Chiara Matraini
Senora de la Vanguardia
Quanta freddezza c'è in queste parole, invece?
Io, mettendomi nei panni di questa donna, riesco solo a intuire la disperazione e la solitudine in cui si trova. La persona che ama è in condizioni di salute disperate e lei non riesce a stargli vicino.
Io non riesco a immaginare cosa deve provare. E penso che in situazioni come queste, in cui ci si imbatte improvvisamente nella malattia e nella morte, non sia poi così semplice stare zitti e buoni nei ruoli che ci competono. Il senso di smarrimento e di impotenza ci sta tutto.
Poi razionalmente ovvio, dire tutto alla moglie sarebbe una follia. Aggraverebbe il dolore di una famiglia e scatenerebbe contro Clio una rabbia che, probabilmente, sortirebbe effetti esattamente contrari a quelli sperati.
Ma io non riesco a colpevolizzarla per quello che prova. Nè riesco a vedere manie di protagonismo da parte sua. Solo un momento di grande dolore e confusione che meriterebbe un po' di empatia e di tatto da parte di tutti noi.
Empatia sì.
Ma se serve darle una svegliata, il tatto lo lascerei da parte anch'io.