Nausicaa
sfdcef
Sinceramente, il mio "problema" se sto parlando con una persona malata grave e che non conosco bene -se si tratta di amici allora la cosa cambia completamente- è che non so come comportarmi per non mettere a disagio o fare incazzare lei.Lo sciacallaggio da parte di amici e parenti ha a mio avviso la stessa radice che porta certe persone ad appassionarsi a trasmissioni come "Chi l'ha visto", "Quarto grado" etc. etc.
E' come vedere un film dell'orrore in 3d al massimo livello: tu sei comunque spettatore, l'altro, il malato, è sempre e comunqe qualcosa al di fuori di te.
Anche molti casi di gentilezza e disponibilità apparente si rivelano poi solo atteggiamenti morbosi ed egocentrici.
La paura della malattia e della morte viene esorcizzata osservando la sofferenza degli altri.
Osservare un malato per molti significa, più o meno inconsciamente, come un poter dire: "adesso la morte è impegnata con qualcun altro, io per un po' sto tranquillo. Intanto osservando ed assistendo sto poveraccio tento di capire i meccanismi, così dovesse capitare a me, la faccio più da furbo.....".
E' comunque difficile rapportarsi alle persone malate. Mette di fronte alla propria stessa fragilità e fa emergere gli istinti più inaspettati.
C'è chi ci è più portato, chi meno, chi davvero sarebbe meglio se ne stesse lontano.
Cioè.... vuole parlarne? Vorrebbe un pò di coccole o un pò di commiserazione (ogni tanto si apprezza pure quella). Vuole far finta di nulla? Odia avere a che fare con persone sane, ergo qualunque cosa dirò sarà irritante?
Vuole che sdrammatizzi? O se sdrammatizzo pensa "facile col culo degli altri eh?"
Etc etc.
Se si tratta, e si è trattato, di una persona amica, allora è diverso. La conosco, e il suo dolore non è uguale al mio, la sua paura non sarà uguale alla mia, ma la sento. Fa parte anche del mio cuore.