Vaga discussioni sulla sensazione di libertà

danny

Utente di lunga data
Per un attimo voltate lo sguardo all'indietro.
Pensate agli anni 80, o 90.
Pensate alla vostra vita, ai vostri ideali, ai progetti, ai sogni, a tutte le vostre possibilità.
Ricordate le vostre uscite con gli amici.
Il cinema in centro, i concerti estivi gratuiti degli artisti emergenti, i topless i sulle spiagge, il bagno nudi a mezzanotte e le trombate in spiaggia di notte, le uscite in 4 macchine che immancabilmente si perdevano per strada dopo qualche chilometro.
Il lavoro. Lo studio. I soldi in tasca.
Le donne e gli uomini che vi piacevano. Nessuno depilato, nessuno rifatto.
La camporella nel parco dietro casa.
L'auto sul greto del fiume.
I film d'essai. I cinema che potevi entrare a spettacolo già iniziato. I cantautori. Le serate a suonare e cantare in spiaggia.
Tre reti nazionali. La Tv a colori. Il mangianastri. Il maglione di lana. Le lampadine a incandescenza. Il duplex. I piatti dal lavare nel lavello.
Il caldo d'estate. Senza aria condizionata. I finestrini aperti. Le auto vecchie tenute bene dei vecchietti. Il maglione fatto a mano.
Ora torniamo ai nostri tempi.
Ne abbiamo fatta di strada, eh. Meglio oggi, decisamente, per molti aspetti.
Eppure ho una vaga sensazione che tra tante cose in più che ora abbiamo qualcosa sia venuto a mancare.
Per esempio la sensazione di maggiore libertà (anche nel farsi i cazzi propri senza finire giudicati su qualche social) che c'era allora.
E forse non solo questo. Perché?
 
Ultima modifica:

Lara3

Utente di lunga data
Per un attimo voltate lo sguardo all'indietro.
Pensate agli anni 80, o 90.
Pensate alla vostra vita, ai vostri ideali, ai progetti, ai sogni, a tutte le vostre possibilità.
Ricordate le vostre uscite con gli amici.
Il cinema in centro, i concerti estivi gratuiti degli artisti emergenti, i topless i sulle spiagge, il bagno nudi a mezzanotte e le trombate in spiaggia di notte, le uscite in 4 macchine che immancabilmente si perdevano per strada dopo qualche chilometro.
Il lavoro. Lo studio. I soldi in tasca.
Le donne e gli uomini che vi piacevano. Nessuno depilato, nessuno rifatto.
La camporella nel parco dietro casa.
L'auto sul greto del fiume.
I film d'essai. I cinema che potevi entrare a spettacolo già iniziato. I cantautori. Le serate a suonare e cantare in spiaggia.
Tre reti nazionali. La Tv a colori. Il mangianastri. Il maglione di lana. Le lampadine a incandescenza. Il duplex. I piatti dal lavare nel lavello.
Il caldo d'estate. Senza aria condizionata. I finestrini aperti. Le auto vecchie tenute bene dei vecchietti. Il maglione fatto a mano.
Ora torniamo ai nostri tempi.
Ne abbiamo fatta di strada, eh. Meglio oggi, decisamente, per molti aspetti.
Eppure ho una vaga sensazione che tra tante cose in più che ora abbiamo qualcosa sia venuto a mancare.
Per esempio la sensazione di maggiore libertà (anche nel farsi i cazzi propri senza finire giudicati su qualche social) che c'era allora.
E forse non solo questo. Perché?
Nostalgia ... della nostra giovinezza.
Sentivo il profumo dei tempi passati nelle tue parole.
Eccetto camporelle &co
 

danny

Utente di lunga data
Io per esempio non sono tanto nostalgico.
Ma da appassionato di auto (e anche di bici) non sopporto strisce blu, gialle, piste ciclabili ad minchiam, restringimenti carreggiata, area B, C, Euro qui e lì, blocchi come mi gira. Sono cresciuto che si andava in centro a Milano con qualsiasi auto parcheggiando ovunque la sera per andare per esempio al cinema e confesso che non mi dà la stessa sensazione andare al centro commerciale a vedere un film. Di cinema in centro a Milano ne sono rimasti pochi, esattamente come i posti auto (quelle rare volte che ci vado uso i parcheggi a pagamento privati). Ora prima di uscire mi devo fare un planning per capire esattamente dove passare e cosa fare. Qualcuno dice che è un progresso, altri che lo è solo per chi ha i soldi, io serenamente la ritengo solo una rottura di balle in più.
E' un esempio banale. Non entro nella fiscalità e nel mondo del lavoro perché la situazione è tutt'altro che migliorata.
Ho la sensazione che ci sia stato un aumento delle attività fastidiose e noiose col tempo.
 

danny

Utente di lunga data
Un'altro dei cambiamenti epocali degli ultimi 20/30 anni è l'essere divenuti raggiungibili, sempre e ovunque.
Se non è il telefono, è una chat, un social, ma chiunque sa come trovarti. In qualsiasi momento.
Anche con l'amante, per dire.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La sensazione di libertà è dipendente dal non avere legami.
In realtà sono molto più libera ora. Solo che non so cosa farmene di tutta questa libertà.
 

danny

Utente di lunga data
Anni fa, per esempio, per praticare naturismo andavi su una spiaggia e finiva lì. C'era un'associazione, comunicavi con loro con una rivista che arrivava ogni 3 mesi. Oggi ho tre chat WA, due gruppi Facebook, senza contare i vari forum da cui si attingono informazioni.
Prima di andare al ristorante c'è sempre quello che ti arriva con Trip Advisor. E addio sorpresa.
E questo andazzo sembra piacere: c'è chi profetizza un mondo di auto a guida assistita. Gli amanti andranno in motel senza possibilità di tenerlo celato al GPS. E la camporella in auto nei parchi sparirà, a meno che non ci sia una App che ti porti nel posto giusto. Chissà.
Beh, d'altronde i parchi saranno interdetti alle auto. La sensazione di dover rendere conto a qualcuno che non si sa chi sia, nel condividere dati obbligatoriamente per poter fare qualcosa...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Anni fa, per esempio, per praticare naturismo andavi su una spiaggia e finiva lì. C'era un'associazione, comunicavi con loro con una rivista che arrivava ogni 3 mesi. Oggi ho tre chat WA, due gruppi Facebook, senza contare i vari forum da cui si attingono informazioni.
Prima di andare al ristorante c'è sempre quello che ti arriva con Trip Advisor. E addio sorpresa.
E questo andazzo sembra piacere: c'è chi profetizza un mondo di auto a guida assistita. Gli amanti andranno in motel senza possibilità di tenerlo celato al GPS. E la camporella in auto nei parchi sparirà, a meno che non ci sia una App che ti porti nel posto giusto. Chissà.
Beh, d'altronde i parchi saranno interdetti alle auto.
Gran parte di queste cose sono comodità volute.
C’è anche chi non ha il cellulare o ne ha un modello senza internet.
Però poi scopre che le comodità interessano anche a lui.
Invece c’è il problema del controllo da parte di chi abbiamo vicino o dei network.
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
Per un attimo voltate lo sguardo all'indietro.
Pensate agli anni 80, o 90.
Pensate alla vostra vita, ai vostri ideali, ai progetti, ai sogni, a tutte le vostre possibilità.
Ricordate le vostre uscite con gli amici.
Il cinema in centro, i concerti estivi gratuiti degli artisti emergenti, i topless i sulle spiagge, il bagno nudi a mezzanotte e le trombate in spiaggia di notte, le uscite in 4 macchine che immancabilmente si perdevano per strada dopo qualche chilometro.
Il lavoro. Lo studio. I soldi in tasca.
Le donne e gli uomini che vi piacevano. Nessuno depilato, nessuno rifatto.
La camporella nel parco dietro casa.
L'auto sul greto del fiume.
I film d'essai. I cinema che potevi entrare a spettacolo già iniziato. I cantautori. Le serate a suonare e cantare in spiaggia.
Tre reti nazionali. La Tv a colori. Il mangianastri. Il maglione di lana. Le lampadine a incandescenza. Il duplex. I piatti dal lavare nel lavello.
Il caldo d'estate. Senza aria condizionata. I finestrini aperti. Le auto vecchie tenute bene dei vecchietti. Il maglione fatto a mano.
Ora torniamo ai nostri tempi.
Ne abbiamo fatta di strada, eh. Meglio oggi, decisamente, per molti aspetti.
Eppure ho una vaga sensazione che tra tante cose in più che ora abbiamo qualcosa sia venuto a mancare.
Per esempio la sensazione di maggiore libertà (anche nel farsi i cazzi propri senza finire giudicati su qualche social) che c'era allora.
E forse non solo questo. Perché?
io abitavo in un quartiere popolare, tutti sapevano tutto di tutti. Era un social vocale.
Venivi marchiato in diretta.
I social ,basta non farne parte e vivi tranquillo.
Semmai oggi manca proprio il rapporto di vicinato di una volta, con la vicina che non si faceva mai i cazzi suoi.
Stessa cosa tra amici ci si scrive invece di vedersi.
A me manca il rapporto diretto unano
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
E' il controllo soprattutto che sento più forte, e il rispetto della legalità.
Oggi ho la sensazione che ci siano meno "margini" per quell'illegalità gioiosa delle scopate all'aria aperta.
Qui a Parigi poi non ne parliamo. FIno a una decina di anni fa, c'erano bar fantastici dove artisti di successo bevavano al bancone con mezzi clochard. Oggi non si vede più, ognuno rimane nei propri confini.
Oltre allo stato di polizia, forse i telefonini hanno giocato un ruolo, nel senso che ogni nostra azione potrebbe essere filmata.
Non se ne parla molto, ma credo che sia un freno fortissimo quello di poter essere ripreso mentre fai petting sulla panchina o se qualcuno ti riconsosce al bar.
 

danny

Utente di lunga data
Invece c’è il problema del controllo da parte di chi abbiamo vicino o dei network.
Mi viene in mente la tanto auspicata abolizione del contante. Gli intenti sono nobili, forse, ma perché dovrei far sapere a qualcuno che pago un motel?
O ancor peggio, che sovvenziono un partito o un'associazione?
Sono dati che vorrei rimanessero personali.
 

danny

Utente di lunga data
E' il controllo soprattutto che sento più forte, e il rispetto della legalità.
Oggi ho la sensazione che ci siano meno "margini" per quell'illegalità gioiosa delle scopate all'aria aperta.
Qui a Parigi poi non ne parliamo. FIno a una decina di anni fa, c'erano bar fantastici dove artisti di successo bevavano al bancone con mezzi clochard. Oggi non si vede più, ognuno rimane nei propri confini.
Oltre allo stato di polizia, forse i telefonini hanno giocato un ruolo, nel senso che ogni nostra azione potrebbe essere filmata.
Non se ne parla molto, ma credo che sia un freno fortissimo quello di poter essere ripreso mentre fai petting sulla panchina o se qualcuno ti riconsosce al bar.
Neretto: mi piace la definizione "illegalità gioiosa".
Parliamone.
 
Ultima modifica:

Irrisoluto

Utente di lunga data
io abitavo in un quartiere popolare, tutti sapevano tutto di tutti. Era un social vocale.
Venivi marchiato in diretta.
I social ,basta non farne parte e vivi tranquillo.
Semmai oggi manca proprio il rapporto di vicinato di una volta, con la vicina che non si faceva mai i cazzi suoi.
Stessa cosa tra amici ci si scrive invece di vedersi.
A me manca il rapporto diretto unano
ma è per questo che molti preferivano abitare nelle grandi città, o abbandonare i quartieri popolari in cui si riproduceva lo stesso clima asfissiante della provincia.
oggi anche nelle grandi città sei controllato, e non è un grande avanzamento.
infine, io francamente non rimpiango neanche un po' la vicina che mi parla delle sole due cazzate che le smouvono i neuroni, di come cucina il ragu' o di com'è duro lavare i pavimenti
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi viene in mente la tanto auspicata abolizione del contante. Gli intenti sono nobili, forse, ma perché dovrei far sapere a qualcuno che pago un motel?
O ancor peggio, che sovvenziono un partito o un'associazione?
Sono dati che vorrei rimanessero personali.
È sempre un problema trovare un equilibrio tra libertà e sicurezza.
Sinceramente non ho mai fatto una spesa da tenere segreta.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Neretto: mi piace la definizione "illegalità gioiosa".
Parliamone.
Credo sia fonte di gioia frequentare ogni tanto, o almeno avere la possibilità di farlo, degli spazi di libertà assoluta, in cui puoi fare cazzate ai limiti della legalità e in anonimato, senza che cio' ovviamente provochi danni reali ad altri individui.

A me pare, ma forse qui gioca anche l'età, che questi spazi siano sempre più ridotti.

Più precisamente, sono ridotti qualitativamente perché sono regolamentati.

E non solo la regolamentazione è sempre più restrittiva, ma anche sempre più applicata in virtù della famosa cultura della legalità.
Ora, a me piaceva da matti farmi una canna in pieno giorno dietro le colonne del Banco ambrosiano.
Era illegale, ma non facevo del male a nessuno, la polizia passava e chiudeva un occhio, e io mi sentivo libero di infrangere un po' la legge.
Ora stanno proponendo di legalizzare la marjuana, appunto regolamentandone vendita a consumo. Probabilmente finirà come ad Amsterdam. Una tristezza infinita.

PErché non era la sostanza in sé che mi interessava, ma tutto cio' che c'era intorno, e anche quello stare al limite della giustizia.
Stesso vale per il sesso. C'erano luoghi in cui, pur essendo comunque vietato farlo, di fatto era consentito. Se facessero delle aree dedicate al sesso, e perseguissero chi esce dal recinto di quelle aree, credo che il risultato sarebbe di uno squallore infinito.

Credo che con la regolamentazione degli spazi in cui è consentito il naturismo possa avvenga la stessa cosa.
 

ermik

Utente di lunga data
.....appena letto l'incipit mi sono cadute le palle e non ho proseguito nella lettura
il passato è passato, lo dice la parola stessa.....

scusa la brutalità, appena mi calmo rileggo e magari correggo la mira
 

Martes

Utente di lunga data
Per un attimo voltate lo sguardo all'indietro.
Pensate agli anni 80, o 90.
Pensate alla vostra vita, ai vostri ideali, ai progetti, ai sogni, a tutte le vostre possibilità.
Ricordate le vostre uscite con gli amici.
Il cinema in centro, i concerti estivi gratuiti degli artisti emergenti, i topless i sulle spiagge, il bagno nudi a mezzanotte e le trombate in spiaggia di notte, le uscite in 4 macchine che immancabilmente si perdevano per strada dopo qualche chilometro.
Il lavoro. Lo studio. I soldi in tasca.
Le donne e gli uomini che vi piacevano. Nessuno depilato, nessuno rifatto.
La camporella nel parco dietro casa.
L'auto sul greto del fiume.
I film d'essai. I cinema che potevi entrare a spettacolo già iniziato. I cantautori. Le serate a suonare e cantare in spiaggia.
Tre reti nazionali. La Tv a colori. Il mangianastri. Il maglione di lana. Le lampadine a incandescenza. Il duplex. I piatti dal lavare nel lavello.
Il caldo d'estate. Senza aria condizionata. I finestrini aperti. Le auto vecchie tenute bene dei vecchietti. Il maglione fatto a mano.
Ora torniamo ai nostri tempi.
Ne abbiamo fatta di strada, eh. Meglio oggi, decisamente, per molti aspetti.
Eppure ho una vaga sensazione che tra tante cose in più che ora abbiamo qualcosa sia venuto a mancare.
Per esempio la sensazione di maggiore libertà (anche nel farsi i cazzi propri senza finire giudicati su qualche social) che c'era allora.
E forse non solo questo. Perché?
L'argomento e l'atmosfera qui descritta a me fanno venire in mente questa:
 

danny

Utente di lunga data
Credo sia fonte di gioia frequentare ogni tanto, o almeno avere la possibilità di farlo, degli spazi di libertà assoluta, in cui puoi fare cazzate ai limiti della legalità e in anonimato, senza che cio' ovviamente provochi danni reali ad altri individui.

A me pare, ma forse qui gioca anche l'età, che questi spazi siano sempre più ridotti.

Più precisamente, sono ridotti qualitativamente perché sono regolamentati.

E non solo la regolamentazione è sempre più restrittiva, ma anche sempre più applicata in virtù della famosa cultura della legalità.
Ora, a me piaceva da matti farmi una canna in pieno giorno dietro le colonne del Banco ambrosiano.
Era illegale, ma non facevo del male a nessuno, la polizia passava e chiudeva un occhio, e io mi sentivo libero di infrangere un po' la legge.
Ora stanno proponendo di legalizzare la marjuana, appunto regolamentandone vendita a consumo. Probabilmente finirà come ad Amsterdam. Una tristezza infinita.

PErché non era la sostanza in sé che mi interessava, ma tutto cio' che c'era intorno, e anche quello stare al limite della giustizia.
Stesso vale per il sesso. C'erano luoghi in cui, pur essendo comunque vietato farlo, di fatto era consentito. Se facessero delle aree dedicate al sesso, e perseguissero chi esce dal recinto di quelle aree, credo che il risultato sarebbe di uno squallore infinito.

Credo che con la regolamentazione degli spazi in cui è consentito il naturismo possa avvenga la stessa cosa.
Hai colto esattamente nel segno.
È quella sensazione di essere regolamentato, rappresentato, gestito, inquadrato, il tutto per un beneficio collettivo che però limita la dimensione individuale, relegata in uno spazio conforme.
Se guardo al futuro, così contento anche Ermik, vedo lo stesso percorso proseguire inarrestabile.
C'è chi auspica l'abolizione della vettura privata.
Car Sharing per tutti. C'è chi ne fa uno strumento di propaganda politica
Ma io voglio guidare un'auto.
Provo piacere a farlo e a decidere di andare dove voglio io. E fare in auto quel che voglio.
Anche caricare una puttana, se desiderassi farlo. O pensare che anche se non mi interessa affatto farlo questo rientri tra le scelte che posso fare nella vita e che mi definiscono.
Avere la possibilità di scegliere è la miglior libertà auspicabile. Non voglio che qualcuno mi imponga visioni considerate corrette.
Voglio poter decidere io.
Per il naturismo va esattamente così.
Sempre più spazi gestiti e regolamentati.
Più noiosi, diciamo.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
E adesso proseguiamo immaginando due scenari.
Uno, un mondo in cui le relazioni extraconiugali sono lecite, accettate da tutti, basandosi sul fatto che si dà credito alla promiscuità crescente.
Un altro in cui la stessa promiscuità viene invece combattuta, condannando il tradimento in sede giudiziaria.
Sono due modalità differenti di gestire un fenomeno diffuso, ma entrambe hanno effetto sulla libertà di scelta degli individui.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Per un attimo voltate lo sguardo all'indietro.
Pensate agli anni 80, o 90.
Pensate alla vostra vita, ai vostri ideali, ai progetti, ai sogni, a tutte le vostre possibilità.
Ricordate le vostre uscite con gli amici.
Il cinema in centro, i concerti estivi gratuiti degli artisti emergenti, i topless i sulle spiagge, il bagno nudi a mezzanotte e le trombate in spiaggia di notte, le uscite in 4 macchine che immancabilmente si perdevano per strada dopo qualche chilometro.
Il lavoro. Lo studio. I soldi in tasca.
Le donne e gli uomini che vi piacevano. Nessuno depilato, nessuno rifatto.
La camporella nel parco dietro casa.
L'auto sul greto del fiume.
I film d'essai. I cinema che potevi entrare a spettacolo già iniziato. I cantautori. Le serate a suonare e cantare in spiaggia.
Tre reti nazionali. La Tv a colori. Il mangianastri. Il maglione di lana. Le lampadine a incandescenza. Il duplex. I piatti dal lavare nel lavello.
Il caldo d'estate. Senza aria condizionata. I finestrini aperti. Le auto vecchie tenute bene dei vecchietti. Il maglione fatto a mano.
Ora torniamo ai nostri tempi.
Ne abbiamo fatta di strada, eh. Meglio oggi, decisamente, per molti aspetti.
Eppure ho una vaga sensazione che tra tante cose in più che ora abbiamo qualcosa sia venuto a mancare.
Per esempio la sensazione di maggiore libertà (anche nel farsi i cazzi propri senza finire giudicati su qualche social) che c'era allora.
E forse non solo questo. Perché?
Si, il mio 42 di giro braccio. Eravamo noi che avevamo mille strade davanti mica il mondo.
 
Top