Zahra vuole essere la prima first lady iraniana

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TEHERAN — La donna che potrebbe diven­tare la prima first lady iraniana dopo Farah Diba ha il volto tirato di una 58enne poco truccata, in campagna elettorale da tre mesi. Gli occhi piccoli, orientali luccicano appena da sotto il chador nero, ma la voce è pronta, agile, come le sue risposte, capaci di dribbla­re i nodi più insidiosi. I fiori rossi del rusarì (il foulard) sono l’unica nota di colore che si concede. In una sfida tra monumenti del regi­me teocratico, come sono queste elezioni pre­sidenziali iraniane, anche quelle roselline de­vono essere state soppesate con cura. Saran­no troppo audaci per i conservatori? Troppo mortificanti per i riformisti? La soluzione è nel moderato conformismo che caratterizza l’offerta elettorale del marito. Eppure Zahra Rahnavard è stata l’unica donna rettore universitario dell’Iran. È scul­trice, saggista, ex consigliere governativa. È passata dalla minigonna al velo quando, ven­tenne, incrociò uno degli ideologi della rivo­luzione, il filosofo Ali Shariati. Oggi è soprat­tutto la moglie dell’ex premier Mir Hossein Mousavi, ma negli anni 70 era lei la più famo­sa tra i due. Mousavi è uscito dopo due decen­ni dalla naftalina per diventare il principale rivale del presidente Ahmadinejad. Ed è lei il suo asso nella manica. Se l’architetto ex pre­mier è riuscito a riaccendere le speranze del popolo riformista orfano del presidente Kha­tami, non è per le sue (evanescenti) promes­se o per un carisma che non c’è, ma piutto­sto per questa moglie straordinaria tanto per quel che pensa l’Occidente di una don­na col chador, quanto a confronto con altre figure pubbliche del­l’universo musulma­no. «Io e Mousavi abbia­mo le stesse idee sui diritti delle donne — mette subito in chiaro —. Altrimenti non sa­remmo andati avanti per 40 anni di matri­monio ». Indipenden­te, provocatoria, un ego decisamente soli­do. Con vanità, raccon­ta alle simpatizzanti di come ha conosciuto il marito. «Si è innamo­rato a prima vista, in una mostra di pittura. Dopo 10 giorni mi ha chiesto di sposarlo».

http://www.corriere.it/esteri/09_gi...ra_9222f248-564d-11de-82c8-00144f02aabc.shtml
 
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