Minerva
io
- Perché ha deciso di fare “la vita”?
- Mi piace darla a destra, a sinistra, al centro quando capita. Mi piace darla, ma mi piace anche dar via il culo. E non disdegno di prenderlo in bocca.
- Bene, mi par di capire che “finché c’è cazzo c’è speranza”.
- Ha detto giusto: il cazzo è il motore che fa andare avanti questa macchina che è l’esistenza umana.
- Lei, in qualità di prostituta professionista…
- Dia pane al pane e vino al vino, mi chiami pure puttana: è quello che sono.
- Come vuole. Dunque, lei, in qualità di puttana, che ne pensa di Dio?
- Quando un cliente me lo sbatte fra le gambe lo chiama sempre a gran voce a questo fantomatico Dio. Qualcuno c’è pure rimasto venendo. Ma di Dio manco l’ombra, giuro.
- Dunque lei non teme la giustizia divina?
- Dovrei?
- E quella dei tribunali in terra?
- Diavolo, siamo riusciti a non farci inculare da quel culo di padella di Joseph McCarthy…
- Mi perdoni, potrebbe usare un vocabolario un po’ più pulito?
- Senta, Mastro Lindo, io parlo come cazzo mi pare e piace. Non sarà uno stronzo come lei a insegnarmi.
- D’accordo, era solo un consiglio… questa intervista è probabile che venga letta anche dalle famiglie…
- E con ciò?
- Potrebbero ritenerla un cincinnino volgare.
- Il Grande Fratello in tivù lo vedono e non replicano. Non vedo perché dovrebbero accusare di volgarità una puttana che parla come mangia.
- E’ un punto di vista molto onesto il suo, certamente lontanissimo dall’ipocrisia dilagante dell’attuale momento storico.
- Tagli corto e arrivi al sodo. Che vuol sapere da me?
- I suoi clienti abituali chi sono?
- Tutti. Dall’operaio al city manager.
- Lei ha delle preferenze?
- Quelli con un bel pacco di soldi. I morti di fame li lascio volentieri alle dame di carità, se ancor ce ne sono in giro.
- Una donna molto venale.
- Sono realista. I soldi è l’unica cosa che una donna vuole da un uomo, perché i soldi, caro il mio Mastro Lindo, sono la sola cosa buona di un uomo. Gli togli i soldi e gli resta il cazzo, il più delle volte piccolo e moscio.
- E’ per questo che fa “la vita”?
- Per i soldi, per i cazzi. Viaggiano insieme. Non nego però che un bel cazzo grosso, che sborra e sborra e sborra come la Fontana di Trevi, è un piacere sempre. Peccato ce ne siano così pochi oggigiorno.
- Con chi ha provato maggior piacere?
- Sono indecisa… una volta sono stata con uno che ce l’aveva quanto un funghetto prataiolo, ma in compenso aveva un pacco di milioni… un’altra volta m’è capitato di farmi penetrare da uno senza il becco d’un quattrino, ma in compenso teneva una trivella…
- Non si sente mai in colpa per…
- La colpa non è mai nei miei pensieri.
- Nei suoi atti allora!
- Senta, non sarà mica un dannato perbenista?
- No, tutt’altro.
- Me lo dimostri.
- Io a lei?
- Lei a me. Ha capito bene.
- Quanto?
- Quanto cosa?
- Per ficcarci a letto insieme.
- Non li tiene lei i soldi, certe cose le capisco lontano un miglio, caro il mio Mastro Lindo. Comunque schiaffiamoci pure a letto, e speriamo che lei nelle mutande tenga nascosto un bel trapano come Dio comanda… prego per il mio bene che saprà farmi gridare come una dannata madonna in croce.
- Spero davvero di non deluderla… se non concludo bene questa intervista, poco ma sicuro che finisco sotto i ponti… nella parte della trans mi vedo davvero molto molto male.
- Mi piace darla a destra, a sinistra, al centro quando capita. Mi piace darla, ma mi piace anche dar via il culo. E non disdegno di prenderlo in bocca.
- Bene, mi par di capire che “finché c’è cazzo c’è speranza”.
- Ha detto giusto: il cazzo è il motore che fa andare avanti questa macchina che è l’esistenza umana.
- Lei, in qualità di prostituta professionista…
- Dia pane al pane e vino al vino, mi chiami pure puttana: è quello che sono.
- Come vuole. Dunque, lei, in qualità di puttana, che ne pensa di Dio?
- Quando un cliente me lo sbatte fra le gambe lo chiama sempre a gran voce a questo fantomatico Dio. Qualcuno c’è pure rimasto venendo. Ma di Dio manco l’ombra, giuro.
- Dunque lei non teme la giustizia divina?
- Dovrei?
- E quella dei tribunali in terra?
- Diavolo, siamo riusciti a non farci inculare da quel culo di padella di Joseph McCarthy…
- Mi perdoni, potrebbe usare un vocabolario un po’ più pulito?
- Senta, Mastro Lindo, io parlo come cazzo mi pare e piace. Non sarà uno stronzo come lei a insegnarmi.
- D’accordo, era solo un consiglio… questa intervista è probabile che venga letta anche dalle famiglie…
- E con ciò?
- Potrebbero ritenerla un cincinnino volgare.
- Il Grande Fratello in tivù lo vedono e non replicano. Non vedo perché dovrebbero accusare di volgarità una puttana che parla come mangia.
- E’ un punto di vista molto onesto il suo, certamente lontanissimo dall’ipocrisia dilagante dell’attuale momento storico.
- Tagli corto e arrivi al sodo. Che vuol sapere da me?
- I suoi clienti abituali chi sono?
- Tutti. Dall’operaio al city manager.
- Lei ha delle preferenze?
- Quelli con un bel pacco di soldi. I morti di fame li lascio volentieri alle dame di carità, se ancor ce ne sono in giro.
- Una donna molto venale.
- Sono realista. I soldi è l’unica cosa che una donna vuole da un uomo, perché i soldi, caro il mio Mastro Lindo, sono la sola cosa buona di un uomo. Gli togli i soldi e gli resta il cazzo, il più delle volte piccolo e moscio.
- E’ per questo che fa “la vita”?
- Per i soldi, per i cazzi. Viaggiano insieme. Non nego però che un bel cazzo grosso, che sborra e sborra e sborra come la Fontana di Trevi, è un piacere sempre. Peccato ce ne siano così pochi oggigiorno.
- Con chi ha provato maggior piacere?
- Sono indecisa… una volta sono stata con uno che ce l’aveva quanto un funghetto prataiolo, ma in compenso aveva un pacco di milioni… un’altra volta m’è capitato di farmi penetrare da uno senza il becco d’un quattrino, ma in compenso teneva una trivella…
- Non si sente mai in colpa per…
- La colpa non è mai nei miei pensieri.
- Nei suoi atti allora!
- Senta, non sarà mica un dannato perbenista?
- No, tutt’altro.
- Me lo dimostri.
- Io a lei?
- Lei a me. Ha capito bene.
- Quanto?
- Quanto cosa?
- Per ficcarci a letto insieme.
- Non li tiene lei i soldi, certe cose le capisco lontano un miglio, caro il mio Mastro Lindo. Comunque schiaffiamoci pure a letto, e speriamo che lei nelle mutande tenga nascosto un bel trapano come Dio comanda… prego per il mio bene che saprà farmi gridare come una dannata madonna in croce.
- Spero davvero di non deluderla… se non concludo bene questa intervista, poco ma sicuro che finisco sotto i ponti… nella parte della trans mi vedo davvero molto molto male.