Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi - Docufilm di W.Herzog

brenin

Utente
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Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi - Docufilm di W.Herzog

Lo and Behold – Internet: il futuro è oggi, è un’indagine che, partendo dalle origini di internet, si interroga sul futuro che aspetta l’umanità ed il nostro pianeta, in bilico tra l’innovazione ed i limiti etici e strutturali che sarebbe utile porsi per non andare incontro alla denaturazione umana. Un mondo che, in poco meno di 50 anni, è passato dal laborioso trasferimento di due lettere, L ed O (la terza, G, che avrebbe composto la parola LOG rimase a metà strada a causa del crash delle macchine), tra due università distanti qualche centinaio di chilometri ad un’interconnessione h24 tra miliardi di utenti, presenta inevitabilmente sfide, affascinanti innovazioni e crescenti difficoltà.
E' un film che fa riflettere soprattutto sulla fragilità dell'uomo; vale a dire, sulla caratteristica che ci connota di più come creature, come esseri in qualche modo "gettati", direbbe Heidegger, nel mondo dell'essere insieme a tante altre creature, con le quali non possiamo non interagire, a partire dai nostri simili . Di questa fantastica debolezza, capace di creare salti inimmaginabili di civiltà , il film ci offre testimonianze toccanti, come la comunità di persone ipersensibili alle radiazioni di qualunque tipo costretti a vivere isolati, come la storia di una famiglia duramente colpita dalle immagini della figlia morta messe in rete senza che loro se ne rendessero conto, e come la descrizione dettagliata del pericolo che una (inevitabile, quando sarà ) tempesta solare mandi in aria tutte le nostre sofisticate connessioni. C'è tanto entusiasmo, nel film di Herzog, l'entusiasmo, soprattutto, dei pionieri della rivoluzione di Internet, che ancora oggi sono arzilli come ventenni. Ma a mio avviso la nota più toccante è la carezza sulle nostre fragilità , delicata come uno sguardo che annota, capisce, non giudica, ma sa che gli entusiasmi, tutti gli entusiasmi , devono fare i conti con la nostra debole umanità, così minata dal male, dal tempo che passa, dalle malattie, eppure così potente, così straordinaria, così mirabolante . Davvero internet ci mette davanti, ogni giorno, alla nostra potenza ed alla nostra fragilità. Davanti, insomma, a quel mistero chiamato uomo.
E' un docufilm a mio avviso molto interessante, perchè ci da la possibilità di porci molte domande su tutto quello che concerne la rete ed il nostro rapporto con essa.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
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Lo and Behold – Internet: il futuro è oggi, è un’indagine che, partendo dalle origini di internet, si interroga sul futuro che aspetta l’umanità ed il nostro pianeta, in bilico tra l’innovazione ed i limiti etici e strutturali che sarebbe utile porsi per non andare incontro alla denaturazione umana. Un mondo che, in poco meno di 50 anni, è passato dal laborioso trasferimento di due lettere, L ed O (la terza, G, che avrebbe composto la parola LOG rimase a metà strada a causa del crash delle macchine), tra due università distanti qualche centinaio di chilometri ad un’interconnessione h24 tra miliardi di utenti, presenta inevitabilmente sfide, affascinanti innovazioni e crescenti difficoltà.
E' un film che fa riflettere soprattutto sulla fragilità dell'uomo; vale a dire, sulla caratteristica che ci connota di più come creature, come esseri in qualche modo "gettati", direbbe Heidegger, nel mondo dell'essere insieme a tante altre creature, con le quali non possiamo non interagire, a partire dai nostri simili . Di questa fantastica debolezza, capace di creare salti inimmaginabili di civiltà , il film ci offre testimonianze toccanti, come la comunità di persone ipersensibili alle radiazioni di qualunque tipo costretti a vivere isolati, come la storia di una famiglia duramente colpita dalle immagini della figlia morta messe in rete senza che loro se ne rendessero conto, e come la descrizione dettagliata del pericolo che una (inevitabile, quando sarà ) tempesta solare mandi in aria tutte le nostre sofisticate connessioni. C'è tanto entusiasmo, nel film di Herzog, l'entusiasmo, soprattutto, dei pionieri della rivoluzione di Internet, che ancora oggi sono arzilli come ventenni. Ma a mio avviso la nota più toccante è la carezza sulle nostre fragilità , delicata come uno sguardo che annota, capisce, non giudica, ma sa che gli entusiasmi, tutti gli entusiasmi , devono fare i conti con la nostra debole umanità, così minata dal male, dal tempo che passa, dalle malattie, eppure così potente, così straordinaria, così mirabolante . Davvero internet ci mette davanti, ogni giorno, alla nostra potenza ed alla nostra fragilità. Davanti, insomma, a quel mistero chiamato uomo.
E' un docufilm a mio avviso molto interessante, perchè ci da la possibilità di porci molte domande su tutto quello che concerne la rete ed il nostro rapporto con essa.
interessante, indubbiamente internet ha rivoluzionato il mondo, la difficoltà resta l'uso che se ne fa :)
 

brenin

Utente
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interessante, indubbiamente internet ha rivoluzionato il mondo, la difficoltà resta l'uso che se ne fa :)
Hai centrato il nocciolo della questione.... nel film di vedono anche casi limite, che non avremmo mai potuto nemmeno lontanamente immaginare, ove persino la medicina si è trovata di fronte a pazienti per i quali - almeno inizialmente - non sapeva quale rimedi adottare per patologie assolutamente nuove. Senza contare,inoltre, i "reclusi" in casa ( gli otaku per i giapponesi,ove il fenomeno è molto diffuso ) che sono totalmente dipendenti dalla rete ed evitano il mondo esterno, fenomeno difficile da "quantificare" proprio per il particolare "modus vivendi " .
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
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Hai centrato il nocciolo della questione.... nel film di vedono anche casi limite, che non avremmo mai potuto nemmeno lontanamente immaginare, ove persino la medicina si è trovata di fronte a pazienti per i quali - almeno inizialmente - non sapeva quale rimedi adottare per patologie assolutamente nuove. Senza contare,inoltre, i "reclusi" in casa ( gli otaku per i giapponesi,ove il fenomeno è molto diffuso ) che sono totalmente dipendenti dalla rete ed evitano il mondo esterno, fenomeno difficile da "quantificare" proprio per il particolare "modus vivendi " .
Ma infatti per la medicina credo che internet sia un toccasana perché la veicolazione di informazioni, pareri, diagnosi, casi particolari condivisi salvino un sacco di gente

poi appunto ci sono i casi limite dove internet diventa la vita e il virtuale sostituisce il reale a livelli patologici
 
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