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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Da Panorama 18/1/2007

I dati del censimento del 2005 esaminati dal New York Times confermano che per la prima volta cresce il numero delle donne americane non sposate: sono il 51%. "Meglio dare priorità ai propri interessi, senza sacrificarli per un amore che non dà certezze"



Gli uomini americani sono avvisati: le donne scelgono sempre più di rimanere sole, piuttosto che male accompagnate.
Se nel 1950, solo il 35% di loro risultava non avere un marito, nel 2000 la percentuale è salita al 49%, per raggiungere nel 2005 la maggioranza: il 51%. E le probabilità di aumento sono buono, visto che sociologi e demografi parlano di un trend irreversibile.

Allargando però lo sguardo, i dati del censimento 2005, ripresi dal New York Times, dimostrano che ciò che manca nella vita di coppia degli americani è un legame solido: per la prima volta, infatti, le coppie sposate sono diventate una minoranza tra i nuclei familiari, a vantaggio della meno tradizionale convivenza.
"Il matrimonio — ha dichiarato Stephanie Coonts, direttrice del Consiglio della famiglia contemporanea — non è più l'istituzione che regola la vita degli americani.
La maggioranza di questo 51% è stata sposata o si sposerà, quelle che sono o rimarranno nubili ammontano solo al 25%. Ma è ormai chiaro che la donna trascorrerà più di metà della sua vita di adulta fuori dal matrimonio".
A crescere, in realtà, non è semplicemente il numero delle single, che in realtà sono solo una su 4, ma anche quello delle divorziate e delle conviventi, forse perché piace sempre più alle donne mantenere una certa indipendenza.

LE CAUSE
Gli esperti sottolineano come le motivazioni come hanno determinato questa tendenza siano diverse.
Da un lato, infatti, le donne si sposano sempre più tardi per dedicarsi alla carriera o ai propri interessi, dall'altro c'è chi preferisce convivere o per lunghi periodi o addirittura per tutta la vita, abbandonando la strada del matrimonio.
A differenza degli uomini, le donne vivono più a lungo come vedove e, dopo il divorzio, rinviano più a lungo degli uomini un possibile secondo matrimonio, godendosi in molti casi una ritrovata libertà.
La singlitudine, quindi, come condizione prima forzata e poi abbracciata con determinazione: il New York Times ha intervistato numerose donne che vivono senza un marito e non ne ha trovata una scontenta.
C'è anche chi come la trentaduenne Emily Zuck, ha convissuto con due partner, nel corso degli anni, e se ne dice felice, anche se pensa, prima o poi, di sposarsi. Sheila Jamison, 45 anni, è più diffidente verso il matrimonio: "Quasi tutti i miei ex compagni che si sposarono negli Anni Ottanta hanno divorziato o sono separati". Per la sessantenne Carol Crenshaw, rimasta sola dopo 33 anni, la solitudine è un privilegio: "Per la prima volta in vita mia posso fare ciò che voglio".

ALCUNI DATI
I dati del censimento del 2005 riservano anche alcune sorprese.
Su 117 milioni di donne di oltre 15 anni, 63 milioni erano sposate, ma di esse 3 milioni e 100 erano separate legalmente e 2 milioni e 400 mila non avevano più il consorte a casa per motivi diversi, dall'abbandono del tetto coniugale al servizio militare.
Differenze anche a seconda dell'etnia: le donne di colore che vivevano senza un marito erano il 70%, mentre le bianche il 45%.
Più stabili gli uomini: il 53% di essi restava con la moglie, una disparità dovuta soprattutto al fatto che dopo il divorzio gli uomini americani si risposano prima e più delle donne. "Ma in America — ha osservato Stephanie Coonts — ci sono meno uomini che donne. Le donne stentano ad accasarsi una seconda volta".

Che sia per volontà propria o per scelta altrui, la vita solitaria spicca soprattutto tra le giovani. Dal 1950 al 2000 la percentuale delle donne sposate, tra i 15 e i 24 anni, è scesa dal 42% al 16% e, tra i 25 e i 34 anni, dall'82% al 58%.
Così afferma William Frey, un demografo del Brookings institute: "Dagli Anni Sessanta sempre più donne rifiutano di dipendere da un marito o dal matrimonio e preferiscono convivere senza sposarsi. È questione di femminismo, di libertà, di carriera, forse anche delle esperienze matrimoniali negative dei figli del baby boom".
Quindi, chiosa il NYT, è certo che la crescente tendenza vada rintracciata nella maggiore voglia di indipendenza e affermazione professionale delle signore, che preferiscono sempre più dare priorità ai propri interessi, senza sacrificarli per un "amore" che non dà certezze.





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