendenti economicamente. La cosa è cominciata all’università: lei molto presa, io più distaccato ci ho messo un anno per innamorarmi. Come tutte le coppie ultradecennali, abbiamo avuto alti e bassi ma si può dire che siamo cresciuti insieme. L’ho vista passare da una tipetta tutto pepe ma fondamentalmente insicura ad una donna consapevole di se stessa e dei suoi conseguimenti. Non sono uno che crede nel matrimonio come istituzione e non ne ho mai fatto mistero. La cosa, a suo dire, le stava bene. A quanto pare anche i suoi tradizionalisti genitori se n’erano fatti una ragione e ci avevano aiutato ad arredare la nostra (ora solo mia) casa. Negli ultimi mesi si parlava anche di un figlio. Io l’avrei fatto subito ma lei tentennava e prendeva tempo. Adduceva come motivazione il suo lavoro precario ed altre (pseudo)motivazioni familiari. Poi un bel giorno, più di un mese fa, mi trovo per le mani il suo smartphone. Premetto che non sono tipo da controllare sms, mail o altro. Non ho mai dimostrato di essere eccessivamente geloso e lei godeva, come è giusto che sia, della libertà di uscire con amiche, colleghi ed altra gente, senza di me. Fatto sta che la contingenza del momento ha voluto che io avessi da poco installato delle app su quello smartphone e che fossi sinceramente interessato a vedere come funzionavano. Ovviamente dopo aver visto numerose chiamate in uscita ed entrata ad un suo collega, è stato un attimo per me aprire whatsapp e scoprire tutto. In verità ho fatto in tempo a leggere giusto due messaggi prima di farmi scoprire a mia volta e far scoppiare il finimondo. Sulle prime ha negato, poi è passata al “è stato solo un bacio”, quando ho detto di aver letto cose ben più esplicite ha vuotato il sacco. Lì per lì, io l’ho messa alla porta ed è tornata a casa dei suoi. Poi, complice il fatto che avesse bisogno di vestiti ed oggetti che erano ancora a casa, ci siamo rivisti e mi ha spiegato le sue “ragioni”. A quanto pare lei non stava bene da mesi, piangeva spesso ed io non mi sono accorto di nulla. Le motivazioni sono sempre le solite: lavoro precario, ed altre situazioni in famiglia che potevano verificarsi di lì a breve ma che non si sono verificate (pippe mentali?). Questa persona le si è avvicinata, le faceva complimenti, la ascoltava e lei ha pensato bene di ricompensarlo. Lei dice che il tradimento vero e proprio c’è stato una sola volta e che, a seguito di questa scopata (scusate il termine), lei ha pensato per un paio di giorni di potersi innamorare di questo tizio. L’infatuazione però, è durata poco e quando io ho scoperto i messaggi aveva già detto al tipo che voleva troncare. Adesso è passato un mese ed io cerco di ignorare gli sms in cui lei mi implora di ripensarci e darle una seconda chance. Dice che mi ama, che ha fatto una cazzata, che questo tizio l’ha abbindolata con paroline dolci e complimenti. Gli amici (dopo 12 anni, quasi tutti in comune ed accoppiati da lungo tempo) dicono che lei sta malissimo e che si sta infliggendo una sorta di autopunizione non mangiando, non dormendo e piangendo tutto il giorno.
Ed io come sto? Mi è crollato il mondo addosso, mi è successa l’ultima cosa che mai mi sarei aspettato. Lei è sempre stata quella affettuosa, espansiva mentre io sono, per mia natura, più schivo. Questa cosa era assodata, consolidata, un punto fermo, come ogni altra cosa nella nostra storia. Probabilmente è vero che io l’ho data per scontata ma, da parte mia, c’è sempre stato il desiderio di portare la relazione allo step successivo. Prima la convivenza, poi il figlio, poi boh… io ero solito prenderla in giro dicendo che ci saremmo sposati a 60 anni. Adesso mi sento vuoto. La rabbia per il torto subito va scemando ma non è del tutto scomparsa. Quello che mi sento addosso, invece, è la responsabilità di dover prendere una decisione e di doverlo fare da solo. Da un lato ci sono 12 anni insieme, una vita. Ogni cosa che ho fatto, ogni luogo che ho visitato in questo periodo mi porta alla mente un ricordo legato a lei. Dall’altro lato c’è la consapevolezza che niente sarà più come prima. La fiducia non è cosa che si concede facilmente, specialmente se il colpo subito è stato forte. Sono arrivato a dubitare di tutti i colleghi che ha avuto in precedenza, continuo a dubitare della versione che lei mi ha fornito, anche se non ho prove e se apparentemente non c’è niente che la possa confutare. Sarei capace di ricominciare senza pensare più a quello che è successo? Sarei capace di non rinfacciare la cosa alla prima lite?
Famiglia è dove c'è casa. E la prima famiglia di noi stessi siamo esattamente noi stessi.Ah certo! Ma per famiglia intendo generazione di figli, apertura al domani.
ma dai,non te la prendere, anche io ho espresso solo la mia opinione.Ho un'opinione molto chiara, purtroppo. L'ho espressa. Non va bene? Ok, non va bene.
Ciao.
ecco, quoto.E non penso che gli assoluti siano utili per provare a cercare prospettive che siano tentativo di conoscenza del nuovo.
Gi assoluti tengono ancorati alle certezze e al conosciuto.
Peccato che per definizione, una relazione, che possa essere definita tale, porti esattamente nella direzione opposta. Ossia nello sconosciuto. Di sè e dell'altro.
Sono quasi sempre d'accordo con quello che scrivi, tanto da non quotarti più.Però stavolta nel neretto, forse non sono tanto d'accordo, forse è un cavillo forse no. Ma se sto intervenendo vuol dire che per me non lo è, anzi: crediamo di conoscerci, ma sono proprio certi shock che ci fanno tentennare, prendendo visione nel giro di un nanosecondo che tanto di quello in cui credevamo è stato "tranciato" veniamo costretti ad aprire gli occhi. questa piccola apertura che abbaglia viene guardata come un qualcosa di estraneo, anche se inconsciamente sappiamo che la nuova piccola visione è sul serio la luce della vita, non più fantasia.
Lei non è il suo corpo...certo il corpo porta il segno. E il segno mette realtà dove si fa fatica a trovarne.Quando posso cerco di essere sincero, ma ovviamente, come tutti, ho mentito.
Però ci sono bugie e bugie. Ed io, in ogni caso, quando parlo di tradimento parlo di scopate, non solo di bugie...
Sono un praticone, forse un sempliciotto, ma è il gesto che per me è difficile da superare. Se si fosse fatta consolare dal tipo, magari si fosse anche infatuata di questo tizio, ma non avesse concretizzato la cosa, probabilmente per me sarebbe molto diverso. Un conto è immaginare di andare con qualcun'altro, un conto è andarci su serio.
Questo è quello che devi capire tu, per te. Non è una regola scritta,è un sentire personale.eh già, ma è giusto calpestare i proprio principi per un'altra persona?
Quoto. Brava, ottimo spunto.Lei non è il suo corpo...certo il corpo porta il segno. E il segno mette realtà dove si fa fatica a trovarne.
Ma prova a fermarti. L'andare a cercare consolazione, esporre parti preziose di sè, riservate a te, riguardanti la vostra intimità, il vostro essere VOI...nn è corpo. No. Non lo è...ma a me sembrano parti altrettanto preziose sai...molto preziose. Sono doni. Che non si fanno a chiunque.
In particolare se il suo punto di riferimento eri tu.
Prova a guardare anche questo aspetto...