-... tu lo sai quanti puntini hai, li sposti li ordini nella speranza di unirli un giorno..di tramutarli in linee, provi a dar loro un verso...
Io sono l'esatto opposto di te…
sono tutta una serie di linee orientate che desiderano navigare a vista -
Mattino. Mi sveglio con Anna accanto. Non ricordo più quanto tempo è passato dall’ultima volta che mi sono svegliato con una donna vicino.
L’amore alla lunga rende tristi.
La convivenza alla lunga porta solo abitudine e noia.
Anna ovviamente non è d’accordo con le mie riflessioni.
<Sono tutte stronzate, le tue convinzioni, la storia dei puntini e delle linee. Tu hai solo paura di impegnarti. Quello che vuoi è solo una persona che ti sorprenda.>
“E tu ci riusciresti ? “
<Almeno io ho le palle di provarci. >
Già. Almeno Anna ci prova ad essere felice.
La guardo e mi chiedo come possa credere che i sentimenti che prova per me possano guidarli alla felicità un giorno.
Il suo coraggio è ammirevole.
Alla fine della serata le ho chiesto di non andare via.
“Resta. Tanto domani mattina devi tornare a preparare la colazione. “
Scontato.
E così Anna è rimasta.
Scontato.
Abbiamo fatto l’amore.
Scontato.
Mi vesto e mentre cerco il portafoglio gli occhi si soffermano a guardare il suo corpo nudo. La linea della schiena dritta, disegnata. Le gambe raccolte e le mani giunte.
Lei sembra accorgersene e si sveglia ed è quello il momento che aspettavo.
<Buongiorno…. Dammi un minuto e vado a prepararti la colazione. >
“No. Tranquilla non c’è bisogno, sto andando via.”
Lascio l’assegno sul comodino, accanto a lei.
<Cos’è? >
“ Sono i soldi dell’affitto e della caparra. Ci ho pensato. Ho decido di restare. “
Anna guarda sorpresa l’assegno.
Penso si sia girata per dirmi qualcosa ma io ero già andato via.
Un telefono che suona. Penso sia Anna e mi preparo alla sfuriata.
Invece è mio padre. Mi chiede le solite cose, se sto bene se ho intenzione di andarlo a trovare il prossimo fine settimana…
<Senti, ma te la sei trovata una ragazza ? >
Chiudo gli occhi e sorrido. Nella mia testa vedo un insieme di linee orientate che si dissolvono e diventano puntini.
“ Una specie “ gli dico…
Io sono l'esatto opposto di te…
sono tutta una serie di linee orientate che desiderano navigare a vista -
Mattino. Mi sveglio con Anna accanto. Non ricordo più quanto tempo è passato dall’ultima volta che mi sono svegliato con una donna vicino.
L’amore alla lunga rende tristi.
La convivenza alla lunga porta solo abitudine e noia.
Anna ovviamente non è d’accordo con le mie riflessioni.
<Sono tutte stronzate, le tue convinzioni, la storia dei puntini e delle linee. Tu hai solo paura di impegnarti. Quello che vuoi è solo una persona che ti sorprenda.>
“E tu ci riusciresti ? “
<Almeno io ho le palle di provarci. >
Già. Almeno Anna ci prova ad essere felice.
La guardo e mi chiedo come possa credere che i sentimenti che prova per me possano guidarli alla felicità un giorno.
Il suo coraggio è ammirevole.
Alla fine della serata le ho chiesto di non andare via.
“Resta. Tanto domani mattina devi tornare a preparare la colazione. “
Scontato.
E così Anna è rimasta.
Scontato.
Abbiamo fatto l’amore.
Scontato.
Mi vesto e mentre cerco il portafoglio gli occhi si soffermano a guardare il suo corpo nudo. La linea della schiena dritta, disegnata. Le gambe raccolte e le mani giunte.
Lei sembra accorgersene e si sveglia ed è quello il momento che aspettavo.
<Buongiorno…. Dammi un minuto e vado a prepararti la colazione. >
“No. Tranquilla non c’è bisogno, sto andando via.”
Lascio l’assegno sul comodino, accanto a lei.
<Cos’è? >
“ Sono i soldi dell’affitto e della caparra. Ci ho pensato. Ho decido di restare. “
Anna guarda sorpresa l’assegno.
Penso si sia girata per dirmi qualcosa ma io ero già andato via.
Un telefono che suona. Penso sia Anna e mi preparo alla sfuriata.
Invece è mio padre. Mi chiede le solite cose, se sto bene se ho intenzione di andarlo a trovare il prossimo fine settimana…
<Senti, ma te la sei trovata una ragazza ? >
Chiudo gli occhi e sorrido. Nella mia testa vedo un insieme di linee orientate che si dissolvono e diventano puntini.
“ Una specie “ gli dico…