Il filosofo sottolinea la "necessità" della minimizzazione non la sua "inopportunità", che è cosa ben altra.
per il traditore il tempo, come già detto è passato, per il tradito il tempo è sempre al presente.
i suoi non ricordo, i suoi forse, sminuiscono, quello che appunto è un passato, e che il tradito continuamente in una fallace sevizia, cerca continuamente di rendere presente.
presente, vivo, per aggredirlo, per distruggerlo.
ma il passato è stato.
anzi va a fondo e come ultimo atto, richiede la capacità da parte del tradito, ad una risoluzione in se.
non ci sono domande, non ci sono tempi e luoghi, non ci sono sensazioni se non quelle che il tradimento, fatto nudo e crudo in se, ti ha comunicato.
Allora i paragoni, le similitudini non hanno più ragione d'essere, ma non perchè sei appagato
ma perchè, i conti, i paragoni, il ricordare ossessivamente cercando delle risposte che sono state e sono state dette,
e si, sono proprio quelle e non quelle che avresti voluto sentire,
ti porterà solo ad una conclusione.
e tu forse già intuisci quale sarà..