La paghetta ...

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Nobody

Utente di lunga data
Il punto è proprio quello, il dovere. L'idea di DOVERE fare qualcosa è avulsa dalla testa di un bambino, proprio perchè è un bambino. Allora devi per forza legarlo alla ricompensa. Altrimenti non apprende o comunque lo farà sempre controvoglia. Poi magari si aggiusta il tiro, eccome no, ma crescendo e comunque se cazzo non fai quello che ti dico io o non ti comporti bene niente dindi. E ci mancherebbe. La paghetta non è e non può essere una rendita. Questo è sbagliato.
Non sono d'accordo... come mai ho iniziato ad andare a scuola a 6 anni senza ricevere nessuna ricompensa? E si, tante volte lo facevo controvoglia, quale bambino ama andare a scuola sempre? Ma l'avrei fatto controvoglia anche se mi avessero pagato. Da bambino fai certe cose perchè i genitori ti fanno capire che vanno fatte in quel modo... educare a suon di soldi mi pare una gran cazzata.
 
Non sono d'accordo... come mai ho iniziato ad andare a scuola a 6 anni senza ricevere nessuna ricompensa? E si, tante volte lo facevo controvoglia, quale bambino ama andare a scuola sempre? Ma l'avrei fatto controvoglia anche se mi avessero pagato. Da bambino fai certe cose perchè i genitori ti fanno capire che vanno fatte in quel modo... educare a suon di soldi mi pare una gran cazzata.
Ma ci sono anche metodi empirici no?
Sai che fece mio padre per insegnarmi che la scuola è un suo dovere legato ad un mio diritto?

Mi disse, guarda che se non vai a scuola, vengono i carabinieri in casa a vedere come mai...io devo mandarti a scuola perchè tu hai diritto all'istruzione...la scuola è un obbligo...

Dissi...ma figuriamoci...trame ordite da maestre vecchie e cattive...

Rimasi a casa.

E venne il maresciallo con due pennacchi...

Da grande seppi che era stato uno show ordito di comune accordo tra mio padre e il maresciallo...

Ma usai lo stesso sistema per convincere mia figlia...della necessità di stare sul seggiolino...in auto...
Sai com'è ero in vacanza a Merano...lagundo...e là conosco bene il maresciallo...dissi...senti io passo tu mi fermi e fai il cazziatone alla bambina...

Ohi, da quel giorno, si assicurava sempre di essere ben legata al seggiolino....:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Joey Blow

Escluso
Non sono d'accordo... come mai ho iniziato ad andare a scuola a 6 anni senza ricevere nessuna ricompensa? E si, tante volte lo facevo controvoglia, quale bambino ama andare a scuola sempre? Ma l'avrei fatto controvoglia anche se mi avessero pagato. Da bambino fai certe cose perchè i genitori ti fanno capire che vanno fatte in quel modo... educare a suon di soldi mi pare una gran cazzata.
Sei andato a scuola a sei anni perchè ci andavano tutti, molto banalmente. Tutti i tuoi amichetti, anche. Così è. Non ho detto che si educa a suon di soldi, ho detto che si educa a suon di ricompense a fronte di comportamenti giusti. Sia la paghetta o altro. Perchè per un bambino nulla è peggio che non sapere che i venti euro arriveranno comunque, che sono dovuti. Assolutamente. Poi: quando si ragiona di bambini si tende, coma hai fatto tu, a portare ad esempio la propria infanzia. Ma è sbagliato. Nessuno è obiettivo MAI sulla propria infanzia, come non lo è su se stesso, figurarsi poi ripensando all'età infantile. Quello che voglio dire è che uno dovrebbe valutare la propria progenie non tanto per quello che ti ricordi TU di quell'età, ma per cosa sia meglio per loro. Valutandoli anche per COME sono. Capisco che è difficile, ma d'altra parte genitori non ci si nasce mica.
 

Ultimo

Escluso
Secondo voi la paghetta settimanale è propedeutica riferita ad una logica di risparmio da adulti? E' educatica o deleteria? A che età andrebbe intrapresa con i propri figli? E' più ragionevole l'idea di una ricompensa al completarsi dell'esecuzione di un determinato "progetto" (es. se apparecchi e sparecchi il tavolo ti elargisco tot euro)?

A voi la parola....

Non do paghetta ai miei figli, anche se per meno di un mese ci fu paghetta, questo anni fa.

Apparecchiare il tavolo o sistemarsi le mutande, calzini etc è e deve essere secondo me la base dell'educazione portata al rispetto per se stessi e dei genitori.

Nel caso in cui un figlio avesse necessità di un tot euro ed io ho la possibilità di darglieli perchè magari deve andarsi a mangiare la pizza, bhe chiaramente glieli do. Come non glieli do se il tot euro diventa consistente e io non posso in quel momento darglieli. A me ad esempio è capitato con il figlio mezzano, voleva partecipare ad un corso di computer, io in quel periodo non avevo la disponibilità economica. e gliene parlai apertamente. Mio figlio capì, mi spezzò il cuore piangendo, ma.... la vita è anche questa.
 
Non do paghetta ai miei figli, anche se per meno di un mese ci fu paghetta, questo anni fa.

Apparecchiare il tavolo o sistemarsi le mutande, calzini etc è e deve essere secondo me la base dell'educazione portata al rispetto per se stessi e dei genitori.

Nel caso in cui un figlio avesse necessità di un tot euro ed io ho la possibilità di darglieli perchè magari deve andarsi a mangiare la pizza, bhe chiaramente glieli do. Come non glieli do se il tot euro diventa consistente e io non posso in quel momento darglieli. A me ad esempio è capitato con il figlio mezzano, voleva partecipare ad un corso di computer, io in quel periodo non avevo la disponibilità economica. e gliene parlai apertamente. Mio figlio capì, mi spezzò il cuore piangendo, ma.... la vita è anche questa.
Mia madre diceva...
Cosa vuoi sono le prime rinunce e fa parte della vita...

Ma mio padre diceva...
Vuoi una cosa te la guadagni...

(OT hai letto delle dimissioni di Ciucci...speriamo che sistemino le strade di Sicilia desso)
 

oscuro

Utente di lunga data
Si

Ma ci sono anche metodi empirici no?
Sai che fece mio padre per insegnarmi che la scuola è un suo dovere legato ad un mio diritto?

Mi disse, guarda che se non vai a scuola, vengono i carabinieri in casa a vedere come mai...io devo mandarti a scuola perchè tu hai diritto all'istruzione...la scuola è un obbligo...

Dissi...ma figuriamoci...trame ordite da maestre vecchie e cattive...

Rimasi a casa.

E venne il maresciallo con due pennacchi...

Da grande seppi che era stato uno show ordito di comune accordo tra mio padre e il maresciallo...

Ma usai lo stesso sistema per convincere mia figlia...della necessità di stare sul seggiolino...in auto...
Sai com'è ero in vacanza a Merano...lagundo...e là conosco bene il maresciallo...dissi...senti io passo tu mi fermi e fai il cazziatone alla bambina...

Ohi, da quel giorno, si assicurava sempre di essere ben legata al seggiolino....:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
Ma porca puttana di una eva...!Hanno molto da fare i marescialli dei cc dalle tue parti,e se sapessero quello che vai dicendo in giro sulle forze dell'ordine poi....!Sei uno autorevole.Imbecille tu che nn riesci a farti ubbidire da una bambina.....,e complimenti a quel fenomeno del maresciallo che non ha niente di meglio da fare che andare nelle case ad intimorire con una divisa le bambine....!Eh certo d'altronde che cazzo deve succedere da voi?a roma il tempo per querste cose nn si trova mica.....!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quoto e motivo
Non sono d'accordo... come mai ho iniziato ad andare a scuola a 6 anni senza ricevere nessuna ricompensa? E si, tante volte lo facevo controvoglia, quale bambino ama andare a scuola sempre? Ma l'avrei fatto controvoglia anche se mi avessero pagato. Da bambino fai certe cose perchè i genitori ti fanno capire che vanno fatte in quel modo... educare a suon di soldi mi pare una gran cazzata.
Il dovere è quello che si deve fare perché lo dicono le figure adulte autorevoli, prima di tutti i genitori.
I bambini non sempre vogliono sapere dei perché relativi ai doveri perché non li capiscono e questo li fa sentire a disagio.
Se il fine ultimo è lontano nel tempo o complesso meglio dire "perché si fa così". Non confondiamo il gioco del perché o ribellioni adolescenziali con il modo di ragionare dei bambini.
 
Ultima modifica:

Nobody

Utente di lunga data
Sei andato a scuola a sei anni perchè ci andavano tutti, molto banalmente. Tutti i tuoi amichetti, anche. Così è. Non ho detto che si educa a suon di soldi, ho detto che si educa a suon di ricompense a fronte di comportamenti giusti. Sia la paghetta o altro. Perchè per un bambino nulla è peggio che non sapere che i venti euro arriveranno comunque, che sono dovuti. Assolutamente. Poi: quando si ragiona di bambini si tende, coma hai fatto tu, a portare ad esempio la propria infanzia. Ma è sbagliato. Nessuno è obiettivo MAI sulla propria infanzia, come non lo è su se stesso, figurarsi poi ripensando all'età infantile. Quello che voglio dire è che uno dovrebbe valutare la propria progenie non tanto per quello che ti ricordi TU di quell'età, ma per cosa sia meglio per loro. Valutandoli anche per COME sono. Capisco che è difficile, ma d'altra parte genitori non ci si nasce mica.
Su questo sono d'accordo con te. E' molto difficile farlo, me è giusto. L'autocitazione non voleva essere in quel senso lì.
Sul resto molto meno, perchè il senso del dovere secondo me non si costruisce con la ricompensa. Che siano soldi od altro. O meglio, lo si può costruire anche così, ma risulta essere fittizio, una sorta di riflesso condizionato.
 

Nobody

Utente di lunga data
Il dovere è quello che si deve fare perché lo dicono le figure adulte autorevoli, prima di tutti i genitori.
I bambini non sempre vogliono sapere dei perché relativi ai doveri perché non li capiscono e questo li fa sentire a disagio.
Se il fine ultimo è lontano nel tempo o complesso meglio dire "perché si fa così". Non confondiamo il gioco del perché o ribellioni adolescenziali con il modo di ragionare dei bambini.
appunto.
 

Joey Blow

Escluso
Su questo sono d'accordo con te. E' molto difficile farlo, me è giusto. L'autocitazione non voleva essere in quel senso lì.
Sul resto molto meno, perchè il senso del dovere secondo me non si costruisce con la ricompensa. Che siano soldi od altro. O meglio, lo si può costruire anche così, ma risulta essere fittizio, una sorta di riflesso condizionato.
La ricompensa è gratificazione. E nel caso di un bambino, può essere una carezza come può essere un euro come un bacio come una lode. Questo è. Non esiste dovere senza gratificazione per un bimbo.
 

Nobody

Utente di lunga data
La ricompensa è gratificazione. E nel caso di un bambino, può essere una carezza come può essere un euro come un bacio come una lode. Questo è. Non esiste dovere senza gratificazione per un bimbo.
Non sono d'accordo. La carezza (l'affetto in generale) non dev'essere visto come ricompensa. Dev'essere dato gratuitamente, a prescindere da tutto il resto... è la prima regola per poter poi insegnare. Almeno, io la vedo così.
 

Ultimo

Escluso
Mia madre diceva...
Cosa vuoi sono le prime rinunce e fa parte della vita...

Ma mio padre diceva...
Vuoi una cosa te la guadagni...

(OT hai letto delle dimissioni di Ciucci...speriamo che sistemino le strade di Sicilia desso)

Meglio stendere un velo pietoso....!

Mi sono rotto il cazzo su diecimila e più situazioni siciliane che conosco e percepisco esattamente, dato che sono siculo. E mi rompo il cazzo a pensare che, chiunque e anche adesso, ha un posto di dirigente et simile sappia perfettamente a cosa va incontro, oltre ai piccioli che intasca, in chiaro e in nero.

Ho finito, evito di commentare ulteriormente che mi bolle il sangue.
 

Joey Blow

Escluso
Non sono d'accordo. La carezza (l'affetto in generale) non dev'essere visto come ricompensa. Dev'essere dato gratuitamente, a prescindere da tutto il resto... è la prima regola per poter poi insegnare. Almeno, io la vedo così.
A prescindere da come si comporta il bambino? Non credo proprio. Non lo credo affatto.
 

Nobody

Utente di lunga data
A prescindere da come si comporta il bambino? Non credo proprio. Non lo credo affatto.
La vediamo diversamente. Io credo di si. L'amore verso tuo figlio lo puoi trasmettere sempre, prescindendo dalle decisioni (che possono non piacergli) che ritieni di dover prendere in certi contesti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
però

Però bisogna avere chiare alcune cose che sono la motivazione alla paghetta.
A cosa si vuole educare?
A guadagnarsi il necessario o il superfluo?
A essere consumatori consapevoli?
A legare la cogestione delle attività famigliari a una ricompensa?
All'indipendenza?

Tutto questo determina a che età, con quale frequenza, legato a quale compito, di quale entità, con chi.
Se uno pensa a pochi euro per il gelato all'oratorio per un bambino di dieci anni e un altro a 20€ per la pizza al sabato sera di un diciottenne non si capiranno.
Come osservava Caciottina ora si vedono ragazzini di 12/13 anni in giro per la città soli di sera. Avranno bisogno di soldi ma per me avrebbero più bisogno di stare a casa con la famiglia.
Ma se i genitori sono con altri pensieri saranno ben contenti di cavarsela con 10€.
 

Joey Blow

Escluso
La vediamo diversamente. Io credo di si. L'amore verso tuo figlio lo puoi trasmettere sempre, prescindendo dalle decisioni (che possono non piacergli) che ritieni di dover prendere in certi contesti.
La vediamo diversamente. Quello che pensi di trasmettere tu è un conto, quello che recepisce il bambino è un altro.
 

Joey Blow

Escluso
Credo sia quasi sempre così, a prescindere da tutto.
E quindi capirai bene che gli slanci di affetto a volte possono benissimo essere controproducenti. Come tutto. L'affetto, o meglio la dimostrazione di affetto, la gratificazione dell'affetto magari farà bene a TE, ma non è detto che faccia SEMPRE bene ad un bimbo. A prescindere. Affatto.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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