Mi permetto di rispondere anch'io a questa domanda
Durante i primi anni (parecchi) della mia relazione era lui che interferiva pesantemente nella mia privacy (a me non sono mai appartenuti comportamenti di questo tipo) anche cancellandomi numeri dalla rubrica di ex, colleghi, amici etc etc. Non mi incazzavo più di tanto e attribuivo tale comportamento (non inedito per me) alle sue insicurezze e alla sua paura di perdermi e assestandoci nel tempo sul rispetto reciproco degli spazi personali.
Purtroppo ho capito solo ora che il suo cambiamento in tal senso era solo un approfittare delle dinamiche "corrette" che intercorrono tra persone che si amano, si rispettano e si stimano, essenzialmente perchè gli faceva comodo, perchè aveva un mondo sommerso da nascondermi. Personalmente avevo a disposizione le password per entrare in ogni sua cosa e non ne ho approfittato, neanche quando i sospetti erano pesanti. Credevo bastasse la sua parola, come sempre e come la mia. Fino ad un certo punto, quando invece, in un momento di assoluta tranquillità e a giochi fatti e finiti, ci ho messo mano quasi casualmente. Il resto è la storia di molti qui..
L'"ora" e il "dopo" sono il vero punto: mi snaturerò e inizierò una carriera investigativa perenne? Non lo so, ma non credo; non mi appartiene e non mi piace, anche se avrei tutto il diritto di non fidarmi manco per il kaiser. In ogni caso sono abbastanza grande per sapere che se ci si sa fare si può benissimo non essere scoperti, a meno di avere una carogna sulle spalle attenta ad ogni respiro dell'altro. Ma sarebbe vita? Io non la voglio una vita così..