La serie è ambientata in una piccola tavola calda, di quelle dove si mangia al banco, in un vicolo che ricorda molto la zona di Tokyo chiamata Golden Gai e situata nel distretto di Shinjuku ( [MENTION=5759]banshee[/MENTION] ). Piccola e intima, la tavola calda apre da mezzanotte alle sette di mattina e il menù offre solo una zuppa di miso con maiale, birra, sake e shōchū, ma il cuoco è disponibile a cucinare a richiesta, a patto che abbia gli ingredienti necessari o che gli vengano portati dai clienti.
Ogni puntata di 20 minuti inizia con una panoramica sulle strade affollate del centro di Tokyo alla sera, i brulicanti passaggi pedonali ( Shibuya principalmente ) e le mille luci al neon dei grattacieli. La voice over del cuoco mentre prepara la zuppa annuncia: “Quando le persone giungono a fine giornata e si affrettano verso casa, inizia la mia giornata”. Lo strano orario di apertura attrae i personaggi della notte, alcuni sono clienti abituali, qualche hostess o spogliarellista di club vicini, un paio di travestiti che probabilmente lavorano in qualche bar della zona, giocatori d’azzardo, DJ di programmi radio notturni, qualche misterioso membro della yakuza, ma anche semplicemente un salaryman che si è attardato al lavoro, o chiunque non abbia voglia di tornare a casa e cerchi un po’ di compagnia.
Alcuni personaggi sono avventori regolari e forniscono quel coro necessario per rendere l’ambiente familiare ad ogni ritorno, ma ogni puntata della serie racconta una storia di vita dell’umanità di passaggio in questo piccolo confessionale gastronomico.
Fulcro e collante di tutte le storie degli avventori è naturalmente lo chef, detto Master , un personaggio dal fascino misterioso, empatico e di poche ma misurate parole, capace di ascoltare e di creare un rassicurante legame con i suoi clienti. Si sa poco o niente di lui e una visibile cicatrice sul viso ne aumenta l’aura di mistero.
Le puntate hanno il nome di un piatto che è parte della storia ma mai come protagonista. Catalogare infatti Midnight Diner come un serial sulla cucina è un po’ fuori luogo. I veri protagonisti qui sono gli uomini e le donne e le loro storie, i loro destini: il cibo è un vettore di emozioni e di ricordi, un modo per connettere anime, un filo che si annoda.
In un episodio un avvocato vicino alla pensione si fa cucinare un piatto che mangiava con il fratellastro che non vede da anni, le cotolette di prosciutto cotto, e si complimenta con Master per il tipo di prosciutto usato, non quello di gran qualità e tagliato spesso, come nelle moderne versioni 'migliorate' del piatto, ma il prosciutto ordinario, quello sottile che si comprava in famiglia. In un altro un avventore che ha voglia di pancakes va a comprare un pacchetto di preparato in scatola e lo dà allo chef da cucinare e ancora, in un agrodolce episodio un bambino e una prostituta condividono una passione per il tofu all’uovo, un budino confezionato, da supermercato, che Master scodella su una ciotola di riso. Questo cibo confortante è un linguaggio che raggiunge i cuori di tutti senza eccezioni ed è la grande trovata di questo programma. Le storie degli episodi sono spesso commoventi, ma anche condite di momenti molto divertenti, come lo yakuza terrorizzato da un blackout!
Ci viene mostrato, in questa serie Tv , il Giappone per lo più nascosto a noi occidentali, ci vengono presentate persone comuni che - al di fuori delle rigide etichette comportamentali che la società giapponese impone in pubblico - ci danno il modo di avvicinarci al loro mondo, così distante dal nostro ma ciò non di meno stupendamente attraente ed affascinante.
Ogni puntata di 20 minuti inizia con una panoramica sulle strade affollate del centro di Tokyo alla sera, i brulicanti passaggi pedonali ( Shibuya principalmente ) e le mille luci al neon dei grattacieli. La voice over del cuoco mentre prepara la zuppa annuncia: “Quando le persone giungono a fine giornata e si affrettano verso casa, inizia la mia giornata”. Lo strano orario di apertura attrae i personaggi della notte, alcuni sono clienti abituali, qualche hostess o spogliarellista di club vicini, un paio di travestiti che probabilmente lavorano in qualche bar della zona, giocatori d’azzardo, DJ di programmi radio notturni, qualche misterioso membro della yakuza, ma anche semplicemente un salaryman che si è attardato al lavoro, o chiunque non abbia voglia di tornare a casa e cerchi un po’ di compagnia.
Alcuni personaggi sono avventori regolari e forniscono quel coro necessario per rendere l’ambiente familiare ad ogni ritorno, ma ogni puntata della serie racconta una storia di vita dell’umanità di passaggio in questo piccolo confessionale gastronomico.
Fulcro e collante di tutte le storie degli avventori è naturalmente lo chef, detto Master , un personaggio dal fascino misterioso, empatico e di poche ma misurate parole, capace di ascoltare e di creare un rassicurante legame con i suoi clienti. Si sa poco o niente di lui e una visibile cicatrice sul viso ne aumenta l’aura di mistero.
Le puntate hanno il nome di un piatto che è parte della storia ma mai come protagonista. Catalogare infatti Midnight Diner come un serial sulla cucina è un po’ fuori luogo. I veri protagonisti qui sono gli uomini e le donne e le loro storie, i loro destini: il cibo è un vettore di emozioni e di ricordi, un modo per connettere anime, un filo che si annoda.
In un episodio un avvocato vicino alla pensione si fa cucinare un piatto che mangiava con il fratellastro che non vede da anni, le cotolette di prosciutto cotto, e si complimenta con Master per il tipo di prosciutto usato, non quello di gran qualità e tagliato spesso, come nelle moderne versioni 'migliorate' del piatto, ma il prosciutto ordinario, quello sottile che si comprava in famiglia. In un altro un avventore che ha voglia di pancakes va a comprare un pacchetto di preparato in scatola e lo dà allo chef da cucinare e ancora, in un agrodolce episodio un bambino e una prostituta condividono una passione per il tofu all’uovo, un budino confezionato, da supermercato, che Master scodella su una ciotola di riso. Questo cibo confortante è un linguaggio che raggiunge i cuori di tutti senza eccezioni ed è la grande trovata di questo programma. Le storie degli episodi sono spesso commoventi, ma anche condite di momenti molto divertenti, come lo yakuza terrorizzato da un blackout!
Ci viene mostrato, in questa serie Tv , il Giappone per lo più nascosto a noi occidentali, ci vengono presentate persone comuni che - al di fuori delle rigide etichette comportamentali che la società giapponese impone in pubblico - ci danno il modo di avvicinarci al loro mondo, così distante dal nostro ma ciò non di meno stupendamente attraente ed affascinante.