Tebe
Egocentrica non in incognito
Portami un sorriso, un po' di royal da svapare e non so cos'altro, non capisco nemmeno da che parte sono girato, o devo girarmi.
Va bene anche solo il tuo sorriso. Se puoi, domani mattina. Lotterò come il mostro che sono per dedicarti almeno un caffè.
Ho letto la mail improvvisa e le labbra mi si sono distese in un sorriso. Povero Man. Sta svapando come una locomotiva se mi chiede ancora liquido. Ma era prevedibile. In motel non è che abbiamo zompato a gang bang e basta.
Ci sono state anche le solite, tante, parole.
I sei sono arrivati, assorbiti dal gruppo di Man. Ma insieme ai sei ne sono arrivati altri due. Imposti. Due categorie protette.
Una è tetraplegica, ma simpaticissima e si da un gran daffare, quindi è un piacere, l'altro. No.
L'altro è un prodotto di una storia finita male, narrano, ha avuto una depressione non curata e quindi.
Estate e inverno porta la giacca a vento e due berretti di lana. Non li toglie nemmeno in ufficio.
Parla in continuazione, con tutti e di tutto, vagando per i piani senza mai fermarsi.
Non è aggressivo, ma è fuori totalmente, anche se curato.
La persona è peggiorata nell'ultimo anno e...non so legalmente cosa si possa fare comunque.
Questo è stato un pacchetto regalo fatto a Man. Apposta immagino. Lui non mi ha detto nulla, io non ho chiesto.
Un pacchetto bomba ovviamente.
In due settimane questo tizio ne ha fatte più che Bertoldo in Francia, cose che fanno pure un po' ridere.
E infatti quando me lo raccontava...
Motel
Tra una l'altra.
-...ma non hai idea Tebe...venerdi abbiamo avuto una riunione nel mio ufficio con i responsabili del mercato europeo ed era a coltelli, mi sto ancora occupando della Francia ed è rimasto un ginepraio anche se lentamente le cose stanno andando a posto. Insomma eravamo lì in video conferenza con l'A.D da Zurigo e si spalanca la porta del mio ufficio.-
E io già ero terrorizzata. Cioè. Lo sanno anche i sassi che la porta dlel'ufficio mannaro quando è chiusa deve rimanere chiusa.
Paura aprirla. -Era Gelmy?- flapflap, ho azzardato mentre me lo annusavo e stropicciavo tutto in quella cacofonia di odori e sapori suoi e miei.
-No. Era Lino.-
-Lino?-
-Si, Lino. Che è entrato e tranquillamente si è diretto nel mio bagno privato, ha lasciato tutte le porte aperte, ha fatto pipìovunque, tranne che nel buco poi è uscito con il cazzo di fuori. Se lo è rimesso dentro davanti a noi e mi ha chiesto quanto il mio, di cazzo, fosse lungo.-
:rotfl::rotfl::rotfl:
Muoro!!!!
Vi giuro. Pensando alla scena. Alla faccia di Man nei suoi completi Zegna scuri. I polsini slacciati con gemelli in oro. La sua biondosità. Il suo essere così perfettino.
Con uno con giacca a vento e doppio cappello di lana che piscia nel suo ufficio e poi gli chiede quanto ce l'ha lungo, davanti a manager di tutta europa.
Minchia avevo le lacrime. Stavo soffocando dalla ridarella.
Lui subito mi ha guardata come se non capissi l'estremo dramma, ma poi ha cominciato a ridere pure lui, confessandomi che gli ha dato il permesso di usare il suo bagno a patto che se trova la porta chiusa. Deve bussare.
Cioè...ma poveretto!!!!
Non Lino, Man.
Domani vado da lui, praticamente gli ho preparato un bottiglione di Royal, così per almeno un mese è a posto.
Lino che gli piscia nel bagno privato e gli chiede quanto ce l'ha lungo!
Non ce la faccio!
:rotfl:
Va bene anche solo il tuo sorriso. Se puoi, domani mattina. Lotterò come il mostro che sono per dedicarti almeno un caffè.
Ho letto la mail improvvisa e le labbra mi si sono distese in un sorriso. Povero Man. Sta svapando come una locomotiva se mi chiede ancora liquido. Ma era prevedibile. In motel non è che abbiamo zompato a gang bang e basta.
Ci sono state anche le solite, tante, parole.
I sei sono arrivati, assorbiti dal gruppo di Man. Ma insieme ai sei ne sono arrivati altri due. Imposti. Due categorie protette.
Una è tetraplegica, ma simpaticissima e si da un gran daffare, quindi è un piacere, l'altro. No.
L'altro è un prodotto di una storia finita male, narrano, ha avuto una depressione non curata e quindi.
Estate e inverno porta la giacca a vento e due berretti di lana. Non li toglie nemmeno in ufficio.
Parla in continuazione, con tutti e di tutto, vagando per i piani senza mai fermarsi.
Non è aggressivo, ma è fuori totalmente, anche se curato.
La persona è peggiorata nell'ultimo anno e...non so legalmente cosa si possa fare comunque.
Questo è stato un pacchetto regalo fatto a Man. Apposta immagino. Lui non mi ha detto nulla, io non ho chiesto.
Un pacchetto bomba ovviamente.
In due settimane questo tizio ne ha fatte più che Bertoldo in Francia, cose che fanno pure un po' ridere.
E infatti quando me lo raccontava...
Motel
Tra una l'altra.
-...ma non hai idea Tebe...venerdi abbiamo avuto una riunione nel mio ufficio con i responsabili del mercato europeo ed era a coltelli, mi sto ancora occupando della Francia ed è rimasto un ginepraio anche se lentamente le cose stanno andando a posto. Insomma eravamo lì in video conferenza con l'A.D da Zurigo e si spalanca la porta del mio ufficio.-
E io già ero terrorizzata. Cioè. Lo sanno anche i sassi che la porta dlel'ufficio mannaro quando è chiusa deve rimanere chiusa.
Paura aprirla. -Era Gelmy?- flapflap, ho azzardato mentre me lo annusavo e stropicciavo tutto in quella cacofonia di odori e sapori suoi e miei.
-No. Era Lino.-
-Lino?-
-Si, Lino. Che è entrato e tranquillamente si è diretto nel mio bagno privato, ha lasciato tutte le porte aperte, ha fatto pipìovunque, tranne che nel buco poi è uscito con il cazzo di fuori. Se lo è rimesso dentro davanti a noi e mi ha chiesto quanto il mio, di cazzo, fosse lungo.-
:rotfl::rotfl::rotfl:
Muoro!!!!
Vi giuro. Pensando alla scena. Alla faccia di Man nei suoi completi Zegna scuri. I polsini slacciati con gemelli in oro. La sua biondosità. Il suo essere così perfettino.
Con uno con giacca a vento e doppio cappello di lana che piscia nel suo ufficio e poi gli chiede quanto ce l'ha lungo, davanti a manager di tutta europa.
Minchia avevo le lacrime. Stavo soffocando dalla ridarella.
Lui subito mi ha guardata come se non capissi l'estremo dramma, ma poi ha cominciato a ridere pure lui, confessandomi che gli ha dato il permesso di usare il suo bagno a patto che se trova la porta chiusa. Deve bussare.
Cioè...ma poveretto!!!!
Non Lino, Man.
Domani vado da lui, praticamente gli ho preparato un bottiglione di Royal, così per almeno un mese è a posto.
Lino che gli piscia nel bagno privato e gli chiede quanto ce l'ha lungo!
Non ce la faccio!
:rotfl: