Giorgio, ma COSA CAZZO DEVI INCORAGGIARE? Ma che cazzo stai dicendo? Oh? Ma che cazzo mi rappresenta che i bambini dell'asilo fanno una cazzo di recita di Natale e non possono CAZZO DIRE CHE E' NATALE? Ma che cazzo siamo veramente un paese di SOTTOSVILUPPATI? Cazzo?
Non ci siamo capiti, presumibilmente mi sono spiegato male io.
E' tutta una recita, quella dei simboli di culto nei luoghi pubblici. Perchè fa comodo a tutti professarsi questo e quello. Che di cristiani (quelli che si stracciano le vesti quando uno dice che in un luogo che per statuto è laico non dovrebbe metter piede la religione), cristiani consapevoli, persone di religione, che si prendono quotidianamente la responsabilità delle proprie scelte di vita, ce n'è gran poche.
Non ditemi che credete veramente che la massa di coloro che si professano cattolici in questo paese, abbiano veramente la minima cognizione di quanto questo significa. E' pura estetica, è "bella figura", è ancora una volta Schettino. E in questo modo, un modo di vivere, una scelta profonda e completa come quella di vivere da cristiani, di avere un credo, di agire le proprie convinzioni nella vita di tutti i giorni, perde di qualsiasi forza e peso in una società carnevalesca in cui la religione diventa poco più di una tessera di appartenenza.
Ho un collega molto religioso, che si occupa di catechismo, segue personalmente i gruppi parrocchiali frequentati dai propri figli e con cui parlo spesso (e molto apertamente, visto che non si fa certo le fisime di avere o non avere un'icona sacra in un posto che non sia casa propria) di quanto triste è diventata la deriva dell'opportunismo religioso. Lui stesso mi faceva notare che, per quanto assieme a moglie e conoscenti si faccia il mazzo per smuovere la parrocchia ad organizzare eventi di aggregazione e partecipazione, non cava un ragno dal buco: al di fuori dei bambini, che vengono mandati a presenziare alle varie attività parrocchiali - che sono gratuite mentre una baby sitter costa - l'unica occasione di frequentare altri adulti che non siano già attivamente impegnati su quel piano sia la messa domenicale, che ormai consiste in una parata dimostrativa. Diceva che quasi invidia i testimoni di Geova, che ormai hanno più interlocutori (consenzienti o meno) di chi cerchi di vivere quotidianamente la propria cristianità.
E da quello che vedo io, 9 su 10 di coloro che conosco e si professano cattolici non dimostrano minimamente la propria fede: intendo dire che se fossero atei non cambierebbe una virgola delle loro giornate. E non dovrebbe essere, la propria fede, una scelta che cambia la vita? Insomma, se credere o non credere all'atto pratico cambiasse davvero così poco, di cosa staremmo parlando?
La mia opinione è che siano pochissimi coloro che vivono da adulti e con cognizione di causa la propria fede, e che sempre meno siano in grado di trasmettere alle nuove generazioni il senso del proprio credo. Quando il primo luogo in cui vivere la propria religiosità dovrebbe essere casa propria, la propria famiglia. Se così fosse, sono certo non cambierebbe così tanto trovare o non trovare un pezzo di legno e plastica sul luogo di lavoro, a scuola e persino in ospedale. Perchè ci si sentirebbe forti delle proprie convinzioni a prescindere da quanto propagandano media e politici. Il cristianesimo non è alla canna del gas per scarsa visibilità dei propri simboli votivi, è questo il punto centrale del discorso. Trovo anzi che attaccarsi alle apparenze per paura di soccombere alla sostanza sia esattamente lo stesso atteggiamento di quei disadattati che trovano intollerabile una vignetta satirica.
In ogni caso, giratela come volete, ma a livello istituzionale è mio diritto "essere italiano" a prescindere dal mio credo e dalla mia filosofia. Ed è così per chiunque "goda" della mia medesima nazionalità. Solo di questo dovrebbero preoccuparsi di essere rappresentative le istutizioni. La partecipazione ad una coffessione, dal mio punto di vista, non dovrebbe avere rappresentazioni oltre la sfera comunitaria e privata. Se le regole fossero chiare, non solo non ci si sentirebbe di "star offendendo la sensibilità di alcuno", ma si avrebbero anche molte meno fisime ipocrite e false a
rispondere istantaneamente a calci in culo a chi cerchi proditoriamente di attaccare le proprie scelte di vita.
Aggiungo, ma queste sono solo considerazioni personali che spero non offendano nessuno, che il messaggio cristiano è ancora - dopo millenni - forte, chiaro e inequivocabile: dovrebbe far potente chi desidera abbracciarne il significato, mentre a far la guerra dei crocefissi mi sembra siano soprattutto politici e mammolette. O quantomeno, persone piuttosto insicure, se addirittura una posizione come la mia può suonare così minacciosa.
PS - Non consideravo nemmeno, nel mio discorso, questioni come l'abolizione delle recite di Natale in nome del politically correct, come del resto la manomissione delle fiabe in cui il lupo è cattivo
perchè sbrana o il boicottaggio della Nutella negli Stati Uniti. Mi sembra assolutamente improduttivo cercare di argomentare la pura idiozia.