Renzi e la buona scuola

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Mary The Philips

Utente di lunga data
Ma secondo te, come dovrebbe essere misurato il "rendimento" degli insegnanti? (Scrivo rendimento perchè non mi viene altro vocabolo ma spero che il concetto sia passato).
Come dovrebbe essere portata avanti una riforma, in pratica?

La valutazione dell'operato di un docente richiede competenze professionali e tecniche specifiche, non può essere affidata agli umori e al giudizio di genitori e perfino studenti (i rappresentanti nel comitato di valutazione). In Europa non esiste da nessuna parte che questi abbiano il potere di influenzare la retribuzione dei loro insegnanti.


Per come la vedo io ha senso una valutazione solo da parte di docenti della stessa disciplina, fuori dal nucleo scolastico di appartenenza; all'estero, in alcuni Paesi, a livello universitario, esiste un sistema di valutazione messo in atto da nuclei ispettivi composti da altri insegnanti. Una specie di confronto tra pari insomma.


E comunque al di là di questo aspetto, personalmente trovo inaccettabile che le scuole private continuino ad essere finanziate con denaro pubblico e che siano possibile, ora, sgravi fiscali per chi decide di frequentarle.
 

Brunetta

Utente di lunga data
G
La valutazione dell'operato di un docente richiede competenze professionali e tecniche specifiche, non può essere affidata agli umori e al giudizio di genitori e perfino studenti (i rappresentanti nel comitato di valutazione). In Europa non esiste da nessuna parte che questi abbiano il potere di influenzare la retribuzione dei loro insegnanti.


Per come la vedo io ha senso una valutazione solo da parte di docenti della stessa disciplina, fuori dal nucleo scolastico di appartenenza; all'estero, in alcuni Paesi, a livello universitario, esiste un sistema di valutazione messo in atto da nuclei ispettivi composti da altri insegnanti. Una specie di confronto tra pari insomma.


E comunque al di là di questo aspetto, personalmente trovo inaccettabile che le scuole private continuino ad essere finanziate con denaro pubblico e che siano possibile, ora, sgravi fiscali per chi decide di frequentarle.
Questo è un altro discorso ma non è responsabile il governo attuale di decenni in cui non si sono istituite scuole dell'infanzia pur avendo reso praticamente obbligatoria la frequenza almeno dell'ultimo anno e si sa che il 90% delle risorse alle private va alla scuola dell'infanzia.
Adesso ci sono investimenti per 0/6.
A me irrita sempre la guerra contro la privata perché implicitamente avvalora l'idea che sia migliore, cosa che non è da alcun punto di vista.
L'unico motivo che la fa preferire da alcune famiglie è la selezione dell'utenza su base economica e di classe. Spero bene che nessuno si senta frustrato nel mandare i figli in una scuola che garantisce la pluralità in tutti i sensi.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Sappiate che i genitori possono chiedere una visita ispettiva. Un dirigente, allo stato attuale, teme vertenze.
 

Sbriciolata

Escluso
Come ho già detto le mele marce sono in qualsiasi settore. I genitori della classe interessata potrebbero richiedere un Consiglio di Classe straordinario con la presenza non solo dei rappresentanti, ma tutti i ragazzi e di tutte le famiglie aprendo così un dialogo con la scuola a 360°.




Non si tratta di una chiusura per paura, non scherzare neanche, Sbriciolata. Un docente ha di fronte, durante quasi tutto l'esercizio della sua funzione, decine e decine di allievi pronti a sbranarlo (insieme alle famiglie) laddove dovesse sbagliare. Quello che sostengo è che è davvero difficile operare una valutazione scevra da condizionamenti personali; per esempio se un allievo riceve un debito in una disciplina, magari con una media di 5 finale, per il suo bene, perchè il CdC ritiene che uno studio supplementare possa aiutarlo ad affrontare l'a.s. successivo con qualche mezzo in più, davvero pensi che dia una valutazione positiva al suo docente? Le strategie che un docente mette in atto, seppur esplicitate ai discenti e alle loro famiglie, credi che vengano recepite nella loro essenza oppure che essi badino, alla fine della fiera, solo al mero risultato personale conseguito? Io dico la seconda. E ciò apre uno scenario sugli insegnanti abituati, per tante ragioni, ad abbondare coi voti, ad abbassare i livelli minimi fino al rasoterra: non ci vuole nulla, massimi risultati con minimo sforzo (per vivere tutti felici e contenti).




Credi, ma non lo sai. Perchè non è così. Gli organi collegiali (dovresti saperlo benissimo) hanno un loro perchè ma un Dirigente non percepisce uno stipendio da favola a cazzo. Le sue responsabilità già come stanno le cose oggi sono di una certa portata e per quello che si prospetta aumenterebbero a dismisura, tant'è che c'è una grossa parte della categoria che contesta ferocemente la Buona Scuola.





Scandali ci sono in qualunque disciplina, ma non credere che i giovani siano tutti più preparati di quelli più anziani. Non so se hai avuto il piacere negli anni scorsi di avere con te come tirocinante qualche ragazzo fresco di studi della ssis, ma c'era da mettersi le mani dei capelli per quanto erano bombati di chiacchiere e concetti che di applicativo non avevano nulla. Zero porto zero. Il vuoto siderale.





Non so dove tu viva, ma evidentemente dev'essere un satellite dell'Italia che vive di luce propria. Forse non hai capito che è proprio il fatto che un preside possa avere un figlio, un parente, un amico di un cugino del cognato che deve piazzare, indipendentemente dal fatto che sia bravissimo o meno (e poi, rimarco, chi glielo dice a lui che sa fare il suo mestiere?) e che può farlo, senza che nessuno possa operare un ricorso o battere ciglio, il problema.

Il numero di iscritti non sempre, e quasi mai, dipende dalla qualità degli insegnamenti, ma da svariati altri fattori. Allargare la visuale dal proprio orticello è una operazione salutare, credo.





Tutte cazzate, dal mio punto di vista. Si può essere puntualissimi, correggere i compiti in tempi da record, fare un numero di verifiche spropositato, essere chiari nelle spiegazioni, usare tutti gli strumenti a disposizione ed essere delle chiaviche di insegnanti comunque, perchè quello che conta è altro nella professione di educatori. E-du-ca-to-ri. Tutte le belle cose che per te sono indicatori validi per me sono degli accessori utili, ma non determinanti per stabilire se un docente vale o meno. Pensare che passare delle conoscenze agli alunni, specie oggi col mondo a disposizione in un telefono, e farlo in maniera precisa e puntuale, significhi insegnare, dal mio punto di vista denota il non avere capito un cazzo del mestiere che si fa. Un beneamato cazzo.




Non ho parole. Se c'è una categoria di lavoratori che non è quasi mai unita è proprio quella degli insegnanti, da questo punto di vista veramente delle merde. Ma PAURA de che? Ma ti pare che uno che insegna da venti/trent'anni (casi aprticolari a parte) non sappia fare il suo mestiere e tema il giudizio di quattro mammocci (esagero perchè m'infervoro :D) e dei loro genitori? Oppure di perdere il posto di lavoro (che tanto non lo perdono comunque)? Ma, per favore fantafanta. Fai più bella figura quando spacci tette :rotfl:
Io non scherzo affatto, sono serissima: se nel mio lavoro io sbaglio, causo danni per milioni. La mia azienda paga una penale, io perdo il posto. Tutte le mattine mi sveglio con questa consapevolezza.
Un insegnante, se sbaglia, può arrivare a causare danni a diverse persone: danni che vanno da problemi psicologici a banalissime lacune di apprendimento che poi sono le famiglie, a pagamento, sempre da altri insegnanti e da quel che vedo spesso in nero, a dover riempire.
Ho due figli, ho avuto a che fare oltre che con gli insegnanti delle scuole che ho frequentato io, anche con gli insegnanti di asili, materne, elementari, medie e superiori che hanno frequentato loro.
Ho trovato di tutto: insegnanti da encomio e... da manicomio: da farci andare i ragazzi, in manicomio.
Persone con abissi di ignoranza, ignavia e frustrazione, perfettamente coscienti di non fare il loro lavoro come si deve.
Nessuno vuole sbranare gli insegnanti capaci, occorre essere in malafede.
Ma io una maestra delle elementari che non riesce a parlare in italiano corretto, oppure che insulta pesantemente bambini che dovrebbe curare come fossero suoi, che da compiti assurdi per tenere impegnati i bambini poi non li corregge, la voglio fuori dalla scuola.
Un insegnante che ammette tranquillamente in classe di essere razzista e pertanto di giudicare come naturalmente inferiore ogni ragazzo non caucasico, lo voglio fuori dalla scuola.
Un insegnante che in un liceo scientifico corregge un alunno dicendo non si dice Russia, ma URSS, lo voglio fuori dalla scuola.
Mica voglio rovinarlo: ma non è in grado di fare quel lavoro, ce ne sono altri.
I genitori e gli alunni non sono il branco di bestie feroci che descrivi tu, se permetti.
Purtroppo a volte, non molto spesso per fortuna, siamo persone costrette, nell'ambito della scuola, a subire ingiustizie e dover stare pure zitti per non far subire oltretutto ritorsioni ai propri figli.
Ed è imbarazzante dover spiegare così presto ai propri figli che così è fatto il mondo, e non ci si può fare nulla perchè esistono gli intoccabili.
 

Nobody

Utente di lunga data
Io non scherzo affatto, sono serissima: se nel mio lavoro io sbaglio, causo danni per milioni. La mia azienda paga una penale, io perdo il posto. Tutte le mattine mi sveglio con questa consapevolezza.
Un insegnante, se sbaglia, può arrivare a causare danni a diverse persone: danni che vanno da problemi psicologici a banalissime lacune di apprendimento che poi sono le famiglie, a pagamento, sempre da altri insegnanti e da quel che vedo spesso in nero, a dover riempire.
Ho due figli, ho avuto a che fare oltre che con gli insegnanti delle scuole che ho frequentato io, anche con gli insegnanti di asili, materne, elementari, medie e superiori che hanno frequentato loro.
Ho trovato di tutto: insegnanti da encomio e... da manicomio: da farci andare i ragazzi, in manicomio.
Persone con abissi di ignoranza, ignavia e frustrazione, perfettamente coscienti di non fare il loro lavoro come si deve.
Nessuno vuole sbranare gli insegnanti capaci, occorre essere in malafede.
Ma io una maestra delle elementari che non riesce a parlare in italiano corretto, oppure che insulta pesantemente bambini che dovrebbe curare come fossero suoi, che da compiti assurdi per tenere impegnati i bambini poi non li corregge, la voglio fuori dalla scuola.
Un insegnante che ammette tranquillamente in classe di essere razzista e pertanto di giudicare come naturalmente inferiore ogni ragazzo non caucasico, lo voglio fuori dalla scuola.
Un insegnante che in un liceo scientifico corregge un alunno dicendo non si dice Russia, ma URSS, lo voglio fuori dalla scuola.
Mica voglio rovinarlo: ma non è in grado di fare quel lavoro, ce ne sono altri.
I genitori e gli alunni non sono il branco di bestie feroci che descrivi tu, se permetti.
Purtroppo a volte, non molto spesso per fortuna, siamo persone costrette, nell'ambito della scuola, a subire ingiustizie e dover stare pure zitti per non far subire oltretutto ritorsioni ai propri figli.
Ed è imbarazzante dover spiegare così presto ai propri figli che così è fatto il mondo, e non ci si può fare nulla perchè esistono gli intoccabili.
Tutto vero. Il problema di fondo secondo me è che in Italia ognuno vuol giudicare gli altri ma non vuol essere giudicato. Troverai insegnanti incazzati coi medici e gli infermieri, e viceversa. Tutti però d'accordo ad incazzarsi con l'impiegato comunale, che da parte sua è inferocito col pessimo servizio delle poste. Se c'è però una cosa che mette tutti d'accordo è che la giustizia è inefficiente... ma i giudici d'altronde sono incazzati per la scarsa professionalità delle forze dell'ordine.
 

spleen

utente ?
La valutazione dell'operato di un docente richiede competenze professionali e tecniche specifiche, non può essere affidata agli umori e al giudizio di genitori e perfino studenti (i rappresentanti nel comitato di valutazione). In Europa non esiste da nessuna parte che questi abbiano il potere di influenzare la retribuzione dei loro insegnanti.


Per come la vedo io ha senso una valutazione solo da parte di docenti della stessa disciplina, fuori dal nucleo scolastico di appartenenza; all'estero, in alcuni Paesi, a livello universitario, esiste un sistema di valutazione messo in atto da nuclei ispettivi composti da altri insegnanti. Una specie di confronto tra pari insomma.


E comunque al di là di questo aspetto, personalmente trovo inaccettabile che le scuole private continuino ad essere finanziate con denaro pubblico e che siano possibile, ora, sgravi fiscali per chi decide di frequentarle.
Ti confido un segreto:
Alla fine della prima ora di lezione di ogni insegnante ogni studente ha capito con chi ha a che fare. Io ai miei tempi lo avevo capito, oggi i miei figli anche.

Trovo illogico che a non poter dire una parola su chi insegna siano proprio i fruitori, in modo che gli "intoccabili" come qualcuno saggiamente li ha definiti, continuino imperterriti a fare danni. Lo conosci vero il motto "cane non mangia cane" , se non vengono posti dei criteri oggettivi ed individuabili di qualità e competenza tutto finisce al'italiana, una bella bolla di sapone. (Scommetteresti?)
Conosco insegnanti assolutamente meritevoli e competenti, altri competenti nella loro materia ma che non sanno trasmetterla ai loro allievi, altri ancora sono dei perfetti inetti, tutti conoscono la situazione, nessuno muove un dito.

Perchè vedi, la più grande ingiustizia questi ultimi la commettono verso i loro colleghi.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
A me irrita sempre la guerra contro la privata perché implicitamente avvalora l'idea che sia migliore, cosa che non è da alcun punto di vista.
L'unico motivo che la fa preferire da alcune famiglie è la selezione dell'utenza su base economica e di classe. Spero bene che nessuno si senta frustrato nel mandare i figli in una scuola che garantisce la pluralità in tutti i sensi.
Chi fa la guerra alla privata per me assolutamente non avvalora l'idea che sia migliore, anzi, è esattamente il contrario. Sono d'accordo con te nel non considerarla tale da nessun punto di vista. Molti la scelgono per le ragioni che dici tu, prestigio perlopiù, ma anche per il tempo pieno (parlo della primaria) che consente a chi lavora di spendere meno in baysitteraggio.
 

drusilla

Drama Queen
questo che sto per dire è una riflessione che ho fatto, ha molto di generalizzazione e non so se è aggiornata, ma la butto là:

in Spagna le scuole private hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università pubbliche hanno la fama di essere migliori.
in Italia le scuole pubbliche hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università private hanno la fama di essere migliori.

Siete d'accordo con la parte italiana? nella parte sulle Università soprattutto non so se sia molto attinente alla verità.
 

Sbriciolata

Escluso
questo che sto per dire è una riflessione che ho fatto, ha molto di generalizzazione e non so se è aggiornata, ma la butto là:

in Spagna le scuole private hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università pubbliche hanno la fama di essere migliori.
in Italia le scuole pubbliche hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università private hanno la fama di essere migliori.

Siete d'accordo con la parte italiana? nella parte sulle Università soprattutto non so se sia molto attinente alla verità.
da quello che so io no. Ci sono ottime università private dalle quali escono persone preparatissime ma ci sono altrettante università pubbliche di chiara fama.
Poi ci sono tante università private che nessuno manco conosce.
La differenza tra una buona università privata ed una meno buona sta nel costo della retta.
Pensa che si va dagli 11000 euro della Bocconi ad università che ti chiedono meno della statale.
La differenza nel pubblico sta nella percentuale di ammessi.
Per le scuole private credo che sia lo stesso ma per le università mi sto informando ora.
 

brenin

Utente
Staff Forum
questo che sto per dire è una riflessione che ho fatto, ha molto di generalizzazione e non so se è aggiornata, ma la butto là:

in Spagna le scuole private hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università pubbliche hanno la fama di essere migliori.
in Italia le scuole pubbliche hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università private hanno la fama di essere migliori.

Siete d'accordo con la parte italiana? nella parte sulle Università soprattutto non so se sia molto attinente alla verità.
Io " girerei " la domanda : secondo voi ci sono insegnanti migliori nella scuola privata rispetto a quella pubblica ? Cosa si intende o si include per scuole " migliori " ? mi spiego meglio: infrastrutture della scuola,orari,corsi formativi,disponibilità insegnanti,servizi di logistica/mensa/doposcuola/igiene ambientale ?
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Io non scherzo affatto, sono serissima: se nel mio lavoro io sbaglio, causo danni per milioni. La mia azienda paga una penale, io perdo il posto. Tutte le mattine mi sveglio con questa consapevolezza.
Un insegnante, se sbaglia, può arrivare a causare danni a diverse persone: danni che vanno da problemi psicologici a banalissime lacune di apprendimento che poi sono le famiglie, a pagamento, sempre da altri insegnanti e da quel che vedo spesso in nero, a dover riempire.
Ho due figli, ho avuto a che fare oltre che con gli insegnanti delle scuole che ho frequentato io, anche con gli insegnanti di asili, materne, elementari, medie e superiori che hanno frequentato loro.
Ho trovato di tutto: insegnanti da encomio e... da manicomio: da farci andare i ragazzi, in manicomio.
Persone con abissi di ignoranza, ignavia e frustrazione, perfettamente coscienti di non fare il loro lavoro come si deve.
Nessuno vuole sbranare gli insegnanti capaci, occorre essere in malafede.
Ma io una maestra delle elementari che non riesce a parlare in italiano corretto, oppure che insulta pesantemente bambini che dovrebbe curare come fossero suoi, che da compiti assurdi per tenere impegnati i bambini poi non li corregge, la voglio fuori dalla scuola.
Un insegnante che ammette tranquillamente in classe di essere razzista e pertanto di giudicare come naturalmente inferiore ogni ragazzo non caucasico, lo voglio fuori dalla scuola.
Un insegnante che in un liceo scientifico corregge un alunno dicendo non si dice Russia, ma URSS, lo voglio fuori dalla scuola.
Mica voglio rovinarlo: ma non è in grado di fare quel lavoro, ce ne sono altri.
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Ma guarda che sono d'accordo con te nel volere fuori dalla scuola gli incompetenti, chi non sa fare il proprio mestiere, gli ignoranti etc, così come li vorrei fuori in qualsiasi altro settore. Come tutti del resto. Non sono d'accordo sulle modalità di valutazione che il ddl di Renzi impone non perchè pensi che alunni e genitori siano un branco di bestie feroci (ma come ti viene in mente?), ma perchè ritengo che non abbiano le competenze e gli strumenti idonei per farlo. La partecipazione dei suddetti alla vita scolastica è già garantita dalla rappresentanza negli organi collegiali e dar loro anche il potere di valutare i docenti, senza alcuna professionalità, ma a naso, per me significa considerarli dei meri consumatori in una logica in cui tutti valutano tutto, a cazzo, a impressione, a simpatia.
Non è mettendo in atto politiche scolastiche tese al controllo o punitive o che attizzino la competitività (proprio una guerra dei poveri si scatenerà) che si migliora la scuola.


I genitori e gli alunni non sono il branco di bestie feroci che descrivi tu, se permetti.
Purtroppo a volte, non molto spesso per fortuna, siamo persone costrette, nell'ambito della scuola, a subire ingiustizie e dover stare pure zitti per non far subire oltretutto ritorsioni ai propri figli.
Ed è imbarazzante dover spiegare così presto ai propri figli che così è fatto il mondo, e non ci si può fare nulla perchè esistono gli intoccabili
Scendere a compromessi è una scelta che spesso si è costretti ad operare non solo nella scuola, ma in qualsiasi altro ambito. Se sapessi quante volte nel sanitario ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco, ma è un altro discorso.
 

Nobody

Utente di lunga data
questo che sto per dire è una riflessione che ho fatto, ha molto di generalizzazione e non so se è aggiornata, ma la butto là:

in Spagna le scuole private hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università pubbliche hanno la fama di essere migliori.
in Italia le scuole pubbliche hanno la fama di essere migliori; al contrario le Università private hanno la fama di essere migliori.

Siete d'accordo con la parte italiana? nella parte sulle Università soprattutto non so se sia molto attinente alla verità.
Vero, la percezione qui è proprio questa.
 

drusilla

Drama Queen
Io " girerei " la domanda : secondo voi ci sono insegnanti migliori nella scuola privata rispetto a quella pubblica ? Cosa si intende o si include per scuole " migliori " ? mi spiego meglio: infrastrutture della scuola,orari,corsi formativi,disponibilità insegnanti,servizi di logistica/mensa/doposcuola/igiene ambientale ?
secondo me, pensando al caso di Spagna, dove la maggioranza delle scuole private sono religiose, gli insegnanti in queste non vengono scelti per la loro bravura (non solo o principalmente). Un'amica mia - atea tra l'altro- ha scelto per i suoi figli i Marianistas perché ha fama di "formare i vincenti" soprattutto nello scientifico e matematico. Ma la retta non è esagerata, poiché sono centri concertati, sostenuti con soldi pubblici. Ma diciamo che, a parte della qualità dell'insegnamento, che ci sarà per carità, è soprattutto un caso di classismo: fin da piccoli si allevano insieme figli di medici ingegneri etc... un'endogenesia in pratica.
Io per esempio non ci porterei mio figlio. Preferisco abbia come compagni di classe uno spaccato della società di oggi, con figli di operai, immigrati, etc.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Intanto l'albo è territoriale di insegnanti di ruolo che hanno scelto quel territorio. Sono di ruolo perché nel territorio c'è quel bisogno per cui lavoreranno tutti. Verranno chiamati dalle scuole in base al curriculum pubblico e non, come dici anche tu, facendo scorrere una graduatoria quasi infinita e facendo in modo di chiamare possibilmente chi piace per ragioni valide o clientelari.

Il parere dei docenti nella forma di collegio, comitato, consiglio d'istituto è preventiva, con l'indicazione dei criteri e tutto con trasparenza perché criteri e curricula sono pubblici.



"Laddove c'è uno spazio che si libera - dice Renzi - o perché i docenti vanno in pensione o perchè vanno altrove, il dirigente individua dentro l'albo le persone che ritiene più adatte a quella classe, a quel collegio dei docenti, e lo fa partendo dall'albo" (cit.), non scorre la graduatoria, ma individua lui, anche previo colloquio, l'insegnante da assumere. Il parere, i criteri etc etc sono preventivi, ma chi ha l'ultima parola, quella operativa, è solo il dirigente.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Ti confido un segreto:
Alla fine della prima ora di lezione di ogni insegnante ogni studente ha capito con chi ha a che fare. Io ai miei tempi lo avevo capito, oggi i miei figli anche.

Che una prima impressione relativa ad un insegnante si riveli veritiera nel tempo può anche essere (non sempre credo, sennò avremmo a che fare con i discendenti di Freud), ma da qui a dargli il potere di influenzare addirittura la retribuzione dei docenti mi pare davvero una porcata fuori dal mondo.
 

Nobody

Utente di lunga data
Che una prima impressione relativa ad un insegnante si riveli veritiera nel tempo può anche essere (non sempre credo, sennò avremmo a che fare con i discendenti di Freud), ma da qui a dargli il potere di influenzare addirittura la retribuzione dei docenti mi pare davvero una porcata fuori dal mondo.
Ovviamente una retribuzione non può essere basata su una prima impressione, ma che a fine anno un professore possa essere valutato dalla classe a me pare più che accettabile. Come e su cosa poi possa influire questa valutazione, questo sarebbe da discutere.
 

Vincent Vega

Utente armato
A me non piace questa levata di scudi.
1) i presidi sono insegnanti che hanno vinto un concorso. Dire "non mi fido" sembra un "anche io, se passo la barricata, divento inaffidabile".
2) tutti oramai sono giudicati.
3) dire "ma io non voglio essere giudicato, perché chi mi giudica potrebbe ricevere pressioni, o soffrire di antipatie" mi pare ridicolo. Vale per tutti. Vale per giudizi assai più importanti (sapere quante cause civili o processi penali potenzialmente sono influenzati dall'antipatia?o, peggio, dalle pressioni?). È pericolo insito in ogni giudizio. Anche di quello degli insegnanti sugli allievi. Ed io come farò a convincere mia figlia che il giudizio della prof và accettato, se la stessa prof non vuole essere a sua volta giudicata?

Per il resto quoto Fantastica in tutto.
 
Stato
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