Massaroni Pianoforti. Sul distacco.

danny

Utente di lunga data
Da un'intervista rilasciata quest'anno sul brano 50 settimane:
"In questo brano volevo parlare del modo che oggi molte persone hanno di gestire oggi le relazioni. Molte coppie dicono di andare d’accordo con il proprio partner perché ci si vede poco. Faccio fatica a capire questo modo di vivere una relazione: se io sto bene con una persona voglio condividere la mia libertà e più esperienze possibile con lei.

Questo individualismo di coppia sta portando ad un impoverimento sentimentale proprio perché di tempo da dedicarsi ne rimane sempre meno. Siamo più presi dal lavoro e dai nostri hobby piuttosto che dal nostro partner.

Ho vissuto un rapporto di questo tipo e ci ho sofferto molto, così ho voluto raccontare come mi sentivo in quel periodo della mia vita.

In 50 settimane ho inserito la figura del cane perché lui può sopportare questo distacco. Il cane ti vuole sempre bene e riesce a perdonare, ma io non ci riesco, non ho questa sua forza."


 

danny

Utente di lunga data
Che botta lunedì
Di corsa martedì
Mercoledì son' free
Giovedì très jolie
Venerdì, venerdì, venerdì
Venerdì ti spacchi come un teen
Sabato a pranzo dai tuoi
Poi cena come un toy boy
Domenica all'Eurospin
Di nuovo lunedì
Martedì c'è il meeting
Mercoledì Netflix
Giovedì THC
Venerdì, venerdì, venerdì
Venerdì, tonica, Gordon's Gin
Sabato in centro se vuoi
Pane e salame non puoi
Domenica l'MD
Ma per fortuna c'è il cane
Sì per fortuna che ho un cane
Un cane che ti sa aspettare
Anche se hai sempre da fare
Ma vaffanculo anche al cane
Se mi vuoi paragonare
Se penso a che peso aspettarti
Di notte al guinzaglio
Invece di sognare
Lunedì fai footing
Martedì c'hai lo spleen
Mercoledì un reading
Giovedì Stranger Things
Venerdì, venerdì, venerdì
Venerdì, come Janis Joplin
Sabato a letto con i tuoi
Postumi e ti alzerai poi
Con la Domenica In
Ma per fortuna c'è il cane
Sì per fortuna che ho un cane
Un cane che sa perdonare anche se smetti di amare
Ma vaffanculo anche al cane
Se mi vuoi paragonare
Se penso a che peso aspettarti
Di notte al guizaglio
Invece di scappare
Per 50 settimane, per 50 settimane
Chiudo a Settembre vado al mare
Perché mi sento da cane
Se penso a che peso aspettarti
Per ore al guinzaglio
Sognando il tuo odore
 

Vera

Moderator
Staff Forum
Tralasciando la canzone che, per me, è brutta, alla base c'è sempre l'incomunicabilità. E Cremonini l'ha spiegata molto meglio con "Nessuno vuole essere Robin".
 

danny

Utente di lunga data
Tralasciando la canzone che, per me, è brutta, alla base c'è sempre l'incomunicabilità. E Cremonini l'ha spiegata molto meglio con "Nessuno vuole essere Robin".
Riporto il testo, dove c'è giustamente anche qui il cane:
"Come mai sono venuto stasera?
Bella domanda
Se ti dicessi che mi manca il tuo cane, ci crederesti?
Che in cucina ho tutto tranne che il sale, me lo daresti?
C'ho una spina in gola che mi fa male, fa male, fa male
Fammi un'altra domanda
Che non riesco a parlare
Quel che vorrei dirti stasera è
Non ha importanza
È solo che a guardarti negli occhi mi ci perdo
Quando il cielo è silenzioso mi nevica dentro
Se giurassi di dormire con te e non toccarti, toccarti, toccarti
Ma certo
Vuoi dormire col cane
Sai quanta gente ci vive coi cani
E ci parla come agli esseri umani
Intanto i giorni che passano accanto li vedi partire come treni
Che non hanno i binari, ma ali di carta
E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin
È certo che è proprio strana la vita, ci somiglia
È una sala d'aspetto affollata e di provincia
C'è un bambino di fianco all'entrata che mi guarda e mi chiede perché
Perché passiamo le notti aspettando una sveglia
Ci prendiamo una cotta per la prima disonesta
Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba
E tu mi chiedi "perché?"
Fammi un'altra domanda
Che non riesco a parlare
Sai quanta gente sorride alla vita e se la canta
Aspettando il domani
Intanto i giorni che passano accanto li vedi partire come treni
Che non hanno i binari, eppure vanno in orario
E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin
Come mai sono venuto stasera?
Come mai sono venuto stasera?
Bella domanda
 

danny

Utente di lunga data
Tralasciando la canzone che, per me, è brutta, alla base c'è sempre l'incomunicabilità. E Cremonini l'ha spiegata molto meglio con "Nessuno vuole essere Robin".
Massaroni si adagia su ispirazioni cantautoresche (Fossati, Dalla, Battisti, Rossi, Gaetano ,Baglioni, De Andre, li trovi tutti), con una discreta bravura ma con ridotti guizzi di originalità e minori qualità dal punto di vista compositivo delle fonti a cui si ispira, dando sempre quell'impressione di "vorrei ma non ci riesco". Forse la più interessante tra tutte le canzoni del suo repertorio è Carlo. In questa che ho proposto è evidente pure una discreta influenza Subsonica, ovviamente in chiave minore.
Però l'argomento che introduce può essere comunque interessante da discutere.
L'incomunicabilità, la sensazione di solitudine (descritta molto meglio da Cremonini) che ne consegue, l'assenza.
 

Vera

Moderator
Staff Forum
Massaroni si adagia su ispirazioni cantautoresche (Fossati, Dalla, Battisti, Rossi, Gaetano ,Baglioni, De Andre, li trovi tutti), con una discreta bravura ma con ridotti guizzi di originalità e minori qualità dal punto di vista compositivo delle fonti a cui si ispira, dando sempre quell'impressione di "vorrei ma non ci riesco". Forse la più interessante tra tutte le canzoni del suo repertorio è Carlo. In questa che ho proposto è evidente pure una discreta influenza Subsonica, ovviamente in chiave minore.
Però l'argomento che introduce può essere comunque interessante da discutere.
L'incomunicabilità, la sensazione di solitudine (descritta molto meglio da Cremonini) che ne consegue, l'assenza.
Ignoranza mia, è la prima volta che sento nominare Massaroni. Basandomi unicamente su questa, che ho ascoltato, non ci vedo niente di Fossati, Gaetano, Battisti, De André.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma l’argomento è la musica o la solitudine di coppia che deriva dal voler conservare autonomia?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Concordo con Massironi e con Cremonini.
Penso che se essere autonomi significa non stare mai insieme, è una autonomia che è incompatibile con la coppia e la famiglia.
Bisognerebbe fare i conti della serva sulle ore passate insieme, quelle passate a far l’amore, ma soprattutto quelle passate a parlare di sé.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Partendo dalla canzone (al di là del fatto che sia bella o brutta, piaccia o non piaccia). Con un discreto livello di ironia, ecco una settimana tipo:
Che botta lunedì
Di corsa martedì
Mercoledì son' free
Giovedì très jolie
Venerdì, venerdì, venerdì
Venerdì ti spacchi come un teen
Sabato a pranzo dai tuoi
Poi cena come un toy boy
Domenica all'Eurospin



E poi c'è quel verso "Sabato in centro se vuoi".


Una vita tra l'Eurospin, il pranzo dai tuoi, il sesso del sabato, il giro il centro, il venerdì con gli amici. E la botta del lunedì, dove tutto ricomincia, quasi sempre uguale, con qualche variazione, ma il ritmo è sempre lo stesso, ricomincia la settimana, ritorna la strofa, il ritmo basso/batteria più incalzante.
E arriva quel ritornello dove tutto rallenta, sembra pacificarsi, come a indicare una soluzione.
Ma per fortuna c'è il cane.
Un cane che sa perdonare anche se smetti di amare.


Eccola, la soluzione.

Ma vaffanculo anche il cane.
O forse no.
Non può riempire tutti i vuoti, non può darci quel senso che si è perso.
La conclusione stride col ritmo allegro, indie ma non troppo, leggero del ritornello.
Perché mi sento da cane
Se penso a che peso aspettarti
Per ore al guinzaglio
Sognando il tuo odore


Alla fine è lui che si sente da cane. Al guinzaglio, in attesa del padrone, sognando il suo odore.
Mi piace molto questo accostamento, ma soprattutto questo cambio di prospettiva.
Prima è il cane a riempire i vuoti, poi è lui che si sente come il cane, utile solo a riempire i vuoti altrui, ma in fin dei conti al guinzaglio di qualcuno che non c'è. E' una canzone giocata sul contrasto tra la miriade di impegni che riempiono (strofa) e il vuoto affettivo che si crea (ritornello).
 
Top