Oggi è "quel" giorno?

void

Utente di lunga data
Raga non è successo niente, qui la calma totale, il mortorio, la piattezza.
Non so chi di voi mi aveva parlato del fatto che mi sarebbero mancate le montagne russe di emozioni, credo sia stata Marjanna, e sì mi manca un po' quel qualcosa in più di adrenalinico.
Cercarlo altrove.

Il musicista torna giorno 28 dalle vacanze, quindi per ora non sto vedendo nessuno.
Paolo fa quello innamorato, spesso li vedo in giro, lei mi viene a dire che non si fida ecc ma che due palle dicesse ste cose a lui.
Nei suoi confronti io lo tengo ancora bloccato, ci salutiamo se ci vediamo con il resto degli amici, abbiamo anche fatto ferragosto insieme ed è andata bene devo dire... Ero a mio agio nonostante la loro visione.
Provo disgusto alternato ad apatia.
Ma penso vada bene.
Giorno 31 è il mio compleanno, 25 anni splendenti e seducenti? Chissà.
25 anni devono essere splendenti e seducenti….metti la testa nell'acqua gelata e cambia il tuo mondo. Quel che sarà, sarà. A 25 anni non c'è tempo per le masturbazioni mentali, quelle lasciale ai vecchi come me.
Hai detto bene, l'adrenalina cercala altrove.
Auguri
 

Rose1994

Utente di lunga data
25 anni devono essere splendenti e seducenti….metti la testa nell'acqua gelata e cambia il tuo mondo. Quel che sarà, sarà. A 25 anni non c'è tempo per le masturbazioni mentali, quelle lasciale ai vecchi come me.
Hai detto bene, l'adrenalina cercala altrove.
Auguri
❤
 

bluestar02

Utente di lunga data
Raga non è successo niente, qui la calma totale, il mortorio, la piattezza.
Non so chi di voi mi aveva parlato del fatto che mi sarebbero mancate le montagne russe di emozioni, credo sia stata Marjanna, e sì mi manca un po' quel qualcosa in più di adrenalinico.
Cercarlo altrove.
Il musicista torna giorno 28 dalle vacanze, quindi per ora non sto vedendo nessuno.
Paolo fa quello innamorato, spesso li vedo in giro, lei mi viene a dire che non si fida ecc ma che due palle dicesse ste cose a lui.
Nei suoi confronti io lo tengo ancora bloccato, ci salutiamo se ci vediamo con il resto degli amici, abbiamo anche fatto ferragosto insieme ed è andata bene devo dire... Ero a mio agio nonostante la loro visione.
Provo disgusto alternato ad apatia.
Ma penso vada bene.
Giorno 31 è il mio compleanno, 25 anni splendenti e seducenti? Chissà.
Auguri di cuore Rose

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Marjanna

Utente di lunga data
[MENTION=7596]Rose1994[/MENTION]

Non so cosa si possa fare dove vivi, ma sei vicino al mare... che ne so, provare a fare sub?
Non ho idea di come funzioni ma essendo periodo di ferie forse trovi qualche associazione che porta a spasso i turisti.

Ma anche partire sola in macchina e ti trovi un posto dove sai non esserci nessuno e ti fai un bagno e stai a contatto con quello che hai intorno.

Meglio se te le vivi da sola, senza trascinarti nessuno dietro. E non dirlo a nessuno, a parte i tuoi ovviamente se devi avvisarli, tieniti queste emozioni per te, dentro di te. Sono cose tue. Però varia da persona a persona, devi vedere tu.
 

Martes

Utente di lunga data
Raga non è successo niente, qui la calma totale, il mortorio, la piattezza.
Non so chi di voi mi aveva parlato del fatto che mi sarebbero mancate le montagne russe di emozioni, credo sia stata Marjanna, e sì mi manca un po' quel qualcosa in più di adrenalinico.
Cercarlo altrove.
Il musicista torna giorno 28 dalle vacanze, quindi per ora non sto vedendo nessuno.
Paolo fa quello innamorato, spesso li vedo in giro, lei mi viene a dire che non si fida ecc ma che due palle dicesse ste cose a lui.
Nei suoi confronti io lo tengo ancora bloccato, ci salutiamo se ci vediamo con il resto degli amici, abbiamo anche fatto ferragosto insieme ed è andata bene devo dire... Ero a mio agio nonostante la loro visione.
Provo disgusto alternato ad apatia.
Ma penso vada bene.
Giorno 31 è il mio compleanno, 25 anni splendenti e seducenti? Chissà.
[video=youtube;59zRSsGVDQg]https://www.youtube.com/watch?v=59zRSsGVDQg[/video]
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
Raga non è successo niente, qui la calma totale, il mortorio, la piattezza.
Non so chi di voi mi aveva parlato del fatto che mi sarebbero mancate le montagne russe di emozioni, credo sia stata Marjanna, e sì mi manca un po' quel qualcosa in più di adrenalinico.
Cercarlo altrove.
Il musicista torna giorno 28 dalle vacanze, quindi per ora non sto vedendo nessuno.
Paolo fa quello innamorato, spesso li vedo in giro, lei mi viene a dire che non si fida ecc ma che due palle dicesse ste cose a lui.
Nei suoi confronti io lo tengo ancora bloccato, ci salutiamo se ci vediamo con il resto degli amici, abbiamo anche fatto ferragosto insieme ed è andata bene devo dire... Ero a mio agio nonostante la loro visione.
Provo disgusto alternato ad apatia.
Ma penso vada bene.
Giorno 31 è il mio compleanno, 25 anni splendenti e seducenti? Chissà.
fatti un regalo per i tuoi 25 anni. Un viaggio che ti porti fuori dal tuo mondo.Vivi nuove emozioni
 

Vera

Moderator
Staff Forum
Raga non è successo niente, qui la calma totale, il mortorio, la piattezza.
Non so chi di voi mi aveva parlato del fatto che mi sarebbero mancate le montagne russe di emozioni, credo sia stata Marjanna, e sì mi manca un po' quel qualcosa in più di adrenalinico.
Cercarlo altrove.
Il musicista torna giorno 28 dalle vacanze, quindi per ora non sto vedendo nessuno.
Paolo fa quello innamorato, spesso li vedo in giro, lei mi viene a dire che non si fida ecc ma che due palle dicesse ste cose a lui.
Nei suoi confronti io lo tengo ancora bloccato, ci salutiamo se ci vediamo con il resto degli amici, abbiamo anche fatto ferragosto insieme ed è andata bene devo dire... Ero a mio agio nonostante la loro visione.
Provo disgusto alternato ad apatia.
Ma penso vada bene.
Giorno 31 è il mio compleanno, 25 anni splendenti e seducenti? Chissà.
25 anni, Rose. Cazzo, dovresti spaccare il mondo!
 

Rose1994

Utente di lunga data
Non ho nessuna idea al momento su cosa organizzare, ogni anno sempre la solita festa 🙄.... Mi secca da morire.
Vedremo.
 

Vera

Moderator
Staff Forum
Non ho nessuna idea al momento su cosa organizzare, ogni anno sempre la solita festa 🙄.... Mi secca da morire.
Vedremo.
Ti fai un bel regalo. Un viaggio tutto tuo, da sola. Fidati che torni come nuova ;)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E su questo che io e te non ci troveremo mai. I progetti per come li raggiungo io quando sono compiuti aggiungono un sassolino alla base della mia idea di vivere di rendita.
Sennò sono a metà.
:D
Il senso era per spiegare come vedo io la commistione tra il ti voglio e il mi servi che è inevitabile all'interno del progetto.
Sono poche le richieste illegittime all'interno di una coppia senza progetto. All'interno di una coppia con il progetto sono illegittime tutte le richieste che possono mettere a rischio il progetto. Se me ne fotte del progetto.

Sai cosa non mi torna?

Nel grassetto sembra quasi che il progetto sia stabilito a priori, senza nessuna possibilità o spazio di stabilire in intinere variazioni, accomodamenti, riscrivere gli obiettivi.
come se le regole fossero necessariamente stabilite a priori e le uniche scelte a disposizione fossero
a) "ubbidire" alle leggi progettuali
oppure
b) trasgredire alle "leggi" progettuali

Come se il progetto fosse calato dall'alto, già dato e non scritto e riscritto da chi lo vivifica.

Il progetto, qualunque progetto, per come intendo io il progetto, si crea.
E si crea in una realtà concreta.
Che discende e risponde a chi compie l'azione creativa.

E' CHI lo crea, CHI lo costruisce che stabilisce le "leggi".
Quindi è legittimo tutto ciò che i protagonisti del progetto stabiliscono sia tale.

Quindi se io e te siamo insieme in un progetto ciò che fa la differenza, per come la intendo io, è la nostra comunicazione riguardo al progetto.
La nostra valutazione del progetto, in itinere.

L'altra caratteristica del progetto, per come io intendo il progettare, è l'approccio euristico.
E la ricerca azione in fieri.

In questa prospettiva, faccio davvero fatica a seguirti quando parli del progetto come una sorta di entità superiore a cui per certi versi rispondere, in un modo o nell'altro poco conta, che a contare è il rispondere.

Ti ringrazio per l'immagine della rendita :)
L'ho letta e mi sono accorta che, per quanto io sia attiva, in realtà vivo già di rendita.
Forse è uno dei motivi per cui o il progetto è Mio (e quindi ho piena disponibilità a stabilirne il paradigma, la metodologia, le regole e gli obiettivi) o ne faccio sinceramente a meno.

EDIT: ovviamene mi riferisco al progetto di coppia, che governa quello di famiglia.

EDIT1: se G. non mi servisse e se io non servissi (a) G. non si porrebbe neppure la questione di progettare insieme.
Posso volere un sacco di gente.
Ma un progetto lo faccio solo se mi servi in quel progetto.
Non riesco ad immaginare un progetto basato sul ti voglio. Sul ti voglio io ci baso le cose estemporanee.

E insieme al servirsi io ci metto pure l'usarsi. Reciprocamente.
 
Ultima modifica:

Skorpio

Utente di lunga data
In questa prospettiva, faccio davvero fatica a seguirti quando parli del progetto come una sorta di entità superiore a cui per certi versi rispondere, in un modo o nell'altro poco conta, che a contare è il rispondere.
Ciò avviene quando l'investimento comune diventa valore comune , con la fatica e il tempo e le energie per metter su mattoncino dopo mattoncino

Quando l'investimento si eleva sopra una certa soglia, il rischio di divenire da padrone a dipendente del progetto è elevato

Abbandonare il progetto (che vuoi che sia, lo rifaccio con in altro no?) Diventa complesso, a quel punto
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciò avviene quando l'investimento comune diventa valore comune , con la fatica e il tempo e le energie per metter su mattoncino dopo mattoncino

Quando l'investimento si eleva sopra una certa soglia, il rischio di divenire da padrone a dipendente del progetto è elevato

Abbandonare il progetto (che vuoi che sia, lo rifaccio con in altro no?) Diventa complesso, a quel punto
Credo che la cosa complessa sia non divenire da padrone a schiavo.
Non usare la quotidianità come porto sicuro ma come spazio di valutazione.

E certo che così c'è maggior rottura di coglioni.
Più discussioni.
A volte anche a muso cattivo. Da aprirsi i denti, come si dice da me.

Credo che il punto non sia se abbandonare o meno. Quello è semplicemente l'aut aut che ci si trova davanti dopo aver percorso parecchia strada in perdita rispetto alla padronanza.
Di sè, prima ancora che del progetto.

Questo perlomeno nella mia esperienza.

Se mi ritrovassi a quell'aut aut, adesso non avrei bisogno di pensare lungamente a quando andare a cercarne l'origine.
E non perderei neppure tempo a girare intorno all'aut aut.

Saprei di aver fallato mattoncini ben prima.
Come li avevo fallati nella mia precedente esperienza.
Dove il progetto da luogo di investimento e crescita era divenuto principalmente "castello" e riparo al ritorno dalle escursioni nel mondo.

E credo che un nodo fondamentale, di quelli che porta a sperdersi nella scontatezza della quotidianità stia esattamente lì.
Scambiare un qualcosa in trasformazione costante in risonanza con gli individui per qualcosa di definito.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Credo che la cosa complessa sia non divenire da padrone a schiavo.
Non usare la quotidianità come porto sicuro ma come spazio di valutazione.

E certo che così c'è maggior rottura di coglioni.
Più discussioni.
A volte anche a muso cattivo. Da aprirsi i denti, come si dice da me.

Credo che il punto non sia se abbandonare o meno. Quello è semplicemente l'aut aut che ci si trova davanti dopo aver percorso parecchia strada in perdita rispetto alla padronanza.
Di sè, prima ancora che del progetto.

Questo perlomeno nella mia esperienza.

Se mi ritrovassi a quell'aut aut, adesso non avrei bisogno di pensare lungamente a quando andare a cercarne l'origine.
E non perderei neppure tempo a girare intorno all'aut aut.

Saprei di aver fallato mattoncini ben prima.
Come li avevo fallati nella mia precedente esperienza.
Dove il progetto da luogo di investimento e crescita era divenuto principalmente "castello" e riparo al ritorno dalle escursioni nel mondo.

E credo che un nodo fondamentale, di quelli che porta a sperdersi nella scontatezza della quotidianità stia esattamente lì.
Scambiare un qualcosa in trasformazione costante in risonanza con gli individui per qualcosa di definito.
Puoi tirare fuori tutti i denti che vuoi ma l'investimento fatto resta
I pare di aver letto che sei in vacanza con G

Hai pagato i biglietti dell'aereo, l'hotel ormai è prenotato e i soldi li devi dare.

Puoi tirare fuori i denti, mollare tutto, andare via

Ma l'investimento, per limitato che sia, lo lasci sul piatto

E sto parlando di una vacanza :cool:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sai cosa non mi torna?

Nel grassetto sembra quasi che il progetto sia stabilito a priori, senza nessuna possibilità o spazio di stabilire in intinere variazioni, accomodamenti, riscrivere gli obiettivi.
come se le regole fossero necessariamente stabilite a priori e le uniche scelte a disposizione fossero
a) "ubbidire" alle leggi progettuali
oppure
b) trasgredire alle "leggi" progettuali

Come se il progetto fosse calato dall'alto, già dato e non scritto e riscritto da chi lo vivifica.

Il progetto, qualunque progetto, per come intendo io il progetto, si crea.
E si crea in una realtà concreta.
Che discende e risponde a chi compie l'azione creativa.

E' CHI lo crea, CHI lo costruisce che stabilisce le "leggi".
Quindi è legittimo tutto ciò che i protagonisti del progetto stabiliscono sia tale.

Quindi se io e te siamo insieme in un progetto ciò che fa la differenza, per come la intendo io, è la nostra comunicazione riguardo al progetto.
La nostra valutazione del progetto, in itinere.

L'altra caratteristica del progetto, per come io intendo il progettare, è l'approccio euristico.
E la ricerca azione in fieri.

In questa prospettiva, faccio davvero fatica a seguirti quando parli del progetto come una sorta di entità superiore a cui per certi versi rispondere, in un modo o nell'altro poco conta, che a contare è il rispondere.

Ti ringrazio per l'immagine della rendita :)
L'ho letta e mi sono accorta che, per quanto io sia attiva, in realtà vivo già di rendita.
Forse è uno dei motivi per cui o il progetto è Mio (e quindi ho piena disponibilità a stabilirne il paradigma, la metodologia, le regole e gli obiettivi) o ne faccio sinceramente a meno.

EDIT: ovviamene mi riferisco al progetto di coppia, che governa quello di famiglia.

EDIT1: se G. non mi servisse e se io non servissi (a) G. non si porrebbe neppure la questione di progettare insieme.
Posso volere un sacco di gente.
Ma un progetto lo faccio solo se mi servi in quel progetto.
Non riesco ad immaginare un progetto basato sul ti voglio. Sul ti voglio io ci baso le cose estemporanee.

E insieme al servirsi io ci metto pure l'usarsi. Reciprocamente.
Risponderti su tutto da cellulare diventa una guerra. Però se non ci accordiamo su un presupposto basilare non ne usciamo. Da come lo descrivi, il progetto è il quid pluris che si aggiunge alla coppia, nelle migliori intenzioni per arricchirla. Però ho sempre scritto fin da tempi non sospetti che la coppia è quanto di più lontano dal progetto, almeno la coppia ideale come la definisci tu (quella delle Tigri siberiane per intenderci), è il nemico naturale per eccellenza del progetto.
Quella coppia delle favolette in cui ci si sceglie ogni giorno come se qualcuno ci avesse resettato la memoria, quella coppia delle favolette in cui l'esperienza pregressa non diventa il mattoncino nel bene e nel male per la costruzione giù qualcosa che è diverso, e ulteriore rispetto alla coppia.
Tant'è che dal mio punto di vista si sacrifica l'individuo e la coppia per arrivare ad ottenere qualcosa di diverso.
Ecco, la grande truffa di questa faccenda sta nel fatto che nessuno parametra mai davvero lo sforzo con il risultato.
La famosa analisi costi benefici.
Io la soluzione che ho trovato per me, e da questo punto di vista sono piuttosto manicheo, è stata quella di vederla tutto bianco o tutto nero. E funziona.
Nel mio mondo, se non sei disposto ad annullarti per il progetto, non parlarmi di progetto. Proprio perché una volta stabilito il perimetro del progetto, gli obiettivi desiderati e il quantitativo di sforzo che sono disposto a mettere e che ti richiedo, si va avanti finché l'obiettivo viene raggiunto o non viene raggiunto.
E su quel risultato ti peserò.
Anche perché, normalmente il giro che hanno fatto diverse ex che ho seppellito è stato quello di proporsi come socia di un progetto, promettere il raggiungimento dell'obiettivo costi quel che costi, decidere a un certo punto di diminuire lo sforzo, trovare un muro di mattoni da parte mia, scappare a gambe levate dal progetto, lasciarmi solo a raggiungere l'obiettivo, casomai includendo altri soci, poi tornare a obiettivo raggiunto o giù di lì per avere la liquidazione del loro sforzo con me che gli ridevo in faccia e le lasciavo a mangiarsi le mani. Due sono finite in analisi. Altrimenti ci facciamo compagnia senza problemi.

Editato :)
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Puoi tirare fuori tutti i denti che vuoi ma l'investimento fatto resta
I pare di aver letto che sei in vacanza con G

Hai pagato i biglietti dell'aereo, l'hotel ormai è prenotato e i soldi li devi dare.

Puoi tirare fuori i denti, mollare tutto, andare via

Ma l'investimento, per limitato che sia, lo lasci sul piatto

E sto parlando di una vacanza :cool:
Abbiamo deciso di vivere insieme :)
E non siamo andati in vacanza.

Continuiamo ad aprirci i denti, su ogni singola clausola dell'investimento.
Sappiamo che il rischio è perdere quell'investimento.

Ma...io non penso che perderei se perdessi.

In ogni caso, nel momento in cui si investe, e questo genere di investimento non preserva il capitale ed è alto rischio, si decide di accettare il rischio di perdere (apparentemente).

Non credo ci sia alternativa.
Salvo decidere a priori che per quell'investimento si accetta ogni cosa.

E questa è una base.
Io so che non posso accettare ogni cosa.

E penso fra l'altro che sia uno sguardo limitato.

Domani, fra un anno, fra dieci, venti quarant'anni morirò.
Morirò comunque.
Non ho alternativa.

SE passo la vita a proteggere un investimento smettendo di vivere la mia vita perchè non voglio perdere l'investimento, poi, quando muoio, cosa ci ho guadagnato?

Coerenza?
Stabilità?
HO allontanato la morte?

Io comincio ad avere la netta sensazione che questa storia del progetto come centrale sia un decentramento rispetto al fatto che alla morte non si sfugge.

Questo per stare nel filosofico.

Nel concreto.
Facciamo che ho comprato i biglietti, hotel cazzi e mazzi.
Vado per non perdere quelle cose.
E passo una vacanza della merda.

Mica che ho la macchina del tempo e posso rifarla migliore.

E se devo scegliere fra una vacanza di merda e perdere l'investimento, francamente, mando a fare in culo l'investimento e vivo bene.
Troppo pochi gli anni per sprecarli dietro a investimenti, doveri e compagnia cantante.

Detto questo, gli investimenti relazionali non falliscono un bel giorno come se prima fosse il nulla.
Ci si arriva.
Lasciando il presente. Usando la quotidianità per tirar dritto.
Spostando lo sguardo sulla rendita finale (attesa) anzichè tenerlo su quel che c'è concretamente.

Lasciandosi trascinare dalla realizzazione per l'appunto del progetto.
E snaturandosi nel progetto.
Poi è gioco facile dirsi che l'altro ha portato via.

Non è l'altro.
Sarebbe come se dicessi che è il mio ex ad avermi spedita nella cripta in cui io ero entrata.
Lui non ha responsabilità.
Io ho deciso, passo a passo.
E ho usato lui come scusa per non affrontare le mie paure, in primis la paura del futuro (che altro non era/è che paura del passato).

Ma ero io.
I segnali, per prevedere la perdita dell'investimento, c'erano dopo un mese di frequentazione.
Io li ho ignorati in virtù di un pesare sulla bilancia in vista del futuro.

SE una cosa ho imparato dal fallimento di quella relazione è che le cose si pesano valutando costi e benefici nel presente.
Che è un po' dire "se scopiamo male oggi, non è che domani lo faremo meglio. Anzi, c'è una altissima probabilità che sarà anche peggio. Ergo, se scopare bene insieme è una caratteristica importante, puoi essere l'uomo perfetto sotto tantissimi punti di vista, ma ciao. Quel che va bene oggi andrà bene anche domani, quel che oggi non va domani sarà pure peggio".
Se entrano passato o futuro, si è iniziato a metterselo a culo.
Solo che si sta usando la vaselina. :) (e il ghiaione è una certezza)
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Risponderti su tutto da cellulare diventa una guerra. Però se non ci accordiamo su un presupposto basilare non ne usciamo. Da come lo descrivi, il progetto è il quid pluris che si aggiunge alla coppia, nelle migliori intenzioni per arricchirla. Però ho sempre scritto fin da tempi non sospetti che la coppia è quanto di più lontano dal progetto, almeno la coppia ideale come la definisci tu (quella delle Tigri siberiane per intenderci), è il nemico naturale per eccellenza del progetto.
Quella coppia delle favolette in cui ci si sceglie ogni giorno come se qualcuno ci avesse resettato la memoria, quella coppia delle favolette in cui l'esperienza pregressa non diventa il mattoncino nel bene e nel male per la costruzione giù qualcosa che è diverso, e ulteriore rispetto alla coppia.
Tant'è che dal mio punto di vista si sacrifica l'individuo e la coppia per arrivare ad ottenere qualcosa di diverso.
Ecco, la grande truffa di questa faccenda sta nel fatto che nessuno parametra mai davvero lo sforzo con il risultato.
La famosa analisi costi benefici.
Io la soluzione che ho trovato per me, e da questo punto di vista sono piuttosto manicheo, è stata quella di vederla tutto bianco o tutto nero. E funziona.
Nel mio mondo, se non sei disposto ad annullarti per il progetto, non parlarmi di progetto. Proprio perché una volta stabilito il perimetro del progetto, gli obiettivi desiderati e il quantitativo di sforzo che sono disposto a mettere e che ti richiedo, si va avanti finché l'obiettivo viene raggiunto o non viene raggiunto.
E su quel risultato ti peserò.
Anche perché, normalmente il giro che hanno fatto diverse ex che ho seppellito è stato quello di proporsi come socia di un progetto, promettere il raggiungimento dell'obiettivo costi quel che costi, decidere a un certo punto di diminuire lo sforzo, trovare un muro di mattoni da parte mia, scappare a gambe levate dal progetto, lasciarmi solo a raggiungere l'obiettivo, casomai includendo altri soci, poi tornare a obiettivo raggiunto o giù di lì per avere la liquidazione del loro sforzo con me che gli ridevo in faccia e le lasciavo a mangiarsi le mani. Due sono finite in analisi. Altrimenti ci facciamo compagnia senza problemi.

Editato :)
No, non è qualcosa che si AGGIUNGE.

E' qualcosa che si crea insieme.
Quel famoso tutto che è maggiore della somma della parti.

Ed entrambi si è fondamentali, se insieme si è creato.
Senza raccontarsi cazzate nel qui e ora.
Senza fare pieghe nel qui e ora.
Senza dirsi "vabbè dai, su questa cosa qui, fa niente, poi vedremo".

E dubito che esista un progetto senza Io che ci mettono dentro creatività, competenze, paure, limiti, bisogni, visioni.

Io non penso che il noi sia una sorta di corpo unico in cui i due io vanno a confluire.
Io sperimento il noi come un luogo in cui i due io mettono creatività, competenze, paure, limiti, bisogni, visioni.
Parti vitali del loro essere. Essenze.
Ma i due io hanno un loro posto che non è il noi.

Il noi è una contenitore, per dirla male.
E non degli io, ma di quello che i gli io si offrono vicendevolmente.

Ecco perchè non è tigri siberiane che sene vanno incrociandosi ogni tanto e raccogliendosi per sbranare la preda.
Anche se resta una immagine veramente suggestiva, in particolare per gli ambienti della siberia che adoro profondamente per la loro desolazione e per il freddo e il silenzio.

come scrivevo a skorpio, per me i costi e i benefici stanno nel qui e ora.
E non è un reset.
E' una costante valutazione.

Questo rende piuttosto pesante lo stare con me, per la verità.
Non ti valuto una volta per tutte.
Io continuo a guardarti, a pesarti, a osservarti, a valutarti.
E per me buona parte della pesata si svolge qui.

Il resto della pesata eè che non c'è futuro che tenga.
E' adesso che le cose hanno da funzionare.
Faticosamente? Discutendo? Dandosi nei denti? Scopando?
Quel che è.
Ma qui e ora.

Col cazzo che me la gioco sul futuro.
Domani potrei essere morta. :)

Il futuro non esiste. E il risultato di ciò che metto e faccio qui e ora.
Che è poi il luogo dell'investimento.

Questo è il motivo di fondo per cui non mi sono mai sposata.
Di base ho sempre ritenuto una cazzata madornale investire nel futuro.
Giocandosi il presente nell'attesa del premio finale.
Fotte un cazzo del premio.
Non faccio per il premio.

Io faccio per il piacere di fare.
Che è poi il motivo per cui ti dicevo che vivo di rendita.
Tutto ciò che faccio,anche quel che non mi piace, lo faccio perchè mi piace. Per il dritto o per il rovescio.

Ribadisco, pesante.
Perchè non resetto nulla.
Anzi...ho un archivio bastardissimo.
Chi sta con me sa che ho tutto segnato.
E non per presentare il conto.
Ma perchè se sono qui è perchè quel che è stato l'ho preso tutto. (e questo è uno dei motivi per cui per me esplicitare i limiti è fondamentale. )

EDIT: e poi, riguardo i limiti c'è un'altra questione altrettanto fondamentale. Credere a quel che dice l'altro.
Il mio ex sapeva dove stava il limite.
Era convinto che per amore, se anche lui l'avesse superato, io sarei restata.
Non mi aveva creduta quando io gli avevo detto che per me l'amore non avrebbe fatto in nessun modo da ago della bilancia nella nostra relazione. L'amore rivolto al noi, intendo. Come sapeva che la Cura per me era fondamentale. Credeva che fossero parole. :)
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
@Arcistufo @ipazia
Mi sono persa qualche Quotes e nel frattempo ho visto che questa discussione è avanzata di parecchie pagine che ancora non ho avuto modo di leggere.

Ad ogni modo con dominante mi riferivo a quelle coppie dove uno tende a tenere le redini di quello che poi diventa stile di vita. L'altro si adegua ma non in modo "sofferto". Poi potrebbe essere che a letto si scambiano i ruoli, ma poco cambia.
Nel tempo diventa una situazione statica, nota, verso cui non indagare più le sfumature dell'altro.

Era un pensiero in risposta al precedente commento di Arci che si chiedeva come cazzo facesse il legittimo di turno a non vedere cose che a me sembravano ovvie connesso al precedente discorso delle corna "cercate".
Ma tengo a sottolineare pensiero, in discussione nella discussione, non monolite.
Chiedevo perchè per me la dominanza è un'altra cosa.
Non è avere le redini. :)

A maggior ragione in un progetto in cui a mio parere si è soci alla pari.
Ognuno con le sue competenze ma con un costante sguardo di valutazione ognuno sull'operato dell'altro.

Che si traducono in attenzione e cura.
E curiosità.

Non riesco a vederlo un progetto di coppia in cui uno tira le redini e l'altro va a rimorchio.

O meglio, ci riesco.
L'ho vissuto.

Ma non era un progetto.
Era un tema. :)
 
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