Testa-cuore

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Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
O

Old Compos mentis

Guest
Sarà la giovane età, non so, ma mi trovo spiazzata dalle situazioni e dalle reazioni che ho. Non so come muovermi. Mi sento una pedina in una enorme scacchiera che non conosco. Seguire l'istinto, questo è ciò che consigliano. Lo seguo, da sempre... e nel seguirlo quella vocina tanto imbarazzante e fastidiosa quanto saggia mi suggerisce ciò che accadrà; ed è ciò che è.
Allora mi domando: seguo l'istinto per assecondare le mie passioni, la vocina dispettosa già mi anticipa quanto sarà, ho imparato a mie spese che ciò che dice è veritiero, ma ogni volta, ogni santissima volta, in qualunque situazione e con qualsiasi persona sia, mi ostino a non voler dare un seguito ai consigli di quella vocina indisponente perché mi intestardisco a pensare che "questa volta la vocina potrebbe sbagliare", mi incaponisco a sperare che si sbagli... e puntualmente la vocina ha ragione, sale sul podio della vittoria, mi indica e mi dice -avevo ragione piccola, potevi fidarti di me!-.
Questa indole da romantica eterna contrasta fortemente col grande senso reale che ho. Se seguissi questo "senso del reale" probabilmente mi eviterei non poche delusioni, eppure continuo a non voler dare ascolto a quanto quella vocina suggerisce. Masochismo? Chissà. Purtroppo sono conscia delle delusioni cui vado incontro e continuo a camminare a testa alta verso quel portone che so di trovare chiuso. Stupidità? Può darsi. Ma quel che trovo di bello in quel cammino fino a quel portone mi spinge a voler percorrere quei sentieri, sebbene già sappia che quel portone sarà chiuso, lo so sin dalla partenza... e nel cammino la speranza che un qualsivoglia evento possa far sì che trovi quel portone socchiuso si acuisce, si autoalimenta di suggestioni.
Alle volte mi dico che vivere è difficile, non tanto per la vita in sé quanto piuttosto per questa volontà masochistica di sperare...
E come dice un mio amico -chi vive sperando, muore *******...-
Quanto mi girano le palle a chiedere risposte che già so.
 

Old Otella82

Utente di lunga data
ehm.. una via di mezzo no?!
un testa o croce, pari o dispari..

ok faccio la seria.. provo.
mmh io di solito mi butto a capofitto con il cuore e ne esco con la testa, in e da quasi tutte le situazioni. Non so quale sia il modo "giusto" di vivere, so che rinunciare ai sogni è tremendamente triste, e che in fondo per quante porte in faccia uno possa prendere, continuare a cercare quella che finalmente si aprirà, sia un'emozione che vale la pena vivere.
Non ho tempo per rispondere a questo post come e quanto vorrei perchè devo andare Compos, scusami.
un abbraccio
 

Verena67

Utente di lunga data
Sono d'accordo con Otella, Compos, anch'io ho una vocina forte e insistente, pero' proprio invecchiando ho capito che a volte, anche se sarebbe meglio di no, vale la pena vivere seguendo il cuore


Non fino alle estreme conseguenze, s'intende



Bacio!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
mah

Non so se ti sei espressa in modo confuso o sono io un po' confusa.
Ma tu metti in cotrapposizione cose che per me non lo sono.
Ci si lascia andare seguendo l'istinto/cuore/sentimento, come lo vuoi chiamare, ma non si mette il cervello in frezeer...
Mi sembra che tu confonda seguire i sentimenti con raccontarsela.
Si può seguire i sentimenti riconoscendo i limiti dell'altro e della storia che si sta vivendo e decidendo coscientemente di accettarne i rischi.
Il rischio che finisca e di soffrire, soprattutto.
Se si vedono i limiti e si vuole ignorare quel che si è visto chiamandoli previsioni pessimiste ..è un'altra storia
 
O

Old TurnBackTime

Guest
Compos...

Compos ciao,non sei l'unica a fare domande di cui sa gia la risposta dentro di se...se mai sei una delle poche persona che ha il coraggio di farsi e rispondersi a certe domande...sapere che si sta sbagliando e proseguire su quel percorso non e' certo logico...ma stiamo parlando di qualcosa che e' difficile regolare...non e' un programma di computer che si aggiorna con un tasto....sei tu Compos,una persona che vive...la strada che ti avvicina a quella porta ti piace?Mentre la percorri pensi alla porta chiusa...oppure ti godi il tragitto?Io mi godo il tragitto Compos...non perche' spero che poi col tempo quella porta si aprira'...ma perche' non penso a niente del genere mentre vado per quella via...ed e' bello...non spero di trovare nessuna porta aperta...sono abbastanza maturo da capirlo da solo...da non aspettarmi niente di piu'...una volta non avrei mai parlato cosi...
La domanda Compos non e' se ti stai comportando in modo immaturo o no...o se sbagli o no a non ascoltare le vocine...la domanda e' questa,TU SEI IN GRADO DI GESTIRE LA COSA SENZA FARTI TROPPO MALE?Io si Compos...me ne rendo conto giorno dopo giorno...e per farlo non devo fare niente di cosi difficile...mi basta comportarmi bene con me stesso...con l'altra persona....e con le persone che conosco nel frattempo...dentro lo so descrivere bene quello che sento...so che quando arrivero' davanti a quella porta potro' al massimo lasciare un bigliettino con su scritto "sono passato...ciao"
tu Compos cosa farai quando sarai arrivata davanti a quella porta?Lo sai?NO?
Se non riesci a gestire questo allora lascia perdere...se invece sei ben coscente che anche tu potrai lasciare solo un biglietto davanti quella porta vai...goditi il percorso...o hai per caso qualcuno di meglio con cui impegnarti?NO VERO? Ecco allora prosegui...forse qualcuno lo troverai proprio facendo quella strada di cui hai tanto paura ma che ti fa sentire viva...poi stara' a te giudicare quanto valga la pena fidarsi di una persona nuova...magari del tutto libera....ma nuova...ma adesso non c'e'....adesso c'e' il percorso Compos....goditelo...se ti fai un po' male sara' esperienza...ti insegnera' qualcosa di piu' su di te...e nello stesso tempo avrai avuto forti emozioni...che difficilmente troverai...
 

Bruja

Utente di lunga data
Compos

Hai perfettamente ragione, la risposta già la sai....... quindi in caso di scelta sbagliata, almeno saprai di aver sbagliato in proprio

Bruja
 
O

Old Compos mentis

Guest
fidarsi di una persona nuova...magari del tutto libera....ma nuova...ma adesso non c'e'....adesso c'e' il percorso Compos....goditelo...se ti fai un po' male sara' esperienza...ti insegnera' qualcosa di piu' su di te...e nello stesso tempo avrai avuto forti emozioni...che difficilmente troverai...
Leggo un riferimento a quanto scrissi tempo fa, questione su cui non vi ho più aggiornati. Bene, quell'uomo non libero ha dato un calcio a 4 anni di relazione per stare con me. Sta con me e mi rende partecipe della sua vita, dei suoi amici...

Per il resto, hai detto grandi cose con grande semplicità.
 

Verena67

Utente di lunga data
Leggo un riferimento a quanto scrissi tempo fa, questione su cui non vi ho più aggiornati. Bene, quell'uomo non libero ha dato un calcio a 4 anni di relazione per stare con me. Sta con me e mi rende partecipe della sua vita, dei suoi amici...

Per il resto, hai detto grandi cose con grande semplicità.
Sono felice che la storia continui, che sia comunque una valida esperienza di vita.

Keep it up!


un bacio!
 
O

Old Compos mentis

Guest
Sono felice che la storia continui, che sia comunque una valida esperienza di vita.

Keep it up!


un bacio!
Esperienza valida sicuramente, ma mi sto facendo non pochi scrupoli a riguardo della sua età. Non vorrei pregiudicare il suo futuro. Insomma, manifesta quelle che sono esigenze più che ammissibili alla sua età (vedi famiglia, casa, figli) che io al momento non sento di poter accogliere almeno finché il mio percorso di studi e quantomeno iniziale della professione non siano compiuti. Si badi bene, non che io non voglia famiglia e figli prima di quel momento, ma semplicemente mi rendo conto che ho ancora troppi interrogativi nella testa, così scarsa conoscenza della vita... come potrei mai garantire la crescita di figli miei se devo ancora crescere io?
Insomma, quel che mi dispiace è che la fase di conquista non ci sia stata, come neanche le prime tenerezze, lo scoprire assieme i sentimenti. Insomma, un inizio molto insolito e la sua età che mi impone di correre e forzare anche alcuni discorsi per non farlo sentire a disagio, nonostante in molte cose chi ha 30epassaanni non sembra essere lui...
 

Verena67

Utente di lunga data
Si badi bene, non che io non voglia famiglia e figli prima di quel momento, ma semplicemente mi rendo conto che ho ancora troppi interrogativi nella testa, così scarsa conoscenza della vita... come potrei mai garantire la crescita di figli miei se devo ancora crescere io?
Te la butto così: fare i figli giovani aiuta le donne in carriera
Quando sarai pronta per fare il salto di qualità (di solito intorno ai 40 ...) non avrai la necessità di far figli a trattenerti, andranno già a scuola
Provare per credere, io vedo i problemi delle mie coetanee che ancora non hanno avuto figli....

Bacio!
 
Ultima modifica:

Bruja

Utente di lunga data
Compos

Non dico mai cose del genere, lo premetto, ma il tuo "amore" mi sembra talmente ragionato che sembra tu stia affrontando più un mutuo che una probabile scelta sentimentale ed esistenziale.
Intendiamoci ogni scrupolo e prudenza è benvenuta, ma deve esserci una piccola quantità di imprevisto che è più lasciare che le sensazioni ci dicano se siamo sulla strada giusta che la pianificazione del futuribile. Le sensazioni non sempre sono una garanzia, ma la pianificazione di ciò che sarà spesso è costruire sulle sabbie mobili.
Bruja
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Non dico mai cose del genere, lo premetto, ma il tuo "amore" mi sembra talmente ragionato che sembra tu stia affrontando più un mutuo che una probabile scelta sentimentale ed esistenziale.
Intendiamoci ogni scrupolo e prudenza è benvenuta, ma deve esserci una piccola quantità di imprevisto che è più lasciare che le sensazioni ci dicano se siamo sulla strada giusta che la pianificazione del futuribile. Le sensazioni non sempre sono una garanzia, ma la pianificazione di ciò che sarà spesso è costruire sulle sabbie mobili.
Bruja
A me dà più l'impressione di un tentativo, attraverso la razionalizzazione del rapporto, di giustificare non si sa bene cosa. E soprattutto con se stessa!!

Sinceramente, se mi trovassi dall'altra parte e frequentassi una ragazza/donna di qualche anno più giovane (non mi pare che lui sia manco negli anta, cosa saranno...una decina??) e capissi che lei si fa mille paranoie su questo, tirerei il freno a pedale, quello a mano e forse aprirei anche il paracadute di frenata!!!
 
O

Old chensamurai

Guest
Sarà la giovane età, non so, ma mi trovo spiazzata dalle situazioni e dalle reazioni che ho. Non so come muovermi. Mi sento una pedina in una enorme scacchiera che non conosco. Seguire l'istinto, questo è ciò che consigliano. Lo seguo, da sempre... e nel seguirlo quella vocina tanto imbarazzante e fastidiosa quanto saggia mi suggerisce ciò che accadrà; ed è ciò che è.
Allora mi domando: seguo l'istinto per assecondare le mie passioni, la vocina dispettosa già mi anticipa quanto sarà, ho imparato a mie spese che ciò che dice è veritiero, ma ogni volta, ogni santissima volta, in qualunque situazione e con qualsiasi persona sia, mi ostino a non voler dare un seguito ai consigli di quella vocina indisponente perché mi intestardisco a pensare che "questa volta la vocina potrebbe sbagliare", mi incaponisco a sperare che si sbagli... e puntualmente la vocina ha ragione, sale sul podio della vittoria, mi indica e mi dice -avevo ragione piccola, potevi fidarti di me!-.
Questa indole da romantica eterna contrasta fortemente col grande senso reale che ho. Se seguissi questo "senso del reale" probabilmente mi eviterei non poche delusioni, eppure continuo a non voler dare ascolto a quanto quella vocina suggerisce. Masochismo? Chissà. Purtroppo sono conscia delle delusioni cui vado incontro e continuo a camminare a testa alta verso quel portone che so di trovare chiuso. Stupidità? Può darsi. Ma quel che trovo di bello in quel cammino fino a quel portone mi spinge a voler percorrere quei sentieri, sebbene già sappia che quel portone sarà chiuso, lo so sin dalla partenza... e nel cammino la speranza che un qualsivoglia evento possa far sì che trovi quel portone socchiuso si acuisce, si autoalimenta di suggestioni.
Alle volte mi dico che vivere è difficile, non tanto per la vita in sé quanto piuttosto per questa volontà masochistica di sperare...
E come dice un mio amico -chi vive sperando, muore *******...-
Quanto mi girano le palle a chiedere risposte che già so.
...buon pomeriggio... "compost mentis... hi, hi, hi... mia cara, la tua sindrome è evidente come una frase, scritta sulla bianca pagina di un libro... sotto il sole del meriggio... si chiama "profezia che si autoadempie"... una gran brutta "malattia"... che colpisce quegli esseri che, comunemente, vengono definiti degli... "sfigati"... hi, hi, hi... il concetto, venne introdotto dal sociologo americano R.K. Merton... mutuandolo dallo psicologo americano W. Thomas... eccotene la formulazione originaria:

"una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità"
...la tua "vocina"?... sei TU, ovviamente... che profetizzzi e poi... autoadempi... hi, hi, hi... come sei divertente... cadere in questi banalissimi meccanismi psicologici... TU, amica mia, "profetizzi" e poi... agisci affiché le cose si conformino agli eventi "profetizzati"... hi, hi, hi... fai tutto TU... e non te ne rendi nemmeno conto... vedi, compost mentis... hi, hi, hi... TU devi guardarti dentro... TU devi capire cosa desideri... veramente... sei "fragilina"... psicologicamente... hai paura... non è questione di masochismo... è questione di ciò che si vuole... e di ciò che non si vuole... riesci a capire?... ne dubito... hi, hi, hi... comunque, IO ti vedo... amica mia... ti vedo... come le parole su una pagina bianca... ai caldi raggi del sole del meriggio... hi, hi, hi...​
 
O

Old chensamurai

Guest
Sarà la giovane età, non so, ma mi trovo spiazzata dalle situazioni e dalle reazioni che ho. Non so come muovermi. Mi sento una pedina in una enorme scacchiera che non conosco. Seguire l'istinto, questo è ciò che consigliano. Lo seguo, da sempre... e nel seguirlo quella vocina tanto imbarazzante e fastidiosa quanto saggia mi suggerisce ciò che accadrà; ed è ciò che è.
Allora mi domando: seguo l'istinto per assecondare le mie passioni, la vocina dispettosa già mi anticipa quanto sarà, ho imparato a mie spese che ciò che dice è veritiero, ma ogni volta, ogni santissima volta, in qualunque situazione e con qualsiasi persona sia, mi ostino a non voler dare un seguito ai consigli di quella vocina indisponente perché mi intestardisco a pensare che "questa volta la vocina potrebbe sbagliare", mi incaponisco a sperare che si sbagli... e puntualmente la vocina ha ragione, sale sul podio della vittoria, mi indica e mi dice -avevo ragione piccola, potevi fidarti di me!-.
Questa indole da romantica eterna contrasta fortemente col grande senso reale che ho. Se seguissi questo "senso del reale" probabilmente mi eviterei non poche delusioni, eppure continuo a non voler dare ascolto a quanto quella vocina suggerisce. Masochismo? Chissà. Purtroppo sono conscia delle delusioni cui vado incontro e continuo a camminare a testa alta verso quel portone che so di trovare chiuso. Stupidità? Può darsi. Ma quel che trovo di bello in quel cammino fino a quel portone mi spinge a voler percorrere quei sentieri, sebbene già sappia che quel portone sarà chiuso, lo so sin dalla partenza... e nel cammino la speranza che un qualsivoglia evento possa far sì che trovi quel portone socchiuso si acuisce, si autoalimenta di suggestioni.
Alle volte mi dico che vivere è difficile, non tanto per la vita in sé quanto piuttosto per questa volontà masochistica di sperare...
E come dice un mio amico -chi vive sperando, muore *******...-
Quanto mi girano le palle a chiedere risposte che già so.
...nella mia risposta precedente... ho sottolineato gli strafalcioni grammaticali che hai fatto... un orrore assoluto...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Riformulazione

...buon pomeriggio... la tua sindrome è forse quella che si chiama "profezia che si autoadempie. La teoria venne introdotta dal sociologo americano R.K. Merton... mutuandolo dallo psicologo americano W. Thomas... eccotene la formulazione originaria:

"una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità"

...la tua "vocina"?... sei TU, ovviamente... che profetizzzi e poi... autoadempi.
In pratica, secondo la teoria citata (una delle tante che cercano di semplificare la complessità del comportamento umano), "profetizzi" e poi... agisci affiché le cose si conformino agli eventi "profetizzati".​

Se così fosse la questione sarebbe non ciò che si vuole, ma ciò che non si vuole
Mi sono permessa una correzione di "stile" e non grammaticale/ortografica/sintattica perché la teoria citata mi sembra interessante.
La citano sempre anche Totti e Gattuso quando dicono che "bisogna crederci".
 

La Lupa

Utente di lunga data
Compos, ti suggerisco un libro:

Donne che corrono coi lupi (io non c'entro niente!)

Clarissa Pinkola Estes - Ediz. Frassinelli

Una noia mortale, una palla unica, veramente.
Però ci sono degli spunti interessanti. Proprio a proposito dell'istinto.
 
O

Old chensamurai

Guest
Mi sono permessa una correzione di "stile" e non grammaticale/ortografica/sintattica perché la teoria citata mi sembra interessante.


La citano sempre anche Totti e Gattuso quando dicono che "bisogna crederci".


...i tuoi riferimenti culturali mi sembrano molto autorevoli... Totti... Gattuso... hi, hi, hi... tuttavia, non mi è chiaro il legame tra il "bisogna crederci" e la teoria di R. K. Merton... autorevole sociologo americano... candidato al premio Nobel... hi, hi, hi...
 
O

Old chensamurai

Guest
Compos, ti suggerisco un libro:

Donne che corrono coi lupi (io non c'entro niente!)

Clarissa Pinkola Estes - Ediz. Frassinelli

Una noia mortale, una palla unica, veramente.
Però ci sono degli spunti interessanti. Proprio a proposito dell'istinto.
...amica mia... conosco perfettamente l'opera di Pinkola Estès... è un'analista Junghiana... il risorso alle fiabe, ai miti, ai racconti popolari è un classico della psicologia junghiana che è perennemente alla ricerca degli "archetipi"... condivido l'utilizzo delle "storie" nel processo psicoterapeutico... anche perché, noi, esseri umani, viviamo di storie... e siamo gli unici esseri conosciuti nell'universo che raccontano e si raccontano delle storie... vedi, quando ci raccontiamo e raccontiamo agli altri le storie sbagliate... ci ammaliamo... comunque, ogni storia può essere raccontata in un modo diverso... e questa, è il processo che porta alla guarigione...
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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