danny
Utente di lunga data
Quando in un matrimonio, o in un rapporto di coppia con una forte condivisione, entra il tradimento, l'abbiamo provato tutti, subentrano una serie di sensazioni contrastanti che caratterizzano in maniera diversa il tradito e il traditore, che si trovano pertanto in alcuni momenti a parlare linguaggi completamente diversi.
Dopo aver letto diversi post sull'argomento e alcuni articoli on line, ho constatato che queste emozioni sono abbastanza comuni nelle diverse esperienze e che le storie si assomigliano, di base, un po' tutte.
Sarebbe interessante, partendo dalle nostre storie, analizzare queste emozioni - negative e positive - delineandone anche una cronologia nel rapporto di coppia. Interessante e anche utile, per definire i problemi che nascono e le eventuali soluzione per ritrovare l'equilibrio, personale e di coppia.
Per quanto mi riguarda, la scoperta del tradimento in me ha scatenato delle forti crisi d'ansia, e fatto nascere una profonda insicurezza. Una sensazione di svuotamento, come se da una casa avessero d'improvviso tolto le fondamenta. Ho cominciato a dormire male, svegliandomi di notte teso e con gli occhi sbarrati.
All'inizio, la rabbia mista alla paura ha determinato un blocco nel riconoscimento della situazione: mi sono scoperto a negare l'evidenza, forse perché non ero ancora pronto a subire il crollo delle certezze in cui confidavo. Dopo è subentrata l'ansia che vi dicevo, mista a un forte desiderio di recuperare virtualmente l'intimità rubata, attraverso la lettura della corrispondenza degli amanti. Un modo per sublimare il "furto" della stessa che avevo subito. Perché di furto in qualche modo si può anche parlare: è come se avessero portato via le certezze, le sicurezza, le basi su cui si fondava la mia vita e la fiducia che riponevo nell'amata.
L'insicurezza è emersa dopo: mi trovo ora a dubitare delle parole di lei, e allo stesso tempo a non sentirmi più tranquillo. In pratica, peso le mie e le sue parole, avendo perso la spontaneità che c'era prima nel rapporto.
Le sue perché la fiducia non è ovviamente più quella che avevo prima. Le mie, perché non riesco a comprendere più come vengano interpretate dall'altra parte.
In fondo a tutto un po' di rancore.
Se è inevitabile pensare che vi siano delle colpe condivise in una coppia che possono scatenare il tradimento, è però mia opinione che cercare una soluzione esterna, ovvero farsi l'amante, sia frutto di una scelta individuale e quindi di un certo egoismo di chi tradisce.
Penso talvolta, quando la sera cucino, lavo i piatti, rassetto la cucina, insomma, faccio i lavori di casa, e mi trovo stanco dopo una giornata di lavoro e una notte che magari ho dormito male, al fatto che tutto questo non sia riconosciuto, al fatto che lei mi abbia imputato una mia assenza e mi abbia colpevolizzato per una sua decisione, al fatto che lei mi abbia rinfacciato di averle letto gli sms e di averle tolto un suo spazio, cose per cui poi mi chiedeva scusa, ma che uscivano tranquillamente ad ogni discussione e confronto. Penso a quando mi ha detto che comunque mi avrebbe confessato quando fosse finita la storia, tutto, per un desiderio di rivalsa nei miei confronti, una piccola vendetta per me che non mi accorgevo di lei e che non pensavo sarebbe stata capace di farlo.
Il traditore, già, lui o lei, viaggia su un altro pianeta.
Vive la sua adolescenza rinata, nell'euforia iniziale che ho letto negli occhi di mia moglie. Che era tornata radiosa nella maniera che mi aveva fatto innamorare. Ma che poi forse, con l'avanzare della storia si sarebbe trasformata, ancora, chi può dirlo.
Ma io questo non lo voglio raccontare. Questo fatelo voi.
Raccontate le vostre emozioni, confrontatevi, se vi va, da traditi o da traditori.
Un saluto a tutti.
Dopo aver letto diversi post sull'argomento e alcuni articoli on line, ho constatato che queste emozioni sono abbastanza comuni nelle diverse esperienze e che le storie si assomigliano, di base, un po' tutte.
Sarebbe interessante, partendo dalle nostre storie, analizzare queste emozioni - negative e positive - delineandone anche una cronologia nel rapporto di coppia. Interessante e anche utile, per definire i problemi che nascono e le eventuali soluzione per ritrovare l'equilibrio, personale e di coppia.
Per quanto mi riguarda, la scoperta del tradimento in me ha scatenato delle forti crisi d'ansia, e fatto nascere una profonda insicurezza. Una sensazione di svuotamento, come se da una casa avessero d'improvviso tolto le fondamenta. Ho cominciato a dormire male, svegliandomi di notte teso e con gli occhi sbarrati.
All'inizio, la rabbia mista alla paura ha determinato un blocco nel riconoscimento della situazione: mi sono scoperto a negare l'evidenza, forse perché non ero ancora pronto a subire il crollo delle certezze in cui confidavo. Dopo è subentrata l'ansia che vi dicevo, mista a un forte desiderio di recuperare virtualmente l'intimità rubata, attraverso la lettura della corrispondenza degli amanti. Un modo per sublimare il "furto" della stessa che avevo subito. Perché di furto in qualche modo si può anche parlare: è come se avessero portato via le certezze, le sicurezza, le basi su cui si fondava la mia vita e la fiducia che riponevo nell'amata.
L'insicurezza è emersa dopo: mi trovo ora a dubitare delle parole di lei, e allo stesso tempo a non sentirmi più tranquillo. In pratica, peso le mie e le sue parole, avendo perso la spontaneità che c'era prima nel rapporto.
Le sue perché la fiducia non è ovviamente più quella che avevo prima. Le mie, perché non riesco a comprendere più come vengano interpretate dall'altra parte.
In fondo a tutto un po' di rancore.
Se è inevitabile pensare che vi siano delle colpe condivise in una coppia che possono scatenare il tradimento, è però mia opinione che cercare una soluzione esterna, ovvero farsi l'amante, sia frutto di una scelta individuale e quindi di un certo egoismo di chi tradisce.
Penso talvolta, quando la sera cucino, lavo i piatti, rassetto la cucina, insomma, faccio i lavori di casa, e mi trovo stanco dopo una giornata di lavoro e una notte che magari ho dormito male, al fatto che tutto questo non sia riconosciuto, al fatto che lei mi abbia imputato una mia assenza e mi abbia colpevolizzato per una sua decisione, al fatto che lei mi abbia rinfacciato di averle letto gli sms e di averle tolto un suo spazio, cose per cui poi mi chiedeva scusa, ma che uscivano tranquillamente ad ogni discussione e confronto. Penso a quando mi ha detto che comunque mi avrebbe confessato quando fosse finita la storia, tutto, per un desiderio di rivalsa nei miei confronti, una piccola vendetta per me che non mi accorgevo di lei e che non pensavo sarebbe stata capace di farlo.
Il traditore, già, lui o lei, viaggia su un altro pianeta.
Vive la sua adolescenza rinata, nell'euforia iniziale che ho letto negli occhi di mia moglie. Che era tornata radiosa nella maniera che mi aveva fatto innamorare. Ma che poi forse, con l'avanzare della storia si sarebbe trasformata, ancora, chi può dirlo.
Ma io questo non lo voglio raccontare. Questo fatelo voi.
Raccontate le vostre emozioni, confrontatevi, se vi va, da traditi o da traditori.
Un saluto a tutti.
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