E infatti è il punto è proprio quello.Non riesco neanche a ricordare esattamente come fosse la nostra vita primari diventare genitori, figuriamoci se riesco a pensare a come mi sarei comportato se fossimo stati solo noi due.Tra l'altro non bisogna trascurare un elemento determinante: tutto questo casino nasce ANCHE dal fato che siamo una famiglia e ci sono due bambini che stiamo crescendo con estrema fatica perché abbiamo due lavori che ti tolgono il respiro.Qui entrano in gioco le mie colpe.Lei mi rinfaccia di averli cresciuti da sola, di essere stato troppo assente per dedicarmi al lavoro.In parte ha ragione, non ho orari, e il mio lavoro mi segue anche a casa, anche in vacanza. Mi ruppero le palle anche in viaggio di nozze.Mi sono reso conto del fatto che dovevo dare spazio maggiore alla mia famiglia e allora 4 anni fa cambiai radicalmente modalità. Lasciai uno studio nel quale guadagnavo tantissimo e mi si chiedeva forse troppo. Le dissi "meno soldi e più tempo, per te va bene?".Così ho lavorato meno in grande, e attenzione, non ne ho sofferto in termini di realizzazione, perché la mia realizzazione è la famiglia che ho.Non è bastato, lei è una lavoratrice dipendente, lavora su turni (ospedaliera) quindi fa una vita particolare, ma ha orari definiti, stipendio definito, ferie definite, e proprio non riesce pienamente a comprendere cosa significhi avere una partita IVA. Purtroppo ha iniziato a fare paragoni con gli altri papà, quelli che timbrano il cartellino e alle 17 stanno al parco o a qualche festa di poppanti.Io questo non posso farlo, a volte lo faccio scappando dal lavoro, ma non posso farlo spesso. Le ho sempre detto di guardare più avanti, di guardare a noi due come qualcosa di separato e diverso rispetto ai bambini, di considerare che tra qualche anno saranno grandi e avranno meno bisogno di noi, mentre noi saremo sempre NOI e ci saranno più spazi, più vita.La famiglia, il suo lavoro stressante, il mio lavoro, hanno dato luogo a un mix micidiale.Si tratta di una persona che non si sfoga mai, che ti dice sempre che va tutto bene anche se così non è, anche se le fai il terzo grado. Ed eccoci qua.Di certo devo aver sbagliato qualcosa, non ho capito esattamente cosa desiderava e perché si sentiva "sola". Quindi non ho la presunzione di pensare di essere esente da colpe. Solo che ho anche sempre pensato che questo genere di cose sia del tutto normale nelle dinamiche di una famiglia giovane con figli piccoli. Ho sempre pensato che stare insieme è anche questo, darsi man forte nei momenti di stanchezza.Se questa visione non appartiene ad entrambi allora nascono i problemi grossi. Se uno dei due decide di "scappare" da questa realtà, sono cavoli.Al momento io sono il motivo della sua infelicità pur avendo cercato (anche sbagliando) di renderla sempre felice.