Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
Venerdì 25 Gennaio 2008
ricominciare
la relazione oramai conclusa con un uomo sposato - dice che tra noi non c'è stato il salto di qualità e quindi meglio con la moglie che non ama- mi ha messo in ginocchio. e ora, ancora scossa dalla sopresa di un finale che non era quello che ci eravamo promessi, mi interrogo su cosa davvero mi abbia spinto verso una relazione che era ovviamente già dolorosa in partenza. vicina ai quaranta, mi sento davvero un essere fallito nonostante abbia sempre cercato di vivere con intensità ogni storia. tutti intorno a me sono sposati o separati con figli. e io non riesco nemmeno a trovare una persona che desidera conoscermi davvero. li vedo tutti spaventati dalle esperienze passate, dai fallimenti affettivi, ancorati a donne e uomini che non li amano più pur di non rimanere soli. io la comprendo, la paura della solitudine, ma non mi spiego come si possa preferire un cimitero di affetti in casa. se hanno ragione loro, allora per me non c'è speranza
m.silvia
Risposta
Lei pone una questione antica e controversa: quella dei "cimiteri affettivi" che forse non sono tali. Non è solo per non cambiare che tanti uomini restano a casa, ma perchè, persino loro malgrado, hanno stabilito legami forti che non sanno o non vogliono sciogliere. Quanto a lei smetta di cercare persone, cerchi se stessa e si convinca di valere. auguri
http://forum.corriere.it/questioni_damore/
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la relazione oramai conclusa con un uomo sposato - dice che tra noi non c'è stato il salto di qualità e quindi meglio con la moglie che non ama- mi ha messo in ginocchio. e ora, ancora scossa dalla sopresa di un finale che non era quello che ci eravamo promessi, mi interrogo su cosa davvero mi abbia spinto verso una relazione che era ovviamente già dolorosa in partenza. vicina ai quaranta, mi sento davvero un essere fallito nonostante abbia sempre cercato di vivere con intensità ogni storia. tutti intorno a me sono sposati o separati con figli. e io non riesco nemmeno a trovare una persona che desidera conoscermi davvero. li vedo tutti spaventati dalle esperienze passate, dai fallimenti affettivi, ancorati a donne e uomini che non li amano più pur di non rimanere soli. io la comprendo, la paura della solitudine, ma non mi spiego come si possa preferire un cimitero di affetti in casa. se hanno ragione loro, allora per me non c'è speranza
m.silvia
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Lei pone una questione antica e controversa: quella dei "cimiteri affettivi" che forse non sono tali. Non è solo per non cambiare che tanti uomini restano a casa, ma perchè, persino loro malgrado, hanno stabilito legami forti che non sanno o non vogliono sciogliere. Quanto a lei smetta di cercare persone, cerchi se stessa e si convinca di valere. auguri
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