
Ciao Rabarbaro vi leggo da mesi e solo ieri mi sono decisa a scrivere.Temevo la tua risposta perchè sapevo che avrei dovuto interpretarla

Infatti!!
La mia fama di indecifrabilità è altamente immeritata, e non lo dico per falsa modestia, ed in rapido declino grazie alla mia pigrizia ed al sempre minor tempo che la mia triade di neuroni dedica alla logica, alla grammatica ed alla femomenologia dello spirito.
Lo stesso concetto d'interpretazione cui fai riferimento è una cifra ineludibile di ogni oggetto comunicativo: sai anche tu bene infatti quanto tra le personae (le maschere del teatro antico) si instauri un rapporto che è a priori perchè segnato dall'espressione che n'è incavata sul volto ed a posteriori per le relazioni teleologiche che evolveranno, spesso e volentieri, verso la catarsi, anche senza la necessità di un deus ex machina.
Ma, tra l'inizio e la fine, c'è inevitabilmente un intreccio in divenire, un interessere di turlupinazioni ed un lungo concaggio d'amare dolcificazioni: in tutto questo s'esalano gli odori della vita e delle altre cose che importano solo a chi le ha appena perse, tali cose sono come te e come le vicende che descrivi.
Le donne altrui non sono possedute, rinnovellando una servitù dell gleba noiosa e passatista, ma concatenate, in un ordine logico più che temporale che separa il vecchio dal nuovo mentre si piantano le radici nel futuro.
Gli uomini che ondeggiano sono la madrepora nel plenilunio estivo della grande barriera corallina e il loro seme è una festa colorata, un carnevale sfrenato che ricolma le spume marine di vita e la luce notturna di palpiti.
Le une e gli altri sono attratti come la scienza con il moto perpetuo, tutto il resto sono gli attriti.
Dannata realtà!