Oggi faccio outing

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Ultimo

Escluso
Ciao a tutti e tutte.
Frequento questo forum da più di un anno, ma non sapete quasi nulla di me.

Oggi è un giorno importante, è il 25 aprile. Nel 2000 fu il giorno della mia liberazione. Dopo tante resistenze a un amore vero, finalmente, con grandi dubbi, con tante perplessità, con mille ritrosie, cedevo.

Cedere: questo è stato per me incontrare l'amore. Smettere di manipolare, smettere di sedurre, smettere di controllare, smettere di cercare di prevedere prima ciò che sarebbe potuto succedere dopo... lasciarsi andare, lasciarsi amare.

Quando salii sul treno che mi avrebbe condotto da lui, che ancora non avevo nemmeno visto in fotografia e col quale avevo scoperto una sintonia mostruosa solo discutendo su un forum di cinema e parlandogli al telefono, cosa che scatenava un'eccitazione immensa di per sé, da soli dieci giorni, mi sentivo ancora la stessa di prima: un'avventuriera, una collezionista di amori lunghi nel tempo, ma sempre traditi (attenzione! Immediatamente CHIUSI, mai tenute in piedi due storie in contemporanea, eh) per qualche nuova avventura intravista dietro l'angolo. Una libertina filosofa, una bambinetta cresciuta un po' viziata, un'intellettuale brillante e diffidente, una cucciolona anche, piena di bisogno d'amore e pronta a negare di averne bisogno in vista di qualche desiderio da soddisfare che stava lì dietro l'angolo.

Vederlo fu uno schock. Era un uomo, non i ragazzi con cui mi ero sempre accompagnata. Era bello, ma non era il mio tipo. Lo trovai poco seducente. Ma dopo un buon pranzo e una visita a una mostra su Jules Verne, era inevitabile finirci a letto in albergo. Non mi piacque. Ricordo che finsi una tenerezza che non provavo. Una parte di me voleva convincersi, un'altra voleva fuggire a gambe levate...

Non gli dissi mai di quella che voleva fuggire. Mai.
Ma quando risalii sul treno che mi avrebbe riportata a casa, decisi che avrei troncato.

Una settimana dopo, per il primo maggio, eravamo invece in Liguria, di nuovo insieme. E non ci siamo più lasciati.
Misi a tacere la conquistatrice, la manipolatrice, la seduttrice, l'intellettuale, la bambina viziata; e lasciai emergere l'avventuriera estrema: mi giocai tutto, mi affidai.
Per tantissimi e meravigliosi anni ci siamo amati in un modo che ci faceva dire qualche volta che eravamo le sole due tessere combacianti dell'immenso puzzle che sono le relazioni umane.

Ho amato solo lui, sono stata amata solo da lui. E' la sola persona che mi ha vista. E che mi vede...

Però. Però il destino è beffardo. Si è ammalato, è diventato impotente, in modo irreversibile. E non riesce a farsene una ragione. Non riesce ad accettare che io l'ami ancora, seppure di un amore necessariamente diverso. I primi tempi dopo la triste constatazione -peraltro prevista, ma lui non ci credeva e non ci ha creduto per molto tempo- mi ha allontanata. Io ho resistito con lo stargli vicina. Ma ne ho sofferto, anche se tendo a non ascoltare la sofferenza, a non mollare, non mollare mai. Ne ho sofferto non perché mi mancasse il sesso con lui, ma mi mancava la tenerezza, l'affetto, la carezza, il bacio, che non voleva darmi più...

Resta che dopo mesi di questa sua incapacità di chiedere aiuto, anche a me, di chiusura, di freddezza, di "tu non puoi capire...", si è presentata un'occasione particolare e ... ho ceduto...

E questa è stata la vera mazzata per me, quella più grave, quella che mi sono inferta io, rovinando per sempre questo capolavoro di amore... Non mi perdono dal punto di vista ideale. Però mi tocca accettare che è successo e quindi da qualche parte bisogna farsi delle domande. Aggiungo che sul piano reale, se così si può dire, non mi pento per niente, altrimenti che facile sarebbe, nemmeno sarei qui sopra a leggere da un pezzo...

Oggi voglio fare il punto qui, con voi, che un po' mi avete conosciuta e forse non mi farete a pezzi.

Il punto è che oggi gli ho scritto questo:

14 anni fa, con tante perplessità e insieme tanto entusiasmo, indossando una giacchetta bianca che mi piaceva tanto e con in mano un fumetto di Dylan Dog, mi recavo ad attenderti a Parma salendo sul treno dei desideri, che però non andava all’incontrario.
Sono iniziati lì gli anni più belli della mia vita. Ho conosciuto l’amore per la prima volta e non l’ho più lasciato.
Io ti amo ancora. Sei tu, sempre tu, e sarai sempre tu, la sola persona che davvero io amo.

Auguri amore mio grande.
Ti aspetto.


E lui mi ha risposto questo, per la prima volta dopo due anni:

Grazie per le tue parole, che mi hanno commosso. Quel 25 aprile di 14 anni fa resta impresso nel mio cuore. Ti portai l’autobiografia di Bunuel e il libro di uno psicanalista-motociclista perché pensavo che potessero aiutarti a capire meglio un riccio pieno di pudore in fatto di emozioni e sentimenti.
Non lascerò che tu mi aspetti ancora a lungo, mi sembrerebbe una crudeltà.
A presto.


Ora. Tutto è sincero, autentico, puro. I miei sentimenti, i suoi.
Ma io ho dovuto constatare sulla mia pelle che non sono stata capace di una fedeltà senza macchia. E anche ho dovuto constatare sulla mia pelle che se anche per un miracolo -che non accadrà- lui potesse tornare ad amarmi dell'amore che ci è stato negato dal destino -un destino giusto? io credo che vi sia una saggezza nelle cose che capitano- io non lo desidererei più. Andando a ritroso negli anni, mi sono accorta a posteriori che già nel 2008-2009 non avevo più così tanta voglia del sesso con lui. Eppure vi giuro che se penso ad "amore", per me amore è quello che c'è ancora adesso tra noi. Mi sbaglio? E' un'affettuosa amicizia? E' un rapporto genitoriale mascherato da amore erotico da sempre (è molto grande la nostra differenza di età e io sono orfana di padre da quando avevo 10 anni)? E' diventato oggi un rapporto genitoriale-filiale?
Come è possibile gestire un rapporto che io chiamo d'amore senza mezzi termini, che resta però monco di sessualità per complicità esplicita da parte sua e implicita da parte mia? Come è possibile un'esclusività se non c'è eros? Come posso essere all'altezza di una relazione così impraticabile? Avrebbe mai senso che io gli dicessi dell'altro? Che razza di situazione assurda è?
Sì, lapidatemi pure: questa volta è la prima volta che mi tengo due relazioni in contemporanea, entrambe imperfette e piene di problemi, eppure vive. Ma se davvero lui tornasse a breve, secondo voi...? Che fareste voi nei miei panni, se vi riesce...?

Grazie. Mi è costato molto parlare a tutti.

Fantastica.................

Le emozioni leggendoti si accavallano in un crescendo inesauribile, mi sento stordito, dentro un romanzo, ma con tutta la forza che trovo stringendo i denti, ti credo. vorrei far uscire delle lacrime e pensare solamente all'amore.


Ho una risposta, la mia risposta. E' folle, romantica e alla fine realistica, purtroppo. Si purtroppo, e me ne vergogno per il finale.


Se ci riuscite vivetevi la vostra storia d'amore, la tua storia d'amore. Fino a quando ne sarete capaci, fino a quando un'altro storia qualsiasi troverà un epilogo diverso se necessario alla felicità tua o sua. Uno dei due capirà l'altro e viceversa sicuramente.
 

Spider

Escluso
Ehm, sicuro di quello che scrivi?
sicurissimo.
l'amore muore.
anche quello di mia moglie è morto.
certo.
dopo devi saper rinascere,
devi saper scegliere, se vuoi che rinasca.
resta forte uno sbandamento, una tua personale conquista, ma resta forte anche il senso di quello che farai,
e non dico bada bene di quello che hai fatto.
il tempo per il sentimentalismo è andato, adesso c'è la ragione.
quanto la vuoi far durare?
allora puoi dirti di continuare all'infinito...e non fai male a nessuno, ma se ti fermi qualcosa che non funziona c'è.
appunto l'amore, e se non ti ferma questo, significa che tutto è finito.
cosi quello che costi.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Grazie. Grazie a Cattivik, che sì tocca un tasto dolente: ricongiungersi dopo un distacco senza... senza quello, non è minestra riscaldata, non lo sarebbe, ma ci mancherà ancora di più...

Grazie a Nobody, che media e medita.

Grazie a Carola, che si fa capire:singleeye:

Grazie a Buscopan, che ragiona come ragionava (?) il mio uomo, e mi fa entrare meglio nella sua mente.

Grazie a Ultimo, che mi parla al cuore, come sa fare lui e sa dare ali alla romanticissima che abita in me...

E grazie a Brunetta, che mette in primo piano LA questione.
Io ho superato i quaranta, ma mi piacerebbe fare l'amore fino alla morte, come del resto sarebbe piaciuto a lui, che mi raccontava di come Charlie Chaplin avesse generato oltre i 70. Noi dobbiamo elaborare un lutto, prima di tutto... E fare i conti con questo, perché vedi... lui ragiona e sente esattamente come chi qui pensa che senza sesso non si può dare vita a un amore... è lui che prima di tutto, se riesco ad aiutarlo con il mio amore, come dice caciottina, deve riconciliarsi con se stesso, capire che ha diritto ad essere amato a prescindere.

Questo il primo passo. Che però mi mette nella condizione di io stessa sintonizzarmi senza scissioni totalmente su di lui. Col risultato, almeno se lo conosco, che si arrenderà all'idea che si può fare, e a quel punto ... a quel punto la fedeltà totale per me sarà imprescindibile. E il lutto lo dovrò elaborare io. Ma forse sto correndo troppo avanti...
 

lolapal

Utente reloaded
Grazie. Grazie a Cattivik, che sì tocca un tasto dolente: ricongiungersi dopo un distacco senza... senza quello, non è minestra riscaldata, non lo sarebbe, ma ci mancherà ancora di più...

Grazie a Nobody, che media e medita.

Grazie a Carola, che si fa capire:singleeye:

Grazie a Buscopan, che ragiona come ragionava (?) il mio uomo, e mi fa entrare meglio nella sua mente.

Grazie a Ultimo, che mi parla al cuore, come sa fare lui e sa dare ali alla romanticissima che abita in me...

E grazie a Brunetta, che mette in primo piano LA questione.
Io ho superato i quaranta, ma mi piacerebbe fare l'amore fino alla morte, come del resto sarebbe piaciuto a lui, che mi raccontava di come Charlie Chaplin avesse generato oltre i 70. Noi dobbiamo elaborare un lutto, prima di tutto... E fare i conti con questo, perché vedi... lui ragiona e sente esattamente come chi qui pensa che senza sesso non si può dare vita a un amore... è lui che prima di tutto, se riesco ad aiutarlo con il mio amore, come dice caciottina, deve riconciliarsi con se stesso, capire che ha diritto ad essere amato a prescindere.

Questo il primo passo. Che però mi mette nella condizione di io stessa sintonizzarmi senza scissioni totalmente su di lui. Col risultato, almeno se lo conosco, che si arrenderà all'idea che si può fare, e a quel punto ... a quel punto la fedeltà totale per me sarà imprescindibile. E il lutto lo dovrò elaborare io. Ma forse sto correndo troppo avanti...
Ciao Fantastica. :)
Mi sono persa buona parte del tuo bel 3d e quindi è probabile che qualcuno ti abbia già fatto questa osservazione, chiedo venia per questo. Io mi chiedo: se lui ti ama, capendo quanto per te la parte erotica del rapporto possa essere importante, come potrebbe chiederti di fare questo?
Mi metto nei suoi panni: pur volendo restare con Marito per il resto della mia vita, non gli chiederei mai di sacrificare una parte importante della sua per me, lo amo troppo per chiedergli questo...
:)
 

Fantastica

Utente di lunga data
Ciao Fantastica. :)
Mi sono persa buona parte del tuo bel 3d e quindi è probabile che qualcuno ti abbia già fatto questa osservazione, chiedo venia per questo. Io mi chiedo: se lui ti ama, capendo quanto per te la parte erotica del rapporto possa essere importante, come potrebbe chiederti di fare questo?
Mi metto nei suoi panni: pur volendo restare con Marito per il resto della mia vita, non gli chiederei mai di sacrificare una parte importante della sua per me, lo amo troppo per chiedergli questo...
:)
Bene, bene. Entriamo nei risvolti e nelle pieghe, mi piace.:)
Allora: il mio uomo è sempre stato molto liberale a parole, esclusivo, possessivo nei fatti. Capace di abbozzare, ma gli leggevo in faccia il dispiacere se per caso passavo del tempo con amici. Amici che peraltro con lui non abbiamo mai avuti. Il nostro è sempre stato un rapporto "a due", con sporadiche aperture a terzi, tipo suo figlio e la ragazza di suo figlio, oppure mia sorella e cognato con figli piccoli.
La rottura c'è stata non perché il destino ha colpito (anche se per me è per quello), ma perché io, secondo lui, l'ho veramente rifiutato, l'ho fatto sentire un arnese vecchio e noioso. Di fatto era diventato molto pesante, ed è vero che a un certo punto l'ho invitato a schiodarsi. Ma per lui sono io che l'ho "lasciato" e questa cosa mi mette nella condizione di dovergli in qualche modo chiedere scusa. Insomma, a oggi non so se lui l'ha fatto per nobiltà e amore di andarsene (sulla base di un semplice mio "schiodati" per dirla breve, ma non glil'ho mai detto, gliel'ho fatto capire), oppure non sia un modo per salvaguardarsi contro ogni dato di fatto con il far dipendere TUTTO da me. L'allontanamento e -ora- anche la riconciliazione.
Io temo: perché non so se il suo ritorno sarà tinto d'amore o di egoismo...
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Bene, bene. Entriamo nei risvolti e nelle pieghe, mi piace.:)
Allora: il mio uomo è sempre stato molto liberale a parole, esclusivo, possessivo nei fatti. Capace di abbozzare, ma gli leggevo in faccia il dispiacere se per caso passavo del tempo con amici. Amici che peraltro con lui non abbiamo mai avuti. Il nostro è sempre stato un rapporto "a due", con sporadiche aperture a terzi, tipo suo figlio e la ragazza di suo figlio, oppure mia sorella e cognato con figli piccoli.
La rottura c'è stata non perché il destino ha colpito (anche se per me è per quello), ma perché io, secondo lui, l'ho veramente rifiutato, l'ho fatto sentire un arnese vecchio e noioso. Di fatto era diventato molto pesante, ed è vero che a un certo punto l'ho invitato a schiodarsi. Ma per lui sono io che l'ho "lasciato" e questa cosa mi mette nella condizione di dovergli in qualche modo chiedere scusa. Insomma, a oggi non so se lui l'ha fatto per nobiltà e amore di andarsene (sulla base di un semplice mio "schiodati" per dirla breve, ma non glil'ho mai detto, gliel'ho fatto capire), oppure non sia un modo per salvaguardarsi contro ogni dato di fatto con il far dipendere TUTTO da me. L'allontanamento e -ora- anche la riconciliazione.
Io temo: perché non so se il suo ritorno sarà tinto d'amore o di egoismo...
Tu pensi troppo secondo me :mrgreen:
Ma leggendoti è chiaro che è la tua natura e quindi non puoi snaturarti :up:
Le diverse risposte sono in ogni caso le opinioni di utenti che ti stanno dicendo cosa farebbero loro al tuo posto. Valutale tutte, ma poi decidi tu cosa fare.
Io ribadisco che al tuo posto, se lo ami, cercherei di aspettarlo dandogli tutto il sostegno per fargli comprendere che "si può fare" (come disse il dottor Frankenstein :mrgreen: ).
Allo stesso tempo però non rinuncerei al terzo. Perchè al tuo uomo non togli cmq nulla ma ti prendi in ogni caso quello di cui hai bisogno. Se così non fosse non avresti ceduto. Non avresti tradito. Se non stai bene neppure tu è ancora più difficile sistemare le cose. E se poi si sistemano al terzo uomo difficilmente al terzo uomo ci penserai ancora se ami il tuo compagno.
Secondo me è solo il tempo che dirà a voi due come evolverà questa situazione. Ma tu devi essere nella situazione psico-fisica ottimale. Devi essere lucida e sgombrare il cervello da pensieri inutili che si accavallano e fanno giri immensi. Per aiutare lui devi stare bene. Stagli vicino se credi che sia ancora possibile. Non togliere nulla al tuo rapporto di coppia. Anzi, se puoi aggiungi. Aspettalo con pazienza. Ma nel frattempo cerca di stare bene. E se il diversivo ti aiuta in tutto ciò non rinunciarci.
è solo il mio parere.

Buscopann
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Tu pensi troppo secondo me :mrgreen:
Ma leggendoti è chiaro che è la tua natura e quindi non puoi snaturarti :up:
Le diverse risposte sono in ogni caso le opinioni di utenti che ti stanno dicendo cosa farebbero loro al tuo posto. Valutale tutte, ma poi decidi tu cosa fare.
Io ribadisco che al tuo posto, se lo ami, cercherei di aspettarlo dandogli tutto il sostegno per fargli comprendere che "si può fare" (come disse il dottor Frankenstein :mrgreen: ).
Allo stesso tempo però non rinuncerei al terzo. Perchè al tuo uomo non togli cmq nulla ma ti prendi in ogni caso quello di cui hai bisogno. Se così non fosse non avresti ceduto. Non avresti tradito. Se non stai bene neppure tu è ancora più difficile sistemare le cose. E se poi si sistemano al terzo uomo difficilmente al terzo uomo ci penserai ancora se ami il tuo compagno.
Secondo me è solo il tempo che dirà a voi due come evolverà questa situazione. Ma tu devi essere nella situazione psico-fisica ottimale. Devi essere lucida e sgombrare il cervello da pensieri inutili che si accavallano e fanno giri immensi. Per aiutare lui devi stare bene. Stagli vicino se credi che sia ancora possibile. Non togliere nulla al tuo rapporto di coppia. Anzi, se puoi aggiungi. Aspettalo con pazienza. Ma nel frattempo cerca di stare bene. E se il diversivo ti aiuta in tutto ciò non rinunciarci.
è solo il mio parere.

Buscopann
Quoto
 

Brunetta

Utente di lunga data
Grazie. Grazie a Cattivik, che sì tocca un tasto dolente: ricongiungersi dopo un distacco senza... senza quello, non è minestra riscaldata, non lo sarebbe, ma ci mancherà ancora di più...

Grazie a Nobody, che media e medita.

Grazie a Carola, che si fa capire:singleeye:

Grazie a Buscopan, che ragiona come ragionava (?) il mio uomo, e mi fa entrare meglio nella sua mente.

Grazie a Ultimo, che mi parla al cuore, come sa fare lui e sa dare ali alla romanticissima che abita in me...

E grazie a Brunetta, che mette in primo piano LA questione.
Io ho superato i quaranta, ma mi piacerebbe fare l'amore fino alla morte, come del resto sarebbe piaciuto a lui, che mi raccontava di come Charlie Chaplin avesse generato oltre i 70. Noi dobbiamo elaborare un lutto, prima di tutto... E fare i conti con questo, perché vedi... lui ragiona e sente esattamente come chi qui pensa che senza sesso non si può dare vita a un amore... è lui che prima di tutto, se riesco ad aiutarlo con il mio amore, come dice caciottina, deve riconciliarsi con se stesso, capire che ha diritto ad essere amato a prescindere.

Questo il primo passo. Che però mi mette nella condizione di io stessa sintonizzarmi senza scissioni totalmente su di lui. Col risultato, almeno se lo conosco, che si arrenderà all'idea che si può fare, e a quel punto ... a quel punto la fedeltà totale per me sarà imprescindibile. E il lutto lo dovrò elaborare io. Ma forse sto correndo troppo avanti...
Lui pensa quello che pensano tutti gli uomini che hanno risposto qui e quello che hanno sempre scritto nel forum, ovvero che tuti gli uomini siano super efficienti e con misure "fuori misura" e super seduttivi. Ma non li leggi?! Sembra che tutti abbiano eserciti di donne smaniose di essere penetrate in ogni dove (luoghi in senso lato :D). Peccato che qui ci siano molte donne che raccontano di matrimoni pressoché bianchi da anni e anche uomini che raccontano lo stesso. Eppure tutti restano in queste relazioni dove pure c'è grande affetto ma non c'è l'amore di cui parli tu.
Le fantasie e i timori adolescenziali insieme al valore spropositato che gli uomini danno al sesso rispetto alla loro identità me li fanno vedere sempre più con tenerezza.
Tutti hanno un calo di desiderio e di efficienza nel corso degli anni. Lui sarà stato efficientissimo prima della malattia ma comunque avrebbe subito come tutti quel calo.
Il fatto che un uomo possa generare anche in tarda età ha poco a che fare con l'efficienza sessuale perché si può avere un'eiaculazione una volta l'anno durate un rapporto che è stato lungamente preparato per arrivare ad avere una penetrazione. Non sto dicendo che tutti i 65enni siano impotenti, molti certamente lo saranno, ma che è assurdo pensare di aver perso qualcosa che, se non fosse intervenuta la malattia, sarebbe rimasto intatto e immutabile negli anni successivi.
Io sono per relazioni tra coetanei perché più equilibrate anche da questo punto di vista.
Tu sei certamente in una fase femminile di picco del desiderio e del piacere e questo complica le cose. Ma, per me, le complicherebbe anche se lui fosse sano perché più di 20 anni di differenza sono tanti.
Sei tu che devi considerare i tuoi veri bisogni, e so che m'intendi, per adesso e per i prossimi anni.


P.S. Senza alcuna intenzione offensiva ma utenti sotto i 30 non riescono neppure a immaginarsi con le rughe :carneval: figuriamoci se possono immaginare una situazione del genere.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Tu pensi troppo secondo me :mrgreen:
Ma leggendoti è chiaro che è la tua natura e quindi non puoi snaturarti :up:
Le diverse risposte sono in ogni caso le opinioni di utenti che ti stanno dicendo cosa farebbero loro al tuo posto. Valutale tutte, ma poi decidi tu cosa fare.
Io ribadisco che al tuo posto, se lo ami, cercherei di aspettarlo dandogli tutto il sostegno per fargli comprendere che "si può fare" (come disse il dottor Frankenstein :mrgreen: ).
Allo stesso tempo però non rinuncerei al terzo. Perchè al tuo uomo non togli cmq nulla ma ti prendi in ogni caso quello di cui hai bisogno. Se così non fosse non avresti ceduto. Non avresti tradito. Se non stai bene neppure tu è ancora più difficile sistemare le cose. E se poi si sistemano al terzo uomo difficilmente al terzo uomo ci penserai ancora se ami il tuo compagno.
Secondo me è solo il tempo che dirà a voi due come evolverà questa situazione. Ma tu devi essere nella situazione psico-fisica ottimale. Devi essere lucida e sgombrare il cervello da pensieri inutili che si accavallano e fanno giri immensi. Per aiutare lui devi stare bene. Stagli vicino se credi che sia ancora possibile. Non togliere nulla al tuo rapporto di coppia. Anzi, se puoi aggiungi. Aspettalo con pazienza. Ma nel frattempo cerca di stare bene. E se il diversivo ti aiuta in tutto ciò non rinunciarci.
è solo il mio parere.

Buscopann
E il terzo sta lì a far da vibratore a lei come e quando a lei fa comodo per sempre?
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
E il terzo sta lì a far da vibratore a lei come e quando a lei fa comodo per sempre?
Ma che c'entra?
Ma le mille sfumature tra un vibratore e l'amore della vita vogliamo vederle o no?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma che c'entra?
Ma le mille sfumature tra un vibratore e l'amore della vita vogliamo vederle o no?
Fantastica ha già detto che l'altro fa discorsi che fanno capire che il ruolo che le dà lei non gli basta. Starà lì fintanto che non si sentirà solo un vibratore, non perché lei lo consideri tale, anche se non lo considera molto di più, ma perché si sentirà lui.
Tu puoi avere le storie tue e dare il valore che tu dai a loro ma qui io ho letto quello che ha scritto Fantastica e il valore che lei dà a quest'uomo.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Fantastica ha già detto che l'altro fa discorsi che fanno capire che il ruolo che le dà lei non gli basta. Starà lì fintanto che non si sentirà solo un vibratore, non perché lei lo consideri tale, anche se non lo considera molto di più, ma perché si sentirà lui.
Tu puoi avere le storie tue e dare il valore che tu dai a loro ma qui io ho letto quello che ha scritto Fantastica e il valore che lei dà a quest'uomo.
Abbiamo letto un valore diverso. Se lui vuole di più, e non sappiamo cosa intende, mi sembra che Fantastica sia una donna intelligente in grado di chiarire lo cose.
Comunque scusa ma paragonare un rapporto che sia anche di solo sesso a un vibratore mi sembra davvero eccessivo
 

Brunetta

Utente di lunga data
Abbiamo letto un valore diverso. Se lui vuole di più, e non sappiamo cosa intende, mi sembra che Fantastica sia una donna intelligente in grado di chiarire lo cose.
Comunque scusa ma paragonare un rapporto che sia anche di solo sesso a un vibratore mi sembra davvero eccessivo
Dipende da cosa si intende per rapporto.
 

AnnaBlume

capziosina random
E il terzo sta lì a far da vibratore a lei come e quando a lei fa comodo per sempre?
Ma che c'entra?
Ma le mille sfumature tra un vibratore e l'amore della vita vogliamo vederle o no?
mah, in realtà ho interpretato il suo pensiero in altro modo: m'è sembrato stesse dicendo che, in presenza di una grande storia d'amore, percepita però come mutila in un aspetto fondamentale, ma nonostante, non da mettersi in discussione, tirare dentro un terzo che supplisca a quella mutilazione è utilitaristico, diciamo (=il vibratore). Il terzo sarebbe in questo contesto 'un oggetto', a supplire la carenza nel grande amore, a richiesta. Vista così, sarebbe un vibratore anche per me. Però, Busco parlava di durante l'attesa, credo, non durante la nuova storia con Lui. Attesa che forse non andrà a buon fine; attesa che sarebbe ora una resa a...non so, forse niente. Sarebbe solo una rinuncia... Di nuovo forse, non so. Certo, 'usare' una persona come riempitivo 'fino a che' non è bello, però sono d'accordo con quanto scritto da Busco riguardo il proprio benessere, la propria interezza, il proprio equilibrio. Anche per avere poi la forza di guardare e soppesare le cose da 'soddisfatti' e non in stato di 'bisogno' o 'carenza'. Sul resto, quoto il pensiero d Brunetta sull'età, il gap, e il calo prestazionale fisico, di chiunque, nel tempo.
 

Fantastica

Utente di lunga data
@Brunetta @Farfalla @AnnaBlume

mi state aiutando moltissimo.
Forse è vero che penso troppo, ma no, non è così. Diciamo che ascolto bene i miei disagi, quando li percepisco, proprio per non ammalarmi, in senso lato e anche non lato.

Il mio disagio consiste nel fatto che mi sento un intero e concepisco (non idealmente, ma nella carne) l'amare come un dare intero e un ricevere intero. Nel caso specifico, a GA (grande amore) posso dare l'intero, ma è indubitabile che non posso riceverlo, perché mancherà sempre quella reciprocità che consente un vero scambio alla pari -e non vedo amore se non c'è parità; all'altro (d'ora in poi : A) potrei dare l'intero e tendo a darlo, ma non lo posso ricevere per limiti oggettivi (è sposato, quindi non libero di amarmi come vorrebbe) e anche soggettivi (la sua psiche non si rispecchia in me e la mia in lui): però è un fatto che tra noi non è solo chimica, altrimenti non sarebbe così completo, forte, profondo il nostro fare l'amore (recentemente mi uscì, mentre ci baciavamo un "hai tempo per una sveltina?" e lui "non dire così.., facciamo l'amore").
Scusatemi se i miei non sono contributi, ma scrivere qui mi aiuta immensamente a chiarirmi. Ancora: grazie.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
@Brunetta @Farfalla @AnnaBlume

mi state aiutando moltissimo.
Forse è vero che penso troppo, ma no, non è così. Diciamo che ascolto bene i miei disagi, quando li percepisco, proprio per non ammalarmi, in senso lato e anche non lato.

Il mio disagio consiste nel fatto che mi sento un intero e concepisco (non idealmente, ma nella carne) l'amare come un dare intero e un ricevere intero. Nel caso specifico, a GA (grande amore) posso dare l'intero, ma è indubitabile che non posso riceverlo, perché mancherà sempre quella reciprocità che consente un vero scambio alla pari -e non vedo amore se non c'è parità; all'altro (d'ora in poi : A) potrei dare l'intero e tendo a darlo, ma non lo posso ricevere per limiti oggettivi (è sposato, quindi non libero di amarmi come vorrebbe) e anche soggettivi (la sua psiche non si rispecchia in me e la mia in lui): però è un fatto che tra noi non è solo chimica, altrimenti non sarebbe così completo, forte, profondo il nostro fare l'amore (recentemente mi uscì, mentre ci baciavamo un "hai tempo per una sveltina?" e lui "non dire così.., facciamo l'amore").
Scusatemi se i miei non sono contributi, ma scrivere qui mi aiuta immensamente a chiarirmi. Ancora: grazie.
I tuoi sono molto più che contrubuti. Sono pezzi di quello che sei e senti.
Se fosse solo chimica si sarebbe esaurita in breve. Se l'altro fosse quello che vorresti in un compagno sarebbe lui il GA.
Sono due cose distinte. Una al momento non esclude l'altra. Poi in un futuro ovvio che si speri che il GA possa essere il tutto e non solo una parte.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
@Brunetta @Farfalla @AnnaBlume

mi state aiutando moltissimo.
Forse è vero che penso troppo, ma no, non è così. Diciamo che ascolto bene i miei disagi, quando li percepisco, proprio per non ammalarmi, in senso lato e anche non lato.

Il mio disagio consiste nel fatto che mi sento un intero e concepisco (non idealmente, ma nella carne) l'amare come un dare intero e un ricevere intero. Nel caso specifico, a GA (grande amore) posso dare l'intero, ma è indubitabile che non posso riceverlo, perché mancherà sempre quella reciprocità che consente un vero scambio alla pari -e non vedo amore se non c'è parità; all'altro (d'ora in poi : A) potrei dare l'intero e tendo a darlo, ma non lo posso ricevere per limiti oggettivi (è sposato, quindi non libero di amarmi come vorrebbe) e anche soggettivi (la sua psiche non si rispecchia in me e la mia in lui): però è un fatto che tra noi non è solo chimica, altrimenti non sarebbe così completo, forte, profondo il nostro fare l'amore (recentemente mi uscì, mentre ci baciavamo un "hai tempo per una sveltina?" e lui "non dire così.., facciamo l'amore").
Scusatemi se i miei non sono contributi, ma scrivere qui mi aiuta immensamente a chiarirmi. Ancora: grazie.
Il fatto che tu non percepisca A come semplice mezzo per supplire a ciò che manca fisicamente con GA mi fa solo comprendere che hai una grande umanità e che in ogni relazione cerchi di dare più che ricevere, condivido il pensiero di Farfalla se A fosse per te indispensabile si sostituirebbe a GA in tutto e per tutto ma non è così. Comprendo i tuoi dubbi e il tuo non sentirti (forse?) adeguata ma onestamente mi sembra che per ora il tuo procedere nelle due relazioni sia quanto di meglio tu possa fare, il futuro sai bene che non è prevedibile quindi viviti questi rapporti condividendo il meglio e cerca di martoriarti di meno, ciao :smile:
 

Carola

Utente di lunga data
Ma che c'entra?
Ma le mille sfumature tra un vibratore e l'amore della vita vogliamo vederle o no?

Si io volevo vederle e le vedevo farfalla
L altro non le ha più viste anzi
Da li guai

Prima o dopo queste cose evolvono a meno che non si sia un una fase di perfetto equilibrio dove nessuno dei due vuole di più di quello che ha
A molti succede
Cito sempre una mia capa che ha marito con seri problemi
Non trombano ma ce un amore unico e forte
Lei però ha l amichetto da 10 anni
Dico 10 anni

Sposato in un matrimonio bianco

Sono a posto cosi se la vivono
Lei non è una stupida tutt'altro
E serena cosi sa che senza starebbe peggio
Lui idem

Qui invece mi pare di capire che fantastica non ci stia dentro alla situazione doppia
Poi posso sbagliare
 

AnnaBlume

capziosina random
@Brunetta @Farfalla @AnnaBlume

mi state aiutando moltissimo.
Forse è vero che penso troppo, ma no, non è così. Diciamo che ascolto bene i miei disagi, quando li percepisco, proprio per non ammalarmi, in senso lato e anche non lato.

Il mio disagio consiste nel fatto che mi sento un intero e concepisco (non idealmente, ma nella carne) l'amare come un dare intero e un ricevere intero. Nel caso specifico, a GA (grande amore) posso dare l'intero, ma è indubitabile che non posso riceverlo, perché mancherà sempre quella reciprocità che consente un vero scambio alla pari -e non vedo amore se non c'è parità; all'altro (d'ora in poi : A) potrei dare l'intero e tendo a darlo, ma non lo posso ricevere per limiti oggettivi (è sposato, quindi non libero di amarmi come vorrebbe) e anche soggettivi (la sua psiche non si rispecchia in me e la mia in lui): però è un fatto che tra noi non è solo chimica, altrimenti non sarebbe così completo, forte, profondo il nostro fare l'amore (recentemente mi uscì, mentre ci baciavamo un "hai tempo per una sveltina?" e lui "non dire così.., facciamo l'amore").
Scusatemi se i miei non sono contributi, ma scrivere qui mi aiuta immensamente a chiarirmi. Ancora: grazie.
ah, quindi A è sposato. Un dettaglio che per me dettaglio assolutamente non è. Ma sposato sposato o sposato separato? In soldoni: è un uomo col quale esci o del quale ne sei l'amante?
 
Ultima modifica:

AnnaBlume

capziosina random
Il fatto che tu non percepisca A come semplice mezzo per supplire a ciò che manca fisicamente con GA mi fa solo comprendere che hai una grande umanità e che in ogni relazione cerchi di dare più che ricevere, condivido il pensiero di Farfalla se A fosse per te indispensabile si sostituirebbe a GA in tutto e per tutto ma non è così. Comprendo i tuoi dubbi e il tuo non sentirti (forse?) adeguata ma onestamente mi sembra che per ora il tuo procedere nelle due relazioni sia quanto di meglio tu possa fare, il futuro sai bene che non è prevedibile quindi viviti questi rapporti condividendo il meglio e cerca di martoriarti di meno, ciao :smile:
per me questo rimane un consiglio saggissimo! Riflettere, sviscerare anche le pieghe, certo. Ma martoriarsi no :)
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top