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Leda

utente Olimpi(c)a
Sarò rozza.
In questi casi, spesso, non si tratta di paura del futuro, ma di paura del passato. Si tratta di riuscire a sancire una morte e perdonarsi; si tratta di riconoscere che l'io che eravamo e siamo stati è morto, come vedersi spirare in un letto di morte; si tratta di riconoscere, perdonandosi, che tredici anni sono sì "una vita", ma anche che appunto è "una", ce ne sono possibili e questo finché si respira, perché la vita non conclude. Che le porte sono basculanti e non è una buona idea dimenticarsi che esistono.
Non è mai gradevole subire un lutto, ma è liberatorio e sai che la libertà è un peso enorme...
Come quello che mi mancherà di chi mi muore è il me stesso che viveva (o anche solo guardava vivere, come accade nelle famiglie) chi aveva attorno, così è l'accettare che non ci sarà più quell'io che per tredici anni ha avuto attorno quelle cose. I conti sono sempre e solo con se stessi, mai con gli altri. Siamo radicalmente soli, ogni volta che moriamo.

Hai generato. Di solito questo è molto consolante quando si muore, perché può significare che non hai fallito (e non faccio considerazioni in merito, non avendone proprio titolo).
Pane al pane e vino al vino, più che altro: rozza proprio no.

Apprezzo, condivido e approvo :up:
 

Brunetta

Utente di lunga data
E' proprio quello che volevo dire...
Il mio è sporcato e quindi inesistente al momento, non ci posso proprio pensare, ma questa è una violenza che faccio a me stessa anche se fatta per proteggermi.
Io sono arrivata alla conclusione che IO ero pulita e che la parte che mi appartiene resta splendida e mia.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sarò rozza.
In questi casi, spesso, non si tratta di paura del futuro, ma di paura del passato. Si tratta di riuscire a sancire una morte e perdonarsi; si tratta di riconoscere che l'io che eravamo e siamo stati è morto, come vedersi spirare in un letto di morte; si tratta di riconoscere, perdonandosi, che tredici anni sono sì "una vita", ma anche che appunto è "una", ce ne sono possibili e questo finché si respira, perché la vita non conclude. Che le porte sono basculanti e non è una buona idea dimenticarsi che esistono.
Non è mai gradevole subire un lutto, ma è liberatorio e sai che la libertà è un peso enorme...
Come quello che mi mancherà di chi mi muore è il me stesso che viveva (o anche solo guardava vivere, come accade nelle famiglie) chi aveva attorno, così è l'accettare che non ci sarà più quell'io che per tredici anni ha avuto attorno quelle cose. I conti sono sempre e solo con se stessi, mai con gli altri. Siamo radicalmente soli, ogni volta che moriamo.

Hai generato. Di solito questo è molto consolante quando si muore, perché può significare che non hai fallito (e non faccio considerazioni in merito, non avendone proprio titolo).
Vero.
 

sienne

lucida-confusa
Sarò rozza.
In questi casi, spesso, non si tratta di paura del futuro, ma di paura del passato. Si tratta di riuscire a sancire una morte e perdonarsi; si tratta di riconoscere che l'io che eravamo e siamo stati è morto, come vedersi spirare in un letto di morte; si tratta di riconoscere, perdonandosi, che tredici anni sono sì "una vita", ma anche che appunto è "una", ce ne sono possibili e questo finché si respira, perché la vita non conclude. Che le porte sono basculanti e non è una buona idea dimenticarsi che esistono.
Non è mai gradevole subire un lutto, ma è liberatorio e sai che la libertà è un peso enorme...
Come quello che mi mancherà di chi mi muore è il me stesso che viveva (o anche solo guardava vivere, come accade nelle famiglie) chi aveva attorno, così è l'accettare che non ci sarà più quell'io che per tredici anni ha avuto attorno quelle cose. I conti sono sempre e solo con se stessi, mai con gli altri. Siamo radicalmente soli, ogni volta che moriamo.

Hai generato. Di solito questo è molto consolante quando si muore, perché può significare che non hai fallito (e non faccio considerazioni in merito, non avendone proprio titolo).

Ciao Fantastica,

quoto ...

sienne
 
Avessimo 20 anni sapremmo tutti cosa fare.
A 20 anni ci si nutre di certezze di illusioni di speranze di progetti di idee di parole di sentenze...
Dopo i 40 ci si ritrova a fare i conti invece con la realtà.
Che non è quella che si pensava fosse a 20.
Ti separi, perdi moglie casa figli passi l'assegno mensile.
Cancelli anni di abitudini, di ricordi, di tempo passato insieme, di vite parallele.
Dimentichi gli album con le foto insieme, i mobili, il divano, le sedie su cui ti sei seduto per anni.
Ti ritrovi in una casa estranea. Da solo. Con i ricordi che cerchi di cancellare dalla tua mente.
Sperando che quel che hai lasciato non ti manchi troppo, che non ti faccia star male.
Perché sai che non puoi tornare più indietro.
Magari trovi un'altra donna, e ti tocca ricominciare da capo. Ancora.
Un'altra vita che magari è stata lontana e estranea da te per 40 anni anche lei.
E che ora faticosamente si congiunge a te.
Per quanto?
Andrà bene stavolta?
O andrà ancora come è andata prima?
Ricominciare da capo non sempre è quella nuova avventura che si favoleggia.
E' una fatica, è un ritornare al punto di partenza quando già ci si sentiva vicini al traguardo.
Che non è la morte, ma è quel punto della vita in cui finalmente godi nel riposarti dopo aver corso a lungo.
:up::up::up::up::up:
Dice bene Sereni....

Le sei del mattino

Tutto, si sa, la morte dissigilla.
E infatti, tornavo,
malchiusa era la porta
appena accostato il battente.
E spento infatti ero da poco,
disfatto in poche ore.
Ma quello vidi che certo
non vedono i defunti:
la casa visitata dalla mia fresca morte,
solo un poco smarrita
calda ancora di me che più non ero,
spezzata la sbarra
inane il chiavistello
e grande un'aria e popolosa attorno
a me piccino nella morte,
i corsi l'uno dopo l'altro desti
di Milano dentro tutto quel vento.
 
Sarò rozza.
In questi casi, spesso, non si tratta di paura del futuro, ma di paura del passato. Si tratta di riuscire a sancire una morte e perdonarsi; si tratta di riconoscere che l'io che eravamo e siamo stati è morto, come vedersi spirare in un letto di morte; si tratta di riconoscere, perdonandosi, che tredici anni sono sì "una vita", ma anche che appunto è "una", ce ne sono possibili e questo finché si respira, perché la vita non conclude. Che le porte sono basculanti e non è una buona idea dimenticarsi che esistono.
Non è mai gradevole subire un lutto, ma è liberatorio e sai che la libertà è un peso enorme...
Come quello che mi mancherà di chi mi muore è il me stesso che viveva (o anche solo guardava vivere, come accade nelle famiglie) chi aveva attorno, così è l'accettare che non ci sarà più quell'io che per tredici anni ha avuto attorno quelle cose. I conti sono sempre e solo con se stessi, mai con gli altri. Siamo radicalmente soli, ogni volta che moriamo.

Hai generato. Di solito questo è molto consolante quando si muore, perché può significare che non hai fallito (e non faccio considerazioni in merito, non avendone proprio titolo).
Dipende come è quel passato.
Per alcuni quel passato non era UNA vita
Ma LA vita.
E moriamo una sola volta.
La morte ha solo un volto.
Uguale per tutti.

Non consideriamo il nostro matrimonio intoccabile
come dice Brunetta

ma casao mai
Inattaccabile...

Ci crogiolavamo nelle nostre abitudini e sicurezze...

Poi lei ci ha tradito
e come osserva argutamente Diletta
è tutta la nostra vita
a venir messa in discussione.
 
Io sono arrivata alla conclusione che IO ero pulita e che la parte che mi appartiene resta splendida e mia.
Ma è una magrissima consolazione.
Che impedisce di capire le ragioni altrui.
 

Fantastica

Utente di lunga data
.. quello che mi piace e vedo qui è la serietà... hai bisogno di qualcuno che ti stia vicino, proprio come è meglio morire con qualcuno attorno, anche se non serve a niente... gli antichi in questo sesno ci vedevano molto meglio di noi: e infatti non conoscevano Rita Hayworth:singleeye:
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Citazione tratta da uno dei miei film preferiti, le ali della liberta',che rende abbastanza l'idea della situazione.
Dopo il suo tradimento, solita altalena di emozioni,che si alternavano tra il prenderla e sbatterla fuori oppure farle arrivare i fiori in ufficio (la seconda realizzata piu' volte,sulla prima sarei ancora dubbioso...).
Il fatto è che il suo tradimento c'entra poco con la fine (?) della nostra storia,è una storia che si trascina gia' da tempo,forse lei ha voluto mettere un punto con quello che ha fatto,anche se continua a dirmi che è stato uno sbaglio,che non doveva farlo,ecc ecc,(qui le rispondo sempre che uno sbaglio "consapevole" sembra un controsenso,lei sapeva bene cosa stava facendo,è stata una scelta non uno sbaglio).
Qui entra in ballo il titolo : come mai non riesco a fare cio' che voglio fare ? che detta così sembra la domanda piu' fessa del mondo,in realta' fotografa bene cio' che sento...mi sono riempito di domande per mesi,anni,e le risposte sono sempre le stesse : credo di non amarla piu',credo che lei non mi ami piu' (lei dice il contrario...),non posso andare avanti accampandomi sempre motivi tipo figlie (abbiamo due figlie di 13 e 8 anni),senso di responsabilita',ecc.ecc....perchè non riesco ad andarmene ? è davvero solo mancanza di coraggio ? Paura del futuro ? di ricominciare ? non credo di essere particolarmente in la' con gli anni (42) e nemmeno da buttare...cos'è che mi frena ? o chi è ?
Lo so',sembro pazzo. Forse lo sto' diventando davvero :singleeye:.
Hai scritto troppi "credo" ed in questi cadi almeno per due tre cose devi arrivare alla certezza del "so" ... Per esempio "so di non amarla più " , " so che anche se doloroso lasciarsi è la miglior cosa" , " so che le bambine capiranno" ... Se almeno non " sommi" dentro di te questi 3 " so" inutile ti poni altre domande ... E per arrivarci credo che hai bisogno di più tempo e più esperienza, ciao
 

Fantastica

Utente di lunga data
Le sei del mattino

Tutto, si sa, la morte dissigilla.
E infatti, tornavo,
malchiusa era la porta
appena accostato il battente.
E spento infatti ero da poco,
disfatto in poche ore.
Ma quello vidi che certo
non vedono i defunti:
la casa visitata dalla mia fresca morte,
solo un poco smarrita
calda ancora di me che più non ero,
spezzata la sbarra
inane il chiavistello
e grande un'aria e popolosa attorno
a me piccino nella morte,
i corsi l'uno dopo l'altro desti
di Milano dentro tutto quel vento.
[grazie, Conte, per queste cose che riporti. Sereni me gusta assai]
 

ilnikko

utente chitarrista
.. quello che mi piace e vedo qui è la serietà... hai bisogno di qualcuno che ti stia vicino, proprio come è meglio morire con qualcuno attorno, anche se non serve a niente... gli antichi in questo sesno ci vedevano molto meglio di noi: e infatti non conoscevano Rita Hayworth:singleeye:
..e purtroppo non hanno mai saputo cosa si sono persi.
(mi laggi "cazzeggiante" per sdrammatizzare immagino...)
 

ilnikko

utente chitarrista
Hai scritto troppi "credo" ed in questi cadi almeno per due tre cose devi arrivare alla certezza del "so" ... Per esempio "so di non amarla più " , " so che anche se doloroso lasciarsi è la miglior cosa" , " so che le bambine capiranno" ... Se almeno non " sommi" dentro di te questi 3 " so" inutile ti poni altre domande ... E per arrivarci credo che hai bisogno di più tempo e più esperienza, ciao
Si,un po' come la consapevolezza di cui mi parlava l'amico Danny.
Quindi cosa mi manca ora....tempo ? esperienza ? come me la faccio l'esperienza in queste cose qui ? io che ho sempre sostenuto che l'esperienza non è altro che la somma degli errori.....
 

ilnikko

utente chitarrista
Dipende come è quel passato.
Per alcuni quel passato non era UNA vita
Ma LA vita.
E moriamo una sola volta.
La morte ha solo un volto.
Uguale per tutti.

Non consideriamo il nostro matrimonio intoccabile
come dice Brunetta

ma casao mai
Inattaccabile...

Ci crogiolavamo nelle nostre abitudini e sicurezze...

Poi lei ci ha tradito
e come osserva argutamente Diletta
è tutta la nostra vita
a venir messa in discussione.
Il verde è mio,da musicante a musicista ;).
 

ilnikko

utente chitarrista
Il cazzeggio è come il vino: serve a dimenticarsi di se stessi, il conforto massimo, mai la soluzione, ma un bel rinvio! :smile:
è un po' presto per dirti ti amo....vero ? :D

dai...fatemi stare sereno almeno voi,cerco risposte,confronti...ma anche un po' di sano cazzeggio non guasta sometimes
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Si,un po' come la consapevolezza di cui mi parlava l'amico Danny.
Quindi cosa mi manca ora....tempo ? esperienza ? come me la faccio l'esperienza in queste cose qui ? io che ho sempre sostenuto che l'esperienza non è altro che la somma degli errori.....
Appunto ora il tuo matrimonio sta proseguendo e se questa esperienza che continua sarà fonte di sofferenza tua, sua e/o anche delle bimbe sarai costretto a fermarti, riflettere e prendere il coraggio per chiudere. Se vuoi la mia opinione per come ti ho letto mi sembri più disamorato del concetto universale di amore/rispetto più che disamorato di tua moglie ma potrei averti interpretato male :smile:
 

ilnikko

utente chitarrista
Appunto ora il tuo matrimonio sta proseguendo e se questa esperienza che continua sarà fonte di sofferenza tua, sua e/o anche delle bimbe sarai costretto a fermarti, riflettere e prendere il coraggio per chiudere. Se vuoi la mia opinione per come ti ho letto mi sembri più disamorato del concetto universale di amore/rispetto più che disamorato di tua moglie ma potrei averti interpretato male :smile:
Ecco...su questo vorrei riflettere.
Grazie.
Da solo non ci sarei arrivato manco a spinta,lo ammetto.
 

eagle

Utente di lunga data
Appunto ora il tuo matrimonio sta proseguendo e se questa esperienza che continua sarà fonte di sofferenza tua, sua e/o anche delle bimbe sarai costretto a fermarti, riflettere e prendere il coraggio per chiudere. Se vuoi la mia opinione per come ti ho letto mi sembri più disamorato del concetto universale di amore/rispetto più che disamorato di tua moglie ma potrei averti interpretato male :smile:
Ciao Fiammy, il tuo è uno spunto molto interessante. Ci rifletterò sopra anche io. Nikko, scusa l'intrusione :)
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ecco...su questo vorrei riflettere.
Grazie.
Da solo non ci sarei arrivato manco a spinta,lo ammetto.
Il tuo post mi ha intenerito :) il primo intendo, ti capisco liberarsi del passato che ci ha fatto soffrire è la speranza di tutti ma per liberarsi veramente bisogna essere meno coinvolti ... Quanto ti coinvolge ancora lei ? ( o sconvolge ... )
 
Stato
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