Alterazione della Percezione

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Tubarao

Escluso
E' una domenica mattina ottobrina di quelle che solo Roma riesce a regalarti.

Esci di casa, e ti godi il sole, e sei anche più contento, e decidi che per pranzo porti le pastarelle a casa. come faceva papà.

Risali per Via Gallia, e all'altezza della fermata del 671, quella vecchietta ti chiede di avvicinarti un attimo.
All'inizio non capisci, ma poi ti avvicini e lei, con quella vocina che rendono i vecchi simili ai bambini ti dice:

Sto aspettando l'autobus, mi aiuteresti a salire quando arriva ?

Ti accorgi che ha una stampella, e anche se si regge in piedi senza problemi non è facile immaginare che per lei salire su un cazzo di autobus dell'atac deve essere un impresa.

Butti un'occhiata alla palina della fermata e vedi che il 671 in quel momento è distante appena 7 fermate. Una decina di minuti scarsi. Che vuoi che siano in una domenica di sole.

Ti metti comodo. E aspetti. Insieme alla vecchietta.

La guardi meglio. Gli abiti sono dimessi. Molto. Ma sono stati messi insieme cercando di rendere il risultato il più dignitoso possibile. E sono puliti. La vecchietta profuma. Gli abiti profumano. Di pulito. Non di profumo.

La vecchietta ti dice che sta andando all'Eur. Io le faccio notare che se deve andare all'Eur allora deve prendere l'autobus dall'altra parte della strada, sempre il 671, ma nella direzione opposta.

Lei mi risponde che lo sa, ma mi dice che è presto, e allora preferisce prendere questo, andare fino al capolinea e poi ripartire verso l'Eur.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Me lo ripete più volte. Come a sottolineare: Ho tempo. Tanto. Troppo. E preferisco trascorrerlo guardando la vita che passa dal finestrino di un autobus.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Lei è forte. Una tipa arriva e parcheggia in doppia fila proprio all'altezza della fermata.

Le vecchietta se ne esce con una battuta: Ecco, questi fanno come gli pare, si sentono i padroni.

Poi quando dalla macchina esce una donna: Ecco solo una donna poteva essere :D

Ma io non riesco a riderne più di tanto.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

La guardo meglio. E' gentile nei modi. E sono sicuro che è una di quelle persone che se si mettesse a raccontarti la sua vita, una volta giunta alla fine le chiederesti di ricominciare di nuovo.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Arriva l'autobus. Io le porgo il braccio. Mi avvicino alla porta anteriore con lei che si appoggia a me e l'aiuto a salire sull'autobus. Dico all'autista che io non devo viaggiare e gli chiedo cortesemente di aspettare. Faccio sedere la vecchietta. La saluto. Lei mi ringrazia tanto. E riscendo.

Mi giro a guardare. Lei mi sta salutando. Io ricambio. L'autobus riparte.

Il magone che c'ho da quel giorno invece no.

La solitudine. Che mondo è quello che consente, che favorisce, che genera la solitudine di certe persone ? Che mondo è quello che disperdi certi patrimoni umani ?

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

E sto magone che non vuole andar via. Ripassi ogni giorno da una settimana a questa parte, per quella fermata ma non la vedi più. Speri di trovarla per ascoltarla parlare. Per andarci con lei al tavolo di quel bar. E farla parlare.

E quel magone non se ne vuole andare.

Ma quei 10 minuti passati ad aspettare quel 671 quel giorno con quella vecchietta sola che aveva tanta voglia di vita una cosa l'hanno ottenuta. Cosa ? Alterare la percezione di parecchie cose intorno a me. E' un normale percorso di crescita che tutti abbiamo. Quella vecchietta mi ha fatto crescere. Ha alterato la percezione di molte cose intorno a me.

Io continuo a passarci per quella fermata.

Io voglio andarci al tavolo di quel bar.

Io voglio sentirla la storia della vita di quella vecchietta.

Tanto è presto.
 

zanna

Utente di lunga data
Prendi il 671 e fai un giro all'EUR ... magari seduto ad un tavolino di un bar potrai sentirla quella storia ... :)
 

Palladiano

utente d'altri tempi
E' una domenica mattina ottobrina di quelle che solo Roma riesce a regalarti.

Esci di casa, e ti godi il sole, e sei anche più contento, e decidi che per pranzo porti le pastarelle a casa. come faceva papà.

Risali per Via Gallia, e all'altezza della fermata del 671, quella vecchietta ti chiede di avvicinarti un attimo.
All'inizio non capisci, ma poi ti avvicini e lei, con quella vocina che rendono i vecchi simili ai bambini ti dice:

Sto aspettando l'autobus, mi aiuteresti a salire quando arriva ?

Ti accorgi che ha una stampella, e anche se si regge in piedi senza problemi non è facile immaginare che per lei salire su un cazzo di autobus dell'atac deve essere un impresa.

Butti un'occhiata alla palina della fermata e vedi che il 671 in quel momento è distante appena 7 fermate. Una decina di minuti scarsi. Che vuoi che siano in una domenica di sole.

Ti metti comodo. E aspetti. Insieme alla vecchietta.

La guardi meglio. Gli abiti sono dimessi. Molto. Ma sono stati messi insieme cercando di rendere il risultato il più dignitoso possibile. E sono puliti. La vecchietta profuma. Gli abiti profumano. Di pulito. Non di profumo.

La vecchietta ti dice che sta andando all'Eur. Io le faccio notare che se deve andare all'Eur allora deve prendere l'autobus dall'altra parte della strada, sempre il 671, ma nella direzione opposta.

Lei mi risponde che lo sa, ma mi dice che è presto, e allora preferisce prendere questo, andare fino al capolinea e poi ripartire verso l'Eur.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Me lo ripete più volte. Come a sottolineare: Ho tempo. Tanto. Troppo. E preferisco trascorrerlo guardando la vita che passa dal finestrino di un autobus.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Lei è forte. Una tipa arriva e parcheggia in doppia fila proprio all'altezza della fermata.

Le vecchietta se ne esce con una battuta: Ecco, questi fanno come gli pare, si sentono i padroni.

Poi quando dalla macchina esce una donna: Ecco solo una donna poteva essere :D

Ma io non riesco a riderne più di tanto.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

La guardo meglio. E' gentile nei modi. E sono sicuro che è una di quelle persone che se si mettesse a raccontarti la sua vita, una volta giunta alla fine le chiederesti di ricominciare di nuovo.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Arriva l'autobus. Io le porgo il braccio. Mi avvicino alla porta anteriore con lei che si appoggia a me e l'aiuto a salire sull'autobus. Dico all'autista che io non devo viaggiare e gli chiedo cortesemente di aspettare. Faccio sedere la vecchietta. La saluto. Lei mi ringrazia tanto. E riscendo.

Mi giro a guardare. Lei mi sta salutando. Io ricambio. L'autobus riparte.

Il magone che c'ho da quel giorno invece no.

La solitudine. Che mondo è quello che consente, che favorisce, che genera la solitudine di certe persone ? Che mondo è quello che disperdi certi patrimoni umani ?

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

E sto magone che non vuole andar via. Ripassi ogni giorno da una settimana a questa parte, per quella fermata ma non la vedi più. Speri di trovarla per ascoltarla parlare. Per andarci con lei al tavolo di quel bar. E farla parlare.

E quel magone non se ne vuole andare.

Ma quei 10 minuti passati ad aspettare quel 671 quel giorno con quella vecchietta sola che aveva tanta voglia di vita una cosa l'hanno ottenuta. Cosa ? Alterare la percezione di parecchie cose intorno a me. E' un normale percorso di crescita che tutti abbiamo. Quella vecchietta mi ha fatto crescere. Ha alterato la percezione di molte cose intorno a me.

Io continuo a passarci per quella fermata.

Io voglio andarci al tavolo di quel bar.

Io voglio sentirla la storia della vita di quella vecchietta.

Tanto è presto.
Che paese è quello che consente a 2/3 dei pensionati di vivere con meno di 1.000€ al mese, che ripaga coloro che hanno fatto crescere la nazione ( loro sì che l'hanno fatta crescere) con una vecchiaia di miseria e di stenti. Perché alla solitudine e alle vuote infinite ore di una giornata, si aggiunge la vergogna.
Quella degli abiti lisi, della spesa fatta al centesimo, del riscaldamento razionato.
Abbiamo consentito che i vecchi siano considerati un peso. Che muoiano, per la madonna! Sono inutili.
Nemmeno all'ospizio perché quella è roba da ricchi.
Quello che li frega è la loro dignità , ( l'abito liso ma profumato) quella cosa che tanti rampanti quarantenni non sanno nemmeno dove sta di casa e confondono con la debolezza.
Devo quello che sono ad una donna nata nel 1905.
Il tuo racconto mi riporta alla mente questa mia mamma. Che non mi ha mai lasciato.
 

zadig

8=D
Bravo Tuba, bel gesto.
Soprattutto se fatto da un admin fascista e despota come te! :D


Mi fai tornare in mente una storiella di un po' di anni fa.
Mica sempre le vecchiette si fidano come ha fatto questa... c'è gente stronza in giro, che le scippa.
Ero a Porto S. Stefano per un torneo di vela ed il pomeriggio, dopo gli allenamenti in vista della regata domenicale, passeggiavo insieme ad un amico per il paese.
Vediamo una vecchietta con due buste piene di spesa che arrancava per una scalinata.
Ci avviciniamo a lei chiedendole se voleva una mano.
Impaurita, istintivamente porta a sé le buste per proteggerle.
Poi ci quadra a tutti e due, che ci eravamo allontanati di un passo, poi con un sorriso tanto smagliante quanto sdentato ci dice di sì.
Poi ci racconta che l'avevano scippata e da allora aveva paura degli estranei, soprattutto se maschi.
Poi ci chiede come mai eravamo li visto che non eravamo del posto, e così discorrendo l'accompagniamo fino a casa.
Poi addirittura ci voleva offrire qualcosa in casa sua, ma ce ne siano andati.

I gesti di aiuto verso gli anziani stanno passando di moda?
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
E' una domenica mattina ottobrina di quelle che solo Roma riesce a regalarti.

Esci di casa, e ti godi il sole, e sei anche più contento, e decidi che per pranzo porti le pastarelle a casa. come faceva papà.

Risali per Via Gallia, e all'altezza della fermata del 671, quella vecchietta ti chiede di avvicinarti un attimo.
All'inizio non capisci, ma poi ti avvicini e lei, con quella vocina che rendono i vecchi simili ai bambini ti dice:

Sto aspettando l'autobus, mi aiuteresti a salire quando arriva ?

Ti accorgi che ha una stampella, e anche se si regge in piedi senza problemi non è facile immaginare che per lei salire su un cazzo di autobus dell'atac deve essere un impresa.

Butti un'occhiata alla palina della fermata e vedi che il 671 in quel momento è distante appena 7 fermate. Una decina di minuti scarsi. Che vuoi che siano in una domenica di sole.

Ti metti comodo. E aspetti. Insieme alla vecchietta.

La guardi meglio. Gli abiti sono dimessi. Molto. Ma sono stati messi insieme cercando di rendere il risultato il più dignitoso possibile. E sono puliti. La vecchietta profuma. Gli abiti profumano. Di pulito. Non di profumo.

La vecchietta ti dice che sta andando all'Eur. Io le faccio notare che se deve andare all'Eur allora deve prendere l'autobus dall'altra parte della strada, sempre il 671, ma nella direzione opposta.

Lei mi risponde che lo sa, ma mi dice che è presto, e allora preferisce prendere questo, andare fino al capolinea e poi ripartire verso l'Eur.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Me lo ripete più volte. Come a sottolineare: Ho tempo. Tanto. Troppo. E preferisco trascorrerlo guardando la vita che passa dal finestrino di un autobus.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Lei è forte. Una tipa arriva e parcheggia in doppia fila proprio all'altezza della fermata.

Le vecchietta se ne esce con una battuta: Ecco, questi fanno come gli pare, si sentono i padroni.

Poi quando dalla macchina esce una donna: Ecco solo una donna poteva essere :D

Ma io non riesco a riderne più di tanto.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

La guardo meglio. E' gentile nei modi. E sono sicuro che è una di quelle persone che se si mettesse a raccontarti la sua vita, una volta giunta alla fine le chiederesti di ricominciare di nuovo.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Arriva l'autobus. Io le porgo il braccio. Mi avvicino alla porta anteriore con lei che si appoggia a me e l'aiuto a salire sull'autobus. Dico all'autista che io non devo viaggiare e gli chiedo cortesemente di aspettare. Faccio sedere la vecchietta. La saluto. Lei mi ringrazia tanto. E riscendo.

Mi giro a guardare. Lei mi sta salutando. Io ricambio. L'autobus riparte.

Il magone che c'ho da quel giorno invece no.

La solitudine. Che mondo è quello che consente, che favorisce, che genera la solitudine di certe persone ? Che mondo è quello che disperdi certi patrimoni umani ?

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

E sto magone che non vuole andar via. Ripassi ogni giorno da una settimana a questa parte, per quella fermata ma non la vedi più. Speri di trovarla per ascoltarla parlare. Per andarci con lei al tavolo di quel bar. E farla parlare.

E quel magone non se ne vuole andare.

Ma quei 10 minuti passati ad aspettare quel 671 quel giorno con quella vecchietta sola che aveva tanta voglia di vita una cosa l'hanno ottenuta. Cosa ? Alterare la percezione di parecchie cose intorno a me. E' un normale percorso di crescita che tutti abbiamo. Quella vecchietta mi ha fatto crescere. Ha alterato la percezione di molte cose intorno a me.

Io continuo a passarci per quella fermata.

Io voglio andarci al tavolo di quel bar.

Io voglio sentirla la storia della vita di quella vecchietta.

Tanto è presto.
ti capisco, ce ne sono tanti soli così purtroppo
 

Tubarao

Escluso
Bravo Tuba, bel gesto.
Soprattutto se fatto da un admin fascista e despota come te! :D


Mi fai tornare in mente una storiella di un po' di anni fa.
Mica sempre le vecchiette si fidano come ha fatto questa... c'è gente stronza in giro, che le scippa.
Ero a Porto S. Stefano per un torneo di vela ed il pomeriggio, dopo gli allenamenti in vista della regata domenicale, passeggiavo insieme ad un amico per il paese.
Vediamo una vecchietta con due buste piene di spesa che arrancava per una scalinata.
Ci avviciniamo a lei chiedendole se voleva una mano.
Impaurita, istintivamente porta a sé le buste per proteggerle.
Poi ci quadra a tutti e due, che ci eravamo allontanati di un passo, poi con un sorriso tanto smagliante quanto sdentato ci dice di sì.
Poi ci racconta che l'avevano scippata e da allora aveva paura degli estranei, soprattutto se maschi.
Poi ci chiede come mai eravamo li visto che non eravamo del posto, e così discorrendo l'accompagniamo fino a casa.
Poi addirittura ci voleva offrire qualcosa in casa sua, ma ce ne siano andati.

I gesti di aiuto verso gli anziani stanno passando di moda?
Quello non credo. Fino a prova contraria (ancora) non siamo un paese d barbari.

Ma Palladiano ha colto il punto. Stiamo togliendo la dignità ai nostri vecchi che invece si ostinano a sbattercela in faccia.

E' di questo che parlo quando parlo di una percezione delle cose leggermente diversa. Quella vecchietta mi ha sbattuto in faccia la sua dignità. E mi ha dato una bella tranvata.
 

oscuro

Utente di lunga data
Tuba

Quello non credo. Fino a prova contraria (ancora) non siamo un paese d barbari.

Ma Palladiano ha colto il punto. Stiamo togliendo la dignità ai nostri vecchi che invece si ostinano a sbattercela in faccia.

E' di questo che parlo quando parlo di una percezione delle cose leggermente diversa. Quella vecchietta mi ha sbattuto in faccia la sua dignità. E mi ha dato una bella tranvata.


Tuba sapessi quante storie potrei raccontarti come la tua.....!Ecco queste storie a me hanno cambiato le misure di vita,hanno cambiato il mio spessore di vita,la mia profondità.....!
 

disincantata

Utente di lunga data
Adesso lo sto diventando io.

Per tanti anni le mie colleghe mi chiamavano quando c'era da servire e convincere clienti anziani.

Una ormai amica ha compiuti 91 anni pochi giorni fa e la seguo ancora. Una persona meravigliosa.

Molto molto piu ' interessanti da ascoltare di molti giovani, senza togliere niente ai giovani.

Mia suocera 88 anni e' simile. Hanno mille cose da raccontare. Delicatamente.
 

Eratò

Utente di lunga data
Gli anziani di oggi non sono piu' quelli di una volta...Quelli che avevano sempre il vicino di casa con cui parlare magari seduti su un tavolino fuori al giardinetto oppure sulle sedie per strada alle spalle di casa con le chiavi dietro la porta...quelli che avevano tutta la famiglia attorno e davano consigli raccontando la loro esperienza di vita perche un tempo quel esperienza di vita era preziosa e veniva ascoltata attentamente....Quelli che insegnavano le ricette storiche della famiglia e le passavano da generazione a generazione e nonostante gli acciachi del eta stavano a piedi a preparare il pranzo della domenica per 20 persone...Quelli che erano circondati da figli,parenti,nipoti e bisnipoti e riuscivano a mettere pace a tutti perche venivano ascoltati e rispettati.Gli anziani di oggi son cambiati e ti squadrano alla fermata del autobus per capire se parlarti e probabilmente quello sara' il dialogo piu lungo della giornata,quelli che si fanno i conti in testa al supermercato,quelli che quando arrivano i figli con i nipoti e' una festa come Natale,quelli che chiamano la guardia medica per ascoltare una voce e quando vengono ricoverati tocca chiamare i servizi sociali e che si guardano Beautiful per noia perche' "alla fine e'un puttanaio e Brooke una zoccolona".Quelli che perdono una lacrima pensando ai figli ma "che ci vogliamo fare?hanno la vita loro e noi siam vecchi ormai...ma speriamo che ci siano per chiuderci gli occhi".Gli anziani sono cambiati perche' siamo cambiati noi.....Ma anche un piccolo gesto come aiutarli con la spesa o farli salire su un autobus aggiunge colore e dolcezza in quella solitudine.E se ogni tanto s'arrabbiano perche' "i maschi e le femmine non son piu' come quelli di una volta" stiamoci zitti e diciamo "avete ragione".....
 

Joey Blow

Escluso
E' una domenica mattina ottobrina di quelle che solo Roma riesce a regalarti.

Esci di casa, e ti godi il sole, e sei anche più contento, e decidi che per pranzo porti le pastarelle a casa. come faceva papà.

Risali per Via Gallia, e all'altezza della fermata del 671, quella vecchietta ti chiede di avvicinarti un attimo.
All'inizio non capisci, ma poi ti avvicini e lei, con quella vocina che rendono i vecchi simili ai bambini ti dice:

Sto aspettando l'autobus, mi aiuteresti a salire quando arriva ?

Ti accorgi che ha una stampella, e anche se si regge in piedi senza problemi non è facile immaginare che per lei salire su un cazzo di autobus dell'atac deve essere un impresa.

Butti un'occhiata alla palina della fermata e vedi che il 671 in quel momento è distante appena 7 fermate. Una decina di minuti scarsi. Che vuoi che siano in una domenica di sole.

Ti metti comodo. E aspetti. Insieme alla vecchietta.

La guardi meglio. Gli abiti sono dimessi. Molto. Ma sono stati messi insieme cercando di rendere il risultato il più dignitoso possibile. E sono puliti. La vecchietta profuma. Gli abiti profumano. Di pulito. Non di profumo.

La vecchietta ti dice che sta andando all'Eur. Io le faccio notare che se deve andare all'Eur allora deve prendere l'autobus dall'altra parte della strada, sempre il 671, ma nella direzione opposta.

Lei mi risponde che lo sa, ma mi dice che è presto, e allora preferisce prendere questo, andare fino al capolinea e poi ripartire verso l'Eur.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Me lo ripete più volte. Come a sottolineare: Ho tempo. Tanto. Troppo. E preferisco trascorrerlo guardando la vita che passa dal finestrino di un autobus.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Lei è forte. Una tipa arriva e parcheggia in doppia fila proprio all'altezza della fermata.

Le vecchietta se ne esce con una battuta: Ecco, questi fanno come gli pare, si sentono i padroni.

Poi quando dalla macchina esce una donna: Ecco solo una donna poteva essere :D

Ma io non riesco a riderne più di tanto.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

La guardo meglio. E' gentile nei modi. E sono sicuro che è una di quelle persone che se si mettesse a raccontarti la sua vita, una volta giunta alla fine le chiederesti di ricominciare di nuovo.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Arriva l'autobus. Io le porgo il braccio. Mi avvicino alla porta anteriore con lei che si appoggia a me e l'aiuto a salire sull'autobus. Dico all'autista che io non devo viaggiare e gli chiedo cortesemente di aspettare. Faccio sedere la vecchietta. La saluto. Lei mi ringrazia tanto. E riscendo.

Mi giro a guardare. Lei mi sta salutando. Io ricambio. L'autobus riparte.

Il magone che c'ho da quel giorno invece no.

La solitudine. Che mondo è quello che consente, che favorisce, che genera la solitudine di certe persone ? Che mondo è quello che disperdi certi patrimoni umani ?

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

E sto magone che non vuole andar via. Ripassi ogni giorno da una settimana a questa parte, per quella fermata ma non la vedi più. Speri di trovarla per ascoltarla parlare. Per andarci con lei al tavolo di quel bar. E farla parlare.

E quel magone non se ne vuole andare.

Ma quei 10 minuti passati ad aspettare quel 671 quel giorno con quella vecchietta sola che aveva tanta voglia di vita una cosa l'hanno ottenuta. Cosa ? Alterare la percezione di parecchie cose intorno a me. E' un normale percorso di crescita che tutti abbiamo. Quella vecchietta mi ha fatto crescere. Ha alterato la percezione di molte cose intorno a me.

Io continuo a passarci per quella fermata.

Io voglio andarci al tavolo di quel bar.

Io voglio sentirla la storia della vita di quella vecchietta.

Tanto è presto.
Hai paura?
 

FataIgnorante

Utente di lunga data
D'invecchiare? Io si
Semo in due, è un fatto ineluttabile, ma cazzo quando vedo quei vecchini che si muovono piano piano col bastone e non riscono a salire un gradino, vedo me stesso a 90 anni (se non muoio prima). Fastidiossimo.
 

stellina

Utente di lunga data
Grazie per aver condiviso con noi. Grazie
 

LucyLiu

Utente di lunga data
Quello non credo. Fino a prova contraria (ancora) non siamo un paese d barbari.

Ma Palladiano ha colto il punto. Stiamo togliendo la dignità ai nostri vecchi che invece si ostinano a sbattercela in faccia.

E' di questo che parlo quando parlo di una percezione delle cose leggermente diversa. Quella vecchietta mi ha sbattuto in faccia la sua dignità. E mi ha dato una bella tranvata.
sono in contatto con due signore anziane, una più divertente e un'altra più fragile e tenerissima....
bhè, devo a loro le mie giornate migliori...
e molte volte rimpiango di non aver abbastanza tempo per stare con loro...
vorrei avere un terzo della loro dignità...
una ricchezza che viene sicuramente sottovalutata...
 

Nobody

Utente di lunga data
E' una domenica mattina ottobrina di quelle che solo Roma riesce a regalarti.

Esci di casa, e ti godi il sole, e sei anche più contento, e decidi che per pranzo porti le pastarelle a casa. come faceva papà.

Risali per Via Gallia, e all'altezza della fermata del 671, quella vecchietta ti chiede di avvicinarti un attimo.
All'inizio non capisci, ma poi ti avvicini e lei, con quella vocina che rendono i vecchi simili ai bambini ti dice:

Sto aspettando l'autobus, mi aiuteresti a salire quando arriva ?

Ti accorgi che ha una stampella, e anche se si regge in piedi senza problemi non è facile immaginare che per lei salire su un cazzo di autobus dell'atac deve essere un impresa.

Butti un'occhiata alla palina della fermata e vedi che il 671 in quel momento è distante appena 7 fermate. Una decina di minuti scarsi. Che vuoi che siano in una domenica di sole.

Ti metti comodo. E aspetti. Insieme alla vecchietta.

La guardi meglio. Gli abiti sono dimessi. Molto. Ma sono stati messi insieme cercando di rendere il risultato il più dignitoso possibile. E sono puliti. La vecchietta profuma. Gli abiti profumano. Di pulito. Non di profumo.

La vecchietta ti dice che sta andando all'Eur. Io le faccio notare che se deve andare all'Eur allora deve prendere l'autobus dall'altra parte della strada, sempre il 671, ma nella direzione opposta.

Lei mi risponde che lo sa, ma mi dice che è presto, e allora preferisce prendere questo, andare fino al capolinea e poi ripartire verso l'Eur.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Tanto è presto.

Me lo ripete più volte. Come a sottolineare: Ho tempo. Tanto. Troppo. E preferisco trascorrerlo guardando la vita che passa dal finestrino di un autobus.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Lei è forte. Una tipa arriva e parcheggia in doppia fila proprio all'altezza della fermata.

Le vecchietta se ne esce con una battuta: Ecco, questi fanno come gli pare, si sentono i padroni.

Poi quando dalla macchina esce una donna: Ecco solo una donna poteva essere :D

Ma io non riesco a riderne più di tanto.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

La guardo meglio. E' gentile nei modi. E sono sicuro che è una di quelle persone che se si mettesse a raccontarti la sua vita, una volta giunta alla fine le chiederesti di ricominciare di nuovo.

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

Arriva l'autobus. Io le porgo il braccio. Mi avvicino alla porta anteriore con lei che si appoggia a me e l'aiuto a salire sull'autobus. Dico all'autista che io non devo viaggiare e gli chiedo cortesemente di aspettare. Faccio sedere la vecchietta. La saluto. Lei mi ringrazia tanto. E riscendo.

Mi giro a guardare. Lei mi sta salutando. Io ricambio. L'autobus riparte.

Il magone che c'ho da quel giorno invece no.

La solitudine. Che mondo è quello che consente, che favorisce, che genera la solitudine di certe persone ? Che mondo è quello che disperdi certi patrimoni umani ?

Tanto è presto.

Poi arrivo, e mi metto seduta al tavolo di un bar.

E sto magone che non vuole andar via. Ripassi ogni giorno da una settimana a questa parte, per quella fermata ma non la vedi più. Speri di trovarla per ascoltarla parlare. Per andarci con lei al tavolo di quel bar. E farla parlare.

E quel magone non se ne vuole andare.

Ma quei 10 minuti passati ad aspettare quel 671 quel giorno con quella vecchietta sola che aveva tanta voglia di vita una cosa l'hanno ottenuta. Cosa ? Alterare la percezione di parecchie cose intorno a me. E' un normale percorso di crescita che tutti abbiamo. Quella vecchietta mi ha fatto crescere. Ha alterato la percezione di molte cose intorno a me.

Io continuo a passarci per quella fermata.

Io voglio andarci al tavolo di quel bar.

Io voglio sentirla la storia della vita di quella vecchietta.

Tanto è presto.
Tanti di noi, nemmeno tra tanto, saranno nei panni (si spera così puliti) di quella vecchietta... sarà già molto trovare un tuba così amichevole. La vita fa pochi sconti, e una delle cose che regala a piene mani con la vecchiaia è la solitudine.
 
Stato
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