Oggi faccio outing

Stato
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sienne

lucida-confusa
In un forum serve anche questo, credo. Lui ci sta bene, è come un divano scomodo ma antico: se mancasse nell'arredo della stanza, mancherebbe. Dico sul serio.
A volte la sua opinione è spiazzante e questo è molto utile. A volte, vabbè... Ma mica ci dobbiamo convivere, no?
Ciao

mancherebbe, verissimo. Una cosa che ho già espresso una volta.
Ogni tanto non ha tanta pazienza, con chi non capisce o afferra al volo ...
Ma ha delle angolature che allargano. Lo leggo volentieri.


sienne
 

@lex

Escluso
... faccio notare che anche questa volta JB è maleducato, con ogni evidenza. Ma nel mio thread, ora, glielo sto consentendo. Mi mancano ancora le opinioni di Sbri, di Inno, di Rabby se mai passasse.
Ma magari leggeranno, magari ce la faranno a intervenire in mezzo a questo pour-parler alla JB...
Insomma: bisogna anche dare fiducia se la si vuole.
fiducia? a chi si dovrebbe dare fiducia?
 

Joey Blow

Escluso
... faccio notare che anche questa volta JB è maleducato, con ogni evidenza. Ma nel mio thread, ora, glielo sto consentendo. Mi mancano ancora le opinioni di Sbri, di Inno, di Rabby se mai passasse.
Ma magari leggeranno, magari ce la faranno a intervenire in mezzo a questo pour-parler alla JB...
Insomma: bisogna anche dare fiducia se la si vuole.
Cosa c'è che non va COL CAZZO? Mah. Lieto di essere consentito. Non abusarne, però.
 

@lex

Escluso
A chiunque parli con la sua propria voce e non con voci in prestito. E JB non usa voci in prestito. Usa sempre la sua.
come tutti. ne vedo pochi che parlano con la voce di qualcun altro. ma francamente la battuta sulla penetrazione di minerva PER QUANTO MI RIGUARDA ha avuto lo stesso effetto di uno che si cala le braghe in piazza durante una riunione e comincia a defecare. cosa c'è da "ammirare" in questo?
 

Joey Blow

Escluso
come tutti. ne vedo pochi che parlano con la voce di qualcun altro. ma francamente la battuta sulla penetrazione di minerva PER QUANTO MI RIGUARDA ha avuto lo stesso effetto di uno che si cala le braghe in piazza durante una riunione e comincia a defecare. cosa c'è da "ammirare" in questo?
Lo stile. Il savoir faire, che, inevitabilmente, ti difetta. L'arguzia, l'intelligenza di capire perchè e percome. La maturità nel sapere perchè scrivi quello che scrivi. Perchè tu non lo sai. Anche quando dai della mignotta a Sbriciolata senza un perchè, per dire. Io, invece, no.
Però: con te mi fermo qui. Dovevi farlo tu, lo faccio io. Più per la povera Fantastica che per altro, invero. Ma comunque.
 

Divì

Utente senza meta
Non so se gli abbracci virtuali hanno un senso, non so nemmeno se potrei permettermelo un abbraccio virtuale, vista la scarsa conoscenza...ma se la risposta a queste domande è sì, allora, per quel che vale, considerati abbracciata.
Penso di potermi unire al coro dei molti che hanno già rilevato, non sempre esplicitamente ma in modo comunque sostanziale, che ti giudichi troppo severamente. Non ti sei degradata affatto, non hai distrutto niente, non hai fatto, soprattutto, del male a nessuno se non a te stessa. Mi sembra anzi, a dirla tutta, che le tue responsabilità personali nella vicenda sono minime. Ti sei trovata in un angolo, per volontà di nessuno, e hai cercato un po' di calore. Nessuno potrebbe giudicarti male. Nella tue mente pensi in termini di incontri erotici, di sesso e penetrazioni, di tradimento sessuale... a me sembra invece che si possa parlare solo del bisogno di avere qualche briciola di senso, di significato, da una vita che, per motivi non dipendenti da te, rischiava di non averne. Ami una persona: e questo mi sembra sia qualcosa di positivo a prescindere. Non la stai odiando, la stai amando; non cerchi il suo male ma il suo bene. Ne sei intensamente presa. Partirei da qui. Per fare che? Ma per continuare ad amarla, con tutta te stessa, con tutto ciò di cui sei capace. Amarlo per quel che è: non si amano gli ideali si amano le persone. Così come sono, con difetti e problemi. Un amore che, mi pare di comprendere, è ricambiato. Qualcuno notava che il cercare di allontanarti a seguito del problema era un atto d'amore. Lo è: un gesto estremo. Chissà quanto gli è costato sia in termini di amore per te sia in termini di amor proprio. Non riuscite a stare staccati? Vivaddio! Appiccicatevi, come che viene, come potete, magari anche solo fissandovi negli occhi tenendovi per mano. Chissà cosa accadrà in avvenire, cure o non cure: per ora badiamo al presente. Forse hai fatto l'amore con un altro resettando un momento la tua mente ma mi pare chiaro che l'ultima cosa che si possa dire è che ti sei "scordata di lui".
Questo amore è sporcato dal rapporto con l'altro? Prima chiariamo che questo amore è amore davvero e non ha nulla a che vedere con la pietà. Stai male, malissimo e pensi ci sia di mezzo la pietà? Riprendi questo amore e tienitelo stretto.

L'altro? Non è chiarissimo che tipo di rapporto hai con questa persona. Mi pare che, fermo restando il dovere di non offendere questo "altro", che non ami ma che comunque partecipa della tua vita, il tuo interesse è limitato, nel senso che è connesso a particolari aspetti. Quest'uomo ti fa star bene e dona qualcosa alla tua vita. Hai due possibilità (entrambe senza rapporto con un senso di "pietà"): lo riveli alla persona che ami o lo tieni celato. Nel primo caso, proprio perché ti ama, quest'uomo, accetterà che tu abbia altri amici. Non potrà non farlo. Questo avrà effetti sul vostro amore, indubbiamente. Ma non necessariamente negativi. Inutile scendere in dettagli: sarebbe un supplizio doloroso e umiliante. Ma raccontare che ti vedi con una persona, che non ami, perché a volte ti senti sola, perché la distanza è quella che è, mi pare cosa che una persona intelligente e sensibile -come capisco è l'uomo che ami - sia in grado di accettare pienamente. Questo, vederti con l'altra persona, non sporca nulla, non rovina nulla, non cambia nulla.
Nel secondo caso taci qualcosa che potrebbe dare un dolore. Ma taci non per pietà ma per amore. Taci perché in fondo è, nel vostro rapporto, irrilevante. Taci, soprattutto, per ora, perché chissà cosa può portare l'avvenire.

Non ho, naturalmente, la possibilità di dare un suggerimento. Ma di una cosa sono certo: che sei una bella persona.

Infine: in poche ore 20 pagine di interventi, senza una battuta scema, con divergenze ma con sincerità... vorrà dire qualcosa sulla gente di questo forum no?
Non posso dare verdi. Ma quoto ogni parola, ogni virgola, ogni emozione ....

E in particolare quoto che Fantastica e' davvero una bella persona, in un luogo di belle persone.

Divi'
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Non so se gli abbracci virtuali hanno un senso, non so nemmeno se potrei permettermelo un abbraccio virtuale, vista la scarsa conoscenza...ma se la risposta a queste domande è sì, allora, per quel che vale, considerati abbracciata.
Penso di potermi unire al coro dei molti che hanno già rilevato, non sempre esplicitamente ma in modo comunque sostanziale, che ti giudichi troppo severamente. Non ti sei degradata affatto, non hai distrutto niente, non hai fatto, soprattutto, del male a nessuno se non a te stessa. Mi sembra anzi, a dirla tutta, che le tue responsabilità personali nella vicenda sono minime. Ti sei trovata in un angolo, per volontà di nessuno, e hai cercato un po' di calore. Nessuno potrebbe giudicarti male. Nella tue mente pensi in termini di incontri erotici, di sesso e penetrazioni, di tradimento sessuale... a me sembra invece che si possa parlare solo del bisogno di avere qualche briciola di senso, di significato, da una vita che, per motivi non dipendenti da te, rischiava di non averne. Ami una persona: e questo mi sembra sia qualcosa di positivo a prescindere. Non la stai odiando, la stai amando; non cerchi il suo male ma il suo bene. Ne sei intensamente presa. Partirei da qui. Per fare che? Ma per continuare ad amarla, con tutta te stessa, con tutto ciò di cui sei capace. Amarlo per quel che è: non si amano gli ideali si amano le persone. Così come sono, con difetti e problemi. Un amore che, mi pare di comprendere, è ricambiato. Qualcuno notava che il cercare di allontanarti a seguito del problema era un atto d'amore. Lo è: un gesto estremo. Chissà quanto gli è costato sia in termini di amore per te sia in termini di amor proprio. Non riuscite a stare staccati? Vivaddio! Appiccicatevi, come che viene, come potete, magari anche solo fissandovi negli occhi tenendovi per mano. Chissà cosa accadrà in avvenire, cure o non cure: per ora badiamo al presente. Forse hai fatto l'amore con un altro resettando un momento la tua mente ma mi pare chiaro che l'ultima cosa che si possa dire è che ti sei "scordata di lui".
Questo amore è sporcato dal rapporto con l'altro? Prima chiariamo che questo amore è amore davvero e non ha nulla a che vedere con la pietà. Stai male, malissimo e pensi ci sia di mezzo la pietà? Riprendi questo amore e tienitelo stretto.

L'altro? Non è chiarissimo che tipo di rapporto hai con questa persona. Mi pare che, fermo restando il dovere di non offendere questo "altro", che non ami ma che comunque partecipa della tua vita, il tuo interesse è limitato, nel senso che è connesso a particolari aspetti. Quest'uomo ti fa star bene e dona qualcosa alla tua vita. Hai due possibilità (entrambe senza rapporto con un senso di "pietà"): lo riveli alla persona che ami o lo tieni celato. Nel primo caso, proprio perché ti ama, quest'uomo, accetterà che tu abbia altri amici. Non potrà non farlo. Questo avrà effetti sul vostro amore, indubbiamente. Ma non necessariamente negativi. Inutile scendere in dettagli: sarebbe un supplizio doloroso e umiliante. Ma raccontare che ti vedi con una persona, che non ami, perché a volte ti senti sola, perché la distanza è quella che è, mi pare cosa che una persona intelligente e sensibile -come capisco è l'uomo che ami - sia in grado di accettare pienamente. Questo, vederti con l'altra persona, non sporca nulla, non rovina nulla, non cambia nulla.
Nel secondo caso taci qualcosa che potrebbe dare un dolore. Ma taci non per pietà ma per amore. Taci perché in fondo è, nel vostro rapporto, irrilevante. Taci, soprattutto, per ora, perché chissà cosa può portare l'avvenire.

Non ho, naturalmente, la possibilità di dare un suggerimento. Ma di una cosa sono certo: che sei una bella persona.

Infine: in poche ore 20 pagine di interventi, senza una battuta scema, con divergenze ma con sincerità... vorrà dire qualcosa sulla gente di questo forum no?
Bellissimo intervento
Oggi volete proprio farmi piangere..
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non la sto invitando. Mi spiace si sia inteso questo. :)

Che poi in un qualche modo sia una forma di scissione...sì, non hai tutti i torti. Lo è.

Da buona scissa, io separo bene corpo e mente e spirito.

E' una parte del mio essere che non mi fa stare benissimo.
Ma sto capendo che quello che non mi fa stare bene, è il fatto che le parti non siano in comunicazione fra di loro.

Cioè quella che non riesce a pensare di fare a meno della fisicità si giudica brutta e sbagliata. Una parte che macchia. Una parte cattiva.

L'altra, quella che tende a starsene rintanata ed è tutta dolorante, è anche dolce e romantica e sogna il miraggio di cui parla Fantastica.
Ma non sa come fare per arrivare a quel miraggio lì. Anche perchè sente il peso delle macchie di cui parla Fantastica.

E qui entra in gioco l'altra ancora, che è brava a spiegare i perchè. E pretenderebbe di fare da paciere fra le altre due.
Che racconta la storia prima di averla vissuta. Che mette i paletti. Morali.
E poi si chiede se sono quelli giusti e da che parte vengono. E si risponde. E ri-crea sistemi di riferimento.

In realtà, nel mio percorso mi sto rendendo conto che non ha mai fatto da paciere, ma ha chiesto alternativamente alle altre due di tacere. Giudicandole. Schiacciandole. Impedendo che si incontrassero.

Sto scoprendo che l'unica via, quando ci si trova in scissione, non è combattere la scissione ma creare i presupposti per cui le parti scisse prendano consapevolezza l'una dell'altra, facciano amicizia in un qualche modo e insieme aiutino a funzionare bene nella vita. La razionalità dovrebbe essere il ponte per cui questo possa accadere.

Fantastica, ma questo lo può dire solo lei, è in uno stato di scissione in cui sente la parte che desidera il sesso e non vuole nascondersela e neanche vuole schiacciarla per sacrificarsi.
E contemporaneamente sente anche l'altra, quella che vive quell'amore fantastico di cui parla e neanche questa vuole spegnersi per lasciare spazio all'altra.

Ecco perchè secondo me, fare tutto da sola, senza esplorare con lui eventualità e possibilità alternative non è una buona idea.

Perchè da buona scissa, so quotidianamente cosa possa significare provare a spegnere alternativamente una o l'altra parte. E' dolorosissimo. Veramente dolorosissimo. Ed è altrettanto doloroso riunirle in un'unica parte, perchè la realtà dei fatti è che non sono unite. Possono però comunicare. E ridisegnare il mondo. Senza macchiarlo.
Lo rileggerò e cercherò di capire.
E' una cosa molto ostica per me.
 

georgemary

Utente di lunga data
Ciao a tutti e tutte.
Frequento questo forum da più di un anno, ma non sapete quasi nulla di me.

Oggi è un giorno importante, è il 25 aprile. Nel 2000 fu il giorno della mia liberazione. Dopo tante resistenze a un amore vero, finalmente, con grandi dubbi, con tante perplessità, con mille ritrosie, cedevo.

Cedere: questo è stato per me incontrare l'amore. Smettere di manipolare, smettere di sedurre, smettere di controllare, smettere di cercare di prevedere prima ciò che sarebbe potuto succedere dopo... lasciarsi andare, lasciarsi amare.

Quando salii sul treno che mi avrebbe condotto da lui, che ancora non avevo nemmeno visto in fotografia e col quale avevo scoperto una sintonia mostruosa solo discutendo su un forum di cinema e parlandogli al telefono, cosa che scatenava un'eccitazione immensa di per sé, da soli dieci giorni, mi sentivo ancora la stessa di prima: un'avventuriera, una collezionista di amori lunghi nel tempo, ma sempre traditi (attenzione! Immediatamente CHIUSI, mai tenute in piedi due storie in contemporanea, eh) per qualche nuova avventura intravista dietro l'angolo. Una libertina filosofa, una bambinetta cresciuta un po' viziata, un'intellettuale brillante e diffidente, una cucciolona anche, piena di bisogno d'amore e pronta a negare di averne bisogno in vista di qualche desiderio da soddisfare che stava lì dietro l'angolo.

Vederlo fu uno schock. Era un uomo, non i ragazzi con cui mi ero sempre accompagnata. Era bello, ma non era il mio tipo. Lo trovai poco seducente. Ma dopo un buon pranzo e una visita a una mostra su Jules Verne, era inevitabile finirci a letto in albergo. Non mi piacque. Ricordo che finsi una tenerezza che non provavo. Una parte di me voleva convincersi, un'altra voleva fuggire a gambe levate...

Non gli dissi mai di quella che voleva fuggire. Mai.
Ma quando risalii sul treno che mi avrebbe riportata a casa, decisi che avrei troncato.

Una settimana dopo, per il primo maggio, eravamo invece in Liguria, di nuovo insieme. E non ci siamo più lasciati.
Misi a tacere la conquistatrice, la manipolatrice, la seduttrice, l'intellettuale, la bambina viziata; e lasciai emergere l'avventuriera estrema: mi giocai tutto, mi affidai.
Per tantissimi e meravigliosi anni ci siamo amati in un modo che ci faceva dire qualche volta che eravamo le sole due tessere combacianti dell'immenso puzzle che sono le relazioni umane.

Ho amato solo lui, sono stata amata solo da lui. E' la sola persona che mi ha vista. E che mi vede...

Però. Però il destino è beffardo. Si è ammalato, è diventato impotente, in modo irreversibile. E non riesce a farsene una ragione. Non riesce ad accettare che io l'ami ancora, seppure di un amore necessariamente diverso. I primi tempi dopo la triste constatazione -peraltro prevista, ma lui non ci credeva e non ci ha creduto per molto tempo- mi ha allontanata. Io ho resistito con lo stargli vicina. Ma ne ho sofferto, anche se tendo a non ascoltare la sofferenza, a non mollare, non mollare mai. Ne ho sofferto non perché mi mancasse il sesso con lui, ma mi mancava la tenerezza, l'affetto, la carezza, il bacio, che non voleva darmi più...

Resta che dopo mesi di questa sua incapacità di chiedere aiuto, anche a me, di chiusura, di freddezza, di "tu non puoi capire...", si è presentata un'occasione particolare e ... ho ceduto...

E questa è stata la vera mazzata per me, quella più grave, quella che mi sono inferta io, rovinando per sempre questo capolavoro di amore... Non mi perdono dal punto di vista ideale. Però mi tocca accettare che è successo e quindi da qualche parte bisogna farsi delle domande. Aggiungo che sul piano reale, se così si può dire, non mi pento per niente, altrimenti che facile sarebbe, nemmeno sarei qui sopra a leggere da un pezzo...

Oggi voglio fare il punto qui, con voi, che un po' mi avete conosciuta e forse non mi farete a pezzi.

Il punto è che oggi gli ho scritto questo:

14 anni fa, con tante perplessità e insieme tanto entusiasmo, indossando una giacchetta bianca che mi piaceva tanto e con in mano un fumetto di Dylan Dog, mi recavo ad attenderti a Parma salendo sul treno dei desideri, che però non andava all’incontrario.
Sono iniziati lì gli anni più belli della mia vita. Ho conosciuto l’amore per la prima volta e non l’ho più lasciato.
Io ti amo ancora. Sei tu, sempre tu, e sarai sempre tu, la sola persona che davvero io amo.

Auguri amore mio grande.
Ti aspetto.


E lui mi ha risposto questo, per la prima volta dopo due anni:

Grazie per le tue parole, che mi hanno commosso. Quel 25 aprile di 14 anni fa resta impresso nel mio cuore. Ti portai l’autobiografia di Bunuel e il libro di uno psicanalista-motociclista perché pensavo che potessero aiutarti a capire meglio un riccio pieno di pudore in fatto di emozioni e sentimenti.
Non lascerò che tu mi aspetti ancora a lungo, mi sembrerebbe una crudeltà.
A presto.


Ora. Tutto è sincero, autentico, puro. I miei sentimenti, i suoi.
Ma io ho dovuto constatare sulla mia pelle che non sono stata capace di una fedeltà senza macchia. E anche ho dovuto constatare sulla mia pelle che se anche per un miracolo -che non accadrà- lui potesse tornare ad amarmi dell'amore che ci è stato negato dal destino -un destino giusto? io credo che vi sia una saggezza nelle cose che capitano- io non lo desidererei più. Andando a ritroso negli anni, mi sono accorta a posteriori che già nel 2008-2009 non avevo più così tanta voglia del sesso con lui. Eppure vi giuro che se penso ad "amore", per me amore è quello che c'è ancora adesso tra noi. Mi sbaglio? E' un'affettuosa amicizia? E' un rapporto genitoriale mascherato da amore erotico da sempre (è molto grande la nostra differenza di età e io sono orfana di padre da quando avevo 10 anni)? E' diventato oggi un rapporto genitoriale-filiale?
Come è possibile gestire un rapporto che io chiamo d'amore senza mezzi termini, che resta però monco di sessualità per complicità esplicita da parte sua e implicita da parte mia? Come è possibile un'esclusività se non c'è eros? Come posso essere all'altezza di una relazione così impraticabile? Avrebbe mai senso che io gli dicessi dell'altro? Che razza di situazione assurda è?
Sì, lapidatemi pure: questa volta è la prima volta che mi tengo due relazioni in contemporanea, entrambe imperfette e piene di problemi, eppure vive. Ma se davvero lui tornasse a breve, secondo voi...? Che fareste voi nei miei panni, se vi riesce...?

Grazie. Mi è costato molto parlare a tutti.
L'avevo capito già l'altro giorno che eri fantastica e questo post me lo conferma! Mi sono commossa! Ti sono vicina e ti do un immenso abbraccio! Cercherò di rispondere quando sono al pc col cellulare non riesco!
 

Fantastica

Utente di lunga data
È un forum traboccante di gente che tradisce, imbroglia, mente... Sta con le persone per convenienza...
Avrei difficoltà a usare le parole "belle persone".
Ma qui le persone si mettono a nudo. Ti pare poco? Eddai che lo sai anche tu... Questa tua è una provocazione. :)
 

feather

Utente tardo
Questa tua è una provocazione. :)
:D

si lo è, ma è anche un introduzione a un discorso molto ampio. Per "belle" intendi "buone"? Si può definire una persona bella o brutta considerando che siamo tutti fatti di molte sfaccettature, alcune belle e alcune brutte? E se dipendesse soltanto da quale faccia mostriamo in quel momento? Nulla dice sull'essenza di quella persona. E così via..
Questi sono i momenti in cui mi piacerebbe leggere Rabarbaro, sarebbe capace di farne una disquisizione sublime :)
 

Cattivik

Utente di lunga data
Perché non sono stata capace di restargli fedele. Perché non mi pento di aver iniziato una relazione con un altro, se non per il fatto che sono venuta meno a un'ideale di perfezione in cui credevo di essere profondamente rispecchiata e invece no. Perché mi sono degradata rispetto alla limpidezza del nostro amore e per un certo periodo mi sono scordata di lui. Perché adesso vorrei ricominciare ma non so se rinuncerei all'altro che pure non vale un'oncia di lui. Perché mi giudico malissimo, per il fatto che non me la sentirei per niente di essere sincera col confessare a lui questa storia. Perché non voglio amare per pietà, e non ne sarei nemmeno capace e lui ne sarebbe disgustato e giustamente offeso, ma continuare a vedere l'altro sembra quasi la condizione perché io possa non amare nemmeno per un secondo per pietà...
Prova a darti un pizzicotto... non serve per svegliarti ma per sentire che fa male... La risposta ai tuoi "Perchè" è che sei umana.

"L'essere umana" non ti assolve ma per come la vedo io è una bella attenuante.

Detto questo della tua storia penso che se fosse proseguita senza la pausa avrebbe avuto più possibilità di trovare un suo "equilibrio". Ma ora dopo il lungo intermezzo vedo difficile se non improbabile che tu riesca a stargli vicino a lungo senza la componente sessuale.

Passami il paragone anche se un poco"crudo"... è come si dice "la minestra riscaldata"... si usa spesso questo modo di dire per far capire che ritornare sopra a storie vecchie è difficile... nel tuo caso è "la minestra riscaldata che è pure insipida"...

Se riuscirari a portare avanti questa storia avrai la mia ammirazione... se non ci riuscirai avrai la mia comprensione.

In bocca al lupo Fantastica

P.S. Se decidi di ritentare con lui non dirgli niente del tuo intermezzo.
 

Nobody

Utente di lunga data
Qualche volta, Fanta, bisogna scendere a compromessi con se stessi.
per un bene superiore
. Il nostro. Che ci consente di far stare bene con noi anche gli altri.
da ciò che ho capito leggendo fantastica, è proprio il compromesso che la fa star male... io credo invece che tutti e tre abbiano bisogno di chiarezza. Fantastica e il suo uomo sicuramente. Chiarezza prima di tutto interiore, capire il valore che lei da alle persone coinvolte e agli atti che le mancano. Ha ragione Ipazia a parlare di scissione... per come la vedo, solo ricompondendo una "visione" coerente di se stessa, di ciò che realmente ama e di ciò che realmente desidera può uscire da questa brutta situazione.
 

Carola

Utente di lunga data
Fantastica in parte posso dirti la mia di esp
Mio marito non è impotente ma sicuramente ha dei problemi
Non irreversibili
E da molto poco li sta affrontando e nemmeno con continuità
Non mi ha tradito ma x certi versi lo avrei preferito
Invece ha cancellato del tutto la componente affettiva sessuale
La terapista dice che Capita soptutto lei segue casi e sono quasi sempre uomini con grandi responsabilità e un vissuto famigliare chiuso e ostico
Io con la mia aggressività ho aumentato qsta sua cosa
Ma era un cane che si mordeva la cods io ero aggressiva perché frustrata
Insomma noi stiamo affrontando
E recuperabile
Quindi diverso che x te

Ti dico di non massacrarti di colpe
A me e stato detto che a volte x salvarsi anche x capire anche x recuperarsi ci si fa male
Io come te sdoppiata non stavo bene ma x molti compresa mia terapista all inizio era fondamentale x me finire come sono finita

Capisco anche qnd dici che conosciuto altro diventa irrinunciabile

Io però ho trovato un altro con credo le stesse qualità di mio marito
Serio profondo intelligente affettuoso anche più del mio
Insomma un bel casino
Uno pero e famiglia e i nostri bimbi e so che potremmo recuperare con pazienza
L altro e quello che mi ha rimessa in piedi come donna che ci crediate o no

E fosse un po più stupidotto
Ortimo sesso e saluti
Invece no

Li trovo o lo scelgo belle persone
A volte mi dico che sono comunque fortunata
Ho amiche che trovano pirla patentati

Fantastica non so che suggerirti
Solo non ferirti
Io so cosa vuole dire mi sono cosi detestata che x un periodo ero arrivata snche ad episodi di autolesionismo
Rientrati grazie a dio
Ma a gran fatica

Coccolati e conceduti di essere umana

Io ci sto provando
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Ciao a tutti e tutte.
Frequento questo forum da più di un anno, ma non sapete quasi nulla di me.

Oggi è un giorno importante, è il 25 aprile. Nel 2000 fu il giorno della mia liberazione. Dopo tante resistenze a un amore vero, finalmente, con grandi dubbi, con tante perplessità, con mille ritrosie, cedevo.

Cedere: questo è stato per me incontrare l'amore. Smettere di manipolare, smettere di sedurre, smettere di controllare, smettere di cercare di prevedere prima ciò che sarebbe potuto succedere dopo... lasciarsi andare, lasciarsi amare.

Quando salii sul treno che mi avrebbe condotto da lui, che ancora non avevo nemmeno visto in fotografia e col quale avevo scoperto una sintonia mostruosa solo discutendo su un forum di cinema e parlandogli al telefono, cosa che scatenava un'eccitazione immensa di per sé, da soli dieci giorni, mi sentivo ancora la stessa di prima: un'avventuriera, una collezionista di amori lunghi nel tempo, ma sempre traditi (attenzione! Immediatamente CHIUSI, mai tenute in piedi due storie in contemporanea, eh) per qualche nuova avventura intravista dietro l'angolo. Una libertina filosofa, una bambinetta cresciuta un po' viziata, un'intellettuale brillante e diffidente, una cucciolona anche, piena di bisogno d'amore e pronta a negare di averne bisogno in vista di qualche desiderio da soddisfare che stava lì dietro l'angolo.

Vederlo fu uno schock. Era un uomo, non i ragazzi con cui mi ero sempre accompagnata. Era bello, ma non era il mio tipo. Lo trovai poco seducente. Ma dopo un buon pranzo e una visita a una mostra su Jules Verne, era inevitabile finirci a letto in albergo. Non mi piacque. Ricordo che finsi una tenerezza che non provavo. Una parte di me voleva convincersi, un'altra voleva fuggire a gambe levate...

Non gli dissi mai di quella che voleva fuggire. Mai.
Ma quando risalii sul treno che mi avrebbe riportata a casa, decisi che avrei troncato.

Una settimana dopo, per il primo maggio, eravamo invece in Liguria, di nuovo insieme. E non ci siamo più lasciati.
Misi a tacere la conquistatrice, la manipolatrice, la seduttrice, l'intellettuale, la bambina viziata; e lasciai emergere l'avventuriera estrema: mi giocai tutto, mi affidai.
Per tantissimi e meravigliosi anni ci siamo amati in un modo che ci faceva dire qualche volta che eravamo le sole due tessere combacianti dell'immenso puzzle che sono le relazioni umane.

Ho amato solo lui, sono stata amata solo da lui. E' la sola persona che mi ha vista. E che mi vede...

Però. Però il destino è beffardo. Si è ammalato, è diventato impotente, in modo irreversibile. E non riesce a farsene una ragione. Non riesce ad accettare che io l'ami ancora, seppure di un amore necessariamente diverso. I primi tempi dopo la triste constatazione -peraltro prevista, ma lui non ci credeva e non ci ha creduto per molto tempo- mi ha allontanata. Io ho resistito con lo stargli vicina. Ma ne ho sofferto, anche se tendo a non ascoltare la sofferenza, a non mollare, non mollare mai. Ne ho sofferto non perché mi mancasse il sesso con lui, ma mi mancava la tenerezza, l'affetto, la carezza, il bacio, che non voleva darmi più...

Resta che dopo mesi di questa sua incapacità di chiedere aiuto, anche a me, di chiusura, di freddezza, di "tu non puoi capire...", si è presentata un'occasione particolare e ... ho ceduto...

E questa è stata la vera mazzata per me, quella più grave, quella che mi sono inferta io, rovinando per sempre questo capolavoro di amore... Non mi perdono dal punto di vista ideale. Però mi tocca accettare che è successo e quindi da qualche parte bisogna farsi delle domande. Aggiungo che sul piano reale, se così si può dire, non mi pento per niente, altrimenti che facile sarebbe, nemmeno sarei qui sopra a leggere da un pezzo...

Oggi voglio fare il punto qui, con voi, che un po' mi avete conosciuta e forse non mi farete a pezzi.

Il punto è che oggi gli ho scritto questo:

14 anni fa, con tante perplessità e insieme tanto entusiasmo, indossando una giacchetta bianca che mi piaceva tanto e con in mano un fumetto di Dylan Dog, mi recavo ad attenderti a Parma salendo sul treno dei desideri, che però non andava all’incontrario.
Sono iniziati lì gli anni più belli della mia vita. Ho conosciuto l’amore per la prima volta e non l’ho più lasciato.
Io ti amo ancora. Sei tu, sempre tu, e sarai sempre tu, la sola persona che davvero io amo.

Auguri amore mio grande.
Ti aspetto.


E lui mi ha risposto questo, per la prima volta dopo due anni:

Grazie per le tue parole, che mi hanno commosso. Quel 25 aprile di 14 anni fa resta impresso nel mio cuore. Ti portai l’autobiografia di Bunuel e il libro di uno psicanalista-motociclista perché pensavo che potessero aiutarti a capire meglio un riccio pieno di pudore in fatto di emozioni e sentimenti.
Non lascerò che tu mi aspetti ancora a lungo, mi sembrerebbe una crudeltà.
A presto.


Ora. Tutto è sincero, autentico, puro. I miei sentimenti, i suoi.
Ma io ho dovuto constatare sulla mia pelle che non sono stata capace di una fedeltà senza macchia. E anche ho dovuto constatare sulla mia pelle che se anche per un miracolo -che non accadrà- lui potesse tornare ad amarmi dell'amore che ci è stato negato dal destino -un destino giusto? io credo che vi sia una saggezza nelle cose che capitano- io non lo desidererei più. Andando a ritroso negli anni, mi sono accorta a posteriori che già nel 2008-2009 non avevo più così tanta voglia del sesso con lui. Eppure vi giuro che se penso ad "amore", per me amore è quello che c'è ancora adesso tra noi. Mi sbaglio? E' un'affettuosa amicizia? E' un rapporto genitoriale mascherato da amore erotico da sempre (è molto grande la nostra differenza di età e io sono orfana di padre da quando avevo 10 anni)? E' diventato oggi un rapporto genitoriale-filiale?
Come è possibile gestire un rapporto che io chiamo d'amore senza mezzi termini, che resta però monco di sessualità per complicità esplicita da parte sua e implicita da parte mia? Come è possibile un'esclusività se non c'è eros? Come posso essere all'altezza di una relazione così impraticabile? Avrebbe mai senso che io gli dicessi dell'altro? Che razza di situazione assurda è?
Sì, lapidatemi pure: questa volta è la prima volta che mi tengo due relazioni in contemporanea, entrambe imperfette e piene di problemi, eppure vive. Ma se davvero lui tornasse a breve, secondo voi...? Che fareste voi nei miei panni, se vi riesce...?

Grazie. Mi è costato molto parlare a tutti.
Ti rispondo da uomo, dopo che ti hanno risposto in tantissimi (sia uomini che donne). Pertanto la mia risposta è solo un piccolo contributo che forse non aggiunge nulla a quello che ti hanno già detto.
Io non riuscirei a concepire storie d'amore senza il sesso. E' chiaro che un calo del desiderio col passare degli anni è fisiologico. Poi si hanno anche dei momenti in cui ritorna prepotentemente e altri in cui cala di nuovo. Ma il sesso resta sempre una componente fondamentale.
Io sono una persona tendenzialmente fedele. Ma se vivessi una situazione come la tua non ci penserei due volte a fare quello che hai fatto tu. Alla fine la vita bisogna cercare di vivere la vita e non semplicemente sopravvivere.
Capisco anche quanto ti sia costato fare questa scelta. Che probabilmente va contro quelli che sono i tuoi idealij e i tuoi valori. Quanto ti sia costato mentire a chi ritieni di amare. Ma l'amore, come qualcuno ti ha già scritto, è tante cose. E tra queste tante cose c'è anche il sesso. Altrimenti è un'altra forma di amore. Diventa un amore come quello tra te e un'amico/a. Come quello tra te e un fratello o una sorella. Come quello che si può provare per un figlio.
Ritengo che tu faccia bene ad aspettarlo. Ma nel frattempo devi pensare anche un po' a te stessa, senza nulla togliere a lui. Il tempo ti dirà cosa ne sarà di voi due o di voi tre. Da quello che ho capito non hai figli. Da quello che ho capito non sei più una ragazzina, ma sei ancora giovane. In definitiva mi sembra di capire che la vita ti sta mettendo di fronte la possibilità di scegliere. Non è così drammatico. E' sempre meglio poterlo fare che essere nella situazione di subire le decisioni degli altri ;)

Buscopann
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi sembra che chi ha pensato che sia una storia impossibile si è immaginato di viverla nel ruolo di Fantastica. Mi domando se immaginandosi nel ruolo di lui ci si prefigura l'impossibilità di continuare un rapporto che si sta vivendo e di vedersi gettato via o in qualche modo supplito da altri.
Io non riesco a immaginare una storia che nasce senza sesso e neppure riesco a comprendere come uomini, e donne, giovani possano vivere relazioni senza sesso e preferiscano la masturbazione piuttosto che al sesso con una persona alla quale vogliono comunque bene, e più volte ho invitato chi era in situazioni del genere a trovare uno sbocco, anche e soprattutto medico. Eppure non riesco a comprendere queste risposte in questo caso. Una relazione è fatta di molteplici componenti e se è importante non riesco a capire come possa essere buttata via solo perché per serie ragioni di salute sia impossibile un rapporto sessuale completo. Oltretutto si sta parlando di un uomo di 65 anni che comunque è prevedibile che avrebbe un significativo calo di efficienza in tempi ravvicinati. Se quest'uomo ha una relazione con una donna di 30 anni più giovane si parla di una storia squilibrata in sé per le molteplici esigenze e aspirazioni divergenti ma credo che non sia questo il caso di Fantastica, di cui non conosco l'età, ma non credo una ragazza con una prospettiva di famiglia.
L'importanza che viene data, soprattutto da molti uomini, dell'efficienza sessuale mi mostra una visione miserrima del rapporto d'amore e volutamente esorcizzante la paura di una realtà che potrebbe riguardarli di persona.
 
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