In sostanza: una riesumazione del valore della verginità. Tutto parte da lì: "eri mio in quanto illibato. Ora non lo sei più, oltre ad avermi tradita".
Mi piacerebbe chiedere a New: metti caso che LUI non ti avesse tradita, ma ti avesse confessato che - prima di mettersi con te - aveva fatto sesso con un'altra ragazzetta. Secondo me avresti reagito nella stessa maniera. In fondo anche in quel caso niente più unicità.
"mi avesse confessato che": intendi
1)che ci mettiamo insieme, mi dice che non ha esperienze e dopo tot tempo mi dice "no, scusa, ti ho presa in giro, esperienze ne ho?"
oppure
2)ci conosciamo, mi dice che ha esperienze pregresse, ci mettiamo insiemeLe due cose sono un po' diverse.
Nel primo caso il livello di incazzatura dipende da quanto tempo lascia passare prima di dirmelo.
Nel secondo caso, ciò che viene prima non è un mio problema a patto che non mi porti malattie.
Quando ci siamo conosciuti ero più giovane, con una mente più elastica, con un'idea del rapporto di coppia ancora da formare, e sicuramente non pensavo di starci insieme tutto questo tempo.
C'è da dire che, quando ci siamo messi insieme, non mi passava nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea che ci si potesse sbaciucchiare (perchè questo era il mio livello di "sesso" all'epoca) con X pur piacendoti Y. Se sbaciucchi X è perchè ti piace X, altrimenti..bleah, che schifo. easy.
Evidentemente, crescendo, non ho fatto evolvere questa idea nel modo in cui la fanno evolvere gli altri adulti ("si scopa perchè piace sesso in sè"), ma l'ho semplicemente rapportata al livello di sesso adulto. Da lì, probabilmente, la mia incapacità di comprendere come si possa entrare in intimità con una persona con cui non c'è di fatto intimità e quindi non si è nelle condizioni di giudicare se piace o no.
L'idea del "se tradisci, lascio" è maturata col tempo e si è formata anche in risposta al carattere della persona con cui stavo. Conoscendo lui, il suo vissuto, ecc ecc, se mi avesse tradita non sarebbe stato lui, non sarebbe stata una cosa da lui. Più o meno come iniziare a fumare o abbandonare i propri sogni solo per correre dietro a una gonnella. L'avrei lasciato non tanto per l'azione in sè, quanto per il fatto che l'aver compiuto quell'azione significava che non era la persona di cui mi ero innamorata.
Riassumendo: ti conosco, conosco le tue caratteristiche, ti amo e persisto nell'amarti anche per via di quelle caratteristiche. Quando queste cadono, cade il motivo per cui ti amo.
Il bug di questo scenario risiede nel fatto che viene assunta a caratteristica dell'individuo anche l'incapacità di fare errori. Ti amo perchè sei perfetto. L'errore ti rende imperfetto. Non ti posso amare perchè non sei la persona che credevo fossi.
Tutto questo ragionamento era a priori, cioè prima di scoprire che il tradimento non è un po' di sesso extra-coppia e tutto finisce lì, ma piuttosto una ferita ancora aperta dopo mesi, che si trascina da entrambe le parti, che ti fa provare disprezzo per te stesso per il fatto di provare a vedere se il tempo aggiusta le cose.
Non l'ho nascosto...per me era un eroe. Mi faccio evidentemente una violenza nel cercare di amare la stessa persona ridimensionata. Non più speciale, ma un porco come tutti.
Penso sia difficile da capire nella stessa misura in cui non si capisce cos'è il tradimento fintanto che non lo si prova.Porco il mondo che ho sotto i piedi.
veramente io a volte non capisco.
Ma davvero è questo il punto?
Un'erezione?
Un rapporto di sesso orale?
Ora, lascia per un attimo a parte la sfiga che si sia beccato la sopresina e te l'abbia pure passata.
Ma questo era quello che faceva unica e speciale la vostra coppia?
Il fatto che foste vergini al resto del mondo?
Il fatto che nessuno dei due avesse conosciuto carnalmente altri?
Non il vissuto, non la comunione, non i sentimenti, non l'empatia, non la complicità, ma un simbolico imene intatto?
OK, cazzo, ha sbagliato e ti ha fatto male. Tanto male. E adesso hai mille dubbi e nessuna certezza, probabilmente.
Ma pensa a CHI SIETE tu e lui, assieme. Dove siete arrivati, le sfide vinte, le paludi guadate, le tempeste affrontate, gli abbracci, le parole, gli sguardi.
Pensa alla grandezza di quello che avete costruito e alla grandezza dei vostri sogni... e commisurala al resto. Poi tira indietro le spalle, respira e tira le somme.
Si, la coppia era speciale per questo. Perchè non avevamo sperimentato il disinnamoramento, la disattrazione, la noia della routine, che invece la maggior parte della coppie sperimentano. Eravamo speciali non perchè ci fossimo preservati dal resto del mondo, ma perchè avevamo mantenuto all'interno della coppia le condizioni tali (di vissuto, di sentimenti, di empatia, di complicità) perchè non si avvertisse la necessità di avere esperienze diverse. Un conto è sapere cosa ti perdi nel non fare sesso con più persone e decidere consapevolmente che la persona con cui stai adesso vale il sesso che ti perdi con le altre 100 che incontri. Un conto è non saperlo, avere il dubbio che ti potresti anche star perdendo qualcosa, ma fregarsene perchè quello che hai è... totalizzante (scusate, nn riesco a esprimere il concetto con un'altra parola......Rimane che è difficile da spiegare a chi non conosce l'esperienza, esattamente come sono difficili da spiegare i postumi del tradimento a chi non c'è passato)
Questo rendeva la coppia speciale e i singoli componenti degni di stima.
D'altraparte, non posso dire che lo abbia fatto per curiosità. L'ha fatto perchè come coppia avevamo un problema, aveva tentato di esprimerlo ed io non ero nelle condizioni di ascoltarlo. Purtroppo eravamo entrambi da molti mesi, ognuno per problemi propri, in una situazione stressante e spiacevole. Lui aveva bisogno di me, ma io non potevo prestargli ascolto in quel periodo. Anzi, sapevo che presto avrei avuto io bisogno di un supporto ed ero tranquilla perchè sapevo che lui era lì , per me, per sorreggermi.
Non voleva vendicarsi perchè non lo ascoltavo.....credo che il paragone più corretto sia proprio con l'autolesionismo plateale: faccio quello che faccio perchè !cazzo! tu devi capire che io ho un problema, che c'è un problema! Ci fosse stato un pusher invece che una zoccola, avrebbe cominciato a drogarsi, probabilmente.
Immaturo? certo che si. Ma forse anche esasperato.
C'è da dire che pensava che l'unica conseguenza della sua azione sarebbe stata il perdermi. Perchè io di solito sono molto ferma nei miei pensieri. Un perdersi violento, rancoroso, ecc, ma netto. Senza altalene emotive e disprezzo per sè.
D'altra parte, l'essere rimasti insieme fino ad ora, l'aver cmq affrontato insieme la sua evoluzione emotiva e la mia non-evoluzione in risposta al tradimento ha aggiunto al "non si fa" anche un "perchè". Pur nell'amore, nell'attrazione ecc ecc, se c'è un problema che non viene risolto, ci si lascia prima che si profili il pericolo all'orizzonte.
Ad oggi, la sessualità è un problema, perchè è il momento in cui si presenta più opprimente il pensiero di ciò che è stato, pensiero che riesce a rimanere più o meno sopito negli altri momenti. Inoltre, per una serie di vicende mie personali, associavo il sesso ad una cosa sporca. Con lui non lo era, con lui era una cosa ludica. Ora ha perso questa componente, è artefatto...è adulto.
Anche litigare è un problema, perchè se litigo io sembra che riconduca tutto a quello (anche se magari sono incazzata per altro). Se litiga lui...semplicemente sembra che non dovrebbe permetterselo perchè lui ora è uno schifoso ed io una Madonna.
Mi mancano i tempi in cui si poteva litigare liberamente, senza secondi pensieri.
Per il resto, lo so che l'uomo può avere erezioni anche indipendentemente dalla presenza di un buco. Ma tra l'erezione e il consumare un po' ce ne passa. Se mi attrae fisicamente un uomo appena conosciuto e magari glielo faccio anche capire.. e questo comincia dal niente a palparmi le tette, non è che mi eccita di più e mi calo le mutande. Gli arrivano cmq 4 sberloni e una denuncia di molestia. Chiaro ora cosa non comprendo del "riuscire fisicamente a scoparsi un estraneo"?