danny
Utente di lunga data
Da ragazzo uscivo all'incirca una sera sì e uno no. Alcune compagnie di amici, la ragazza, le uscite estemporanee, a cui aggiungevo il teatro, la palestra. Una vita come quella di tanti ragazzi, che non muto' troppo quando andai a vivere da solo, salvo una riduzione delle disponibilità economiche per l'aumento delle spese.
Mi sono sposato abbastanza tardi, aspettando che mia moglie si laureasse, terminasse i vari tirocini specialità etc. e trovasse un impiego e accettasse di compiere questo passo.
Come tante altre coppie che conosco le relazioni sociali seguirono una particolare evoluzione: si tendeva a stare con chi era più simile, quindi altre coppie, e a frequentare le rispettive case piuttosto che i locali. Con l'arrivo della figlia (nostra) e dei figli (altrui) lo schema vario' solo nella modalità, ovvero ad attrarre erano divenute le coppie con figli in età compatibile. Chi usciva da questi schemi era divenuto l'oggetto di rimpatriate random, sempre più rare, mentre cominciavano ad apparire le conoscenze legate a frequentazioni di gruppi politici, o per i più disimpegnati del mondo del calcetto.
Noi siamo stati più fortunati perché col naturismo abbiamo coltivato molte piacevoli amicizie di coppia e passato tanti weekend divertenti.
Sarebbe stato tutto perfetto se a un certo punto, col tradimento, non fosse emerso il fatto che quella centralità della coppia che io vedevo non era affatto condivisa da mia moglie, che credeva più nei parallelismi.
Il resto lo conoscete. Ho tenuto fede a questa centralità per un po', poi ho cercato di recuperare la mia individualità.
E qui arriva il punto più difficile: le mie esigenze non sono le stesse dei miei coetanei maschi e neppure quelle delle coetanee donne. I primi sono quasi introvabili. La famiglia conserva per loro ancora quell'aura esclusiva che aveva per me e il tempo che loro dedicano ad essa insieme a quello dedicato al lavoro assorbe tutti gli spazi, o quasi.
Così mi ritrovo a prendere appuntamenti a lunga scadenza e a non risolvere la mia necessità di equilibrare le uscite di mia moglie e trovare i miei spazi. Al contrario mia moglie, le sue amiche e anche alcune amiche mie hanno una 'vita'.
Escono, si danno appuntamento da un gioŕno con l'altro, si scrivono, vanno per locali.
Pur senza uomini o amanti, riescono ad avere una vita sociale da sole.
Così fu per la madre di mia moglie, che a 60 anni usciva più di una volta la settimana, per la mia vicina di casa di quando ero ragazzo che a 84 anni andava a ballare, così per mia madre che va a scuola di ballo di coppia dove la maggioranza sono donne, così la palestra sotto casa, dove son tutte quarantenni, così le mie colleghe.
Far uscire un uomo se non sei una bella gnocca (ma siamo sicuri che basti?) a50 anni è un'impresa faticosa.
Ci sono persone con cui sono uscito che non conoscevano neppure i locali del loro quartiere.
La domanda l'avevo girata nell'altro thread agli uomini, chiedendo se avevano la stessa sensazione. Da parte femminile so che può non esserci, come mi è stato detto là, però tutti possono esprimere come avvertono il loro essere 'individui soli' quando escono.
Mi sono sposato abbastanza tardi, aspettando che mia moglie si laureasse, terminasse i vari tirocini specialità etc. e trovasse un impiego e accettasse di compiere questo passo.
Come tante altre coppie che conosco le relazioni sociali seguirono una particolare evoluzione: si tendeva a stare con chi era più simile, quindi altre coppie, e a frequentare le rispettive case piuttosto che i locali. Con l'arrivo della figlia (nostra) e dei figli (altrui) lo schema vario' solo nella modalità, ovvero ad attrarre erano divenute le coppie con figli in età compatibile. Chi usciva da questi schemi era divenuto l'oggetto di rimpatriate random, sempre più rare, mentre cominciavano ad apparire le conoscenze legate a frequentazioni di gruppi politici, o per i più disimpegnati del mondo del calcetto.
Noi siamo stati più fortunati perché col naturismo abbiamo coltivato molte piacevoli amicizie di coppia e passato tanti weekend divertenti.
Sarebbe stato tutto perfetto se a un certo punto, col tradimento, non fosse emerso il fatto che quella centralità della coppia che io vedevo non era affatto condivisa da mia moglie, che credeva più nei parallelismi.
Il resto lo conoscete. Ho tenuto fede a questa centralità per un po', poi ho cercato di recuperare la mia individualità.
E qui arriva il punto più difficile: le mie esigenze non sono le stesse dei miei coetanei maschi e neppure quelle delle coetanee donne. I primi sono quasi introvabili. La famiglia conserva per loro ancora quell'aura esclusiva che aveva per me e il tempo che loro dedicano ad essa insieme a quello dedicato al lavoro assorbe tutti gli spazi, o quasi.
Così mi ritrovo a prendere appuntamenti a lunga scadenza e a non risolvere la mia necessità di equilibrare le uscite di mia moglie e trovare i miei spazi. Al contrario mia moglie, le sue amiche e anche alcune amiche mie hanno una 'vita'.
Escono, si danno appuntamento da un gioŕno con l'altro, si scrivono, vanno per locali.
Pur senza uomini o amanti, riescono ad avere una vita sociale da sole.
Così fu per la madre di mia moglie, che a 60 anni usciva più di una volta la settimana, per la mia vicina di casa di quando ero ragazzo che a 84 anni andava a ballare, così per mia madre che va a scuola di ballo di coppia dove la maggioranza sono donne, così la palestra sotto casa, dove son tutte quarantenni, così le mie colleghe.
Far uscire un uomo se non sei una bella gnocca (ma siamo sicuri che basti?) a50 anni è un'impresa faticosa.
Ci sono persone con cui sono uscito che non conoscevano neppure i locali del loro quartiere.
La domanda l'avevo girata nell'altro thread agli uomini, chiedendo se avevano la stessa sensazione. Da parte femminile so che può non esserci, come mi è stato detto là, però tutti possono esprimere come avvertono il loro essere 'individui soli' quando escono.
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