Pensieri sparsi

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Il tradimento, che parolone.

E che ricordi che affiorano nell'averlo subito, una marea di sensazioni, emozioni girate e rigirate all'infinito. Rabbia ira, dolore, umiliazione, vendetta, ansia depressione e altro ancora che come un treno impazzito girava all'impazzata seguendo profili sconosciuti. A volte ricercati come chi assetato cercasse l'acqua per soddisfare la propria sete. Un circolo vizioso, un profilo rotondo assolutamente perfetto nel giro dei secondi dei minuti delle ore e dei giorni che trascorrevano inseguendo se stessi e una ricerca della propria identità assolutamente trovata ma non accettata in ricordo di, non quello che eri o sei, ma di quello che era ed è lei.

Mi sento quasi in imbarazzo, in imbarazzo per quello che ho provato, mi sento in imbarazzo per quello che ho fatto-le ricerche via web, le domande infinite a lei a me a voi. Le mie evoluzioni mentali per darmi una risposta.

Perchè mi sento in imbarazzo per quello che sono stato? Forse perchè ero perso dentro di me? ero perso nelle letture di chi scriveva che il tradimento non si scorda? che il tradimento è una bolletta da pagare e che ogni tanto riappare?
Quanto dolore, ma quanto.

Si, sono in imbarazzo, un totale imbarazzo per quello che sentivo dentro, per il dolore che provato, per la ricerca asfissiante che mi portava a parlare di favole, di romanticismo vero, romanticismo falso, di favole assunte soltanto per immaturità.
Mentre invece la quiete e la tranquillità di vivere una vita serena al di fuori di schemi che mi hanno preconfezionato sono il culmine o almeno lo spero di maturità che va ben oltre degli schemi assimilati, e questi resteranno sempre dentro di me, dandomi la possibilità di pagarle le bollette, di attingere alle ferite, perchè si chiama vivere si chiama affrontarsi, si chiama amare.
 
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