Riflessioni da un forum

mistral

Utente di lunga data
Da un membro del gruppo

Io sono un vecchio “cazzone” rido e scherzo anche perché tanto che si può fare su un social? Però a volte la mia testa di cazzo, partorisce pensieri che credo abbiano una certa logica. Io sono uno che si può definire “monogamo”, ossia, o sono fidanzato o sono l’amante, non sono mai stato un traditore. Dunque la domanda sorge spontanea. cazzo ci fai qui? La risposta sta nel preambolo, anche se era una domanda retorica, ma si sa mai, meglio specificare. Anyway. Essere amanti richiede una buona dose di disincanto, ossia non aspettarsi nulla, non essere appiccicosi, non pretendere spazi che mai saranno possibili, non pretendere la quotidianità, farsi trovare sempre al massimo e non credere ad un confronto alla pari. Sei e sarai sempre il numero due, i “ti amo” i “sei la mia vita, il mio ossigeno” non sono verità se dette da chi tradisce e non perché il traditore è inaffidabile,. L’amante è il surrogato di ciò che si desidera, non è mai il protagonista. Pertanto se volete essere dei buoni amanti (Masini docet) non siate trombatori meccanici nè innamorati disperati. E se vedete che la vostra amante, pretende di più o palesa una crescita del rapporto, per il suo bene, prendere le distanze, non siate la scusa per la rottura di un rapporto, seppur di merda. Già sugli amanti vengono scaricate fin troppe aspettative, non assumetevi responsabilità .
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao :)

perchè ti ha colpita?

Mi sembrano tutte regole quelle del pensiero che hai postato. Utili eh, mica che no.
Non essere, non fare...

Ma se quei non essere e non fare non sono spontanei, non sono sostenibili.

quando sono stata amante, desideravo esserlo. E mi divertiva esserlo.
Non seguivo regole se non il mio desiderio di non avere rotture di cazzo relazionali fuori da quella specifica relazione.
La relazione iniziava e finiva ogni volta. Reset appena mi voltavo dopo aver salutato.
Era uno spazio in cui mettere cose a termine. Senza fare troppi danni.

Con chi si aspetta una relazione da te, resettare ogni volta che ci si saluta diventa complicato e pesante.
Ci si ritrova a gestire messaggi, richieste, rotture di cazzo in buona sostanza.

Una relazione fra amanti è bella proprio perchè non costruisce nulla. E' un fuori dal tempo e dallo spazio.
Tolto questo, allora sì diventa un surrogato di altro.
Ma non è più bello, secondo me.
 

Brunetta

Utente di lunga data
A me ha colpito “L’amante è il surrogato di ciò che si desidera ,non è mai il protagonista “.
A me “non assumetevi responsabilità”. Mi pare il centro. Avere qualcosa senza responsabilità.
 

spleen

utente ?
Ciao :)

perchè ti ha colpita?

Mi sembrano tutte regole quelle del pensiero che hai postato. Utili eh, mica che no.
Non essere, non fare...

Ma se quei non essere e non fare non sono spontanei, non sono sostenibili.

quando sono stata amante, desideravo esserlo. E mi divertiva esserlo.
Non seguivo regole se non il mio desiderio di non avere rotture di cazzo relazionali fuori da quella specifica relazione.
La relazione iniziava e finiva ogni volta. Reset appena mi voltavo dopo aver salutato.
Era uno spazio in cui mettere cose a termine. Senza fare troppi danni.

Con chi si aspetta una relazione da te, resettare ogni volta che ci si saluta diventa complicato e pesante.
Ci si ritrova a gestire messaggi, richieste, rotture di cazzo in buona sostanza.

Una relazione fra amanti è bella proprio perchè non costruisce nulla. E' un fuori dal tempo e dallo spazio.
Tolto questo, allora sì diventa un surrogato di altro.
Ma non è più bello, secondo me.
Era uno spazio in cui mettere cose - insieme - Prima di tutto.
Al di là delle aspettative individuali.
E questa è comunque credo, -relazione-.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Mistral, mi ricorda qualcuno ma non mi ricordo chi.
Unaltra epoca, un altro forum, qualche anno e kg in meno.
Io sono stato amante e naturalmente infedele.
Nelle mie storie c’è sempre stata la consapevolezza, che lunico click poteva essere la fine, una storia vissuta in una bolla, allinterno della quale contempla spazi immensi, ritagliati nelle pieghe della quotidianità.
Ritengo mai si debba imbastire una storia extra per fuggire da un posto in cui non si vuole più stare, finisce che non si sta più bene ne qui dove già non si sta bene ne la Perché si deve tornare qui.
Il bello di una storia extra lo si apprezza solo se si e‘ consapevoli che è appunto un extra, un qualcosa in più, un optional, come il climatizzatore in auto.
Non pregiudica il viaggio se assente, lo rende solo più confortevole se presente ed acceso al minimo.
lo penso da sempre e fortuna vuole che le amanti avute avevano la mia stessa consapevolezza.
quando dico difatti che ho avuto solo amanti felicemente sposate intendo questo, lo sono tutt’ora, nessuna ha mai desiderato sfasciare la propria famiglia e rinunciare al caldo focolare domestico.
Non mi aspetto naturalmente comprensione dai cornuti.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Era uno spazio in cui mettere cose - insieme - Prima di tutto.
Al di là delle aspettative individuali.
E questa è comunque credo, -relazione-.
Sì.

E la chiave è esattamente quello che hai sottolineato: al di là delle aspettative individuali.

E certo anche che è una relazione.

Sono le aspettative che producono i surrogati.
La gelosia nasce nella paura della delusione delle aspettative, nella.paura di perdere, e non esattamente l'altro, ma il proprio investimento sull'altro.

Ma se non hai, se sei e basta, non esiste né il surrogati né la gelosia e nemmeno il possesso. C'è semplicemente la leggerezza di stare senza rispondere ad alcunché.

Uno dei motivi per cui ho sempre amato questo genere di relazioni è il fatto che per loro essenza non comprendono il riversarsi addosso aspettative. La recriminazione. Il "se io....allora tu"
È relazione pulita da tutto l'agglomerato che segue una relazione che ha come base l'aspettativa.
Che ha come base il sogno del domani se vogliamo.

Certo...negli anni ha iniziato a farmi una certa tristezza rendermi conto che nelle altre relazioni, quelle non fra amanti per intenderci, tendenzialmente quel benessere scompare scomparsa la fase della promozione di sé e comincia il resto. Il sogno del domani.
E che quel benessere tende ad essere un ritaglio di tempo dalla quotidianità. Un plus invece che una componente essenziale.

Poi ho incontrato G. :)
 

Pincopallino

Utente di lunga data
E cosa è accaduto con G.?
Che poi dovrebbe essere .G e non G.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
E’ sempre l’intelligenza della persona che fa la differenza.
anni fa pensavo che avere amanti sposate mi avrebbe sempre protetto da possibili comportamenti squilibrati.
tutte coglionate.
l’ho avuto un’amante single per tre anni, con cui siamo stati da dio è mai ha rivendicato nulla in più di quello che c’era. Perché c’era già tutto quello che serviva, risate, confidenze e orgasmi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sì.

Forse non tanto l'intelligenza presa in sè e per sè, quanto la direzione che l'intelligenza modella, il come e il cosa.
 

mistral

Utente di lunga data
Ciao :)

perchè ti ha colpita?

Mi sembrano tutte regole quelle del pensiero che hai postato. Utili eh, mica che no.
Non essere, non fare...

Ma se quei non essere e non fare non sono spontanei, non sono sostenibili.

quando sono stata amante, desideravo esserlo. E mi divertiva esserlo.
Non seguivo regole se non il mio desiderio di non avere rotture di cazzo relazionali fuori da quella specifica relazione.
La relazione iniziava e finiva ogni volta. Reset appena mi voltavo dopo aver salutato.
Era uno spazio in cui mettere cose a termine. Senza fare troppi danni.

Con chi si aspetta una relazione da te, resettare ogni volta che ci si saluta diventa complicato e pesante.
Ci si ritrova a gestire messaggi, richieste, rotture di cazzo in buona sostanza.

Una relazione fra amanti è bella proprio perchè non costruisce nulla. E' un fuori dal tempo e dallo spazio.
Tolto questo, allora sì diventa un surrogato di altro.
Ma non è più bello, secondo me.
Mi ha colpita nel senso che a me sembra palese che sia così,ma spesso leggendo qui le varie storie ,pare che non di rado la si viva diversamente e alla fine si pretenda o meglio,ci si figuri in un rapporto vero e proprio con tanto di progettualità improbabile .
Non si tiene conto che un rapporto tra amanti, più o meno consciamente lo si vive con indosso l'abito della domenica che è ben diverso da quello da casa,ma è sempre difficile conciliare le proiezioni dell'uno e dell'altro.
Un gesto o una parola possono non avere significato univoco tra chi le dice e chi le ascolta.
Una definizione che per esempio trovo azzeccata ,avendo osservato da esterna la relazione di mio marito ,è quella che i due siano entrati nello stesso cinema multisala ma il film che hanno visto sia stato decisamente diverso ,a tratti anche opposto.
Partendo dalla condizione di base,con lei sposata senza figli desiderosa di riprodursi e lui sposato con tre figli, per lei fargli discorsi di "bambini nostri" pareva irresistibile,a lui ,uscito ormai felicemente dal tunnel dei pannolini,probabilmente dava l'orticaria, pur sentendosi lusingato di essere stato eletto donatore dell'anno.
Un bel casino quindi conciliare la proiezione con la realtà .
 

mistral

Utente di lunga data
Mistral, mi ricorda qualcuno ma non mi ricordo chi.
Unaltra epoca, un altro forum, qualche anno e kg in meno.
Io sono stato amante e naturalmente infedele.
Nelle mie storie c’è sempre stata la consapevolezza, che lunico click poteva essere la fine, una storia vissuta in una bolla, allinterno della quale contempla spazi immensi, ritagliati nelle pieghe della quotidianità.
Ritengo mai si debba imbastire una storia extra per fuggire da un posto in cui non si vuole più stare, finisce che non si sta più bene ne qui dove già non si sta bene ne la Perché si deve tornare qui.
Il bello di una storia extra lo si apprezza solo se si e‘ consapevoli che è appunto un extra, un qualcosa in più, un optional, come il climatizzatore in auto.
Non pregiudica il viaggio se assente, lo rende solo più confortevole se presente ed acceso al minimo.
lo penso da sempre e fortuna vuole che le amanti avute avevano la mia stessa consapevolezza.
quando dico difatti che ho avuto solo amanti felicemente sposate intendo questo, lo sono tutt’ora, nessuna ha mai desiderato sfasciare la propria famiglia e rinunciare al caldo focolare domestico.
Non mi aspetto naturalmente comprensione dai cornuti.
Io peso sempre uguale :D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi ha colpita nel senso che a me sembra palese che sia così,ma spesso leggendo qui le varie storie ,pare che non di rado la si viva diversamente e alla fine si pretenda o meglio,ci si figuri in un rapporto vero e proprio con tanto di progettualità improbabile .
Non si tiene conto che un rapporto tra amanti, più o meno consciamente lo si vive con indosso l'abito della domenica che è ben diverso da quello da casa,ma è sempre difficile conciliare le proiezioni dell'uno e dell'altro.
Un gesto o una parola possono non avere significato univoco tra chi le dice e chi le ascolta.
Una definizione che per esempio trovo azzeccata ,avendo osservato da esterna la relazione di mio marito ,è quella che i due siano entrati nello stesso cinema multisala ma il film che hanno visto sia stato decisamente diverso ,a tratti anche opposto.
Partendo dalla condizione di base,con lei sposata senza figli desiderosa di riprodursi e lui sposato con tre figli, per lei fargli discorsi di "bambini nostri" pareva irresistibile,a lui ,uscito ormai felicemente dal tunnel dei pannolini,probabilmente dava l'orticaria, pur sentendosi lusingato di essere stato eletto donatore dell'anno.
Un bel casino quindi conciliare la proiezione con la realtà .

Grazie della spiegazione!
(anche io ho la tua stessa sensazione...e resto stranita, spesso)

Essere amanti è un rapporto vero e proprio.
Solo che ha caratteristiche specifiche che hanno da essere riconosciute, proprio per renderlo un rapporto vero e proprio.

Mi sto formando l'idea che parecchi sclerino nell'amantato proprio per questo motivo.

Ossia che non riescono a puntare le caratteristiche che renderebbero vero quel rapporto e finiscono nel tentativo - impossibile - di creare un rapporto vero rifacendosi ai rapporti istituzionalizzati, non clandestini intendo.
(togliendo a se stessi la possibilità di creare un vero su misura con quel che ne consegue in termini poi di aspettative, proiezioni, delusioni, richieste, pretese, etc etc. Assumendo che vero sia solo altro. E qui ci sarebbe un ot infinito sul giudizio)

A partire dal tempo...un amante esiste nel non tempo e nel non spazio.
Se inizi a metterlo nella quotidianità...ha già smesso di esser quel rapporto e inizia il copia incolla con altro.

Mi spiego?

E c'è anche una progettualità: la non progettualità.

E' un rapporto paradossale quello degli amanti.
Ed è divertente solo se si riesce a giocare nei e con i paradossi.
Che è il motivo per cui non è per tutti.

Se si esce dai paradossi e si tenta di riprodurre un "conosciuto- riconosciuto" succede quel che descrivi.
Quindi quella che inizia a parlare di bambini e pannolini in un sistema relazionale che oggettivamente non ha lo spazio per contenerli senza porsi il problema che, in caso, prima dei bambini sarebbero da ri-redigere gli accordi e la costituzione emotiva di quel rapporto specifico.

E l'altra cosa che succede, sempre a mio parere, è che le persone sono molto poco abituate a scriversi il proprio copione in autonomia.
Preferiscono fare copia incolla da copioni già scritti.

E questo è l'altro aspetto che cozza profondamente con un rapporto fra amanti, dove il copione è originale e non riproducibile.
Si basa sugli imprevisti e sulle "illuminazioni" del momento.

Pensa che io scleravo nelle relazioni non clandestine proprio perchè volevo produrre un copione originale e mi ritrovavo immancabilmente ad avere a che fare con gente che ad un certo punto iniziava a fare copia e incolla :)

Un rapporto tra amanti, diventa ricchissimo in questo senso di parole, scoperte, confronti.
Proprio perchè il paradosso "costringe" ad intendersi. A condividere i significati.
Costruire un vocabolario proprio e un linguaggio conseguente.
(che è poi il motivo per cui, per la mia esperienza, l'amante non è surrogato ma specchio attivo)


E' teatro.

E non cinema.
Chi va al cinema....di solito poi paga il sovrapprezzo del biglietto.
 
Ultima modifica:

mistral

Utente di lunga data
Grazie della spiegazione!
(anche io ho la tua stessa sensazione...e resto stranita, spesso)

Essere amanti è un rapporto vero e proprio.
Solo che ha caratteristiche specifiche che hanno da essere riconosciute, proprio per renderlo un rapporto vero e proprio.

Mi sto formando l'idea che parecchi sclerino nell'amantato proprio per questo motivo.

Ossia che non riescono a puntare le caratteristiche che renderebbero vero quel rapporto e finiscono nel tentativo - impossibile - di creare un rapporto vero rifacendosi ai rapporti istituzionalizzati, non clandestini intendo.
(togliendo a se stessi la possibilità di creare un vero su misura con quel che ne consegue in termini poi di aspettative, proiezioni, delusioni, richieste, pretese, etc etc. Assumendo che vero sia solo altro. E qui ci sarebbe un ot infinito sul giudizio)

A partire dal tempo...un amante esiste nel non tempo e nel non spazio.
Se inizi a metterlo nella quotidianità...ha già smesso di esser quel rapporto e inizia il copia incolla con altro.

Mi spiego?

E c'è anche una progettualità: la non progettualità.

E' un rapporto paradossale quello degli amanti.
Ed è divertente solo se si riesce a giocare nei e con i paradossi.
Che è il motivo per cui non è per tutti.

Se si esce dai paradossi e si tenta di riprodurre un "conosciuto- riconosciuto" succede quel che descrivi.
Quindi quella che inizia a parlare di bambini e pannolini in un sistema relazionale che oggettivamente non ha lo spazio per contenerli senza porsi il problema che, in caso, prima dei bambini sarebbero da ri-redigere gli accordi e la costituzione emotiva di quel rapporto specifico.

E l'altra cosa che succede, sempre a mio parere, è che le persone sono molto poco abituate a scriversi il proprio copione in autonomia.
Preferiscono fare copia incolla da copioni già scritti.

E questo è l'altro aspetto che cozza profondamente con un rapporto fra amanti, dove il copione è originale e non riproducibile.
Si basa sugli imprevisti e sulle "illuminazioni" del momento.

Pensa che io scleravo nelle relazioni non clandestine proprio perchè volevo produrre un copione originale e mi ritrovavo immancabilmente ad avere a che fare con gente che ad un certo punto iniziava a fare copia e incolla :)

Un rapporto tra amanti, diventa ricchissimo in questo senso di parole, scoperte, confronti.
Proprio perchè il paradosso "costringe" ad intendersi. A condividere i significati.
Costruire un vocabolario proprio e un linguaggio conseguente.
(che è poi il motivo per cui, per la mia esperienza, l'amante non è surrogato ma specchio attivo)


E' teatro.

E non cinema.
Chi va al cinema....di solito poi paga il sovrapprezzo del biglietto.
più volte mi sono soffermata a pensare all'entità della sensazione di disfatta che provano gli amanti che hanno nutrito aspettative sbagliate ,quando scoppia la bolla e ognuno deve rileggersi il copione per capire dove sia partito l'errore interpretativo.
Quando si dismette l'abito della domenica e ci si trova a doversi mostrare all'altro con il pigiama che fa i pallini e il calzino bucato.
Quando sgrani gli occhi e nell'altro non riconosci ciò che su di lui/lei avevi costruito nella tua mente .

PS.Essere amanti ovviamente è un rapporto vero e proprio ma non si può pretendere di applicare le regole della vita di coppia canonica.
forse l'errore per molti sta proprio li.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
più volte mi sono soffermata a pensare all'entità della sensazione di disfatta che provano gli amanti che hanno nutrito aspettative sbagliate ,quando scoppia la bolla e ognuno deve rileggersi il copione per capire dove sia partito l'errore interpretativo.
Quando si dismette l'abito della domenica e ci si trova a doversi mostrare all'altro con il pigiama che fa i pallini e il calzino bucato.
Quando sgrani gli occhi e nell'altro non riconosci ciò che su di lui/lei avevi costruito nella tua mente .


PS.Essere amanti ovviamente è un rapporto vero e proprio ma non si può pretendere di applicare le regole della vita di coppia canonica.
forse l'errore per molti sta proprio li.
Credo che il grassetto accada in tutte quelle relazioni che partono dalla promozione di sè invece che dall'essere sè, dall'adesione ad un copione prestabilito (più o meno cosciente). Matrimoni compresi.
Accade che l'innamoramento e anche l'amore di un certo tipo, quello che si basa sull'assunto per cui "mostro il meglio di me per conquistare", le varie strategie seduttive (di cui personalmente non ho mai capito un cazzo), i dogmi del grande libro dell'amore ad un certo punto scoppi in quello sgranare d'occhi. Magari al primo figlio. O al primo bilancio serio di vita - che di solito è intorno ai 40 anni -

Amore, amore, per sempre io e te, e poi....uh, chi sei?
Chi sono?
Chi siamo?
Dove siamo stati? Dove siamo?

E credo che questo non sia lo specifico degli amanti.
Ma, per l'appunto, di un certo modo di approcciarsi a se stessi nell'approccio all'altro.

Fra amanti, credo sia una aggravante. E anche una perdita di esperienza.

La bellezza dell'amante è esattamente il contrario dell'abito della domenica.
Ossia il fatto che non essendoci aspettative, vivendo il paradosso del non tempo e del non spazio, della progettualità non progettuale, vivendo il teatro si gioca con i costumi, si lasciano emergere le parti di sè anche sconvenienti o meglio, ritenute sconvenienti, quelle che ci si fida poco a mostrare in ambiti più "istituzionali".
(mi ricordo di questo amante con cui si rubava un momento extra dopo essere andata a correre e gli arrivavo sudata fino alle mutande e sicuramente poco appetibile rispetto all'appetibilità dello standard del femminile in lingerie...eppure...)

Pensa a quelli che nel rapporto canonico di coppia la missionaria e poi no...udiu.
E con l'amante via esplodono in pratiche sperimentali prima magari neanche sfiorate negli imaginari (a questo io credo poco, ma penso anche che la mente sia un potentissimo mezzo di repressione) :)

Che scoprono la sessualità con l'amante e all'alba dei 40 scoprono che...(a piacere)

E spesso in queste situazioni l'amante diventa il contenitore ideale per rinchiudere di nuovo quelle parti di sè, scaricandole sulla situazione amante, e lasciandole di nuovo lì, senza affrontarle, collocandole fra l'altro in un nemico con il carico di rabbia e frustrazione da ridirigere, faticosamente (e andrei di nuovo ot mica da ridere a riguardo).

Cosa che alcuni traditori tenderebbero a fare, specialmente quando si sono vissuti il tradimento come fuga da sè, prima ancora che dal matrimonio, e spesso senza rendersene pienamente conto.
Pensa a quelli che negano l'impossibile. O scongiurano come bimbi il perdono opponendosi strenuamente e dolorosamente all'elaborazione di cui il tradito ha invece necessità estrema.
Perdendo così la possibilità di riportare in coppia anche quello che mancava tanto da dover andare a proiettarselo fuori in un cinema con qualche sconosciuto.

Perdendosi tutti i belli dello sconosciuto. Fra l'altro.

Un peccato in tutti i sensi.

Credo anche io che una delle dissonanze risieda proprio nel sottolineato.
 
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Buffa

Utente di lunga data
Mah, tutti bei propositi, ma non e’ che tutti finiscano in relazioni extra dicendosi :uh, che bello, mi metto in questa bella bolla e ne prendo il meglio eh.. E non e’ che fare il copia incolla di una relazione “tradizionale” sia assenza di fantasia. Fin dalla notte dei tempi da un rapporto d’amore si vorrebbero esclusiva e quotidianita’.. la spinta propulsiva di chi e’ innamorato porta in quella direzione.
non e’ che per fare l’amante hai fatto un corso e preso un patentino .. spesso ci finisci dentro ma ambisci ad altro, che nella tua testa e’quello a cui ambisci mentre vivi quello che per te e’ un surrogato che non ti fa manco star bene.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Uno degli inghippi è che non sono propositi o fantasie, ma proposizioni.

O meglio, se sono propositi e non proposizioni, il casino è già saldamente fondato.

Serve una certa visione relazionale per vivere la non canonicità delle relazioni.
E questo non è nè un plus nè un minus.
E' semplicemente struttura.

superare i 20 anni senza aver compreso quale sia la propria struttura, per lo meno intuitivamente, è un altro dei presupposti per cui si arriva a farsi l'amante e poi farsi i film invece che fare teatro.

Non tutti van bene per il teatro.
Non tutti vanno bene per i film.
Ognuno ha la sua specificità relazionale.

Obbligarsi ad essere altro...è una grande ed inutile sofferenza.

Anche perchè non c'è patente o corso che possa creare una struttura relazionale di un tipo o di un altro.

Io potrei fare miliardi di corsi matrimoniali, probabilmente imparerei la teoria....e poi nella pratica renderei un inferno la quotidianità a me e a chi sta con me.
 

Buffa

Utente di lunga data
Stai esprimendo un’analisi razionale legata ad un vissuto proprio che non e’ da tutti. E l’eta’ credo centri poco, almeno secondo me.
nell’analisi razionale sono super d’accordo con te, nella realta’ credo che davvero pochi arrivino a dirsi “ho scelto io di essere amante e caspita, mi piace..”.. .ma piuttosto si dicano “è una condizione che non mi appartiene.. ma ormai sono innamorato e non riesco ad uscirne..” addirittura c’e’ chi attribuisce al 100% la responsabilita’ all’altro di una ingannevole manipolazione.
razionalmente se ti infili in questo tipo di relazione dovresti starci bene e gestira con gioiosa consapevolezza. Se questo non avviene non credo sia semplicemente un tema di immaturita’ emotiva o di condizionamento culturale
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Stai esprimendo un’analisi razionale legata ad un vissuto proprio che non e’ da tutti. E l’eta’ credo centri poco, almeno secondo me.
nell’analisi razionale sono super d’accordo con te, nella realta’ credo che davvero pochi arrivino a dirsi “ho scelto io di essere amante e caspita, mi piace..”.. .ma piuttosto si dicano “è una condizione che non mi appartiene.. ma ormai sono innamorato e non riesco ad uscirne..” addirittura c’e’ chi attribuisce al 100% la responsabilita’ all’altro di una ingannevole manipolazione.
razionalmente se ti infili in questo tipo di relazione dovresti starci bene e gestira con gioiosa consapevolezza. Se questo non avviene non credo sia semplicemente un tema di immaturita’ emotiva o di condizionamento culturale
Con alcune precisazioni sono d'accordo con te.

Io sono piuttosto convinta che generalmente chi si ritrova nella situazione che descrivi non sia innamorato ma usi la favola dell'innamoramento per confermarsi. Tanto che poi non resta niente se non rabbia, recriminazione, rifiuto, negazione, rimpianto, pentimento addirittura.

E che non lo faccia consapevolmente.
Per non conoscenza di sè.
E ad una certa età per mancanza di ricerca di conoscenza di sè.
L'età c'entra in termini di responsabilità. Ad una certa, se non ti conosci e non sei un disabile cognitivo, è una tua responsabilità non aver avuto curiosità di te.

L'altro diventa in questi casi un buon surrogato per ovviare alla fatica di piantarsi davanti ad uno specchio e dirsi cose, anche in modo spietato.
Anche sentendo il carico che porta l'adesione o la non adesione ad un sistema valoriale, morale, etico, culturale e storico.

Ma non è l'amante in sè.
Va bene anche un marito o una moglie come surrogato.

Mi spingo a dire che quando l'amante è un surrogato, in quel caso l'amante è davvero secondo ma non in termini di esclusività.
In termini di surrogato. Ossia è il secondo surrogato subito dopo moglie/marito.


Mi spiego?

E sì, non è da tutti, ma neanche di pochissimi. (ribadisco che non è nè plus nè minus, è essere).
come dicevo, non tutti van bene per il teatro. Non tutti van bene per i film.
Ma penso sia importante sapere per cosa si va bene. Per se stessi. Alla fine si muore e tanto vale viversela sta vita stando bene e non male.
E anche per non coinvolgere gli altri in situazioni nominate in un modo e vissute in un altro. Imbrogliando per certi versi.

A me è capitato l'amante che dichiarava di essere un amante e poi si comportava da fidanzato.
Me ne sono andata.
Ho poi capito che la sua intenzione non era mentirmi, che lui davvero non vedeva la differenza.
Mi ci è voluto un po' comunque...perchè la mia prospettiva era proprio molto lontana dalla sua.
 
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