AnnaBlume
capziosina random
hm. e come devo fare? Grazie!hai caricato l'immagine profilo, ma non l'avatar![]()
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http://www.tradimento.net/profile.php?do=editavatarhm. e come devo fare? Grazie!
E nessuna risposta che avesse senso, anzi: nessuna risposta. Così, ho controllato tutto, dagli scontrini alle agende, al telefonino, alle schede fotografiche, al computer, alle mail, alle cronologie. I pochi ostacoli che ho trovato li ho abbattuti. Poi, magari non ho scoperto tutto, ci sta. Ma chi se ne frega, bastava ed avanzava per le prossime 8 vite.E avevo visto, finalmente, qualcosa che prima non mi pareva ci fosse. Che per caso lui mi tradiva? Talmente pulita, io, da sentirmi in colpa per solo averlo pensato. E da brava pulita, idiota pulita, l’ho chiesto. La reazione è stata inattesa. Parole veloci, troppo. Offesa da parte sua, troppa e troppo immediata. Violenza nel rispondere. Attaccare per non esserlo. Non mi tornava.
Ahn veroE nessuna risposta che avesse senso, anzi: nessuna risposta. Così, ho controllato tutto, dagli scontrini alle agende, al telefonino, alle schede fotografiche, al computer, alle mail, alle cronologie. I pochi ostacoli che ho trovato li ho abbattuti. Poi, magari non ho scoperto tutto, ci sta. Ma chi se ne frega, bastava ed avanzava per le prossime 8 vite.
Che fino ha fatto, chiedi? Stessa città nella quale viveva (io l'ho cambiata), stessa casa, diversa compagna. Altro ninzò, e va bene così.
Tu mi adotteresti?meno male che gli hai torato un ceffone, almeno quello.
un verme ignobile
Tu mi adotteresti?
Sono un bravo bambino eh....
Ma cosa vuoi che sia un ceffone...dai su...
Penso che nella nostra letteratura la metafora del vampiro succhiasangue si riferisca proprio a questi individui, dei morti che si aggirano nell'oscurità della menzogna, e riescono a stare in piedi solo assorbendo ogni energia possibile dal loro prossimo.
Hanno l'aspetto di individui colti e affascinanti, ma al minimo raggio di luce però si mostrano per quello che sono: dei cadaveri che si dissolvono in cenere.
E' una fortuna che sei riuscita a riprenderti dopo un incontro del genere. Vuol dire che sei forte.
D'ora in poi ti converrebbe tenere nello zaino una mazzuola e un paletto di frassino bene appuntito.
Complimenti per lo stile avvincente.
Un grande in bocca al lupo.
Ciao.Poi, le sue crisi. Depressione. Quella seria, pesante. Quella che non capisci. Era altro dalla mia disperazione di anni. Era più di infelicità. Era un veleno. Ciclotimia. Lunghi periodi nei quali moriva. Si spegneva lo sguardo, niente più sonno, niente più fame, niente più amore, niente più gesti, niente più parole. Si trascinava al lavoro come un automa -dio solo sa come riuscisse- e poi niente. Il tempo che sgocciolava. Io non capivo. Ho provato a capire, ho provato ad esserci comunque. Credevo che la normalità (brutta parola) fosse la sua felicità, e la depressione fosse la malattia. Bastava trovare la cura, io l’avrei cercata. Avrei camminato nel fuoco per lui.
E poi, risaliva la china, attaccato alla mia mano. E tornava tutto. L’amore e i sorrisi, i gesti e i viaggi, i salti nel fiume e l’azzurro delle montagne, i tornanti in moto. E poi di nuovo il buio e il baratro. Sempre più lungo, sempre più profondo. Lui era nel pozzo, ed io c’ero scesa perché potesse trovarci la mano quando si risvegliava. E tira, e spingi, e parla e taci, e rispetta e aspetta e cerca di capire. E cerca di dimenticarti: lui sta male, tu ce la fai da sola. A caro prezzo, ma ce la fai. Ma poi, lo corroboravo –a prezzo di me- perché ritrovasse l’uscita, sempre più a fatica, ogni volta scivolava più giù, e quando riemergeva, cominciava ad andarsene da solo. Uscite sportive senza di me, viaggi da solo. Da una parte capivo: io avevo sempre viaggiato da sola, in posti decisamente inaccessibili, sapevo bene che adrenalina dà. Dall’altra no. Spendevo tutto ciò che avevo e anche quello che non credevo di avere per ridargli forza e lui poi volava via. Non sempre, ovviamente, ma e’ stato feroce. E poi, anni avvelenati a sprazzi, un amore che sbatteva contro il muro, io non potevo più. Non avevo il controllo, tutto era giocato sulla sua depressione. E avevo visto, finalmente, qualcosa che prima non mi pareva ci fosse. Che per caso lui mi tradiva? Talmente pulita, io, da sentirmi in colpa per solo averlo pensato. E da brava pulita, idiota pulita, l’ho chiesto. La reazione è stata inattesa. Parole veloci, troppo. Offesa da parte sua, troppa e troppo immediata. Violenza nel rispondere. Attaccare per non esserlo. Non mi tornava.
E beh, la discesa nell’inferno per me. Qualcosa che non avevo mai fatto e che ritenevo assolutamente sbagliato. Da non fare mai. L’ho controllato. Spiato. Hackerato le psw. Tutto. E ho trovato un mondo. Inabitabile, per me. Irrespirabile. Sesso come droga pesante, sesso per ottenebrarsi. Sesso con chiunque, senza selezione alcuna, anche non protetto, a casa nostra, per anni. Pompini da giovanissime filmati via web-cam perché una terza ne godesse. Partner di una coppia in un sito, con tanto di foto di incontri avvenuti. Sesso con sconosciuti/e, e sesso con conosciuti/e.
siamo all'assurdo. un traditore seriale che sembra compenetrarsi con una tradita.si, scusami anna. quel che volevo dirti, e che ho tentato di fare, è di cercare di lasciarti il passato alle spalle. da come scrivi, e da quel che dici sul tuo ex, mi pare che sia un po' troppo presente nella tua vita. il mio consiglio è di cancellarlo per sempre
Quindi, GRAZIE.siamo all'assurdo. un traditore seriale che sembra compenetrarsi con una tradita.
Benvenuta anna. il tuo post di presentazione è uno dei più tragicamente "belli" letti da molto tempo a questa parte. qui tra mutande, cassi, lesbiche, strafighe ecc..., tanto per dire cose lette ultimamente di valore pressochè nullo, si è perso il senso della misura.
Salve a tutta la tribù.
E’ un pò che vi leggo, che spulcio, che convengo o dissento, che rimugino e imparo e rifletto. Alla fine, eccomi qui, farlo di nascosto mi pare brutto.
Il fatto è che non sono sintetica: mi par sempre che la sintesi tolga la sostanza, perché le cose non sono lineari e le storie umane ancor meno. Cercherò, però, di esserlo, altrimenti scappa fuori un guerra e pace di una noia mortale. Che, giustamente, mi tirereste in testa.
Io, grosse cicatrici alle spalle, per lo più familiari, talmente autonoma emotivamente –all’apparenza- da sembrare anodina, case in affitto a mia immagine e somiglianza da quando avevo 19 anni. E studio e lavoro, studio e lavoro, studio e lavoro. E poi, per caso, l’incontro. Il raggio di sole. Uno sguardo pulito, la luce negli occhi, e rideva. Mi sembrava libero, non impastoiato. La pelle integra, senza segni di colpi antichi. In gamba: uno che pensa prima di agire, uno dai comportamenti etici prima e oltre il proprio tornaconto. E poi, uno di tutto: lo stesso mio sport –outdoor estremo- ma lettore; alla fine delle uscite, invece di blaterare con gli altri maschietti che fanno quello sport a chi ce l’ha più lungo, parlava di libri, di cinema, di musica, d’arte. Come me, che tali palate di testosterone mi annoiano da morire e spesso mi imbarazzano, ma se si vuole fare quello sport, pare essere il prezzo da pagare. E brillante e divertente. E una competenza simile alla mia, ma diversa quel tanto che basta da essere stimolante, tanto. E vegetariano, come me, per gli stessi identici motivi. Sembravamo, io lo credevo, due extraterrestri in pianeta alieno, due uguali ma diversi. Stessa lingua. E il seme cresceva.
Vivere insieme è stato veloce, facile. Deporre le mie difese, la mia incredulità, è stato quasi immediato. Crederci un nettare.
Poi, le sue crisi. Depressione. Quella seria, pesante. Quella che non capisci. Era altro dalla mia disperazione di anni. Era più di infelicità. Era un veleno. Ciclotimia. Lunghi periodi nei quali moriva. Si spegneva lo sguardo, niente più sonno, niente più fame, niente più amore, niente più gesti, niente più parole. Si trascinava al lavoro come un automa -dio solo sa come riuscisse- e poi niente. Il tempo che sgocciolava. Io non capivo. Ho provato a capire, ho provato ad esserci comunque. Credevo che la normalità (brutta parola) fosse la sua felicità, e la depressione fosse la malattia. Bastava trovare la cura, io l’avrei cercata. Avrei camminato nel fuoco per lui.
E poi, risaliva la china, attaccato alla mia mano. E tornava tutto. L’amore e i sorrisi, i gesti e i viaggi, i salti nel fiume e l’azzurro delle montagne, i tornanti in moto. E poi di nuovo il buio e il baratro. Sempre più lungo, sempre più profondo. Lui era nel pozzo, ed io c’ero scesa perché potesse trovarci la mano quando si risvegliava. E tira, e spingi, e parla e taci, e rispetta e aspetta e cerca di capire. E cerca di dimenticarti: lui sta male, tu ce la fai da sola. A caro prezzo, ma ce la fai. Ma poi, lo corroboravo –a prezzo di me- perché ritrovasse l’uscita, sempre più a fatica, ogni volta scivolava più giù, e quando riemergeva, cominciava ad andarsene da solo. Uscite sportive senza di me, viaggi da solo. Da una parte capivo: io avevo sempre viaggiato da sola, in posti decisamente inaccessibili, sapevo bene che adrenalina dà. Dall’altra no. Spendevo tutto ciò che avevo e anche quello che non credevo di avere per ridargli forza e lui poi volava via. Non sempre, ovviamente, ma e’ stato feroce. E poi, anni avvelenati a sprazzi, un amore che sbatteva contro il muro, io non potevo più. Non avevo il controllo, tutto era giocato sulla sua depressione. E avevo visto, finalmente, qualcosa che prima non mi pareva ci fosse. Che per caso lui mi tradiva? Talmente pulita, io, da sentirmi in colpa per solo averlo pensato. E da brava pulita, idiota pulita, l’ho chiesto. La reazione è stata inattesa. Parole veloci, troppo. Offesa da parte sua, troppa e troppo immediata. Violenza nel rispondere. Attaccare per non esserlo. Non mi tornava.
E beh, la discesa nell’inferno per me. Qualcosa che non avevo mai fatto e che ritenevo assolutamente sbagliato. Da non fare mai. L’ho controllato. Spiato. Hackerato le psw. Tutto. E ho trovato un mondo. Inabitabile, per me. Irrespirabile. Sesso come droga pesante, sesso per ottenebrarsi. Sesso con chiunque, senza selezione alcuna, anche non protetto, a casa nostra, per anni. Pompini da giovanissime filmati via web-cam perché una terza ne godesse. Partner di una coppia in un sito, con tanto di foto di incontri avvenuti. Sesso con sconosciuti/e, e sesso con conosciuti/e.
E ho chiesto tempo senza dire perché, e tempo ho ottenuto, una settimana di follia. Ho usato le mie competenze professionali – se una cosa esiste, io la trovo, non c’è storia- per risalire a ritroso, morire per interposte persone. Ho trovato numeri, ho parlato con gente, mi sono sentita raccontare come io non sono stata mai, mai, mai, da un paio di donne che lo volevano per sé –all’oscuro come me delle altre sue attività- e gli chiedevano perché stesse con me, perché non mi lasciasse. Le sue risposte, nelle quali mi svendeva, mi riduceva a una che per pietà lui non poteva lasciare. Tutto stravolto: una mia malattia di anni prima, risolta brillantemente grazie alla mia sola forza di volontà che invece, nelle sue parole, mi aveva trasformata in una sorta di disabile cognitiva. Io che ero nel post-dottorato –pagato- dell’università più selettiva e prestigiosa nel mio campo.Il cancro – stadio terminale- di mia madre che io gestivo senza chiedergli nulla per non appesantirlo visto che stava già tanto male, tutto, tutto buttato nel mucchio a giustificare perché rimanesse con me. Perfino che non ero in grado di mantenermi. Io che lo avevo –che torda- aiutato, e non poco, a ristrutturare casa SUA. Io, che dell’autonomia ho fatto un bandiera. Io che non avevo mai, nemmeno per un giorno, usato il suo reddito o il suo denaro. Tutto buttato nel cassonetto per avere indietro, negli occhi di semisconosciute, un’immagine di sé magnificata, aumentata di decine di volte. Ho amato perdutamente una truffa.
E poi, e poi, sapete come vanno queste cose.
Sepolta da schifezze e menzogne.
Franata in 3 loops silenziosi, solo miei, uno dietro l’altro.
Il primo: “non TU. Tutti, ma non TU”. Durato 2 giorni. Non riuscivo a formulare altro pensiero. Non riuscivo a crederci.
Il secondo: “come cazzo hai fatto ad arrivare a questo. Come. Cazzo. Hai. Potuto.” Un altro paio di giorni, più o meno. Non riuscivo a respirare.
Il terzo: “chi cazzo sei, tu”. Gli ho mollato all’improvviso uno schiaffo a mano aperta, con tutta la forza, non me lo perdonerò mai.
Ho pulito casa come fosse uno specchio, non ho mai capito perché. Tirato fuori il trolley, preso 4 cose, infilato la porta.
Sono passati quasi 3 anni. 2 li ho spesi tra la vita e la morte, non vedevo niente, non sentivo niente se non sordo dolore che azzannava e bruciava ogni fibra. Non lasciava niente. Lavoro, lavoro, lavoro. Poi mi sono risvegliata, una mia amica mi ha detto: “meglio vedova che male accompagnata”. Le prime risate a crepapelle. Ora respiro di nuovo, ora rido. Un riso un pò amaro, ma meglio di niente. Insomma, sono sopravvissuta. Non posso dire di aver capito. Non posso dire di sapere come si fa. Ma ho ritrovato il mio passo elastico, le falcate da gazzella anche con i tacchi alti, il mio essere leggera, ossa e vento. Grazie a tutti, mi ha fatto bene leggere alcuni di voi, altri mi hanno fatto incazzare. Ma siete stati – chi più, chi meno- preziosi.
PS: ve l’avevo detto, che non ero sintetica. Non lapidatemi, o perlomeno non per questo.![]()
siamo all'assurdo. un traditore seriale che sembra compenetrarsi con una tradita.
Benvenuta anna. il tuo post di presentazione è uno dei più tragicamente "belli" letti da molto tempo a questa parte. qui tra mutande, cassi, lesbiche, strafighe ecc..., tanto per dire cose lette ultimamente di valore pressochè nullo, si è perso il senso della misura.
hai ragione. leggere di quelle stronzate ogni giorno anche a me fa pensare la stessa cosa???
che palle
hai ragione. leggere di quelle stronzate ogni giorno anche a me fa pensare la stessa cosa![]()
certo. la faccina lo dichiara, no?ma sei lo stesso nr di cui sopra?
certo. la faccina lo dichiara, no?![]()
certo che l'ho messa. la faccina che ho messo in risposta dichiarava che fossi io il nr di cui sopraeh?
non c'era nessuna faccina...![]()
certo che l'ho messa. la faccina che ho messo in risposta dichiarava che fossi io il nr di cui sopra![]()