rifletto...

irresponsabile

Utente di lunga data
chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi..rifletto...
rifletto e mi chiedo per quale motivo riesco a fare del male alle persone che più mi vogliono bene.

a voi
 

Brunetta

Utente di lunga data
La risposta è nella domanda.
In realtà non ti vuoi bene.
 

Lara3

Utente di lunga data
chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi..rifletto...
rifletto e mi chiedo per quale motivo riesco a fare del male alle persone che più mi vogliono bene.

a voi
A chi hai fatto del male ?
Pardon... ho capito.
Ti ho confuso con un altro utente.
Basta che lo fai sapere a chi ti vuole bene... che gli/le vuoi bene e vi spiegate.
 

FataIgnorante

Utente di lunga data
chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi..rifletto...
rifletto e mi chiedo per quale motivo riesco a fare del male alle persone che più mi vogliono bene.

a voi
Sei in una nuova fase, o la stai per affrontare. Fatti uno schema, una fotografia, un fermo immagine della tua vita. Dopodichè tiri una riga e risolvi i sospesi, programmando le azioni e le consguenze positive e negative. Per farlo però devi avere una visione finale, e fare il percorso a ritroso.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi..rifletto...
rifletto e mi chiedo per quale motivo riesco a fare del male alle persone che più mi vogliono bene.

a voi
Semplicemente perchè solo le persone che più ti vogliono bene, ti sono sufficientemente vicine da poterle raggiungere anche con le tue ombre.
Gli altri, hanno una distanza sufficiente da non rientrare nel cono.
(e fondamentalmente chi non è interessato, non lo si può colpire per il semplice motivo che non è interessato. Poi, certo, se mentre cammino per strada, smollo un calcio nel culo ad un passante, il calcio nel culo lo sente eccome...ma ho inferito non si stesse parlando di questo).

A questo aggiungi che la natura umana non è quella che ha raccontato la disney negli ultimi decenni, ma bene altro.
E che voler bene è anche (e a mio parere soprattutto) svelare le ombre e assumersi la responsabilità di poter provocare sofferenza.

Beh. Goditi il fatto che hai persone che ti vogliono bene a cui puoi far male.
E ricordati che se TU gli vuoi bene, puoi anche riparare. (se te lo concedono).

Se poi vuoi una esperienza personale a riguardo...io mi impegno a far bene il male. :)
 

spleen

utente ?
Semplicemente perchè solo le persone che più ti vogliono bene, ti sono sufficientemente vicine da poterle raggiungere anche con le tue ombre.
Gli altri, hanno una distanza sufficiente da non rientrare nel cono.
(e fondamentalmente chi non è interessato, non lo si può colpire per il semplice motivo che non è interessato. Poi, certo, se mentre cammino per strada, smollo un calcio nel culo ad un passante, il calcio nel culo lo sente eccome...ma ho inferito non si stesse parlando di questo).

A questo aggiungi che la natura umana non è quella che ha raccontato la disney negli ultimi decenni, ma bene altro.
E che voler bene è anche (e a mio parere soprattutto) svelare le ombre e assumersi la responsabilità di poter provocare sofferenza.

Beh. Goditi il fatto che hai persone che ti vogliono bene a cui puoi far male.
E ricordati che se TU gli vuoi bene, puoi anche riparare. (se te lo concedono).

Se poi vuoi una esperienza personale a riguardo...io mi impegno a far bene il male. :)
Non ci credo neanche sotto tortura, perchè è il fondo, quello che stà in fondo che non possiamo ingannare.
Con questo non voglio dire che tu non sia capace di fare del male, non so se mi sono spiegato...😁
 

brenin

Utente
Staff Forum
Semplicemente perchè solo le persone che più ti vogliono bene, ti sono sufficientemente vicine da poterle raggiungere anche con le tue ombre.
Gli altri, hanno una distanza sufficiente da non rientrare nel cono.
(e fondamentalmente chi non è interessato, non lo si può colpire per il semplice motivo che non è interessato. Poi, certo, se mentre cammino per strada, smollo un calcio nel culo ad un passante, il calcio nel culo lo sente eccome...ma ho inferito non si stesse parlando di questo).

A questo aggiungi che la natura umana non è quella che ha raccontato la disney negli ultimi decenni, ma bene altro.
E che voler bene è anche (e a mio parere soprattutto) svelare le ombre e assumersi la responsabilità di poter provocare sofferenza.

Beh. Goditi il fatto che hai persone che ti vogliono bene a cui puoi far male.
E ricordati che se TU gli vuoi bene, puoi anche riparare. (se te lo concedono).

Se poi vuoi una esperienza personale a riguardo...io mi impegno a far bene il male. :)
Vedo anche un'altra sfaccettatura... partendo da " chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi.... " presumo ci sia una rabbia interiore che, è inevitabile, deve trovare uno sfogo.... e qui le possibilità possono essere molteplici : dal fracassare quello che ci viene sotto mano, all'autolesionismo, a prendersela con persone che nemmeno conosciamo per futili motivi, oppure scaricare rabbia,insoddisfazione,alienazione, o forse senso di autostima molto basso sulle persone care, ben sapendo di ferirle.... e questo dolore che poi si avverte quale conseguenza delle azioni compiute sembra quasi voglia rappresentare un' " auto punizione " per quello che ( presumo ) forse non si sia riusciti a fare,ottenere,creare,realizzare, e per il quale ci si sente responsabili. Non so se sono stato chiaro....
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vedo anche un'altra sfaccettatura... partendo da " chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi.... " presumo ci sia una rabbia interiore che, è inevitabile, deve trovare uno sfogo.... e qui le possibilità possono essere molteplici : dal fracassare quello che ci viene sotto mano, all'autolesionismo, a prendersela con persone che nemmeno conosciamo per futili motivi, oppure scaricare rabbia,insoddisfazione,alienazione, o forse senso di autostima molto basso sulle persone care, ben sapendo di ferirle.... e questo dolore che poi si avverte quale conseguenza delle azioni compiute sembra quasi voglia rappresentare un' " auto punizione " per quello che ( presumo ) forse non si sia riusciti a fare,ottenere,creare,realizzare, e per il quale ci si sente responsabili. Non so se sono stato chiaro....
In sintesi le persone care devono fare da discarica emotiva?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non ci credo neanche sotto tortura, perchè è il fondo, quello che stà in fondo che non possiamo ingannare.
Con questo non voglio dire che tu non sia capace di fare del male, non so se mi sono spiegato...😁
:D:D
ciao!

tu ti sei spiegato, vediamo se io ho capito ;):)

Per come la vivo io, è una questione di attenzione in correlazione con l'intenzione.
Vedi, nel momento in cui si accetta che hitler non è stato un monolite assoluto che ha fatto tutto da solo, diventa parecchio difficile raccontarsi la favola degli arcobaleni, degli unicorni e dell'esser buoni.
Diventa parecchio complicato continuare a giocare a nascondino con le proprie ombre.

(presente peter pan che litiga con la sua ombra nella stanza di wendy, quando ancora non riusciva a distaccarsi dall'isola che non c'è?..ecco).

Ecco, quando finalmente l'ombra si attacca ai piedi e diventa parte del complesso individuale (pensa, peter pan riacquista la sua umanità e può prender decisioni riguardo l'isola che non c'è solo dopo essersi ricongiunto con la sua ombra), diventa letteralmente visibile l'osservare che quanto più qualcuno ci cammina accanto tanto più cammina anche nella nostra ombra.
E quando ci dorme vicino, e noi si sta sognando nell'abbraccio del drago, diventa difficile pensare che qualche squama non lo raggiunga.
Reciprocamente.

Nella favola del mulino bianco, quella con le nastrine che si cucinano da sole e sempre da sole si fan trovare sul tavolo per colazione con tutti sorridenti che si sbracciano d'ammore, uno dei prodotti più venduti è la felicità dell'altro.
Il grande assente è il dolore che si provoca inevitabilmente all'altro. La delusione.

Attenzione e intenzione.
Se sono attenta, e io lo sono, alle mie intenzioni e non mi racconto cazzate, lo faccio ma ormai 9 su 10 mi becco anche, so che la maggior parte delle mie spinte sono dettate dalla ricerca di benessere personale.
Poi me la posso raccontare in mille modi. Posso fare volontariato raccontandomi che che voglio aiutare. Certo...vero. Ma in quell'aiutare la soddisfazione che cerco è mia, è il mio ego che sto nutrendo. Che va benissimo. E' una di quelle volte in cui l'egoismo è salutare e utile.
Se lo so.
Se invece mi racconto la storiella (e ce n'è parecchi che se la raccontano) allora partono i correlati. E l'altro (quello che amo taanto ma proprio taaanto) si trasforma magicamente nel contenitore delle mie speranze, delle mie idee, dei miei progetti. E glieli vomito dentro senza attenzione e pure senza intenzione.
Tendenzialmente facendo dei gran casini.

In questi termini io dico che mi impegno a fare bene il male.
Con attenzione e intenzione.

E se vomito, perlomeno ringrazio. E pulisco.
Tanto do.
Tanto pretendo per me. :)

Spero che se dalla mia bocca, e prima ancora dalla mia mente, dovesse un giorno uscire un "l'ho fatto per..." qualcuno fosse lì e volendomi bene entrasse nella mia ombra e me la rispecchiasse senza sconto alcuno. Giusto per rimettermi in prospettiva.
Offrirei la mia gratitudine a quel qualcuno.
E di qualcuno che ritengo capace di farlo tendo a circondarmi. :)
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi..rifletto...
rifletto e mi chiedo per quale motivo riesco a fare del male alle persone che più mi vogliono bene.

a voi
perchè sei convinto che ti perdoneranno sempre
 

Lara3

Utente di lunga data
chiuso in macchina, in colonna, stanco, stufo, tritato dalla vita, dal lavoro, dagli eventi..rifletto...
rifletto e mi chiedo per quale motivo riesco a fare del male alle persone che più mi vogliono bene.

a voi
Perché le persone che ti vogliono bene sono più esposte; si fidano di te.
Più facile fare del male a una persona che ti vuol bene, ma attenzione il male che fai a loro è doppio in quanto appunto ti vogliono bene.
E se le persone che ti vogliono bene sono intelligenti non ti lasceranno che continui a far del male a loro e le perderai.
È questo che vuoi ?
 

spleen

utente ?
:D:D
ciao!

tu ti sei spiegato, vediamo se io ho capito ;):)

Per come la vivo io, è una questione di attenzione in correlazione con l'intenzione.
Vedi, nel momento in cui si accetta che hitler non è stato un monolite assoluto che ha fatto tutto da solo, diventa parecchio difficile raccontarsi la favola degli arcobaleni, degli unicorni e dell'esser buoni.
Diventa parecchio complicato continuare a giocare a nascondino con le proprie ombre.

(presente peter pan che litiga con la sua ombra nella stanza di wendy, quando ancora non riusciva a distaccarsi dall'isola che non c'è?..ecco).

Ecco, quando finalmente l'ombra si attacca ai piedi e diventa parte del complesso individuale (pensa, peter pan riacquista la sua umanità e può prender decisioni riguardo l'isola che non c'è solo dopo essersi ricongiunto con la sua ombra), diventa letteralmente visibile l'osservare che quanto più qualcuno ci cammina accanto tanto più cammina anche nella nostra ombra.
E quando ci dorme vicino, e noi si sta sognando nell'abbraccio del drago, diventa difficile pensare che qualche squama non lo raggiunga.
Reciprocamente.

Nella favola del mulino bianco, quella con le nastrine che si cucinano da sole e sempre da sole si fan trovare sul tavolo per colazione con tutti sorridenti che si sbracciano d'ammore, uno dei prodotti più venduti è la felicità dell'altro.
Il grande assente è il dolore che si provoca inevitabilmente all'altro. La delusione.

Attenzione e intenzione.
Se sono attenta, e io lo sono, alle mie intenzioni e non mi racconto cazzate, lo faccio ma ormai 9 su 10 mi becco anche, so che la maggior parte delle mie spinte sono dettate dalla ricerca di benessere personale.
Poi me la posso raccontare in mille modi. Posso fare volontariato raccontandomi che che voglio aiutare. Certo...vero. Ma in quell'aiutare la soddisfazione che cerco è mia, è il mio ego che sto nutrendo. Che va benissimo. E' una di quelle volte in cui l'egoismo è salutare e utile.
Se lo so.
Se invece mi racconto la storiella (e ce n'è parecchi che se la raccontano) allora partono i correlati. E l'altro (quello che amo taanto ma proprio taaanto) si trasforma magicamente nel contenitore delle mie speranze, delle mie idee, dei miei progetti. E glieli vomito dentro senza attenzione e pure senza intenzione.
Tendenzialmente facendo dei gran casini.

In questi termini io dico che mi impegno a fare bene il male.
Con attenzione e intenzione.

E se vomito, perlomeno ringrazio. E pulisco.
Tanto do.
Tanto pretendo per me. :)

Spero che se dalla mia bocca, e prima ancora dalla mia mente, dovesse un giorno uscire un "l'ho fatto per..." qualcuno fosse lì e volendomi bene entrasse nella mia ombra e me la rispecchiasse senza sconto alcuno. Giusto per rimettermi in prospettiva.
Offrirei la mia gratitudine a quel qualcuno.
E di qualcuno che ritengo capace di farlo tendo a circondarmi. :)
Io dò sempre per scontate due cose, che tu hai ribadito: ciscuno di noi possiede delle ombre, con le quali fare i conti e tendenzialmente anche i moti altruistici hanno una componente più o meno forte di egoismo.

(Su quest’ ultimo punto non sono tassativo, parlo di “componente, perché ad esempio penso che l’amore genitoriale verso i figli sia, più che una componente egoistica nel senso stretto del termine, una componente di conservazione della specie, idem per la spinta erotico sessuale. E’ l’animale negato, contro il quale tanti si scagliano, definendoci –solo- prodotto di cultura. Ma che per me persiste!

Rendersi conto di queste due cose è una conquista di consapevolezza, e detto per inciso non sarebbe poi così difficile farla. Del resto questo aspetto è ben piantato dentro la nostra cultura, filosoficamente intendo. Uno dei capisaldi della cattocultura, visto che ciascuno dentro di se nasconde delle ombre, che ci piaccia o no, è proprio il concetto che ciascuno è peccatore. Ma non vorrei sviare il ragionamento.

Se poi vogliamo riflettere sul fatto che soprattutto i calci sui denti, presi dagli altri o dalla vita, facciano maturare una consapevolezza, in via di massima sono d’accordo, per me e per te son sicuro sia così.

Sono altrettanto sicuro però che non tutti interpretano positivamente o imparano dai calci sui denti, non tutti vivono il disvelamento delle ombre come un aumento di consapevolezza e mi sono sempre chiesto perché le persone reagiscano in modo differente al disvelamento.

A volte ho visto tali accumuli di odio interiore da rendere le vittime peggiori dei loro carnefici. Ho visto rancori così spessi da potersi tagliare col coltello, basta leggere qui dentro, non serve andare distanti per avere riscontri…

Questo succede non perché manchi il concetto di perdono, che dalla vulgata è raccontato con semplicistica, fuorviante e stupida maniera. Manca il concetto di comprensione, la volontà di comprensione. (E purtroppo talvolta mancano gli strumenti culturali ed intellettuali).

Quale è dunque il motore della comprensione? Non ho mai trovato una risposta, forse non esiste.

Mi limito a osservare le persone. Quella patina -di fondo- che rende probabile, se non certa la loro appartenenza alla categoria dei “salvati”.

Oppure dei sommersi.

I sommersi dal proprio odio, dal risentimento, dalla volontà di vendetta e non di giustizia, quelli che si sono fatti conquistare dall’ odio altrui, amplificandolo dentro se stessi e spargendolo ogni qualvolta se ne presenti l’occasione.

I salvati ed i sommersi, come nella Bibbia. 😁

Che non sono, bada bene, categorie rigide ed impermeabili, non sono i buoni e i cattivi. Sono luoghi della nostra anima, di volta in volta vissuti da ciascuno. (Avrei orrore di essere frainteso in proposito).

So che tu ti rendi ben conto del paradosso insito nella frase – Fare bene il male- che di per sé, in ogni caso, identifica delle categorie di modo e di valenza, identifica una scala, nel suo significato profondo. Perché anche noi, come ho già avuto modo di dire altre volte, per me parliamo sempre di assoluti, anche quando pensiamo di parlare di relativi.

Perciò ci sarà sempre chi nonostante veda le squame del drago nella corteccia bagnata degli alberi, sarà consapevole di potersi addormentare lo stesso, in pace, perché questo è il mondo, da “contemplare”, più che da giudicare.

E chi invece passerà la vita (o una parte di essa) a contorcersi, cercando di fuggire, di ignorare, di disconoscere il drago e così facendo spargerà copiosamente le sue squame in giro.

Ecco, in sintesi 😂 quello che penso.
Ciao.
 
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