La mia fine ...

Stato
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Caciottina

Escluso
Miss...

Non vorrei che passasse l'idea che io permetto una cosa simile...io non tollero nemmeno che si alzi la voce...
All'ex fidanzato della mia migliore amica gli sono saltata al collo quando si è permesso di darle una spinta e chiamarla troia...
Sono cose che mi fanno imbestialire... e fossi stata mia amica e avessi saputo una cosa come quella che è capitata a te venivo armata di mazza e gli facevo passare tutte le fantasie del mondo...

Non mi ha mai trattata male e sapevo che mi voleva bene, non ha mai alzato le mani...
E' capitato quello che è capitato ed è stato solo quella volta...e ho la maledetta convinzione che sia stato un modo brutale di mettere fine.
Infatti tra di noi non è mai più successo niente, non perchè lui non ci abbia riprovato...ma perchè ho talmente tanto rispetto di me stessa che non lo avrei più permesso...e questo lo sapeva e lo sa perfettamente!

non penso sia passato questo messaggio.
tranquilla.
io ebbi una reazione simile, non gli ho dtto ti amo, ma gli ho permesso di accompagnarmi alla gara il giorno dopo, di abbracciarmi prima di gareggiare e ho gareggiato pensando a lui.
finita la gara e' finita anche la nostra relazione....e per chi ricorda anche la sua macchina :D mamma santa :D
 

Nicka

Capra Espiatrice
Allora ho inteso male. :smile:

Perchè messa come l'avevi scritta, avevo letto la possibilità del fatto che, dipendendo da te, ripreso il controllo di te allora la seconda volta è tagliata fuori dal ventaglio delle possibilità.
E questa è un'illusione. Una violenza può capitare una volta, e anche due o tre.
Mica che la prima volta regala l'immunità:mrgreen:...per il semplice fatto che non dipende da chi la subisce, ma da chi la agisce.:)

Una violenza è semplicemente una variabile impazzita nei rapporti umani.

Non sono molto d'accordo con te sul "superare".
Ma forse è una questione di significato che si dà alle parole.

Una violenza non è un evento che si supera.
Una violenza è un'esperienza che si ingloba e diventa parte di noi.
Riconoscendo i meccanismi che ha creato, e riconoscendo anche quelli che ne sono conseguiti.

Io penso sia una di quelle cicatrici che continuano semplicemente a tirare, ogni volta che cambia il tempo.
Una di quelle cicatrici che hanno bisogno di manutenzione, perchè la pelle rimanga morbida e non diventi un callo.

Per quanto riguarda lo scatto...ho capito:)
Sì, forse è una questione di significati che si danno...vero!

Io dico che l'ho superata e sento che è così, ma è proprio perchè è parte di me...Sono così per le esperienze che ho avuto e che mi hanno fatta diventare quella che sono oggi. E quello che sono oggi mica dipende solo da quel giorno!! E' stato un giorno nella mia vita...
Sono diventata quella che davvero non sopporta che si alzi nemmeno la voce, che mette il rispetto della persona davanti a tutto. Non che prima non lo facessi, semplicemente ho cominciato a darne un significato più profondo...

Sui meccanismi ho detto, quello che ho razionalizzato è che probabilmente ci siamo trovati ad un bivio e non sapevamo dove andare (cosa che mi ha confermato anni dopo).
Entrambi, non solo lui e non solo io...
 

Nicka

Capra Espiatrice
non penso sia passato questo messaggio.
tranquilla.
io ebbi una reazione simile, non gli ho dtto ti amo, ma gli ho permesso di accompagnarmi alla gara il giorno dopo, di abbracciarmi prima di gareggiare e ho gareggiato pensando a lui.
finita la gara e' finita anche la nostra relazione....e per chi ricorda anche la sua macchina :D mamma santa :D
Posso fare una battuta giusto per smorzare un po'!?

Ammettilo che è finita perchè hai perso quella gara!!! :mrgreen:
Se gli hai sfasciato la macchina hai tutta la mia comprensione...avrei voluto farlo anche io, ma lei poveretta non ne aveva colpa!!
 

Eliade

Super Zitella Acida
Ci sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamente, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...

La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.


E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.


Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…


La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.

Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.

L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.

A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.


A 25 anni ho smesso di giocare.

:eek::eek:
Mi devo riprendere...
 

Caciottina

Escluso
Posso fare una battuta giusto per smorzare un po'!?

Ammettilo che è finita perchè hai perso quella gara!!! :mrgreen:
Se gli hai sfasciato la macchina hai tutta la mia comprensione...avrei voluto farlo anche io, ma lei poveretta non ne aveva colpa!!
mica gliel ho sfasciata io, ci hanno pensato mamma e la mia migliore amica :D
era la prima gara che perdevo, in tutta la mia vita. sono sempre arrivata prima seconda o terza....mai perso....
si diciamo che e' finita anche per questo va :D
 

Nicka

Capra Espiatrice
mica gliel ho sfasciata io, ci hanno pensato mamma e la mia migliore amica :D
era la prima gara che perdevo, in tutta la mia vita. sono sempre arrivata prima seconda o terza....mai perso....
si diciamo che e' finita anche per questo va :D
Brava mamma e amica!!!!! :mrgreen:

Dio che brutta cosa...mi spiace Miss...


Ps: OT, io ogni volta che ti nomino penso a Piccola Miss, L'uomo Bicentenario...:cry:
Devo comincare a chiamarti Fetecchia!!! :mrgreen:
 

Tubarao

Escluso
Comunque, leggevo e mi ritornava in mente la scena con Robert De Niro in C'era una volta in America, quando praticamente stupra Deborah in macchina dopo che, alla fine di quella cena favolosa, lei gli disse che avrebbe lasciato New York.
 

Caciottina

Escluso
Brava mamma e amica!!!!! :mrgreen:

Dio che brutta cosa...mi spiace Miss...


Ps: OT, io ogni volta che ti nomino penso a Piccola Miss, L'uomo Bicentenario...:cry:
Devo comincare a chiamarti Fetecchia!!! :mrgreen:
ah figurati, ho colto l occasione per smetterla di fare ginnastica, quella fu la mia ultima performance, non sono nemmeno piu anadta ad allenarmi, dopo 15/16 anni era anche ora.....

daje mi piace fetecchia :D
 

Simy

WWF
restare amici...amici di cosa? io bo.. non ho parole.
 

Nicka

Capra Espiatrice
restare amici...amici di cosa? io bo.. non ho parole.
Lo siamo sempre stati...
Quel singolo giorno non ha variato le cose...

Non è che ci sono diventata amica dopo!
E comunque ripeto...bisogna analizzare le varie cose, io qui ho letto davvero cose che non avrei mai retto e che non contemplavano nulla di fisico...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sì, forse è una questione di significati che si danno...vero!

Io dico che l'ho superata e sento che è così, ma è proprio perchè è parte di me...Sono così per le esperienze che ho avuto e che mi hanno fatta diventare quella che sono oggi. E quello che sono oggi mica dipende solo da quel giorno!! E' stato un giorno nella mia vita...
Sono diventata quella che davvero non sopporta che si alzi nemmeno la voce, che mette il rispetto della persona davanti a tutto. Non che prima non lo facessi, semplicemente ho cominciato a darne un significato più profondo...

Sui meccanismi ho detto, quello che ho razionalizzato è che probabilmente ci siamo trovati ad un bivio e non sapevamo dove andare (cosa che mi ha confermato anni dopo).
Entrambi, non solo lui e non solo io...

Sul rosso, non ho il minimo dubbio!!!:mrgreen:
E ti capisco molto bene.

E' su quel neretto che resto perplessa, perdonami. Probabilmente non capisco.

Non è stato semplicemente un giorno.
Ed al contempo lo è stato.

Non so se riesco a spiegarmi.

Una violenza è una rottura.
Non fisica. Ripeto. La parte fisica non conta proprio un cazzo, alla fine, quella è davvero un giorno. (salvo racole non volute)

Una violenza è la rottura di un patto di fiducia profondo, quel patto che tiene il filo sottile del rapporto fra il dentro di noi e il fuori di noi. Neanche con la persona che usa violenza. Col mondo proprio.

Però è come tu percepisci la cosa. Sono contenta per te. :smile::up:

Io so che una violenza non si perdona. E non vedo neanche perchè si dovrebbe.
Non ne vedo proprio il motivo.

Cazzo ho da perdonarti????

Una violenza non ha giustificazioni e non ha motivazioni valide.

Non c'è niente da perdonare , paradossalmente.
 

Eratò

Utente di lunga data
Ci sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamen7te, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...

La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.


E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.


Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…


La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.

Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.

L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.

A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.


[FONT=&quot]A 25 anni ho smesso di giocare.

[/FONT]

Hai fatto bene a raccontare Nicka.Mi dispiace per quest'esperienza e mi dispiace anche per tutte quelle donne che subiscono esperienze così ma non sanno dove e a chi raccontare.Perché cio che hai vissuto te è molto frequente e peggio ancora viene vissuto tra le mura di casa da parte dei mariti e compagni violenti...L'importante è che tu sia più forte di prima:smile:
 

Ultimo

Escluso
Ci sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamente, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...

La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.


E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.


Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…


La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.

Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.

L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.

A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.


A 25 anni ho smesso di giocare.

Mi dispiace, per due motivi mi dispiace. La prima perchè sono sicuro che sei una donna bella dentro e lo si legge in quello che scrivi nel forum. la seconda contiene la prima con l'aggiunzione di: L'amore non è quello che hai descritto, hai descritto una storia di ragazzini immaturi che credono di essere maturi.
 

eagle

Utente di lunga data
20 anni di conoscenza e una giornata da buttare nel cesso...brutto quanto vuoi, doloroso quanto vuoi, ma l'ho superata, come tante persone superano altre cose...
Mah, sai, un giorno, un episodio in 20 anni di amicizia... Quella che hai subito non è una semplice violenza, quella si supera. Tubarao ha ricordato una bellissima sequenza di "C'era una volta in America". Robert De Niro non riesce ad avere Deborah, la donna desiderata per una vita intera, e la stupra. Questo non è amore, è possesso!
Non ho il diritto e non voglio giudicare i tuoi sentimenti e la tua reazione, ognuno vive i propri lutti seconda la sua personalissima sensibilità ed esperienza. Da uomo, però, posso dirti che la violenza che ti ha fatto, prima che fisica, è morale. Con quel gesto ha dimostrato non solo che non ti ama, ma che non rispetta la tua persona, e questo dovrebbe bastare per non avere più la tua considerazione, al di là del perdono.
Grazie comunque per aver condiviso con noi la tua bruttissima esperienza, hai dimostrato di essere una donna molto forte.
Un grosso in bocca al lupo!
 

Nicka

Capra Espiatrice
Hai fatto bene a raccontare Nicka.Mi dispiace per quest'esperienza e mi dispiace anche per tutte quelle donne che subiscono esperienze così ma non sanno dove e a chi raccontare.Perché cio che hai vissuto te è molto frequente e peggio ancora viene vissuto tra le mura di casa da parte dei mariti e compagni violenti...L'importante è che tu sia più forte di prima:smile:
Ecco, prendo spunto innanzitutto per dire che se qualcuna si rivede in quello che ho scritto spero percepisca una sorta di vicinanza...
In secondo luogo non so come spiegarmi, ma io non voglio giustificarlo, nè nascondermi dietro un dito, ma non l'ho mai pensato come un violento...
Mi è sembrata quasi una cosa irreale quella che mi è capitata, forse è per questo che fondamentalmente sono anche così serena...
 

Nicka

Capra Espiatrice
Mi dispiace, per due motivi mi dispiace. La prima perchè sono sicuro che sei una donna bella dentro e lo si legge in quello che scrivi nel forum. la seconda contiene la prima con l'aggiunzione di: L'amore non è quello che hai descritto, hai descritto una storia di ragazzini immaturi che credono di essere maturi.
Leggi la mia ultima frase, solo l'ultima...;) risponde al tuo secondo punto...
 

Nicka

Capra Espiatrice
Mah, sai, un giorno, un episodio in 20 anni di amicizia... Quella che hai subito non è una semplice violenza, quella si supera. Tubarao ha ricordato una bellissima sequenza di "C'era una volta in America". Robert De Niro non riesce ad avere Deborah, la donna desiderata per una vita intera, e la stupra. Questo non è amore, è possesso!
Non ho il diritto e non voglio giudicare i tuoi sentimenti e la tua reazione, ognuno vive i propri lutti seconda la sua personalissima sensibilità ed esperienza. Da uomo, però, posso dirti che la violenza che ti ha fatto, prima che fisica, è morale. Con quel gesto ha dimostrato non solo che non ti ama, ma che non rispetta la tua persona, e questo dovrebbe bastare per non avere più la tua considerazione, al di là del perdono.
Grazie comunque per aver condiviso con noi la tua bruttissima esperienza, hai dimostrato di essere una donna molto forte.
Un grosso in bocca al lupo!
Possesso...sai quante volte mi ha detto che ero sua? E sai quante volte gli ho risposto che io ero solo mia?
Fisicamente ha voluto marcare un territorio che non ha mai voluto vivere...
La mia reazione è stata quanto di più irrazionale mi sia mai capitato, credo che leggendomi si possa capire quanto io sia riflessiva...lì non ho ragionato. Ho reagito così...e ci siamo fatti male entrambi...
 
Ci sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamente, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...

La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.


E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.


Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…


La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.

Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.

L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.

A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.


A 25 anni ho smesso di giocare.

in un film la sceneggiatura direbbe che lo ha fatto per farsi disprezzare pur amandoti costretto chissà perché a sposarsi
 
Stato
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