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Ho letto velocemente.claudio, grazie per il tuo messaggio. Cercherò di rispondere alla meglio, sono un pò stanco perché i bagordi forumistici di ieri mi sono costati una nottata per recuperare.
"potresti tu scrivermi in base a quei principi sopra citati farmi capire perchè la tua maniera di vivere sarebbe migliore?": io non ho mai sostenuto che il mio modo di vivere sia migliore. Ho solo spiegato quale esso fosse, a richiesta. Io non ho iniziato dicendo "vi spiego perché sbagliate", ma mi occupavo di tutt'altra cosa, e precisamente di cosa succederà quando, e se, dovessi cambiare stile di vita. Se tu andassi a rileggere i miei messaggi scopriresti che questa discussione è sorta solo perchè il mio stile di vita è stato messo in discussione, ed io ho risposto. Dunque, per rispondere alla tua domanda, io non credo che la mia maniera di vivere sia migliore. Io credo che sia diversa, ma non peggiore.
"sappiamo che il tradimento è sbagliato?": no, io non lo penso. Io penso che il non dover tradire sia regola sociale, nata da alcune necessità sociali dell'uomo, in particolare la necessità della sicurezza della paternità. Tanto che la fedeltà dell'uomo, fino a non tantissimi decenni fa, non era neppure una regola sociale. Con l'evoluzione della società, la regola della fedeltà si è estesa a tutti. Ed oggi la percepiamo come regola sociale cogente. In passato, nei paesi cattolici, era anche protetta dalla legge. L'adulterio era reato. Ed il dovorzio era vietato. Così non è più. Ma rimane la regola "morale". La morale sociale, intendo. Che io, per varie ragioni, non condivido. L'ho spiegate in vari messaggi. In poche parole, non la condivido perché credo sia contraria al vero modo di essere di molti di noi e credo che il rispetto di tale regola crei molti altri svantaggi nella coppia. Ovviamente, chi vuole essere fedele, lo può fare, ma chi non vuole farlo pari è.
"" parlo di traditori e traditi" dove già lo stesso nome è indice di giudizio sociale, basterebbe questo per chiudere la riflessione": chiderebbe la dicsussione per chi crede che il giudizio sociale sia cogente. Io non lo credo. E vero, ci sono persone che condividono il giudizio sociale che sono valide quanto me. Ma io debbo condividere in prima persona. Fino a pochi anni fa essere un gay era giudicato male socialmente, ed ancora oggi la gran parte della popolazione non riesce a capire ed accettare la diversità. Ma non a ragione. Io non credo al giudizio sociale, claudio, anzi in principio lo ritengo pericoloso, perché spesso fa sue delle regole che ci vengono imposte dall'alto. Per me, e spero di non offendere nessuno con questa affermazione, il caso più eclatante è la religione, strumento portentoso di controllo sociale.
"Ma tu a lei nel tuo rapportarti nella realtà la ferisci, la stai ingannando, la stai tradendo. E nel tuo rapportarti nel forum scrivi, ma io la rendo felice mia moglie. Io sto con mia moglie, lei è il soggetto primario. Ed in questo caso tua moglie diviene una persona di tua proprietà, non più un "soggetto" a se stante, ma una tua compagna di vita dove la complicità la sincerità i dialoghi i commenti, le esternazioni ed altro ancora, sono solamente delle bugie, o delle mezze verità, appunto perchè ti "rifugi" in una vita di tutti i giorni dove al momento non puoi avere una persona accanto con cui confrontarti, non lo potresti fare visto che le nascondi la tua vera identità e vera realtà. Sei e ti convinci ciò che ti conviene pensare, è una tua realtà una tua maniera per starci bene, per viverci e sfuggire dal confrontarsi non con noi, ma con chi veramente dovresti confrontarti.": sui il discorso entra nel merito. Io ho tentato di spiegare che, in primo luogo, per me, ciò che non si conosce non è esiste. Mia mogle è, al momento, felice e questo è un fatto. In secondo luogo, io riconosco valore alla sincerità se essa tende ad un risultato positivo. Non credo al valore della sincerità in sé. In questo caso, ho ritenuto e ritengo ancora opportuno nascondere la mia infedeltà per la felicità comune. Può darsi che ciò sia discutibile, ma questa è la scelta che ho fatto e la ritengo ancora valida. Terzo, io le nascondo cose che non le appartengono, io non le nascondo la mia vera identità, ma un'identità che non appartiene al suo mondo e che, per come la vedo io, rende il suo mondo migliore. Lei è felice come è felice anche perché io mi sono dato la libertà di tradire. Se tu consideri che io non riconosco alcun valore alla fedeltà, ma che anzi la ritengo dannosa per molti, capirai anche che io non credo di nascondere qualcosa di male. Il punto sul quale posso avere dei dubbi e se non avrei fatto meglio ad unirmi con una persona che la pensa come me. Su questo, probabilmente ho avuto torto e, come detto, probabilmente non lo rifarei. Ma solo perché le mie azioni espongono mia moglie ad un rischio di sofferenza e non perché credo che ciò che faccio sia, nel merito, sbagliato.
Ma naturalmente capisco benissimo che quanto sopra sia inviso ai più. E naturalmente non pretendo di dare proseliti. Rimane il fatto che io credo che la libertà di avere storie anche se si è impegnati con una persona che si è scelta come compagna/o verrà con i decenni, magari con i secoli. L'amore, l'impegno, la complicità duratura sono una cosa, i rapporti occasionali o temporanei un'altra cosa. E per me l'una non esclude l'altra, basta che tutti la pensino così. L'impedimento ai rapporti occasionali o temporanei si basa, di fatto, sul giudizio sociale delle persone che pensano che sia sbagliato. Se il giudizio sociale cambierà, smetteremo di chiamare "tradimento" il rapporto occasionale o temporaneo di chi si è impegnato in maniera duratura con un'altra persona.
Ti rispondo così, se ricordo bene tu una volta hai scritto, io mi sono sposato e sono diventato così nel tempo.
Ora se tu ti sei sposato e sei diventato così nel tempo, nel tempo potrai cambiare ancora, chiaramente in diverse maniere, ma questi tuoi cambiamenti che possono essere giusti o sbagliati, fanno parte di una realtà, la realtà non appartiene soltanto a te, è questo il concetto di fondo.
Non puoi tu cambiare bandiera a secondo di come il vento tira. ci sono nella vita delle regole, e nelle regole ci stanno le persone che devono in qualche modo rispettarle, e se non per se stesse almeno per gli altri.
Il concetto che spesso io scrivo e che anche altri hanno scritto, è questo, tu, io, come altri, possiamo muoverci per come vogliamo, ma nel nostro movimento dobbiamo stare ben attenti che qualcuno per colpa nostra possa cadere a terra, e visto che tu come io e come gli altri abbiamo lo stesso valore come persona umana, non possiamo muoverci a secondo soltanto di quello che desideriamo e di quello che è una nostra convinzione.