x Persa/Ritrovata

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Old Fa.

Guest
Ok, ora ti racconto la fiaba con mia madre, ... non ero in vena prima, ... nemmeno adesso; reputo che sia scorretto dire a qualcuno che non ha informazioni per rispondere se poi ... non le fornisci.

Il racconto te lo sintetizzo, ... sono tre episodi lontani l'uno dall'altro , ... ti prego, ... non farmi commenti di pietà o altre forme simili a queste: la prendi come storia e finisce così.

Mia madre arriva in Italia dalla Francia, avevo poco più di 3 anni, ... e mentre dormivo in auto mi deposita addormentato in un Collegio italiano. Inutile dire in che stato mi trovavo al mio risveglio, ... accerchiato da 1000 bambini che parlavano tutti una lingua diversa dalla mia. Me lo ricordo bene, ... a 3 anni si è già proprietari della lingua madre sebbene non in modo perfetto.

Dopo avermi promesso che mi avrebbe portato via da un collegio italiano (avevo 4 anni), ... mi dice di andare all'entrata a prendere la mia valigetta che saremmo partiti tutti insieme (lei e il suo nuovo bello). Naturalmente, mi guardo indietro e vedo la loro auto partire.

Stesso episodio come sopra a 5 anni, ... solo che li l'ho presa davvero male, ... ho pianto per non so quanto tempo, ... a me sembrava un'infinità. Lo scherzo era il solito tranello di andare a prendere le mie faligette con le mie cose.

Nel corso del tempo me ne ha fatte altre, ... ma non erano tanto terribili come quelle sopra.
 
O

Old Fa.

Guest
Ora dovrebbe esserti più chiaro sul perchè, ho smesso di credere nei sentimenti e nelle persone.

Mi sembra che sia sufficiente così, .... non riuscirei più sopportare altre fregature ... sono leggermente esausto della gente, dei sentimenti ... e ti tutte le boiate di contorno.

PS: trovi che sia sufficiente ?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
è sufficiente

Ora dovrebbe esserti più chiaro sul perchè, ho smesso di credere nei sentimenti e nelle persone.

Mi sembra che sia sufficiente così, .... non riuscirei più sopportare altre fregature ... sono leggermente esausto della gente, dei sentimenti ... e ti tutte le boiate di contorno.

PS: trovi che sia sufficiente ?
Basta e ..avanza!
Ma con tua moglie avevi investito in fiducia e non sei soddisfatto di come hai chiuso infatti la cosa ti si ripresenta ancora...
E' un'osservazione in base a quello che dici..non è un suggerimento su cosa fare


 

Bruja

Utente di lunga data
............

Certo che se uno inizia a prender schiaffi esistenziali a quel'età, e la faccenda perdura anche da adulto, la voglia di credere alla disponibilità ed all'affetto delle persone è normale che sia latitante.
Sono prove molto pesanti e dare qualunque valutazione credo sia difficile anche per uno specialista.
E' tuttavia indubbio che questa situazione pregressa spiega molte cose...........
Posso solo essere solidale con Fa per quello che ha affrontato.
Bruja
 
O

Old Pinguino

Guest
Ora dovrebbe esserti più chiaro sul perchè, ho smesso di credere nei sentimenti e nelle persone.

Mi sembra che sia sufficiente così, .... non riuscirei più sopportare altre fregature ... sono leggermente esausto della gente, dei sentimenti ... e ti tutte le boiate di contorno.

PS: trovi che sia sufficiente ?
Caro Fa ti capisco, in breve, nasco nel 63 nel 65 ero gia fuori casa grazie a un padre merda che più che cercarla a tutte non faceva e una madre idiota succube. Mi prendono i nonni materni abitanti sui 300 Km di distanza, non vedo i mie per 6 anni poi mi riportano a casa per le vacanze, finite mio padre riempie un sacchetto della spesa con le mie cose senza dire una parola mi porta in collegio e se ne va. Non lo vedo per due anni poi ancora breva periodo con i mie, carabinieri in casa per le continue litigate dei miei concluse con la separazione durata 5 anni. Poi si sono rimessi assieme. In que 5 anni ho vissuto ancora con i nonni materni, a 14 anni è ricomparso mio padre che mi ha fatto interrompere la scuola proffesionale per mandarmi a lavorare, mia madre naturalmente sempre succobe. Quando mi sposo credo di avere trovato una brava persona invece ho sposato una zoccola, prima ero un pessimista non avevo fiducia di nessuno immagina adesso. Tu pensa tradito con uno uguale a mio padre, ha pure lo stesso segno zodiacale. Ho solo tanta voglia di farla finita, tante volte mi sembra la sola soluzione giusta ma grazie a tutte le stronzate di mio padre ho perso un fratello di 20anni suicida, è stato adottato a 4anni. Questo mi aiuta a non farlo anche se tante volte la tentazione è forte. Da quando sono nato che prendo batoste, sono stufo, anche cercare un'altra donna chi mi dice che non lo prenda ancora nel culo? Te lo fatta breve ma ne avrei ancora da dire.
 

Lettrice

Utente di lunga data
FA

Vedi ora mi hai fatto tenerezza e non riusciro' piu' ad essere onesta nel darti addosso...
 

Bruja

Utente di lunga data
che dire?

Caro Fa ti capisco, in breve, nasco nel 63 nel 65 ero gia fuori casa grazie a un padre merda che più che cercarla a tutte non faceva e una madre idiota succube. Mi prendono i nonni materni abitanti sui 300 Km di distanza, non vedo i mie per 6 anni poi mi riportano a casa per le vacanze, finite mio padre riempie un sacchetto della spesa con le mie cose senza dire una parola mi porta in collegio e se ne va. Non lo vedo per due anni poi ancora breva periodo con i mie, carabinieri in casa per le continue litigate dei miei concluse con la separazione durata 5 anni. Poi si sono rimessi assieme. In que 5 anni ho vissuto ancora con i nonni materni, a 14 anni è ricomparso mio padre che mi ha fatto interrompere la scuola proffesionale per mandarmi a lavorare, mia madre naturalmente sempre succobe. Quando mi sposo credo di avere trovato una brava persona invece ho sposato una zoccola, prima ero un pessimista non avevo fiducia di nessuno immagina adesso. Tu pensa tradito con uno uguale a mio padre, ha pure lo stesso segno zodiacale. Ho solo tanta voglia di farla finita, tante volte mi sembra la sola soluzione giusta ma grazie a tutte le stronzate di mio padre ho perso un fratello di 20anni suicida, è stato adottato a 4anni. Questo mi aiuta a non farlo anche se tante volte la tentazione è forte. Da quando sono nato che prendo batoste, sono stufo, anche cercare un'altra donna chi mi dice che non lo prenda ancora nel culo? Te lo fatta breve ma ne avrei ancora da dire.
Le parole qui stanno zero............. ti auguro solo di trovare la forza di credere e sperare, in fondo non è la vita ad essere una merda, spesso è chi ce la prepara e chi perfino ce la vieta. Capita che il diritto di vivere la propria vita in modo decoroso diventi un "guadagnarsi il vivere" .................ne parla in modo adeguato Pavese nel suo "ll mestiere di vivere"; se non lo hai letto te lo consiglio, è un testo che non dovrebbe essere ignorato.
Bruja
 

La Lupa

Utente di lunga data
Le parole qui stanno zero............. ti auguro solo di trovare la forza di credere e sperare, in fondo non è la vita ad essere una merda, spesso è chi ce la prepara e chi perfino ce la vieta. Capita che il diritto di vivere la propria vita in modo decoroso diventi un "guadagnarsi il vivere" .................ne parla in modo adeguato Pavese nel suo "ll mestiere di vivere"; se non lo hai letto te lo consiglio, è un testo che non dovrebbe essere ignorato.
Bruja
E però... ehm... Pavese non lo consiglierei come esempio Bru...


Ma. Io su questi racconti sto zitta, sì.
Pure io so stare zitta.

Potrei dire che per natura io non guardo in dietro e consigliare di fare altrettanto ma... mi rendo conto che forse certi mostri non se ne vanno mai.

Sto zitta, va.
 

Bruja

Utente di lunga data
Lupa

Capisco cosa intendi ma, se i mostri non li conosci a fondo e non ti ci confronti come li combatti?................. a volte vedere chi o come soccombe a questi "mostri" può aiutare a trovare la forza e la motivazione per combatterli o almeno opporre resistenza.
Bruja
 

La Lupa

Utente di lunga data
Capisco cosa intendi ma, se i mostri non li conosci a fondo e non ti ci confronti come li combatti?................. a volte vedere chi o come soccombe a questi "mostri" può aiutare a trovare la forza e la motivazione per combatterli o almeno opporre resistenza.
Bruja
Sì Bru... ma non so... non ho opinioni a riguardo perchè quelle che avrei mi rendo conto che sono falsate da non aver vissuto in prima persona la cosa.

In seconda sì, però...

Mia mamma è stata abbandonata da sua madre quando aveva due anni.
La mia nonna è scappata lontano con un uomo del quale era molto innamorata.
Mia mamma è cresciuta col papà che l'aveva affidata prima alle cure di sua madre (che era però ... ehm... donna di malaffare) e successivamente lasciata in collegio fino a quando non si è risposato.

Ora, di tutto questo, che a me apparentemente toccherebbe poco (se non fosse che ho molta voglia di conoscere la mia vera nonna, l'unica ancora in vita!), quello che mi ha perplesso crescendo è la lentezza con cui mia madre ha superato l'abbandono.

C'è riuscita circa una decina d'anni fa. Aveva circa 52, 53 anni.

Io ricordo lei, quando ero bambina, che mi accusava di non esserle sufficientemente riconoscente, perchè almeno io una madre l'avevo, lei no!!!

Io sono sempre stata piuttosto lucida nei confronti di mia madre e mi rendevo conto che era una stronza, ma come non giustificarla?

Sono cresciuta con mia nonna. (l'altra, ovviamente).
 
O

Old Pinguino

Guest
Per Bruja

Capisco cosa intendi ma, se i mostri non li conosci a fondo e non ti ci confronti come li combatti?................. a volte vedere chi o come soccombe a questi "mostri" può aiutare a trovare la forza e la motivazione per combatterli o almeno opporre resistenza.
Bruja
Ho fatto una ricerca su internet su Cesare Pavese prima possibile vado a comprarmi il libro, il tarlo del suicidio è un pò che lo porto dentro. Certi giorni combatto bene altri è dura, vediamo come va a finire. Sò che è una cosa sbagliata ma mi sembra l'unica soluzione possibile. Dicono che chi ne parla non lo farà mai ma io sono solo non ho nessuno che ascolta il mio urlo di dolore, la mia disperazione.
 

Bruja

Utente di lunga data
La Lupa

Sai a volte non solo la personalità e la caratterialità contano ma anche il periodo in cui si vive. Chissà se oggi tua madre e tua nonna avrebbero fatto le stesse scelte esistenziali e temporali.
Comunque capisco bene che di fronte a certe prove sia sempre difficile optare per una scelta ......... giocano fattori così delicati che in queste vicende bisogna entrarci in punta di piedi. Forse hanno sbagliato entrambe, o forse non avevano scelta confrontandosi con sentimenti più forti di loro........... i tempi di metabolizzazione di certi eventi hanno molti fattori che concorrono a regolarli. Forse più che capire il perchè, dovresti comprendere che una sitiazione tanto compassionevole può impaurire fino a rendere difficile lo sganciamento emotivo-affettivo. Quanto accadeva un simile evento chi ne era coinvolta aveva anche l'esterno che premeva con il perbenismo e la solita morale pelosa........... oggi appunto, forse sarebbe stato diverso.
Buona serata
Bruja
 

Bruja

Utente di lunga data
Pinguinoi

Ho fatto una ricerca su internet su Cesare Pavese prima possibile vado a comprarmi il libro, il tarlo del suicidio è un pò che lo porto dentro. Certi giorni combatto bene altri è dura, vediamo come va a finire. Sò che è una cosa sbagliata ma mi sembra l'unica soluzione possibile. Dicono che chi ne parla non lo farà mai ma io sono solo non ho nessuno che ascolta il mio urlo di dolore, la mia disperazione.
Ho parlato di Pavese per esemplificare come affronta letterariamente la fatica di vivere, il suicidio è ben altro.
Credo che qualunque sia il dolore che si ha dentro quella sia la scelta sbagliata in partenza........... ma è vero che per capire perchè lo sia bisogna anche leggere chi la scelta l'ha fatta e con quali motivazioni. Ma attenzione, spesso si parla di suicidio e si intende tentarlo...............il tentato suicicio è sempre e solo una richiesta di aiuto, un urlo di dolore e solitudine, l'ultima ratio per chiamare qualcuno affinchè si occupi di noi e ci tenda una mano. Il suicidio non è una soluzione alla solitudine o alla delusione...... mai!
Quindi se il tuo interesse èscientifico è un conto, ma se credi di trovare avalli alle tue idee strambe, credo sia sbagliato come approccio e come intenzione.
Bruja
 

Old bastardo dentro

Utente di lunga data
Ho fatto una ricerca su internet su Cesare Pavese prima possibile vado a comprarmi il libro, il tarlo del suicidio è un pò che lo porto dentro. Certi giorni combatto bene altri è dura, vediamo come va a finire. Sò che è una cosa sbagliata ma mi sembra l'unica soluzione possibile. Dicono che chi ne parla non lo farà mai ma io sono solo non ho nessuno che ascolta il mio urlo di dolore, la mia disperazione.
Come chi ti ha risposto fino adesso, mi sento davvero inadeguato, a dirti qualsiasi parola. vorrei infonderti coraggio, vorrei che la voglia di tutto tornasse dentro di te, presto. il tuo racconto è straziante, davvero. posso solo essere solidale con te, per quante difficoltà posso avere affrontato non ho idea di cosa possa passare tu, veramente, e della difficoltà nel fare le cose nel trovarvi una motivazione. ti abbraccio virtualmente ti esorto con quanta più forza a trovare un senso alla tua sofferenza proprio per mertiarti in futuro dei momenti di serenità, ciò che hai passato e il dolore che hai dentro forse non se ne andranno e saranno tuoi compagni per sempre ma l'amicizia e l'amore sono dei potenti anestetici. e, sono sicuro che, prima o poi, tutto questo toccherà anche a Te. Coraggio, coraggio e ancora coraggio!

bastardo dentro
 

Iris

Utente di lunga data
Un storia simile a quella di mia madre. Solo chelei ltre a trovarsi in collegio senza sua mamma, non ha mai conosciuto il padre.
Non l'ha mai superato..ed in qualche modo si è vendicata su di noi figlie.
Certi traumi si trascinano di generazione in generazione.
Per me è doloroso parlarne ancora adesso.

Sì Bru... ma non so... non ho opinioni a riguardo perchè quelle che avrei mi rendo conto che sono falsate da non aver vissuto in prima persona la cosa.

In seconda sì, però...

Mia mamma è stata abbandonata da sua madre quando aveva due anni.
La mia nonna è scappata lontano con un uomo del quale era molto innamorata.
Mia mamma è cresciuta col papà che l'aveva affidata prima alle cure di sua madre (che era però ... ehm... donna di malaffare) e successivamente lasciata in collegio fino a quando non si è risposato.

Ora, di tutto questo, che a me apparentemente toccherebbe poco (se non fosse che ho molta voglia di conoscere la mia vera nonna, l'unica ancora in vita!), quello che mi ha perplesso crescendo è la lentezza con cui mia madre ha superato l'abbandono.

C'è riuscita circa una decina d'anni fa. Aveva circa 52, 53 anni.

Io ricordo lei, quando ero bambina, che mi accusava di non esserle sufficientemente riconoscente, perchè almeno io una madre l'avevo, lei no!!!

Io sono sempre stata piuttosto lucida nei confronti di mia madre e mi rendevo conto che era una stronza, ma come non giustificarla?

Sono cresciuta con mia nonna. (l'altra, ovviamente).
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
verissimo

Un storia simile a quella di mia madre. Solo chelei ltre a trovarsi in collegio senza sua mamma, non ha mai conosciuto il padre.
Non l'ha mai superato..ed in qualche modo si è vendicata su di noi figlie.
Certi traumi si trascinano di generazione in generazione.
Per me è doloroso parlarne ancora adesso.
Ci si trascina dentro come macigni anche cose di altra e al confronto minima importanza...
 

Bruja

Utente di lunga data
E' vero

Ci si trascina dentro come macigni anche cose di altra e al confronto minima importanza...​
Devo darti ragione, spesso la soglie di importanza e di dolore che ci provocano alcune situazioni sono diverse da persona a persona e da sensibilità a sensibilità. Spesso fra grandi dolori ci sono piccole cose, dettagli, che rendono insoffribile, incomprensibile ed insostenibile situazioine che magari neppure ci appartengono come vissuto.
Bruja
 
O

Old Compos mentis

Guest
Non è una gara a chi ha il maggiore dolore.
Come si è detto nelle ultime pagine di questo post, ognuno percepisce il proprio dolore con un soggettivo termometro emozionale. E' chiaro che confrontando il proprio dolore con altri, se ne deriva una analisi del "più e meno" grande dolore.
La verità è che noi siamo il risultato delle esperienze vissute da noi e dagli altri. E dentro alimentiamo delle bestie che ci divorano. E la morte, emozionale, è lenta ed inesorabile.
La psichiatria dice che il figlio di un violentatore avrà grandi probabilità di essere un violento con le donne. Il figlio di un ubriacone avrà grandi probabilità di farsi coinvolgere o quantomeno sentirsi attratto dall'alcol. E così via.
La verità è che quei traumi vissuti ci hanno formati e, inesorabilmente, in quel processo di "costruzione" dell'individuo e della sua personalità questa melma molliccia sarà alle fondamenta della costruzione, mescolata alle fondamenta "buone".
Questi traumi fanno parte di noi, è inutile tentare di negarlo agli altri ed a noi stessi. Sono insiti nei nostri discorsi, atteggiamenti, pensieri. E spesso non ce ne accorgiamo. E per questo sono pericolosi.
La differenza sta in un carattere più o meno forte.
Il carattere meno forte subirà questi drammi presumibilmente passivamente. Il carattere più forte saprà riconoscerli e passerà l'intera sua vita a combattere questi mostri. Ma la battaglia è persa sin dall'inizio. Perché quella melma, per quante soppalcature si vorranno fare, ha reso fragili le fondamenta... ed il pericolo è sempre lì.

Io mi ritengo un carattere forte, molto analitica (vuoi per deformazione professionale) nel pensare e nel fare. E mi sto rendendo conto di come traumi pregressi siano presenti nelle mie scelte e nel mio modo di vivere. E sono sicura che la percezione dei danni di questi traumi sia ancora ben lontana da quella reale. E so che avò tante altre sorprese col trascorrere degli anni. E temo il matrimonio. E temo la gravidanza. E se sento qualcuno parlare ad alta voce, rabbrividisco e mi chiudo in me stessa e divento scontrosa. Ed ho paura.
 

La Lupa

Utente di lunga data
Un storia simile a quella di mia madre. Solo chelei ltre a trovarsi in collegio senza sua mamma, non ha mai conosciuto il padre.
Non l'ha mai superato..ed in qualche modo si è vendicata su di noi figlie.
Certi traumi si trascinano di generazione in generazione.
Per me è doloroso parlarne ancora adesso.
Mh.
La mia è stata ed è una di quelle madri che oggi si chiamano anaffettive.

Ho sempre pensato che la mia totale mancanza di desiderio di maternità molto dipenda da quello.

Sono anche certa che se avessi un figlio, sarei a mia volta una madre anaffettiva.

Sì, ci si portano dietro gli antenati.
Non è una novità.
 

Iris

Utente di lunga data
Mh.
La mia è stata ed è una di quelle madri che oggi si chiamano anaffettive.

Ho sempre pensato che la mia totale mancanza di desiderio di maternità molto dipenda da quello.

Sono anche certa che se avessi un figlio, sarei a mia volta una madre anaffettiva.

Sì, ci si portano dietro gli antenati.
Non è una novità.
Io ho subito dei danni. Nell'infanzia e nell'adolescenza. Alla continua ricerca di attenzioni e di approvazione.
ancora oggi, penso che il mio modo di relazionarmi agli uomini sia dovuta alla mancata accettazione materna.
Mia nonna non accettava mia madre, mia madre non accettava noi figlie e così via...
Mia sorella ha rinunciato alla maternità; io no.
 
Stato
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