Considerazioni di passaggio.

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giorgiocan

Utente prolisso
Oggi, spulciando il forum, ho realizzato che prima o dopo smetterò di passare di qui, di visitare questo luogo che a volte è un antico altare pagano, consumato dal tempo delle generazioni, dai cicli che si ripetono, a volte un modesto circolo del dopolavoro, altre volte ancora una stanza segreta, nascosta dietro una finta parete di cartongesso, in cui ripararsi dalle incursioni di nemici e dolori, oppure un pub in cui dissertare, la sera, con interlocutori pungenti e raffinati.

In questi ultimi due mesi, pur con parentesi di esasperanti passi indietro, ho sperimentato a spezzoni come può essere star bene. Di nuovo. A tratti, persino dimenticarsi per ore intere tutta questa storia. Mi sento di nuovo, sempre moderatamente ma con maggior convinzione, ottimista. Sono al sesto mese di psicoterapia (escludendo il primo tentativo infruttuoso di meno di due mesi). Rimango dell'idea che avrebbe giovato, se avessi iniziato molto prima. Ma il punto è che ora sto finalmente cominciando a capire a cosa mi serve tutto ciò. E lo dico anche per gli scettici, come me fino a circa un anno fa. Una delle prime cose su cui (anche) chi mi segue si è dichiarato certo dall'inizio, è che la vicenda che ho condiviso con voi fosse soltanto una delle facce di un problema più antico, e personale. Ed è esattamente quello che sto cominciando a capire anche io, grazie all'aiuto che ricevo. Molte delle considerazioni più semplici su di sè sembrano ovvie, scontate. Non ci sono verità ignote, cancellate dall'incoscio: è semplicemente il significato di molte riflessioni di cui probabilmente saremmo capaci quasi tutti, a sfuggire, quando non si riesce a collocare ogni tessera del mosaico al suo posto. E quando arriva qualcuno, con la facoltà di osservare l'intero quadro con oggettività, a unire i puntini come è impossibile far da sè, la sensazione è di aver acceso la luce in una stanza buia, dove ciò che prima riuscivamo a distinguere erano soltanto spigoli e superfici senza coerenza. Anche se apparentemente non mancavano, prima, elementi e risorse per raggiungere le stesse conclusioni. E' la rivelazione dei limiti delle proprie verità.

Il fatto è che anche voi siete stati (e ancora siete) uno strumento per affinare le sensazioni, la consapevolezza. Spesso con me siete stati illuminanti, e mi avete tenuto saldo mentre precipitavo. Ma quando sarò nuovamente libero da dubbi e paure, dovrò riprendere a camminare, ad avanzare. Mi rendo conto di non essere ancora in salvo perchè, anche soltanto leggendo alcune richieste di conforto, o partecipando silenziosamente a frustrazioni e rabbia, o ancora condividendo le ansie di chi come me usa le parole per cercare di dare ordine e forma a pensieri che sfuggono a qualsiasi controllo, mi sento ancora chiamato in causa. Percepisco ancora come un corpo estraneo i dubbi e l'insicurezza.
Quel tempo, quindi, non è ancora arrivato. Le vostre parole, spesso anche indirettamente, fanno ancora bene, sono sempre un appiglio ed un sorriso nei momenti cupi.

Ma volevo metterlo nero su bianco: per me, accettarmi sarà anche andare oltre. Sarà sciogliere le briglie, come negli auspici del mio psicoterapeuta. Sarà un segno che cercherò per me stesso.

Ma non ho fretta, amici ed amiche. Il tempo verrà da sè.
 

Sole

Escluso
Oggi, spulciando il forum, ho realizzato che prima o dopo smetterò di passare di qui, di visitare questo luogo che a volte è un antico altare pagano, consumato dal tempo delle generazioni, dai cicli che si ripetono, a volte un modesto circolo del dopolavoro, altre volte ancora una stanza segreta, nascosta dietro una finta parete di cartongesso, in cui ripararsi dalle incursioni di nemici e dolori, oppure un pub in cui dissertare, la sera, con interlocutori pungenti e raffinati.

In questi ultimi due mesi, pur con parentesi di esasperanti passi indietro, ho sperimentato a spezzoni come può essere star bene. Di nuovo. A tratti, persino dimenticarsi per ore intere tutta questa storia. Mi sento di nuovo, sempre moderatamente ma con maggior convinzione, ottimista. Sono al sesto mese di psicoterapia (escludendo il primo tentativo infruttuoso di meno di due mesi). Rimango dell'idea che avrebbe giovato, se avessi iniziato molto prima. Ma il punto è che ora sto finalmente cominciando a capire a cosa mi serve tutto ciò. E lo dico anche per gli scettici, come me fino a circa un anno fa. Una delle prime cose su cui (anche) chi mi segue si è dichiarato certo dall'inizio, è che la vicenda che ho condiviso con voi fosse soltanto una delle facce di un problema più antico, e personale. Ed è esattamente quello che sto cominciando a capire anche io, grazie all'aiuto che ricevo. Molte delle considerazioni più semplici su di sè sembrano ovvie, scontate. Non ci sono verità ignote, cancellate dall'incoscio: è semplicemente il significato di molte riflessioni di cui probabilmente saremmo capaci quasi tutti, a sfuggire, quando non si riesce a collocare ogni tessera del mosaico al suo posto. E quando arriva qualcuno, con la facoltà di osservare l'intero quadro con oggettività, a unire i puntini come è impossibile far da sè, la sensazione è di aver acceso la luce in una stanza buia, dove ciò che prima riuscivamo a distinguere erano soltanto spigoli e superfici senza coerenza. Anche se apparentemente non mancavano, prima, elementi e risorse per raggiungere le stesse conclusioni. E' la rivelazione dei limiti delle proprie verità.

Il fatto è che anche voi siete stati (e ancora siete) uno strumento per affinare le sensazioni, la consapevolezza. Spesso con me siete stati illuminanti, e mi avete tenuto saldo mentre precipitavo. Ma quando sarò nuovamente libero da dubbi e paure, dovrò riprendere a camminare, ad avanzare. Mi rendo conto di non essere ancora in salvo perchè, anche soltanto leggendo alcune richieste di conforto, o partecipando silenziosamente a frustrazioni e rabbia, o ancora condividendo le ansie di chi come me usa le parole per cercare di dare ordine e forma a pensieri che sfuggono a qualsiasi controllo, mi sento ancora chiamato in causa. Percepisco ancora come un corpo estraneo i dubbi e l'insicurezza.
Quel tempo, quindi, non è ancora arrivato. Le vostre parole, spesso anche indirettamente, fanno ancora bene, sono sempre un appiglio ed un sorriso nei momenti cupi.

Ma volevo metterlo nero su bianco: per me, accettarmi sarà anche andare oltre. Sarà sciogliere le briglie, come negli auspici del mio psicoterapeuta. Sarà un segno che cercherò per me stesso.

Ma non ho fretta, amici ed amiche. Il tempo verrà da sè.
Caro Giorgio, io ti ho letto molto all'inizio della tua comparsa sul forum e all'epoca ti ho detto la mia. Sono davvero contenta che la psicoterapia ti stia aiutando. Non è scontato che vada così, ma qualche volta funziona.
Perché funzioni ci vuole un bravo terapeuta, ma, ovviamente, bisogna compiere personalmente un grande lavoro su di sé, essere disposti a scardinare tutte le difese, le teorie, le verità che ci siamo fabbricati nel tempo. Mettersi in gioco non è da tutti: ci vogliono le palle :)

Tu le hai, si vede. Sei all'inizio di un percorso affascinante, se andiamo a vedere. Non è detto che si trovi la felicità... il migliore augurio che possa farti è di conquistare la serenità di accettarti per quello che sei e cambiare quel tanto che basta per sentirti fiero di te.

Un abbraccio!
 

Gian

Escluso
Ma non ho fretta, amici ed amiche. Il tempo verrà da sè.
Time will tell, egregio. ;)
sei iscritto da agosto 2013?
Eh...ancora ne deve passare di acqua sotto i ponti...
è un po' freschina ma vedo che sei sulla buona strada, si vede che il medico è bravo.
Meno ci pensi, meglio è. Distraiti e non avere idee fisse, che fanno male terribilmente male.

un caro saluto.
 

lolapal

Utente reloaded
Giorgio...

... :)

:abbraccio:
 

Spider

Escluso
stai tranquillo,
c'è un tempo e un modo per tutte le cose.
anche le più difficili,
devi solo tenere saldo e aspettare.
tutto, anche la chiarezza,
nel bene o nel male,
arriverà.
 
Ultima modifica:

lolapal

Utente reloaded
stai tranquillo,
c'è un tempo e un modo per tutte le cose.
anche le più difficili,
devi solo tenere saldo e aspettare.
tutto, anche la chiarezza,
nel bene o nel male,
arriverà
.
Ciao Spider. :)
Non sono d'accordo sul neretto, nel senso che se una persona non lavora su di sé e non si mette in gioco, non arriva niente...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sono contenta di leggerti in un percorso positivo :up:
 

giorgiocan

Utente prolisso
Vi ringrazio, tutti.
Ancora non mi capacito del tutto di essere arrivato fin qui. Onestamente, mi sembrava tutto finito. E intendo proprio tutto.

Sapete, c'è chi è negato per il disegno, chi per il canto...io sto cercando, in definitiva, di demolire la convinzione di essere negato per la vita. Quella sensazione di disagio, che viene dal profondo, che si riaffaccia anche quando il destino ti ha portato a credere di avercela fatta davvero. Una memoria che non scompare mai del tutto, che ti è rimasta incisa nell'anima.

Anche solo cominciare a considerare la possibilità di fregarla, di sottometterla per sempre, mi fa sentire di fronte a un prodigio. Anzi, mi fa sentire un prodigio.

Ma è una lotta ad armi pari, io contro di me. E' difficile, sfiancante. Ma non tornerei indietro per nessuna ragione al mondo.
 

lolapal

Utente reloaded
Vi ringrazio, tutti.
Ancora non mi capacito del tutto di essere arrivato fin qui. Onestamente, mi sembrava tutto finito. E intendo proprio tutto.

Sapete, c'è chi è negato per il disegno, chi per il canto...io sto cercando, in definitiva, di demolire la convinzione di essere negato per la vita. Quella sensazione di disagio, che viene dal profondo, che si riaffaccia anche quando il destino ti ha portato a credere di avercela fatta davvero. Una memoria che non scompare mai del tutto, che ti è rimasta incisa nell'anima.

Anche solo cominciare a considerare la possibilità di fregarla, di sottometterla per sempre, mi fa sentire di fronte a un prodigio. Anzi, mi fa sentire un prodigio.

Ma è una lotta ad armi pari, io contro di me. E' difficile, sfiancante. Ma non tornerei indietro per nessuna ragione al mondo.
:up::up::up:
 

zanna

Utente di lunga data
Vi ringrazio, tutti.
Ancora non mi capacito del tutto di essere arrivato fin qui. Onestamente, mi sembrava tutto finito. E intendo proprio tutto.

Sapete, c'è chi è negato per il disegno, chi per il canto...io sto cercando, in definitiva, di demolire la convinzione di essere negato per la vita. Quella sensazione di disagio, che viene dal profondo, che si riaffaccia anche quando il destino ti ha portato a credere di avercela fatta davvero. Una memoria che non scompare mai del tutto, che ti è rimasta incisa nell'anima.

Anche solo cominciare a considerare la possibilità di fregarla, di sottometterla per sempre, mi fa sentire di fronte a un prodigio. Anzi, mi fa sentire un prodigio.

Ma è una lotta ad armi pari, io contro di me. E' difficile, sfiancante. Ma non tornerei indietro per nessuna ragione al mondo.
In bocca al lupo :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vi ringrazio, tutti.
Ancora non mi capacito del tutto di essere arrivato fin qui. Onestamente, mi sembrava tutto finito. E intendo proprio tutto.

Sapete, c'è chi è negato per il disegno, chi per il canto...io sto cercando, in definitiva, di demolire la convinzione di essere negato per la vita. Quella sensazione di disagio, che viene dal profondo, che si riaffaccia anche quando il destino ti ha portato a credere di avercela fatta davvero. Una memoria che non scompare mai del tutto, che ti è rimasta incisa nell'anima.

Anche solo cominciare a considerare la possibilità di fregarla, di sottometterla per sempre, mi fa sentire di fronte a un prodigio. Anzi, mi fa sentire un prodigio.

Ma è una lotta ad armi pari, io contro di me. E' difficile, sfiancante. Ma non tornerei indietro per nessuna ragione al mondo.
Il tuo è l'atteggiamento di chi, superato il periodo nero, crea, fa la rivoluzione, esplora e scopre mondi. E tutto questo si può fare anche in casa propria.
Sei una gran persona!
Chi è limitato non capisce neppure quel che scrivi.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Il tuo è l'atteggiamento di chi, superato il periodo nero, crea, fa la rivoluzione, esplora e scopre mondi. E tutto questo si può fare anche in casa propria.
Sei una gran persona!
Chi è limitato non capisce neppure quel che scrivi.
Brunetta, sai che di te ho grande stima; dunque apprezzo sinceramente quel che scrivi, e ti ringrazio di cuore.
Inoltre hai perfettamente centrato il punto: quello che mi sta accadendo/su cui sto lavorando è una rivoluzione della mente. Quindi di me stesso, a partire dalle mie fondamenta troppo rigide per resistere al terremoto che mi ha sorpreso e terrorizzato. E' la prima volta nella mia vita che riesco a scrollarmi di dosso - almeno finora - il fatalismo, di cui troppo spesso non mi sono accorto, con cui giudico utilizzando solo il bianco e il nero la mia vita. Probabilmente devo questo tentativo di riscatto solo all'amore e all'immensa considerazione che ho della mia compagna, che rappresenta forse l'unica vera motivazione per darmi da fare invece che seppellirmi nell'oscurità, nella commiserazione e in un'inutile mortificazione. Sarà banale, ma per me è di una chiarezza cristallina: da solo non sarei andato da nessuna parte, non avrei probabilmente nemmeno voluto alzare il posteriore per vedere se esistesse un 'me stesso' migliore di quello che ho guardato allo specchio in tanti anni. Spero, adesso, in quel po' di fortuna di cui ho bisogno.


Ti abbraccio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Brunetta, sai che di te ho grande stima; dunque apprezzo sinceramente quel che scrivi, e ti ringrazio di cuore.
Inoltre hai perfettamente centrato il punto: quello che mi sta accadendo/su cui sto lavorando è una rivoluzione della mente. Quindi di me stesso, a partire dalle mie fondamenta troppo rigide per resistere al terremoto che mi ha sorpreso e terrorizzato. E' la prima volta nella mia vita che riesco a scrollarmi di dosso - almeno finora - il fatalismo, di cui troppo spesso non mi sono accorto, con cui giudico utilizzando solo il bianco e il nero la mia vita. Probabilmente devo questo tentativo di riscatto solo all'amore e all'immensa considerazione che ho della mia compagna, che rappresenta forse l'unica vera motivazione per darmi da fare invece che seppellirmi nell'oscurità, nella commiserazione e in un'inutile mortificazione. Sarà banale, ma per me è di una chiarezza cristallina: da solo non sarei andato da nessuna parte, non avrei probabilmente nemmeno voluto alzare il posteriore per vedere se esistesse un 'me stesso' migliore di quello che ho guardato allo specchio in tanti anni. Spero, adesso, in quel po' di fortuna di cui ho bisogno.


Ti abbraccio.
La fortuna arride agli audaci ;)
 
Stato
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