Premesso che mi sono anche divertita a tutto quest'accorruomo di risposte (a un post di pochissime ore fa...) e al campionario umano che esprimevano, poi mi sono un po' rattristata. Mi è tornato in mente un ricordo becero e malinconico di un paio di decenni fa: una mia cara cugina si era fidanzata gaudiosamente con un tizio, e l'amore si accingeva a decollare in gloria. Se non che lui a un certo punto cominciò tormentosamente a lamentare una grave crisi, inquietudini svariate, dubbi esistenziali con tutto il vasto corteo di malesseri psicofisici e autodomande intime che spesso scortano questi misteri della vita. La cuginetta, inquieta e volenterosa, si preoccupò molto, e decidendo per trasporto e fiducia si spinse fino a insistere per condurre il tormentato a visita presso un suo amico psichiatra, uno che risolveva molti casi di esaurimento nervoso. Lui evidentemente recalcitrava, ma convenendo sulla serietà del suo malessere si fece anche visitare. Il dottore fece il suo esame obiettivo, ipotizzò qualcosa per cui consigliò un percorso personale psicoterapeutico; il fidanzato promise di pensarci. Le sue condizioni peggiorarono, fino a condurlo a interrompere il lavoro per due settimane, interrompendo però anche il fidanzamento per meglio riflettere. Brutta cosa certi malesseri! Il mese dopo era fidanzato con un'altra che era la sua fidanzata di prima. Ma questo non è certo un caso che ha attinenza con quello della nostra Cucciola, se non, forse, per certi comuni denominatori vaghi che si possono percepire ma non accertare.