Recalcati, "Non è più come prima" (neanche gli ormoni)

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Innominata

Utente che predica bene
Recalcati, "Non è più come prima" (neanche gli ormoni)

Sono appena tornata dall'Auditorium dove sono stata a sentire Massimo Recalcati (e intanto, bastano cinque minuti a capire la differenza tra lui e Galimberti:cool:). L'argomento è quanto mai pregnante per questo luogo, visto che parlava del tradimento e del perdono, il perdono che rende possibile perdonare l'impossibile, e tuttavia anche l'impossibilità al perdono ha una sua dignità...il perdono come lavoro attivo, come amore che vuole ritornare, che vuole che sia per sempre. Mi ha molto colpito il discorso sull'Amore il cui "vero" fondamento è il voler sempre restare nello stesso, volere ancora lo stesso per trovare di nuovo il nuovo, che conserva questa curiosità e questa "mission" : tanto più la conserva quando viene meno lo splendore narcisistico della passione e della propria immagine per forza galvanizzata. Il vero lavoro e il vero spirito dell'Amore sono trasformare lo stesso in nuovo, e non cercare sempre il nuovo scoprendo che invece è lo stesso. Lui si riferisce soprattutto agli amori che segnano una vita, generato condivisione e passioni capaci di durare nel tempo, figli, famiglia, memorie, quotidianità, progetti, dolori, gioe. Legami che non si esauriscono nell'estasi fuggevole che fa degli amanti gli unti del Signore, che si sentono unici e speciali trascinati da qualcosa che sembra siano in grado di provare solo loro. Ebbene, cosa succede a questi legami quando uno dei due va a vivere in segreto uno spergiuro? E' possibile l'esperienza del perdono, e come è possibile?
Si tratta di perdonare l'imperdonabile. Il perdonabile è sempre nell'ordine del peccato veniale, dello scusabile, perdonare l'imperdonabile è il gesto più radicale dell'amore. Niente a che vedere però con la magnanimità, con la generosità, e soprattutto se cade dall'alto non è perdono! Il suo senso sta proprio nel rinnovare lo Stesso. Somiglia in questo alla vita, che rinnova sempre se stessa nelle stagioni, nel tempo, nelle giornate, nelle condizioni di luce e notte, nei panorami, nel traffico e nei momenti senza traffico, e l'Amore così coincide con la sua radice, A-mors, senza morte.
In tutto questo, mentre tornavo sul 53, cinquanta minuti seduta accanto al finestrino attraverso la città, sotto un cielo di un azzurro strepitoso, dopo un prosecco con un budinetto di patate, come pensiero parassita mi è piombato improvvisamente in testa che tutto sommato meglio una mattinata così che una trombata:eek::eek:...un meraviglioso incontro d'amore con la giornata, mica facile! Oppure semplicemente, come dice Recalcati nel titolo del suo libro, "Niente è come prima", nel mio caso neanche gli ormoni:p.
 

Spider

Escluso
Sono appena tornata dall'Auditorium dove sono stata a sentire Massimo Recalcati (e intanto, bastano cinque minuti a capire la differenza tra lui e Galimberti:cool:). L'argomento è quanto mai pregnante per questo luogo, visto che parlava del tradimento e del perdono, il perdono che rende possibile perdonare l'impossibile, e tuttavia anche l'impossibilità al perdono ha una sua dignità...il perdono come lavoro attivo, come amore che vuole ritornare, che vuole che sia per sempre. Mi ha molto colpito il discorso sull'Amore il cui "vero" fondamento è il voler sempre restare nello stesso, volere ancora lo stesso per trovare di nuovo il nuovo, che conserva questa curiosità e questa "mission" : tanto più la conserva quando viene meno lo splendore narcisistico della passione e della propria immagine per forza galvanizzata. Il vero lavoro e il vero spirito dell'Amore sono trasformare lo stesso in nuovo, e non cercare sempre il nuovo scoprendo che invece è lo stesso. Lui si riferisce soprattutto agli amori che segnano una vita, generato condivisione e passioni capaci di durare nel tempo, figli, famiglia, memorie, quotidianità, progetti, dolori, gioe. Legami che non si esauriscono nell'estasi fuggevole che fa degli amanti gli unti del Signore, che si sentono unici e speciali trascinati da qualcosa che sembra siano in grado di provare solo loro. Ebbene, cosa succede a questi legami quando uno dei due va a vivere in segreto uno spergiuro? E' possibile l'esperienza del perdono, e come è possibile?
Si tratta di perdonare l'imperdonabile. Il perdonabile è sempre nell'ordine del peccato veniale, dello scusabile, perdonare l'imperdonabile è il gesto più radicale dell'amore. Niente a che vedere però con la magnanimità, con la generosità, e soprattutto se cade dall'alto non è perdono! Il suo senso sta proprio nel rinnovare lo Stesso. Somiglia in questo alla vita, che rinnova sempre se stessa nelle stagioni, nel tempo, nelle giornate, nelle condizioni di luce e notte, nei panorami, nel traffico e nei momenti senza traffico, e l'Amore così coincide con la sua radice, A-mors, senza morte.
In tutto questo, mentre tornavo sul 53, cinquanta minuti seduta accanto al finestrino attraverso la città, sotto un cielo di un azzurro strepitoso, dopo un prosecco con un budinetto di patate, come pensiero parassita mi è piombato improvvisamente in testa che tutto sommato meglio una mattinata così che una trombata:eek::eek:...un meraviglioso incontro d'amore con la giornata, mica facile! Oppure semplicemente, come dice Recalcati nel titolo del suo libro, "Niente è come prima", nel mio caso neanche gli ormoni:p.

...ma questa gliela dovresti far leggere.
vale più di una recensione.:up::up::up:
proprio vero,
in fondo si tratta solo di comprendere il significato profondo delle parole.
e poi sono parole semplici, elementari: tradimento, perdono.
eppure il senso profondo, inconscio di queste parole ci sfugge continuamente.
pensa che io prima del fattaccio, pensavo che perdonare sarebbe stato facile e veloce,
un automatismo, un mio volere.
una parola vuota, buona solo per le poesie e per i romanzi d'amore.
come del tradimento...
in fondo tra-udire come dicono i filosofi...attraversare, tradire il noi.
anche chi tradisce deve, se vuole o è sensibile fare i conti con questa parola.
e non è per niente facile.
in fondo resta che si tradisce chi si ama,
altrimenti non avrebbe senso tradire
e si perdona chi si ama,
anche perchè questo non avrebbe senso.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Sono appena tornata dall'Auditorium dove sono stata a sentire Massimo Recalcati (e intanto, bastano cinque minuti a capire la differenza tra lui e Galimberti:cool:). L'argomento è quanto mai pregnante per questo luogo, visto che parlava del tradimento e del perdono, il perdono che rende possibile perdonare l'impossibile, e tuttavia anche l'impossibilità al perdono ha una sua dignità...il perdono come lavoro attivo, come amore che vuole ritornare, che vuole che sia per sempre. Mi ha molto colpito il discorso sull'Amore il cui "vero" fondamento è il voler sempre restare nello stesso, volere ancora lo stesso per trovare di nuovo il nuovo, che conserva questa curiosità e questa "mission" : tanto più la conserva quando viene meno lo splendore narcisistico della passione e della propria immagine per forza galvanizzata. Il vero lavoro e il vero spirito dell'Amore sono trasformare lo stesso in nuovo, e non cercare sempre il nuovo scoprendo che invece è lo stesso. Lui si riferisce soprattutto agli amori che segnano una vita, generato condivisione e passioni capaci di durare nel tempo, figli, famiglia, memorie, quotidianità, progetti, dolori, gioe. Legami che non si esauriscono nell'estasi fuggevole che fa degli amanti gli unti del Signore, che si sentono unici e speciali trascinati da qualcosa che sembra siano in grado di provare solo loro. Ebbene, cosa succede a questi legami quando uno dei due va a vivere in segreto uno spergiuro? E' possibile l'esperienza del perdono, e come è possibile?
Si tratta di perdonare l'imperdonabile. Il perdonabile è sempre nell'ordine del peccato veniale, dello scusabile, perdonare l'imperdonabile è il gesto più radicale dell'amore. Niente a che vedere però con la magnanimità, con la generosità, e soprattutto se cade dall'alto non è perdono! Il suo senso sta proprio nel rinnovare lo Stesso. Somiglia in questo alla vita, che rinnova sempre se stessa nelle stagioni, nel tempo, nelle giornate, nelle condizioni di luce e notte, nei panorami, nel traffico e nei momenti senza traffico, e l'Amore così coincide con la sua radice, A-mors, senza morte.
In tutto questo, mentre tornavo sul 53, cinquanta minuti seduta accanto al finestrino attraverso la città, sotto un cielo di un azzurro strepitoso, dopo un prosecco con un budinetto di patate, come pensiero parassita mi è piombato improvvisamente in testa che tutto sommato meglio una mattinata così che una trombata:eek::eek:...un meraviglioso incontro d'amore con la giornata, mica facile! Oppure semplicemente, come dice Recalcati nel titolo del suo libro, "Niente è come prima", nel mio caso neanche gli ormoni:p.
:smile:
che bello leggerti

il neretto è la ciliegina sulla torta
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sono appena tornata dall'Auditorium dove sono stata a sentire Massimo Recalcati (e intanto, bastano cinque minuti a capire la differenza tra lui e Galimberti:cool:). L'argomento è quanto mai pregnante per questo luogo, visto che parlava del tradimento e del perdono, il perdono che rende possibile perdonare l'impossibile, e tuttavia anche l'impossibilità al perdono ha una sua dignità...il perdono come lavoro attivo, come amore che vuole ritornare, che vuole che sia per sempre. Mi ha molto colpito il discorso sull'Amore il cui "vero" fondamento è il voler sempre restare nello stesso, volere ancora lo stesso per trovare di nuovo il nuovo, che conserva questa curiosità e questa "mission" : tanto più la conserva quando viene meno lo splendore narcisistico della passione e della propria immagine per forza galvanizzata. Il vero lavoro e il vero spirito dell'Amore sono trasformare lo stesso in nuovo, e non cercare sempre il nuovo scoprendo che invece è lo stesso. Lui si riferisce soprattutto agli amori che segnano una vita, generato condivisione e passioni capaci di durare nel tempo, figli, famiglia, memorie, quotidianità, progetti, dolori, gioe. Legami che non si esauriscono nell'estasi fuggevole che fa degli amanti gli unti del Signore, che si sentono unici e speciali trascinati da qualcosa che sembra siano in grado di provare solo loro. Ebbene, cosa succede a questi legami quando uno dei due va a vivere in segreto uno spergiuro? E' possibile l'esperienza del perdono, e come è possibile?
Si tratta di perdonare l'imperdonabile. Il perdonabile è sempre nell'ordine del peccato veniale, dello scusabile, perdonare l'imperdonabile è il gesto più radicale dell'amore. Niente a che vedere però con la magnanimità, con la generosità, e soprattutto se cade dall'alto non è perdono! Il suo senso sta proprio nel rinnovare lo Stesso. Somiglia in questo alla vita, che rinnova sempre se stessa nelle stagioni, nel tempo, nelle giornate, nelle condizioni di luce e notte, nei panorami, nel traffico e nei momenti senza traffico, e l'Amore così coincide con la sua radice, A-mors, senza morte.
In tutto questo, mentre tornavo sul 53, cinquanta minuti seduta accanto al finestrino attraverso la città, sotto un cielo di un azzurro strepitoso, dopo un prosecco con un budinetto di patate, come pensiero parassita mi è piombato improvvisamente in testa che tutto sommato meglio una mattinata così che una trombata:eek::eek:...un meraviglioso incontro d'amore con la giornata, mica facile! Oppure semplicemente, come dice Recalcati nel titolo del suo libro, "Niente è come prima", nel mio caso neanche gli ormoni:p.
Per me si è documentato qui :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
Il nutrimento intellettuale è amore per chi ha intelletto :up:
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Sono appena tornata dall'Auditorium dove sono stata a sentire Massimo Recalcati (e intanto, bastano cinque minuti a capire la differenza tra lui e Galimberti:cool:). L'argomento è quanto mai pregnante per questo luogo, visto che parlava del tradimento e del perdono, il perdono che rende possibile perdonare l'impossibile, e tuttavia anche l'impossibilità al perdono ha una sua dignità...il perdono come lavoro attivo, come amore che vuole ritornare, che vuole che sia per sempre. Mi ha molto colpito il discorso sull'Amore il cui "vero" fondamento è il voler sempre restare nello stesso, volere ancora lo stesso per trovare di nuovo il nuovo, che conserva questa curiosità e questa "mission" : tanto più la conserva quando viene meno lo splendore narcisistico della passione e della propria immagine per forza galvanizzata. Il vero lavoro e il vero spirito dell'Amore sono trasformare lo stesso in nuovo, e non cercare sempre il nuovo scoprendo che invece è lo stesso. Lui si riferisce soprattutto agli amori che segnano una vita, generato condivisione e passioni capaci di durare nel tempo, figli, famiglia, memorie, quotidianità, progetti, dolori, gioe. Legami che non si esauriscono nell'estasi fuggevole che fa degli amanti gli unti del Signore, che si sentono unici e speciali trascinati da qualcosa che sembra siano in grado di provare solo loro. Ebbene, cosa succede a questi legami quando uno dei due va a vivere in segreto uno spergiuro? E' possibile l'esperienza del perdono, e come è possibile?
Si tratta di perdonare l'imperdonabile. Il perdonabile è sempre nell'ordine del peccato veniale, dello scusabile, perdonare l'imperdonabile è il gesto più radicale dell'amore. Niente a che vedere però con la magnanimità, con la generosità, e soprattutto se cade dall'alto non è perdono! Il suo senso sta proprio nel rinnovare lo Stesso. Somiglia in questo alla vita, che rinnova sempre se stessa nelle stagioni, nel tempo, nelle giornate, nelle condizioni di luce e notte, nei panorami, nel traffico e nei momenti senza traffico, e l'Amore così coincide con la sua radice, A-mors, senza morte.
In tutto questo, mentre tornavo sul 53, cinquanta minuti seduta accanto al finestrino attraverso la città, sotto un cielo di un azzurro strepitoso, dopo un prosecco con un budinetto di patate, come pensiero parassita mi è piombato improvvisamente in testa che tutto sommato meglio una mattinata così che una trombata:eek::eek:...un meraviglioso incontro d'amore con la giornata, mica facile! Oppure semplicemente, come dice Recalcati nel titolo del suo libro, "Niente è come prima", nel mio caso neanche gli ormoni:p.
Super inno :up:
 

Fantastica

Utente di lunga data
...un meraviglioso incontro d'amore con la giornata.
SI'.
Ogni. Giornata.


E mi perdonerai e mi perdoneranno i filosofi e mi perdoneranno i musicisti e i coltissimi qui dentro. Ma io, siccome parva licet componere magnis sempre, ci sbatto qui questa canzonaccia che per me è il senso di tutto quello che hai scritto di Recalcati e oltre, soprattutto oltre...

[video=youtube;StRtFh01XUo]https://www.youtube.com/watch?v=StRtFh01XUo&feature=kp[/video]
 

Innominata

Utente che predica bene
Cosa volete dire con le vostre approvazioni:rolleyes:, che tacitamente in fondo esprimete un segreto e liberatorio assenso al fatto che è meglio una bella giornata che una...:):):) e che non vedreste l'ora di fare outing:D?
 

Sterminator

Utente di lunga data
Cosa volete dire con le vostre approvazioni:rolleyes:, che tacitamente in fondo esprimete un segreto e liberatorio assenso al fatto che è meglio una bella giornata che una...:):):) e che non vedreste l'ora di fare outing:D?
Io sorvolo sui miei requisiti per reputare una bella giornata ma te dico solo che sono amante delle sintesi......:rotfl:

comunque Recalcati e' tosto e me gusta forse pure deppiu' di quel plagiatore compulsivo de Galimba che ormai non sfanculo perche' e della sqquola de Baumann...:mrgreen:

me l'hanno fatto "conoscere" due psicologi che seguo su twitter ed il suo Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre che non ho ancora finito me pare notevole...

altri due che mi hanno fatto conoscere sti due e' Zoja che ha scritto anche lui un libro sul padre scomparso..."Luigi Zoja - Il Gesto Di Ettore Preistoria, Storia, Attualità E Scomparsa Del Padre! (da finire...sob)...ed Aldo Carotenuto - Amare tradire (manco cominciato...sigh e sob...)....:mrgreen:

leggili e poi ce fai un bignami che' hai na' bella capoccia....:rotfl:
 
Ultima modifica:

Spider

Escluso
ma io mi domando...come si fa a parlare di cultura e filosofia
con uno che, sbiascica il dialetto romanesco...
come se stesse a mangiar pane e cipolle???


hai visto ..er Dante, quello cor coso, quello , er toscanaccio,...cor nasone...ammazza però quantè mejo dè tutti..li mortacci sua...to devii da legge tutto quanto stasera...
quanto cè d''amparà...li mortacci...
Maria butta la pajata....ci ò fame...
 
ma io mi domando...come si fa a parlare di cultura e filosofia
con uno che, sbiascica il dialetto romanesco...
come se stesse a mangiar pane e cipolle???


hai visto ..er Dante, quello cor coso, quello , er toscanaccio,...cor nasone...ammazza però quantè mejo dè tutti..li mortacci sua...to devii da legge tutto quanto stasera...
quanto cè d''amparà...li mortacci...
Maria butta la pajata....ci ò fame...
:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Cosa volete dire con le vostre approvazioni:rolleyes:, che tacitamente in fondo esprimete un segreto e liberatorio assenso al fatto che è meglio una bella giornata che una...:):):) e che non vedreste l'ora di fare outing:D?

Esatto!!! :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Joey Blow

Escluso
Cosa volete dire con le vostre approvazioni:rolleyes:, che tacitamente in fondo esprimete un segreto e liberatorio assenso al fatto che è meglio una bella giornata che una...:):):) e che non vedreste l'ora di fare outing:D?
Ma perchè una bella giornata ed una bella premuta non possono convivere? E se la bella premuta facesse la bella giornata? Ed ancora, ma come siete messe tu coi gatti per amanti e quest'altre a passar pomeriggi filando lana?
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Ma perchè una bella giornata ed una bella premuta non possono convivere? E se la bella premuta facesse la bella giornata? Ed ancora, ma come siete messe tu coi gatti per amanti e quest'altre a passar pomeriggi filando lana?

:rotfl::rotfl:

Premesso che non filo lana (ho pure smesso da anni di lavorare a maglia, e peccato, eh, ché ero puro brava :D), ma certo che una bella giornata e una trombata possono convivere. Avoja, se possono.
E anche vero che una trombata ben fatta rende più bella una giornata.
Contemporaneamente, per fare una giornata strepitosa non serve necessariamente trombare.
Questo è, almeno per me ;)
 

Fantastica

Utente di lunga data
:rotfl::rotfl:

Premesso che non filo lana (ho pure smesso da anni di lavorare a maglia, e peccato, eh, ché ero puro brava :D), ma certo che una bella giornata e una trombata possono convivere. Avoja, se possono.
E anche vero che una trombata ben fatta rende più bella una giornata.
Contemporaneamente, per fare una giornata strepitosa non serve necessariamente trombare.
Questo è, almeno per me ;)
Quotissimo, eh... :)
 

Joey Blow

Escluso
:rotfl::rotfl:

Premesso che non filo lana (ho pure smesso da anni di lavorare a maglia, e peccato, eh, ché ero puro brava :D), ma certo che una bella giornata e una trombata possono convivere. Avoja, se possono.
E anche vero che una trombata ben fatta rende più bella una giornata.
Contemporaneamente, per fare una giornata strepitosa non serve necessariamente trombare.
Questo è, almeno per me ;)
Non l'ho detto. Ho detto che eventualmente può farla.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Sicuramente, ma voialtre refrattarie, nel dubbio, andreste al parco, al lago, a fare il pane, la pizza ed anche qualche dolce. Che mondo.

:rotfl::rotfl:

Prodigi della menopausa :D

Comunque tra sudditanza agli ormoni e refrattarietà, a dio piacendo, c'è tutto un mondo in mezzo...
 

lolapal

Utente reloaded
una bella giornata...

...può dipendere di più da come ci sentiamo dentro e non da quello che ci capita...

:)
 
Stato
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