Adesso scrivo per sfogo, e perchè ne ho bisogno.
Perchè per l'ennesima volta ho salutato al telefono mia madre in lacrime, perchè mi dice che sono debole,che la mia storia con "quella specie di compagno" non funziona e che dovrei dargli un calcio in culo.
E sono qui che piango veramente e penso che ho realmente qualcosa che non va se non riesco a tirarmi fuori da certe situazioni, ieri sera sono uscita con un'amica solo per la mera voglia di uscire, di buttarmi in locale pieno di gente, di suoni, di musica per annebbiare tutto quanto. Non ho bevuto, ho preso una coca. Sono sempre stata così, io mi faccio di gente. Mi piace, mi fa bene, stare in mezzo a mille persone, risate, sguardi, battute, mi fa sentire di meno il vuoto che ho dentro e che cresce sempre.
Ho 32 anni vorrei disperatamente qualcuno che mi apprezzasse per come sono, non necessariamente un uomo, semplicemente qualcuno che sinceramente mi dicesse "ok fermati, non cambiare, vai bene così, sei perfetta così,smettila di correre e correre e correre, fermati"
faccio un lavoro che mi piace ma non mi basta mai, vorrei essere di più e poi ancora di più. Ho delle amiche a cui voglio bene tanto, e vorrei piacere a più persone ancora, sto facendo uno sforzo sovraumano (per me) cercando di seppellire l'umiliazione di essere stata tradita, perchè di umiliazione si tratta, per me, e quando torno a casa la sera mi sento male perchè, come ieri, lui mi è saltato negli occhi dicendo che la casa va tenuta in ordine, che dobbiamo essere "collaborativi" che non possiamo mollare tutto dove capita. Lavoro dalle 8.30 di mattina alle 7.30 di sera, non ho tempo nemmeno per mettermi lo smalto sulle unghie, e dovrei stare dietro ad una casa intera, perchè lui, che ha un part-time, vuole trovare la casa in ordine? ma che se la metta a posto lui, questa stramaledetta casa io non ho tempo, non ho tempo nemmeno per mangiare a volte, e la sera quando mi metto nel letto, di fianco a lui che russa già da molto, tutto il conforto che ho è il mio amore,il mio cagnetto,che si mette di fianco a me a dormire.
IO voglio troppo, pretendo troppo, da me stessa e anche da chi mi sta intorno, pretendo che mi capiscano, che mi vogliano bene, ma vi giuro che io dò tutto quanto in cambio, e alla fine mi sembra di essere sempre sola.
Quando vado a trovare i miei genitori vorrei non andarmene più, restare lì con loro sempre, vivere con loro, averli sempre di fianco. Poi mi allontano e divento di cattivo umore,e rispondo male anche a loro magari...
Non voglio andare in depressione, non voglio che mi venga un esaurimento nervoso, io sono sempre stata una pollyanna e come tale (verena docet) mi porto una sfiga tremenda.
Ieri sono uscita per riuscire ad incontrare un ragazzo,uno di quelli con cui avrei da chiarirmi (o meglio, il mio passato deve riuscire a far pace con lui). Non l'ho visto, probabilmente era a casa con la sua bellissima compagna,felici e innamorati a vedersi un film sul divano.
Sono triste, sono molto molto triste,e mi vergogno di esserlo.
E scusate tutti ma il confessionale mi sembrava il posto giusto dove confessare quello che mi passa per la testa, ora.
Non rileggo nemmeno quello che ho scritto.
Perchè per l'ennesima volta ho salutato al telefono mia madre in lacrime, perchè mi dice che sono debole,che la mia storia con "quella specie di compagno" non funziona e che dovrei dargli un calcio in culo.
E sono qui che piango veramente e penso che ho realmente qualcosa che non va se non riesco a tirarmi fuori da certe situazioni, ieri sera sono uscita con un'amica solo per la mera voglia di uscire, di buttarmi in locale pieno di gente, di suoni, di musica per annebbiare tutto quanto. Non ho bevuto, ho preso una coca. Sono sempre stata così, io mi faccio di gente. Mi piace, mi fa bene, stare in mezzo a mille persone, risate, sguardi, battute, mi fa sentire di meno il vuoto che ho dentro e che cresce sempre.
Ho 32 anni vorrei disperatamente qualcuno che mi apprezzasse per come sono, non necessariamente un uomo, semplicemente qualcuno che sinceramente mi dicesse "ok fermati, non cambiare, vai bene così, sei perfetta così,smettila di correre e correre e correre, fermati"
faccio un lavoro che mi piace ma non mi basta mai, vorrei essere di più e poi ancora di più. Ho delle amiche a cui voglio bene tanto, e vorrei piacere a più persone ancora, sto facendo uno sforzo sovraumano (per me) cercando di seppellire l'umiliazione di essere stata tradita, perchè di umiliazione si tratta, per me, e quando torno a casa la sera mi sento male perchè, come ieri, lui mi è saltato negli occhi dicendo che la casa va tenuta in ordine, che dobbiamo essere "collaborativi" che non possiamo mollare tutto dove capita. Lavoro dalle 8.30 di mattina alle 7.30 di sera, non ho tempo nemmeno per mettermi lo smalto sulle unghie, e dovrei stare dietro ad una casa intera, perchè lui, che ha un part-time, vuole trovare la casa in ordine? ma che se la metta a posto lui, questa stramaledetta casa io non ho tempo, non ho tempo nemmeno per mangiare a volte, e la sera quando mi metto nel letto, di fianco a lui che russa già da molto, tutto il conforto che ho è il mio amore,il mio cagnetto,che si mette di fianco a me a dormire.
IO voglio troppo, pretendo troppo, da me stessa e anche da chi mi sta intorno, pretendo che mi capiscano, che mi vogliano bene, ma vi giuro che io dò tutto quanto in cambio, e alla fine mi sembra di essere sempre sola.
Quando vado a trovare i miei genitori vorrei non andarmene più, restare lì con loro sempre, vivere con loro, averli sempre di fianco. Poi mi allontano e divento di cattivo umore,e rispondo male anche a loro magari...
Non voglio andare in depressione, non voglio che mi venga un esaurimento nervoso, io sono sempre stata una pollyanna e come tale (verena docet) mi porto una sfiga tremenda.
Ieri sono uscita per riuscire ad incontrare un ragazzo,uno di quelli con cui avrei da chiarirmi (o meglio, il mio passato deve riuscire a far pace con lui). Non l'ho visto, probabilmente era a casa con la sua bellissima compagna,felici e innamorati a vedersi un film sul divano.
Sono triste, sono molto molto triste,e mi vergogno di esserlo.
E scusate tutti ma il confessionale mi sembrava il posto giusto dove confessare quello che mi passa per la testa, ora.
Non rileggo nemmeno quello che ho scritto.