Le fasi del tradimento

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danny

Utente di lunga data
Quando in un matrimonio, o in un rapporto di coppia con una forte condivisione, entra il tradimento, l'abbiamo provato tutti, subentrano una serie di sensazioni contrastanti che caratterizzano in maniera diversa il tradito e il traditore, che si trovano pertanto in alcuni momenti a parlare linguaggi completamente diversi.
Dopo aver letto diversi post sull'argomento e alcuni articoli on line, ho constatato che queste emozioni sono abbastanza comuni nelle diverse esperienze e che le storie si assomigliano, di base, un po' tutte.
Sarebbe interessante, partendo dalle nostre storie, analizzare queste emozioni - negative e positive - delineandone anche una cronologia nel rapporto di coppia. Interessante e anche utile, per definire i problemi che nascono e le eventuali soluzione per ritrovare l'equilibrio, personale e di coppia.
Per quanto mi riguarda, la scoperta del tradimento in me ha scatenato delle forti crisi d'ansia, e fatto nascere una profonda insicurezza. Una sensazione di svuotamento, come se da una casa avessero d'improvviso tolto le fondamenta. Ho cominciato a dormire male, svegliandomi di notte teso e con gli occhi sbarrati.
All'inizio, la rabbia mista alla paura ha determinato un blocco nel riconoscimento della situazione: mi sono scoperto a negare l'evidenza, forse perché non ero ancora pronto a subire il crollo delle certezze in cui confidavo. Dopo è subentrata l'ansia che vi dicevo, mista a un forte desiderio di recuperare virtualmente l'intimità rubata, attraverso la lettura della corrispondenza degli amanti. Un modo per sublimare il "furto" della stessa che avevo subito. Perché di furto in qualche modo si può anche parlare: è come se avessero portato via le certezze, le sicurezza, le basi su cui si fondava la mia vita e la fiducia che riponevo nell'amata.
L'insicurezza è emersa dopo: mi trovo ora a dubitare delle parole di lei, e allo stesso tempo a non sentirmi più tranquillo. In pratica, peso le mie e le sue parole, avendo perso la spontaneità che c'era prima nel rapporto.
Le sue perché la fiducia non è ovviamente più quella che avevo prima. Le mie, perché non riesco a comprendere più come vengano interpretate dall'altra parte.
In fondo a tutto un po' di rancore.
Se è inevitabile pensare che vi siano delle colpe condivise in una coppia che possono scatenare il tradimento, è però mia opinione che cercare una soluzione esterna, ovvero farsi l'amante, sia frutto di una scelta individuale e quindi di un certo egoismo di chi tradisce.
Penso talvolta, quando la sera cucino, lavo i piatti, rassetto la cucina, insomma, faccio i lavori di casa, e mi trovo stanco dopo una giornata di lavoro e una notte che magari ho dormito male, al fatto che tutto questo non sia riconosciuto, al fatto che lei mi abbia imputato una mia assenza e mi abbia colpevolizzato per una sua decisione, al fatto che lei mi abbia rinfacciato di averle letto gli sms e di averle tolto un suo spazio, cose per cui poi mi chiedeva scusa, ma che uscivano tranquillamente ad ogni discussione e confronto. Penso a quando mi ha detto che comunque mi avrebbe confessato quando fosse finita la storia, tutto, per un desiderio di rivalsa nei miei confronti, una piccola vendetta per me che non mi accorgevo di lei e che non pensavo sarebbe stata capace di farlo.
Il traditore, già, lui o lei, viaggia su un altro pianeta.
Vive la sua adolescenza rinata, nell'euforia iniziale che ho letto negli occhi di mia moglie. Che era tornata radiosa nella maniera che mi aveva fatto innamorare. Ma che poi forse, con l'avanzare della storia si sarebbe trasformata, ancora, chi può dirlo.
Ma io questo non lo voglio raccontare. Questo fatelo voi.
Raccontate le vostre emozioni, confrontatevi, se vi va, da traditi o da traditori.
Un saluto a tutti.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Non so se si possano chiamare tutte le sensazioni che si provano come emozioni e sentimenti.
Come dici anche tu si tratta anche di dissonanze cognitive che spiegano il disorientamento che può far cadere qualcuno in serie difficoltà.
Nella vita si costruiscono delle sicurezze che vanno dal cercare una costanza lavorativa (si può anche fare un lavoro da nomadi ma si deve sapere che l'essere nomadi sarà una costante) al sapere che si avrà un luogo dove tornare alla sera.
Tutte queste costanze che diventano anche automatismi (quanti di noi guidando si sono trovati al lavoro o a casa senza averci pensato?) e creano sicurezze non solo emotive ma cognitive. Pensiamo al fastidio e al disorientamento se fanno una variante su un percorso abituale o se il traffico, per qualche oscura ragione, un giorno è più intenso o perfino è meno intenso!
Il disorientamento cognitivo quando si scopre un tradimento, a seconda delle modalità e della durata, può portare a non riconoscere più chi si ha accanto, la propria casa (se è stata "usata" o frequentata) e la propria storia passata.
Questo aspetto è faticosamente riconosciuto dal traditore o sottovalutato perché è quello che è sempre stato consapevole di tutto e ha integrato gradualmente ogni aspetto nella propria realtà.
Pensiamo a un traditore che abbia usato la casa come luogo per incontrarsi con l'amante, per lui la casa resterà la propria, ma per il tradito ogni luogo e oggetto diverrà estraneo perché perderà il significato che gli aveva dato per anni di elemento costitutivo del proprio nido e luogo della sicurezza.
Per quanto riguarda tradimenti di anni ci si troverà un passato da cancellare e ricostruire. Chiarisco che ho ben presente che per il traditore il passato sarà sempre lo stesso e magari sincero ma per il tradito così non può essere e non perché non creda alla sincerità del traditore in quei momenti comuni ma ugualmente sono esperienze che andranno riscritte perché non rientreranno in quel quadro di riferimento. E' come quelle scene inquietanti dei film gialli nelle quali si stacca un pezzo di tappezzeria e dietro si scoprono dipinti o porte inaspettate, tutto lo schema della stanza (e per chi fa la scoperta della vita) che deve essere rivista. Ovvio che più dipinti e porte si scoprono più il disorientamento è importante.
Altro che emozioni!
 
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danny

Utente di lunga data
Una sensazione come quella che descrivi tu, Brunetta, io la provo legata ad alcuni oggetti.
Per esempio, la macchina di mia moglie, che ho guidato tante volte e che abbiamo comprato insieme, ora mi è come diventata estranea. Il tutto dopo averla vista parcheggiata nel punto in cui si è incontrata con lui quel sabato che erano usciti insieme. Per non parlare del suo cellulare, che non sopporto ugualmente di vedere più.
Comunque, complimenti Brunetta, per la tua capacità di analisi.
Io invece mi sento come un ramo trasportato dalla corrente su un fiume in piena.
Non so dove vengo trasportato, vado a fondo e a volte riemergo. Senza che possa fare nulla per tornare a riva.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Una sensazione come quella che descrivi tu, Brunetta, io la provo legata ad alcuni oggetti.
Per esempio, la macchina di mia moglie, che ho guidato tante volte e che abbiamo comprato insieme, ora mi è come diventata estranea. Il tutto dopo averla vista parcheggiata nel punto in cui si è incontrata con lui quel sabato che erano usciti insieme. Per non parlare del suo cellulare, che non sopporto ugualmente di vedere più.
Comunque, complimenti Brunetta, per la tua capacità di analisi.
Io invece mi sento come un ramo trasportato dalla corrente su un fiume in piena.
Non so dove vengo trasportato, vado a fondo e a volte riemergo. Senza che possa fare nulla per tornare a riva.
Appunto. Ti senti così perché hai perso punti di riferimento.
Se consideri questo tuo modo di sentirti solo un fatto emozionale lo affronterai emozionalmente, se invece lo consideri un fatto cognitivo e ti concentri nel ritrovare i punti di riferimento, punti fermi e sicuri della tua vita nela vostra storia, negli oggetti, nelle esperienze, ricominci a riprendere la guida.
Ci ho messo anni a capirlo.
 

danny

Utente di lunga data
Appunto. Ti senti così perché hai perso punti di riferimento.
Se consideri questo tuo modo di sentirti solo un fatto emozionale lo affronterai emozionalmente, se invece lo consideri un fatto cognitivo e ti concentri nel ritrovare i punti di riferimento, punti fermi e sicuri della tua vita nela vostra storia, negli oggetti, nelle esperienze, ricominci a riprendere la guida.
Ci ho messo anni a capirlo.
Credo sia vero.
Sono ancora nella fase di equilibrio precario, per cui i punti di riferimento hanno la stessa stabilità dei riflessi di luce sotto il sole estivo.
A livello comunicativo, penso che il traditore fatichi a comprendere quest'assenza e la conseguente destabilizzazione.
Ti porto un esempio: sabato mia moglie ed io siamo usciti a fare shopping.
Ha comprato solo lei, io non ho trovato nulla di interessante: abitini carini, scarpe col tacco... tutte cose moderatamente ma inevitabilmente femminili con qualche accenno sexy, se uno la vuol trovare, come si usa oggi. Non jeans e felpotte, per intenderci.
Lo shopping è stata un'attività condivisa, che gratificava entrambi. Io nel vedere lei abbellirsi, lei nel vedersi bella.
Relativamente e soggettivamente parlando. Poi a casa... la frasetta "Questi vestiti li metto sul lavoro...", ci ha fatto litigare. Mancava un "anche", che avrebbe reso il concetto accettabile.
Io ho provato una sensazione di esclusione: ultimamente associo il lavoro di lei al luogo dove ha conosciuto l'amante, e non più solo all'attività lavorativa che garantiva reddito alla famiglia.
Lei non capiva le mie lagnanze, e attribuiva tutto a una mia gelosia e alla voglia di controllarla.
Per lei è naturale, normale, vestirsi bene al lavoro, ovvio: questo è il concetto che rende naturale e non più criticabile ora che lei ha lasciato lui la sua affermazione ai suoi occhi.
Per me, che la vedo in pigiamotto girare per casa, e raramente ho occasioni per uscire con lei e vestirci bene (se usciamo, con altri genitori, ci adeguiamo al look parentale... lei dice "Ma se tutti gli altri hanno i jeans, anch'io mi vesto comoda"), tutto questo è diventato una privazione di un momento di coppia che era stato fino a quel momento gratificante.
La comunicazione veleggia su differenti binari. Di questo se ne è accorta dopo e mi ha dato ragione, aggiungendo quell''"anche" che era mancato.
Trovare dei punti di riferimento non è pertanto facile: volevo regalarle un cellulare nuovo... ma a lei piace il suo. Per dire.
E sulla macchina c'è qualche difficoltà in più.
Quindi, mi devoconfrontare con quello che si ha assimilandolo in qualche modo.
E sto solo parlando di banalissimi oggetti. Il resto... ci vuole qualche sforzo in più.
Tu, Brunetta, come hai fatto?
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Credo sia vero.
Sono ancora nella fase di equilibrio precario, per cui i punti di riferimento hanno la stessa stabilità dei riflessi di luce sotto il sole estivo.
A livello comunicativo, penso che il traditore fatichi a comprendere quest'assenza e la conseguente destabilizzazione.
Ti porto un esempio: sabato mia moglie ed io siamo usciti a fare shopping.
Ha comprato solo lei, io non ho trovato nulla di interessante: abitini carini, scarpe col tacco... tutte cose moderatamente ma inevitabilmente femminili con qualche accenno sexy, se uno la vuol trovare, come si usa oggi. Non jeans e felpotte, per intenderci.
Lo shopping è stata un'attività condivisa, che gratificava entrambi. Io nel vedere lei abbellirsi, lei nel vedersi bella.
Relativamente e soggettivamente parlando. Poi a casa... la frasetta "Questi vestiti li metto sul lavoro...", ci ha fatto litigare. Mancava un "anche", che avrebbe reso il concetto accettabile.
Io ho provato una sensazione di esclusione: ultimamente associo il lavoro di lei al luogo dove ha conosciuto l'amante, e non più solo all'attività lavorativa che garantiva reddito alla famiglia.
Lei non capiva le mie lagnanze, e attribuiva tutto a una mia gelosia e alla voglia di controllarla.
Per lei è naturale, normale, vestirsi bene al lavoro, ovvio: questo è il concetto che rende naturale e non più criticabile ora che lei ha lasciato lui la sua affermazione ai suoi occhi.
Per me, che la vedo in pigiamotto girare per casa, e raramente ho occasioni per uscire con lei e vestirci bene (se usciamo, con altri genitori, ci adeguiamo al look parentale... lei dice "Ma se tutti gli altri hanno i jeans, anch'io mi vesto comoda"), tutto questo è diventato una privazione di un momento di coppia che era stato fino a quel momento gratificante.
La comunicazione veleggia su differenti binari. Di questo se ne è accorta dopo e mi ha dato ragione, aggiungendo quell''"anche" che era mancato.
Trovare dei punti di riferimento non è pertanto facile: volevo regalarle un cellulare nuovo... ma a lei piace il suo. Per dire.
E sulla macchina c'è qualche difficoltà in più.
Quindi, mi devoconfrontare con quello che si ha assimilandolo in qualche modo.
E sto solo parlando di banalissimi oggetti.
Tu, Brunetta, come hai fatto?
:mrgreen: non l'ho più frequentato e ho speso un patrimonio per rinnovare casa :mrgreen:
 

zanna

Utente di lunga data

eagle

Utente di lunga data
Una sensazione come quella che descrivi tu, Brunetta, io la provo legata ad alcuni oggetti.
Per esempio, la macchina di mia moglie, che ho guidato tante volte e che abbiamo comprato insieme, ora mi è come diventata estranea. Il tutto dopo averla vista parcheggiata nel punto in cui si è incontrata con lui quel sabato che erano usciti insieme. Per non parlare del suo cellulare, che non sopporto ugualmente di vedere più.
Comunque, complimenti Brunetta, per la tua capacità di analisi.
Io invece mi sento come un ramo trasportato dalla corrente su un fiume in piena.
Non so dove vengo trasportato, vado a fondo e a volte riemergo. Senza che possa fare nulla per tornare a riva.
Capisco bene le tue sensazioni. Anche la macchina di mia moglie per me è fonte di ansia, puoi immaginare perchè...
Sto affrontando anche io questa fase. Ogni frase di mia moglie tende ad assumere nella mia testa un altro significato ma, soprattutto, la cosa che più mi da fastidio, è la mia perdita di spontaneità nei suoi confronti.
La corrente è forte ma vedo che sto ricominciando a controllarla modificando i punti di riferimento a cui accennava Brunetta. Il focus non è più lei ma me stesso e i miei figli. Forse questo non è più amore ma so che mi sento meglio e per adesso mi basta.
 

mic

Utente di lunga data
Capisco bene le tue sensazioni. Anche la macchina di mia moglie per me è fonte di ansia, puoi immaginare perchè...
Sto affrontando anche io questa fase. Ogni frase di mia moglie tende ad assumere nella mia testa un altro significato ma, soprattutto, la cosa che più mi da fastidio, è la mia perdita di spontaneità nei suoi confronti.
La corrente è forte ma vedo che sto ricominciando a controllarla modificando i punti di riferimento a cui accennava Brunetta. Il focus non è più lei ma me stesso e i miei figli. Forse questo non è più amore ma so che mi sento meglio e per adesso mi basta.
Esatto!
 

Diletta

Utente di lunga data
Una sensazione come quella che descrivi tu, Brunetta, io la provo legata ad alcuni oggetti.
Per esempio, la macchina di mia moglie, che ho guidato tante volte e che abbiamo comprato insieme, ora mi è come diventata estranea. Il tutto dopo averla vista parcheggiata nel punto in cui si è incontrata con lui quel sabato che erano usciti insieme. Per non parlare del suo cellulare, che non sopporto ugualmente di vedere più.
Comunque, complimenti Brunetta, per la tua capacità di analisi.
Io invece mi sento come un ramo trasportato dalla corrente su un fiume in piena.
Non so dove vengo trasportato, vado a fondo e a volte riemergo. Senza che possa fare nulla per tornare a riva.

Danny,
è proprio così: ora non puoi far nulla per tornare a riva...pur volendolo tanto.
Ora è la tua emotività che comanda, inutile e vano contrastarla o contenerla con la ragione.
Non ci si fa...
Basta un nulla: una frase infelice, un oggetto, insomma, sono tante le cose che ci portano il malessere che si rinnova ogni volta.
Succede così e sarà così per un bel po'...
Io stavo ancora peggio quando ero fuori con lui, ogni donna avvenente che incrociavamo era motivo di disagio per me perché mi veniva pensato che lui ne fosse attratto e che se la volesse "fare".
Era un'ossessione, un delirio, un incubo...a casa, mi sentivo più protetta anche se c'erano sempre gli oggetti a turbarmi.
"Loro" non si immaginano neanche lontanamente tutto questo e parlargliene non è di nessuna utilità per noi.
Ma ti voglio confortare: col tempo il tutto va a scemare, perde di consistenza e duole sempre meno.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Danny,
è proprio così: ora non puoi far nulla per tornare a riva...pur volendolo tanto.
Ora è la tua emotività che comanda, inutile e vano contrastarla o contenerla con la ragione.
Non ci si fa...
Basta un nulla: una frase infelice, un oggetto, insomma, sono tante le cose che ci portano il malessere che si rinnova ogni volta.
Succede così e sarà così per un bel po'...
Io stavo ancora peggio quando ero fuori con lui, ogni donna avvenente che incrociavamo era motivo di disagio per me perché mi veniva pensato che lui ne fosse attratto e che se la volesse "fare".
Era un'ossessione, un delirio, un incubo...a casa, mi sentivo più protetta anche se c'erano sempre gli oggetti a turbarmi.
"Loro" non si immaginano neanche lontanamente tutto questo e parlargliene non è di nessuna utilità per noi.
Ma ti voglio confortare: col tempo il tutto va a scemare, perde di consistenza e duole sempre meno.
Mi intrometto e parlo da traditrice. Sul neretto.

"Noi", a uova rotte, lo sappiamo bene cosa provate. Perchè vi conosciamo. Perchè abbiamo vissuto insieme a voi. Perchè anche se non parlate i vostri sguardi cambiano. La luce negli occhi cambia. Lo stesso modo di muoversi cambia.
Lo sentiamo. Non siamo tabula rasa di tutto il pregresso.
Ma parlarne, dopo un po'. Non serve a niente.
Serve solo a disseppellire un cadavere che sta marcendo.
Serve solo a riportare a galla sempre la stessa cosa. Che pur grave è passata. E' dietro.

Quindi immaginiamo tutto. Lo vediamo e lo sentiamo.
(seriali esclusi)
 

free

Escluso
Mi intrometto e parlo da traditrice. Sul neretto.

"Noi", a uova rotte, lo sappiamo bene cosa provate. Perchè vi conosciamo. Perchè abbiamo vissuto insieme a voi. Perchè anche se non parlate i vostri sguardi cambiano. La luce negli occhi cambia. Lo stesso modo di muoversi cambia.
Lo sentiamo. Non siamo tabula rasa di tutto il pregresso.
Ma parlarne, dopo un po'. Non serve a niente.
Serve solo a disseppellire un cadavere che sta marcendo.
Serve solo a riportare a galla sempre la stessa cosa. Che pur grave è passata. E' dietro.


Quindi immaginiamo tutto. Lo vediamo e lo sentiamo.
(seriali esclusi)

anche secondo me
non c'è alternativa a questo, se si vuole rimanere insieme
 

Diletta

Utente di lunga data
Mi intrometto e parlo da traditrice. Sul neretto.

"Noi", a uova rotte, lo sappiamo bene cosa provate. Perchè vi conosciamo. Perchè abbiamo vissuto insieme a voi. Perchè anche se non parlate i vostri sguardi cambiano. La luce negli occhi cambia. Lo stesso modo di muoversi cambia.
Lo sentiamo. Non siamo tabula rasa di tutto il pregresso.
Ma parlarne, dopo un po'. Non serve a niente.
Serve solo a disseppellire un cadavere che sta marcendo.
Serve solo a riportare a galla sempre la stessa cosa. Che pur grave è passata. E' dietro.

Quindi immaginiamo tutto. Lo vediamo e lo sentiamo.
(seriali esclusi)

Tebe,
sì, la luce negli occhi cambia e così l'atmosfera intorno a noi. Certo che "voi" ve ne accorgete!
Ma mi riferivo proprio agli oggetti e ai luoghi, a tutto ciò che c'è di tangibile e che ci riporta là...
Come parlare di questo al proprio compagno?
Come fargli capire il profondo malessere che ci causa il solo vedere il suo cellulare?
Si prova anche imbarazzo e quindi si tace (e si soffre), ma poi passa...
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Vive la sua adolescenza rinata, nell'euforia iniziale che ho letto negli occhi di mia moglie. Che era tornata radiosa nella maniera che mi aveva fatto innamorare. Ma che poi forse, con l'avanzare della storia si sarebbe trasformata, ancora, chi può dirlo.
Dai per scontato che l'egoismo non sia anche un po' tuo.
Perchè non abbandoni gli stereotipi e non impari a godere del suo essere radiosa, euforica, adolescente? :diavoletto:
Tu saresti riuscito a renderla così?
Non credi che il prezzo che sei costretto a pagare (semplifico: le corna) sia minimo rispetto al vedere rifiorita la donna che ami? :popcorn:
 

eagle

Utente di lunga data
Mi intrometto e parlo da traditrice. Sul neretto.

"Noi", a uova rotte, lo sappiamo bene cosa provate. Perchè vi conosciamo. Perchè abbiamo vissuto insieme a voi. Perchè anche se non parlate i vostri sguardi cambiano. La luce negli occhi cambia. Lo stesso modo di muoversi cambia.
Lo sentiamo. Non siamo tabula rasa di tutto il pregresso.
Ma parlarne, dopo un po'. Non serve a niente.
Serve solo a disseppellire un cadavere che sta marcendo.
Serve solo a riportare a galla sempre la stessa cosa. Che pur grave è passata. E' dietro.

Quindi immaginiamo tutto. Lo vediamo e lo sentiamo.
(seriali esclusi)
Tebe, una domanda da tradito. Scusa le generalizzazioni ma lo faccio per capire. Sapete cosa proviamo, ma ve ne frega qualcosa? Cosa prova un traditore a veder soffrire così il proprio compagno/marito? Se soffre anche il traditore, credi che la cosa migliore sia semplicemente non parlarne più? Te lo chiedo perchè sinceramente io non lo so. Grazie
 

zanna

Utente di lunga data
Dai per scontato che l'egoismo non sia anche un po' tuo.
Perchè non abbandoni gli stereotipi e non impari a godere del suo essere radiosa, euforica, adolescente? :diavoletto:
Tu saresti riuscito a renderla così?
Non credi che il prezzo che sei costretto a pagare (semplifico: le corna) sia minimo rispetto al vedere rifiorita la donna che ami? :popcorn:
:risata::risata::risata: va bene vedere sempre il bicchiere mezzo pieno ma .... :risata::risata::risata:
 

tesla

Utente di lunga data
Ma io questo non lo voglio raccontare. Questo fatelo voi.
Raccontate le vostre emozioni, confrontatevi, se vi va, da traditi o da traditori.
Un saluto a tutti.
ogni tua parola trasuda umiliazione, fa davvero male riviverla.
non colgo grande pentimento in tua moglie, anzi come un senso di strafottenza inaccettabile.
perchè in fondo come dice tebe, lo sanno cosa ci hanno fatto provare, ce lo leggono negli occhi.
tebe è sensibile e acuta e la sua testimonianza è preziosa in questo caso.
quello che rimane inaccettabile, insulto nell'insulto, agonia nell'agonia è constatare che ci guardano al tappeto, rivendicando una plausibilità, una legittimità delle loro azioni.
forse, anzi senz'altro, è la cosa più straziante.
quando poi non ti riversano addosso la Rinascita, la nuova Energia, il Rivivere emozioni.
se posso darti un consiglio, forse il più difficile da applicare, è: non restare al tappeto in sua balia.
nel senso, non sei un mendicante.
se scorgi questi segnali da lei, vuoldire che è il momento di rivendicare per te stesso e da te stesso, dignità di esistere.
vestiti anche tu bene per il lavoro, altro che.
esci,vai in palestra e sveglia l'adolescente che c'è in te.
tua moglie fa la figa? non mi dirai che TU invece stai col pigiamotto ;)

in due parole, se non mi fossi spiegata: falle bruciare il culo
 

eagle

Utente di lunga data
ogni tua parola trasuda umiliazione, fa davvero male riviverla.
non colgo grande pentimento in tua moglie, anzi come un senso di strafottenza inaccettabile.
perchè in fondo come dice tebe, lo sanno cosa ci hanno fatto provare, ce lo leggono negli occhi.
tebe è sensibile e acuta e la sua testimonianza è preziosa in questo caso.
quello che rimane inaccettabile, insulto nell'insulto, agonia nell'agonia è constatare che ci guardano al tappeto, rivendicando una plausibilità, una legittimità delle loro azioni.
forse, anzi senz'altro, è la cosa più straziante.
quando poi non ti riversano addosso la Rinascita, la nuova Energia, il Rivivere emozioni.
se posso darti un consiglio, forse il più difficile da applicare, è: non restare al tappeto in sua balia.
nel senso, non sei un mendicante.
se scorgi questi segnali da lei, vuoldire che è il momento di rivendicare per te stesso e da te stesso, dignità di esistere.
vestiti anche tu bene per il lavoro, altro che.
esci,vai in palestra e sveglia l'adolescente che c'è in te.
tua moglie fa la figa? non mi dirai che TU invece stai col pigiamotto ;)

in due parole, se non mi fossi spiegata: falle bruciare il culo
Doppio verde mio:applauso:
 

zanna

Utente di lunga data
Tebe, una domanda da tradito. Scusa le generalizzazioni ma lo faccio per capire. Sapete cosa proviamo, ma ve ne frega qualcosa? Cosa prova un traditore a veder soffrire così il proprio compagno/marito? Se soffre anche il traditore, credi che la cosa migliore sia semplicemente non parlarne più? Te lo chiedo perchè sinceramente io non lo so. Grazie
Soffrono come sofrre un bambino beccato con le mani nella marmellata .... beccati a fare qualcosa che sanno essere sbagliato tutto qui. Ma non conoscono il dolore fisico che ti prende lo stomaco, il sonno spezzato da mille incubi, la rabbia che ti prende all'improvviso, il prendere coscenza di aver passato magari anni vicino a chi non riconosci, la consapevolezza di aver assistito impotente alla distruzione di un sogno .... si sono ladri di tempo e di sogni ... e non sapranno mai quello che si prova dall'altra parte perchè non ci sono mai stati. Questo è "vantaggio" (bel cazzo de vantaggio) dei traditi ....
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Tebe,
sì, la luce negli occhi cambia e così l'atmosfera intorno a noi. Certo che "voi" ve ne accorgete!
Ma mi riferivo proprio agli oggetti e ai luoghi, a tutto ciò che c'è di tangibile e che ci riporta là...
Come parlare di questo al proprio compagno?
Come fargli capire il profondo malessere che ci causa il solo vedere il suo cellulare?
Si prova anche imbarazzo e quindi si tace (e si soffre), ma poi passa...
lo capisco bene diletta.
Pure io avevo un certo malessere verso alcuni oggetti.
Il suo cellulare per esempio.
Che non potevo più avere davanti agli occhi.
Non tanto per quello che ci avevo letto sopra ma per il fatto che era qualcosa che mi riportava a lei. A lui quando si rintanava in bagno o in cantina a messaggiarsi come un tordo fagiano invornito.
Gli ho imposto di cambiarlo. E così è stato.
Che è assurdo. Perchè un cellulare è solo un cellulare.

Tu ti chiedi come fargli capire il profondo malessere.
Non devi. Perchè Noi lo sappiamo.
Ma su alcune cose...si deve.
Per me è stato il cellulare.
Gli ho spiegato il malessere.
Poi è stata la volta di una maglietta che gli aveva regalato lei.
Quella non è sparita a tempo e debito e ci ho pensato io a fargliela trovare tipo testa di cavallo mozzata dentro l'armadio.
Insomma.
Ho scelto accuratamente cosa NON potevo sopportare, senza chiedermi troppi perchè.
E poi il resto si è come autodimenticato da solo.

Basta soffrire.
Basta.
 
Stato
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