Auguri

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PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
a tutti.

Buone corna!

Oggi è l'11/11, San Martino, festa dei cornuti!

E' ispirata alla figura di San Martino di Tours vescovo e taumaturgo, nato in Francia quando questa era ancora sotto l’influsso pagano dei Celti, che celebravano l’inizio del nuovo anno a novembre. Martino aveva della sua missione di “pastore” un concetto assai diverso da molti vescovi del tempo, uomini spesso di abitudini cittadine e quindi poco conoscitori della campagna e dei suoi abitanti. Uomo di preghiera e di azione, percorreva personalmente i distretti abitati dai servi agricoltori, dedicando particolare attenzione all'evangelizzazione delle campagne. E’ venerato come santo dalla Chiesa Cattolica, ed è il primo santo non martire ricordato dalla liturgia.


Ma veniamo a quelle che sono le tradizioni popolari che hanno trasformato San Martino , venerato l'11 novembre, nel “santo dei cornuti”. Partiamo dalla mitologia latino-romana più arcaica, dagli amori adulterini di Marte (di cui Martino è il diminutivo), Dio della guerra, e Venere, Dea dell’amore, che sorpresi da Vulcano, Dio del fuoco e marito della Dea della bellezza, furono da lui stesso rinchiusi in una rete di ferro per mostrarli agli Dei e averli quindi testimoni del torto subito. Ma gli Dei dell’Olimpo lo sbeffeggiarono e lo derisero, così la delusione di Vulcano fu ancora più atroce; forse proprio in quella vicenda va collocata l’origine di “un detto” che dura da secoli: “cornuto e mazziato”.


I motivi per cui san Martino sia divenuto patrono dei cornuti sono diversi; alcuni studiosi ritengono che questa tradizione abbia avuto origine dal fatto che in questo giorno si svolgevano feste e fiere aventi come oggetto proprio bestiami con corna; anche la data espressa numericamente (11 11) sembra simboleggiare le corna. Le corna, però, nell'antichità erano un simbolo regale, adornavano la fronte degli dei, simboleggiavano potenza, luce (nella tradizione giudeo-cristiana) mentre il “corno dell’abbondanza” nella tradizione greco-romana era simbolo di fecondità e felicità. I copri capi a forma di corna, come le corone medievali o le mitre di vescovi, indicavano il potere di chi li portava. Le corna richiamano alla mente, però, anche il pericolo delle bestie selvagge e il toro che incorna. Tutto ciò suggerisce l'alterità misteriosa e spaventosa degli animali e la loro associazione non solo con la fertilità ma anche con la morte. Da tanta importanza, nella tradizione popolare le corna sono decadute a indicare la vittima del tradimento coniugale.


In quasi tutto l'Abruzzo, il giorno di san Martino, vengono organizzate processioni fragorose per scovare i cosiddetti cornuti, come a Pescasseroli (Aq), a San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pe). La manifestazione rievocherebbe l' inganno dell' impudica sorella di San Martino che, eludendo la sorveglianza del fratello, riuscì a dar sfogo alle sue voglie. A San Valentino il 10 e l'11 novembre si svolge tutt’oggi la tradizionale processione dei cornuti. Più di 150 anni fa nella notte del 10 novembre, per le vie del paese, mentre tutti dormivano, gruppi di persone collocavano dei lumini accesi davanti alle case di quelli che erano ritenuti cornuti. Chi la mattina seguente trovava il lumino acceso scopriva di essere stato tradito dalla moglie e, prendendo atto del proprio status, doveva uscire con giacca e cappello al contrario. Solitamente, si diceva che a sistemare i lumini erano gli uomini che erano stati protagonisti dei tradimenti. Oggi la manifestazione è caratterizzata da una processione nel corso della quale una riproduzione dell'attributo sessuale maschile, portata in corteo velata, viene affidata dall' ultimo degli sposati dell'anno precedente all' ultimo degli sposati dell'anno in corso. Prima di essere consegnata il ‘simbolo’ viene scoperto e mostrato alla gente. Il nuovo detentore porta poi il simulacro falliforme in giro per il paese accompagnato da una folla di gente. In passato la manifestazione ha generato momenti di vera tensione quando i partecipanti si fermavano dinanzi alle case dei presunti cornuti indirizzando motti salaci e motivi pungenti nei loro confronti. . Oggi il corteo burlesco ha assunto connotati folkloristici e si conclude con cibo, balli, canti e tanto vino novello…il vino ingannatore!
 

Eratò

Utente di lunga data
a tutti.

Buone corna!

Oggi è l'11/11, San Martino, festa dei cornuti!

E' ispirata alla figura di San Martino di Tours vescovo e taumaturgo, nato in Francia quando questa era ancora sotto l’influsso pagano dei Celti, che celebravano l’inizio del nuovo anno a novembre. Martino aveva della sua missione di “pastore” un concetto assai diverso da molti vescovi del tempo, uomini spesso di abitudini cittadine e quindi poco conoscitori della campagna e dei suoi abitanti. Uomo di preghiera e di azione, percorreva personalmente i distretti abitati dai servi agricoltori, dedicando particolare attenzione all'evangelizzazione delle campagne. E’ venerato come santo dalla Chiesa Cattolica, ed è il primo santo non martire ricordato dalla liturgia.


Ma veniamo a quelle che sono le tradizioni popolari che hanno trasformato San Martino , venerato l'11 novembre, nel “santo dei cornuti”. Partiamo dalla mitologia latino-romana più arcaica, dagli amori adulterini di Marte (di cui Martino è il diminutivo), Dio della guerra, e Venere, Dea dell’amore, che sorpresi da Vulcano, Dio del fuoco e marito della Dea della bellezza, furono da lui stesso rinchiusi in una rete di ferro per mostrarli agli Dei e averli quindi testimoni del torto subito. Ma gli Dei dell’Olimpo lo sbeffeggiarono e lo derisero, così la delusione di Vulcano fu ancora più atroce; forse proprio in quella vicenda va collocata l’origine di “un detto” che dura da secoli: “cornuto e mazziato”.


I motivi per cui san Martino sia divenuto patrono dei cornuti sono diversi; alcuni studiosi ritengono che questa tradizione abbia avuto origine dal fatto che in questo giorno si svolgevano feste e fiere aventi come oggetto proprio bestiami con corna; anche la data espressa numericamente (11 11) sembra simboleggiare le corna. Le corna, però, nell'antichità erano un simbolo regale, adornavano la fronte degli dei, simboleggiavano potenza, luce (nella tradizione giudeo-cristiana) mentre il “corno dell’abbondanza” nella tradizione greco-romana era simbolo di fecondità e felicità. I copri capi a forma di corna, come le corone medievali o le mitre di vescovi, indicavano il potere di chi li portava. Le corna richiamano alla mente, però, anche il pericolo delle bestie selvagge e il toro che incorna. Tutto ciò suggerisce l'alterità misteriosa e spaventosa degli animali e la loro associazione non solo con la fertilità ma anche con la morte. Da tanta importanza, nella tradizione popolare le corna sono decadute a indicare la vittima del tradimento coniugale.


In quasi tutto l'Abruzzo, il giorno di san Martino, vengono organizzate processioni fragorose per scovare i cosiddetti cornuti, come a Pescasseroli (Aq), a San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pe). La manifestazione rievocherebbe l' inganno dell' impudica sorella di San Martino che, eludendo la sorveglianza del fratello, riuscì a dar sfogo alle sue voglie. A San Valentino il 10 e l'11 novembre si svolge tutt’oggi la tradizionale processione dei cornuti. Più di 150 anni fa nella notte del 10 novembre, per le vie del paese, mentre tutti dormivano, gruppi di persone collocavano dei lumini accesi davanti alle case di quelli che erano ritenuti cornuti. Chi la mattina seguente trovava il lumino acceso scopriva di essere stato tradito dalla moglie e, prendendo atto del proprio status, doveva uscire con giacca e cappello al contrario. Solitamente, si diceva che a sistemare i lumini erano gli uomini che erano stati protagonisti dei tradimenti. Oggi la manifestazione è caratterizzata da una processione nel corso della quale una riproduzione dell'attributo sessuale maschile, portata in corteo velata, viene affidata dall' ultimo degli sposati dell'anno precedente all' ultimo degli sposati dell'anno in corso. Prima di essere consegnata il ‘simbolo’ viene scoperto e mostrato alla gente. Il nuovo detentore porta poi il simulacro falliforme in giro per il paese accompagnato da una folla di gente. In passato la manifestazione ha generato momenti di vera tensione quando i partecipanti si fermavano dinanzi alle case dei presunti cornuti indirizzando motti salaci e motivi pungenti nei loro confronti. . Oggi il corteo burlesco ha assunto connotati folkloristici e si conclude con cibo, balli, canti e tanto vino novello…il vino ingannatore!
:cincin:Auguri a tutti i colleghi!!!!:D
 
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