Stark72
Utente Bestemmiante
Ciao sono nuovo, appena iscritto, ma vi leggo da mesi, ossia da quando è finita la mia storia.
Dieci anni di matrimonio, due bambini, 37 anni lei, 42 io. Una coppia che faceva invidia a molti a dire degli amici, e in un soffio è finito tutto.
Una sera sono tornato a casa e come sempre sono andato a darle un bacio che lei improvvisamente non ha corrisposto, dicendomi "dobbiamo parlare".
Ha cominciato a dirmi che non mi ama più, che non vuole più andare avanti, che deve ritrovare sé stessa.
Ci sarà un fondo di verità, sicuramente non mi ama, ma mi sembravano tutte stronzatine, scuse puerili.
Allora le ho chiesto se c'era un altro e lei mi ha detto "c'è una persona che m'interessa".
Sono stato uno schifo (ma uno schifo vero) per il primo mese. Roba che non mangiavo anche per 3 giorni e non riuscivo a dormire.
Poi piano piano sono ritornato in me, è subentrata una gigantesca rabbia, non per il tradimento (ovvio che mi faccia incazzare) ma per la leggerezza con la quale ha distrutto una famiglia per totale immaturità, in assenza di motivi davvero gravi, ma solo per la pigrizia di dovere affrontare insieme quei piccoli problemi che la quotidianità necessariamente porta.
Il tutto condito dal fatto che non ci sono state avvisaglie particolari di questo voltafaccia, lei faceva sempre sembrare che tutto fosse a posto, se le chiedevi come stava diceva sempre che stava bene, se non eri convinto e insistevi ti rassicurava. Salvo poi sentirmi dire adesso che io non l'ascoltavo (boh???). Sicuramente avrò anche io le mie colpe.
E non parliamo del sesso. Fino all'ultimo un'intesa come il primo giorno. Ci siamo sempre cercati ci siamo sempre piaciuti.
Alla mia domanda "come facevi a venire a letto con me dopo essere stata con un altro", mi ha dato una risposta a dir poco disarmante: "lo sai che mi sei sempre piaciuto e lo sai che mi è sempre piaciuto farlo con te".
Una teenager.
Ho veramente avuto il dubbio che mi trovassi su scherzi a parte.
Ora perché sento il bisogno di scrivere qui?
Sto meglio, i rapporti sono distesi ma lei si comporta in modo incoerente.
Non posso applicare la teoria del "no contact" perché ci sono i bambini e perché malgrado tutto non riesco nemmeno a detestarla davvero, sebbene sia amareggiato e furibondo.
Allora nei limiti del possibile non la contatto per due o tre giorni, e se lei mi contatta per cose futili mi tengo sul telegrafico, sbrigativo.
Appena faccio così lei si irrigidisce, inizia a fare la vittima, quella che porta il peso del mondo sulle spalle. Sembra quasi che sia stato io a buttarla nel cassonetto e non il contrario.
Mi contatta su whatsapp (maledettissima applicazione....) per chiedermi come sto.
Mi propone di andare al cinema come due vecchi amici, di andare a mangiare una pizza o un gelato sempre come due vecchi amici.
Passa a prendersi un caffè.
Se rifiuto si irrigidisce come sopra e ricomincia la litania, e si autoflagella. Idem se dopo averla vista io m'innervosisco perché NON SONO UN SUO MALEDETTISSIMO AMICO e perché il tizio lo vede ancora, ci chiatta addirittura davanti a me.
Perché fa così? Perché cerca questa "normalizzazione"? Perché non si rende conto che così le mie ferite si riaprono in continuazione? Perché per questa "normalizzazione" usa il ricatto morale della serenità dei bambini?
Mi sto anche facendo aiutare da un terapista per affrontare questa situazione e non andare via di testa, e devo dire che sta funzionando. Sono un po' come bacinella piena d'acqua sbatacchiata che si sta calmando, ma lei ci butta sempre dentro un sassolino.
Le darà fastidio se sto tranquillo? Lei sembra una dannata, sembra davvero che sia stato io a lasciarla.
Scusate, sono stato prolisso.
Grazie a chi vorrà darmi una sua opinione
Dieci anni di matrimonio, due bambini, 37 anni lei, 42 io. Una coppia che faceva invidia a molti a dire degli amici, e in un soffio è finito tutto.
Una sera sono tornato a casa e come sempre sono andato a darle un bacio che lei improvvisamente non ha corrisposto, dicendomi "dobbiamo parlare".
Ha cominciato a dirmi che non mi ama più, che non vuole più andare avanti, che deve ritrovare sé stessa.
Ci sarà un fondo di verità, sicuramente non mi ama, ma mi sembravano tutte stronzatine, scuse puerili.
Allora le ho chiesto se c'era un altro e lei mi ha detto "c'è una persona che m'interessa".
Sono stato uno schifo (ma uno schifo vero) per il primo mese. Roba che non mangiavo anche per 3 giorni e non riuscivo a dormire.
Poi piano piano sono ritornato in me, è subentrata una gigantesca rabbia, non per il tradimento (ovvio che mi faccia incazzare) ma per la leggerezza con la quale ha distrutto una famiglia per totale immaturità, in assenza di motivi davvero gravi, ma solo per la pigrizia di dovere affrontare insieme quei piccoli problemi che la quotidianità necessariamente porta.
Il tutto condito dal fatto che non ci sono state avvisaglie particolari di questo voltafaccia, lei faceva sempre sembrare che tutto fosse a posto, se le chiedevi come stava diceva sempre che stava bene, se non eri convinto e insistevi ti rassicurava. Salvo poi sentirmi dire adesso che io non l'ascoltavo (boh???). Sicuramente avrò anche io le mie colpe.
E non parliamo del sesso. Fino all'ultimo un'intesa come il primo giorno. Ci siamo sempre cercati ci siamo sempre piaciuti.
Alla mia domanda "come facevi a venire a letto con me dopo essere stata con un altro", mi ha dato una risposta a dir poco disarmante: "lo sai che mi sei sempre piaciuto e lo sai che mi è sempre piaciuto farlo con te".
Una teenager.
Ho veramente avuto il dubbio che mi trovassi su scherzi a parte.
Ora perché sento il bisogno di scrivere qui?
Sto meglio, i rapporti sono distesi ma lei si comporta in modo incoerente.
Non posso applicare la teoria del "no contact" perché ci sono i bambini e perché malgrado tutto non riesco nemmeno a detestarla davvero, sebbene sia amareggiato e furibondo.
Allora nei limiti del possibile non la contatto per due o tre giorni, e se lei mi contatta per cose futili mi tengo sul telegrafico, sbrigativo.
Appena faccio così lei si irrigidisce, inizia a fare la vittima, quella che porta il peso del mondo sulle spalle. Sembra quasi che sia stato io a buttarla nel cassonetto e non il contrario.
Mi contatta su whatsapp (maledettissima applicazione....) per chiedermi come sto.
Mi propone di andare al cinema come due vecchi amici, di andare a mangiare una pizza o un gelato sempre come due vecchi amici.
Passa a prendersi un caffè.
Se rifiuto si irrigidisce come sopra e ricomincia la litania, e si autoflagella. Idem se dopo averla vista io m'innervosisco perché NON SONO UN SUO MALEDETTISSIMO AMICO e perché il tizio lo vede ancora, ci chiatta addirittura davanti a me.
Perché fa così? Perché cerca questa "normalizzazione"? Perché non si rende conto che così le mie ferite si riaprono in continuazione? Perché per questa "normalizzazione" usa il ricatto morale della serenità dei bambini?
Mi sto anche facendo aiutare da un terapista per affrontare questa situazione e non andare via di testa, e devo dire che sta funzionando. Sono un po' come bacinella piena d'acqua sbatacchiata che si sta calmando, ma lei ci butta sempre dentro un sassolino.
Le darà fastidio se sto tranquillo? Lei sembra una dannata, sembra davvero che sia stato io a lasciarla.
Scusate, sono stato prolisso.
Grazie a chi vorrà darmi una sua opinione