Ma io dico che ci sono talune volte in cui bisogna soprassedere.
Non è forse Lavinia la sposa ciprinide di Enea?
E allora perchè studiarsi d'esser brevi per diventar oscuri?
Meglio terzializzare le preoccupazioni e sfuggire alla noia!
Perchè qui l'amore non c'entra davvero! Egli è una configurazione del tutto menarcale delle donne, le quali esistono solo finchè vengono guardate e spariscono del tutto allorquando gli occhi non si rivolgono loro, esse sono perciò il nulla per i distratti ed una piccolissima parte per i curiosi.
Giacere con certi esseri dando loro le spalle è del tutto equivalente a stare soli, con l'ulteriore svantaggio di sgradevoli podalità gelide che si poggiano sulle natiche pelose e felici.
D'altronde le cose belle vanno condivise e quelle indecenti vanno espletate in solitudine e riparatamente, prova ne sia la diffusa convivialità dei pasti abbondanti e consumati in gruppi più o meno vasti, mentre le defecazioni collettive sono pratica rara e dedicata a pochi colti estimatori.
Allo stasso modo le donne, quali pitali, vengono schifate dalle vaste schiere per essere apprezzate, invece, nelle solitudini appaiate dei talami notturni e raccolti.
Questa privatizzazione dell'impudicizia, così come considerata dalla sensibilità diffusa e perciò dozzinale e ottusa, relega i baccanali a depravazione e le donne a bubbone privato!
Solo chi si eleva dal volgo può ragionevolmente non aver paura di certe promiscuità organiche che evidenziano paura solo in chi ha altrettante dozzinalità cerebrali, mentre vengono godute ed assaporate come granatine di neve agostana solo da chi vanta un cervello raro!
E, come tutte le cose rare, è difficile da trovare e rende un'impresa improba e sventurata il mettersi a cercarlo.
Similare, se non peggiore sotto certuni aspetti, è la condivisione degli oggetti privati e di uso umorale, tali sono infatti le protesi dentarie, gli occhi di vetro e le donne.
Le prime infatti sono utili sono per nutrire chi ne ha fatto il calco, i secondi per illudere gli altri di avere una buona vista e le terze per farsi calcare da chi le nutre e per disilludere chi non è cieco.
Tutte cose meritevoli, talune per chi le vive, talatre per chi le deride da lontano.
Nell'uno e nell'altro caso, se non si soprassiede, o ci si diverte o si fa divertire.
In ogni circostanza qualcuno si divertirà.
Grazie!